Lazio, due acquisti antirazzisti
da redazione • 3 Febbraio 2010 • Categoria: CalcioMagazine, Consigli per gli acquisti, Curiosita'
Il passaggio in biancoceleste di Thomas Hitzlsperger, per gli amici ‘Hitz’, ha creato non poco stupore tra la stampa tedesca, dando lo spunto alla Bild di chiedersi il perchè della scelta del giocatore tedesco. Il centrocampista ex Stoccarda è infatti da sempre attivo contro l’estremismo di destra, portatore di una lotta continua contro il neonazismo tanto da aver più volte scritto dell’argomento su svariati blog e partecipato a numerose conferenze nelle scuole.
Poi il passaggio alla Lazio da tempo convivente con una frangia estrema della curva decisamente schierata politicamente. E proprio a favore di quella politica contro la quale si sta battendo fortemente da anni il buon Hitzlsperger. “Razzisti e antisemiti” - questa la definizione data dal quotidiano tedesco alla Curva Nord biancoceleste e da lì il dubbio sulla scelta sportiva del calciatore che però vede la questione in modo diverso: “So molto bene che il club viene collegato a determinate situazioni - ha dichiarato Hitz - ma vado a Roma senza pregiudizi continuando a battermi contro l’estremismo di destra e le discriminazioni delle minoranze“. Il giornale inoltre riporta come tra gli Irriducibili ci sia un gruppo di 7 mila tifosi che si autodefiniscono fascisti, comportandosi di conseguenza, non mancando di sottolineare i saluti romani dell’ex capitano biancoceleste Paolo Di Canio. Una situazione ambientale che, teoricamente, sarebbe incompatibile con il neoacquisto, da entrambi i punti di vista.
Un altro arrivo che potrebbe disturbare tutto l’ambiente è quello di Golasa, giocatore israeliano, proveniente dal Maccabi e quindi di origine ebrea. Uno dei primi passi, al primo giorno nella capitale,
è stato quello di far visita alla sinagoga della città e il museo ebraico, gesto normalissimo che però potrebbe creare non poche tensioni con la frangia più calda della tifoseria biancoceleste.
D’altronde i precedenti, purtroppo, non mancano. Era il 1992 e a Roma era appena sbarcato Aaron Winter, giocatore olandese nato in Suriname ma di origine ebree: “Ero appena arrivato a Roma, uscendo dall’allenamento lessi quella scritta sul muro del centro sportivo: ‘Winter Raus’. Mi crollò il mondo addosso, fu terribile. Per qualche giorno ebbi paura di uscire di casa - continuò Winter in un’intervista al Corriere della Sera - di andare a lavorare, di girare libero. Poi passò e nei quattro anni successivi diventai un idolo della tifoseria“. Ma non ci fu solo quella scritta: ”Mi telefonavano a casa dicendomi di andarmene, di smentire le mie radici. Ma non li ascoltai e continuai nel mio lavoro“.
Ma episodi di questo tipo non riguardano esclusivamente la capitale e i tifosi della Lazio. Un altro caso simile successe a Udine nel 1990. In prova alla società friulana arrivò Ronny Rosenthal, attaccante israeliano. Nei giorni in cui si sparse la notizia del suo arrivo, la città venne tappezzata di scritte antisemite che minarono la tranquillità della dirigenza, impaurita dal dover aver a che fare con le frange più estremiste del tifo friulano. Risultato? Il giocatore venne respinto, ufficialmente per non aver passato le visite mediche. I presunti problemi alla schiena che gli impedirono di vestire la casacca bianconera infatti, sparirono magicamente qualche giorno più tardi quando Rosenthal firmò un contratto con il Liverpool dove rimase per cinque stagioni.
Con gli arrivi di Hitzlsperger e Golasa, Lotito ha sicuramente voluto rafforzare la rosa della sua Lazio. Non è detto però che queste scelte siano state esclusivamente tecniche. Il segnale simbolico è forte, forse quasi un azzardo. Starà ai tifosi biancocelesti dimostrare una certa maturità e non lasciarsi condizionare da situazioni che con il calcio hanno poco da spartire. (Sport Mediaset)
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