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Scontri al Friuli: 4 napoletani in manette

da redazione • 9 Febbraio 2010 • Categoria: CalcioMagazine

Sono quattro le ordinanze di custodia cautelare eseguite dagli agenti della Digos nell’ambito dell’inchiesta sulla tifoseria violenta: due in carcere e due agli arresti domiciliari. Le contestazioni si riferiscono a episodi avvenuti durante lo scorso campionato. Inoltre, sono in corso anche 20 perquisizioni in relazione agli incidenti avvenuti domenica scorsa a Udine che hanno fatto registrare otto arresti tra i supporters del Napoli (due sono stati rimessi in libertà questa mattina dal giudice del Tribunale di Udine, Serenella Beltrame, dove si è svolto il rito per direttissima) e sette feriti tra tifosi friulani e forze dell’ordine. L’indagine è coordinata dai pm Antonello Ardituro, Vincenzo Ranieri e Danilo De Simone.

LA GARA ALL’OLIMPICO - Nel settembre 2008 un’altra «retata» di ultras dopo la trasferta all’Olimpico con la Roma e le devastazioni che ci furono in treno, alla stazione Termini e allo stadio. In quell’occasione il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, disse che su «3.096 tifosi del Napoli che hanno acquistato i biglietti per la partita con la Roma, ben 810 erano gravati da precedenti di polizia e 27 erano “contigui” alla camorra».

OTTOBRE 2007 - Un anno prima vennero arrestati cinque capi ultrà per i reati di associazione per delinquere, danneggiamento, lesioni, incendio, lancio di oggetti contundenti. E un collaboratore di giustizia, Giuseppe Misso junior, sui rapporti tra clan locali e gruppi di tifosi, riferì esplicitamente l’influenza della camorra su alcune frange della tifoseria napoletana.

TRASFERTE VIETATE - Intanto, dopo gli scontri di Udine, di profila un «divieto di trasferta» per i tifosi azzurri fino al termine del campionato. In un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, il capo della Digos, Antonio Sbordone dice: «Divieto giusto, non ci sono alternative». (Corriere del Mezzogiorno)

Il Capo della Digos di Napoli: “Divieto trasferte? Giusto”


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