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Boxe, Mondiali AIBA: Valentino, un oro per Marcianise

da redazione • 14 Settembre 2009 • Categoria: Altri Sport

Pugile per caso, campione per talento. È la storia di Domenico Valentino, la cui vittoria ai Mondiali di Milano nei pesi leggeri è semplicemente il risultato dell´equazione classe uguale successo. Perché Mirko, come tutti lo chiamano da sempre (è il nome che la madre gli avrebbe voluto dare, ma per rispetto del suocero ha poi scelto Domenico), ha doti innate, sin da quando a 18 anni vinse il primo campionato italiano. È nato a Marcianise, patria del pugilato, avendo dato i natali anche agli altri campioni del mondo Tommaso Russo e Clemente Russo (argento a Pechino) e ad Angelo Musone, che bronzo alle Olimpiadi di Los Angeles.

Non è un caso: nel dopoguerra gli americani sceglievano i “bufalari” della zona come sparring partner per gli incontri di boxe e, dopo averli battuti, insegnavano loro l´arte del pugilato. «È una tradizione che qui abbiamo da ottant´anni, potrei dire che l´80% dei ragazzi di Marcianise ha dato almeno un cazzotto in una palestra», svela Mimmo Brillantino, uno degli storici coach della palestra Excelsior, gloriosa al pari della Zinzi e della Medaglie d´Oro: in quest´ultima è cresciuto Valentino, allenato da Raffaele Munno, il suo mentore. E proprio con il suo maestro, con i genitori, gli zii, i fratelli e la moglie Rossana Domenico ha festeggiato ieri sera il fresco titolo nella sua città, Marcianise.

Il quartiere Macello, dove è nato e vive, gli ha riservato al suo arrivo, intorno alle 19.30, un´accoglienza da eroe. Sulle note della colonna sonora di Rocky, Valentino è stato portato in trionfo davanti alla propria abitazione, in via Marte, nel quartiere San Simeone. Nei prossimi giorni il sindaco Tartaglione, che ha seguito con l´assessore Trombetta e i parenti del pugile il trionfo di Assago, organizzerà la festa ufficiale in Comune: Valentino farà il 27 anche una passerella al “Progreditur”, lo stadio del Real Marcianise. Nella festa privata di ieri Mr. Tattoo (altro soprannome di Domenico per via dei nove tatuaggi che ha sul corpo) ha abbracciato forte suo fratello Gaetano. In un certo senso deve a lui il trionfo: Mirko aveva 14 anni e faceva il parrucchiere per signore quando accompagnò il fratello maggiore in palestra.

Ne rimase colpito. E così da coiffeur è diventato uno dei migliori pugili al mondo, questione di mani ma anche di passione: quando è all´angolo Mirko parla in spagnolo, o meglio inserisce una “s” alla fine di tutte le parole, in onore del suo idolo, il cubano Mario Kindelan.
Valentino è tesserato per le Fiamme Oro ed è un poliziotto: «Un modo - dice - per dedicarmi interamente a questo sport avendo una certa tranquillità economica». La facile legge del contrappasso in questo caso non c´entra: a pochi chilometri da Gomorra-Casal di Principe le storiche palestre di Marcianise non sono soltanto un modo per togliere i ragazzi dalla strada. «Saviano ha ragione e ha scritto cose vere, ma la mia città oggi è cambiata - dice Valentino - rispetto a 15-20 anni fa. È in costante crescita, gli anni bui sono lontani».

Anche Russo è distante: «Con oro, argento e bronzo ai Mondiali il più medagliato a Marcianise sono io - dice - anche più di Clemente, con il quale c´è una sana competizione tra amici». Valentino è un esempio perché ha avuto il carattere di battere anche la sfortuna: eliminato ai quarti alle Olimpiadi di Atene e agli ottavi a Pechino, nel mondiale 2007 a Chicago perse in finale con Gavin per un infortunio alla mano destra. Mirko, che ha il naso schiacciato naturalmente («Nessuno me l´ha mai rotto»), ha il punto debole nelle mani, piccole e fragili: «Negli States ho combattuto con una mano rotta. Ad Assago però mi sono rifatto». Ha vinto anche 5 campionati italiani e i Giochi del Mediterraneo, ma si è campioni anche fuori dal ring: «Le palestre di Marcianise saranno piene di bambini che verranno a imparare la boxe per emularci. E questo è importante, i giovani hanno bisogno di obiettivi per non lasciarsi tentare da altro». (Dario Sarnataro, La Repubblica - Napoli)

MARCIANISE FESTEGGIA IL “SUO” CAMPIONE DEL MONDO

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