Pià: “Tornare in A attraverso l’umiltà”
da redazione • 18 Febbraio 2010 • Categoria: CalcioMagazine
Non è mai stato un bomber, Joao Pià: l’unica volta in cui è andato in doppia cifra di gol in una stagione giocava nell’Ascoli, in serie B nel 2003- 04. Ma nel Torino Pià, in sei gare, ha messo a segno due reti e sono arrivate altrettante vittorie: la prima zampata nel poker sul Grosseto, l’ultimo sigillo dal dischetto contro l’AlbinoLeffe, un gol da tre punti.
E l’intesa con Bianchi (ma non è andata male nemmeno con Arma) migliora giorno dopo giorno: la coppia offensiva è pronta ricomporsi contro la Salernitana dopo il rientro del centravanti dalla squalifica.
Pià, sabato a Bergamo, città dove è calcisticamente cresciuto, ha ritrovato il gol su rigore, il secondo con il Torino: quanto serve per il morale? «E’ fuor di dubbio che segnare faccia sempre piacere, specialmente per un attaccante. Detto questo, un gol non è importante se non coincide con la vittoria della squadra: contro l’AlbinoLeffe sono arrivati i tre punti ed è questo ciò che conta. Adesso è assolutamente fondamentale trovare una continuità di risultati» .
Dica la verità: questa squadra ha davvero la forza per centrare l’obiettivo serie A? «Sappiamo che il tempo stringe e che non sarà facile, ma possiamo farcela, ne sono sicuro. Una cosa è certa: per ritornare in serie A non dobbiamo perdere neanche per un secondo la nostra umiltà, questo spirito di collaborazione che ci contraddistingue. E’ una questione di mentalità: noi siamo sulla strada giusta e abbiamo il dovere di andare avanti così, con questa grinta, questa carica. Sempre».
IL CLIMA - Ha parlato di mentalità, uno degli aspetti del “nuovo” Toro che maggiormente piace ai tifosi: in effetti quando lei è arrivato a Torino l’ambiente attorno alla squadra era ben diverso, si respirava atmosfera più tesa. «E’ vero, sembra passato parecchio tempo e invece non è così. La situazione, ai tempi del mio passaggio in granata, era un po’ più confusa: non ne conosco i motivi e sinceramente non mi pongo nemmeno il problema. Preferisco parlare dell’attualità, non del passato: e adesso il clima è perfetto, nello spogliatoio come fuori. Stiamo bene, ci alleniamo bene, stiamo ottenendo dei buoni risultati. E’ questo ciò che conta: dobbiamo tornare in serie A e siamo tutti concentrati sull’obiettivo. Quello che è successo prima non ci deve toccare» .
Sabato arriva a Torino la Salernitana ultima in classifica e con un piede in Lega Pro: classica partita “trabocchetto”, quelle in cui, se ti distrai, rischi di perdere punti. «Questo non deve assolutamente succedere. Noi non dobbiamo pensare “giochiamo contro la squadra che ha fatto meno punti e allora vinciamo sicuro”. Sarebbe uno sbaglio colossale. Noi dobbiamo pensare che sabato ci troveremo di fronte l’Inter: solo con questa mentalità si possono ottenere i tre punti, non certo sottovalutando gli avversari. Non siamo nelle condizioni di poterci permettere ciò: in serie B ogni partita è complicata, nessuno ti regala niente. E noi lo sappiamo». (Tuttosport)
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