La rivincita, che sa di vendetta, è un piatto destro o un collo sinistro o uno stacco imperioso o una giravolta fulminante che si servono con la freddezza e il cinismo del bomber di razza, rinnegato dall’Italia nella sua prima vita da Denis, ventuno anni e l’incognita stampata in fronte. Il tempo è un galantuomo e sei anni sono serviti per lucidare la memoria e lasciar splendere di luce nuova quel tanque pronto a marciare con il Napoli sulla Juventus per ribadire che c’è un altro Denis nell’area e nell’aria: attenzione, un carrarmato muove verso di voi.