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Napoli Grandi Manovre: Angelozzi per Marino?

da redazione • 28 Maggio 2009 • Categoria: CalcioMagazine


Una notizia che avrebbe del clamoroso arriva da Lecce e riguarda non tanto il calciomercato in sé, come compravendita di giocatori, quanto la politica di calciomercato del Napoli in toto e vorrebbe un avvicendamento tra Pierpaolo Marino e Guido Angelozzi in seno alla società di Aurelio De Laurentiis. Il presidente non ha nascosto anche in occasione dei festeggiamenti per i suoi sessant’anni una certa insofferenza per alcune scelte discutibili in fatto di mercato: «In questi 5 anni i giornali mi hanno fatto comprare 1.850 giocatori» le parole del patron azzurro, che di fronte al dato reale però, 71 giocatori acquistati dal 2004-05 non può certo stare allegro. Parlando dell’ultima stagione, ad esempio, dopo il primo esaltante campionato di Hamsik, Lavezzi e Gargano in serie A, il presidente pensava che Marino avesse finalmente trovato nell’argentino Denis il centrattacco di peso e gol che era stato Sosa nelle serie inferiori e mancava alla squadra nel campionato maggiore. Invece Denis ha fatto rimpiangere «el Pampa» e in un certo senso persino Emanuele Calaiò, ceduto per metà al Siena. Ma se il mercato estivo era stato discutibile, a gennaio le mosse di Pierpaolo Marino non si sono rivelate migliori.

DOPO DENIS, DATOLO - Con una squadra in lizza per la zona Champions il colpo piazzato per saziare la sete di coppa della tifoseria e di un presidente esigente, Marino ha portato a Castelvolturno Jesus Datolo dal Boca Juniors, la squadra che fu di Maradona. Presentato, almeno senza scomodare «el Pibe de oro» come un novello Lavezzi, piede sinistro da incanto, esterno di sicuro affidamento capace di saltare l’uomo e fare il trequartista, Datolo non solo non ha cambiato il volto del Napoli, ma è diventato il simbolo del Napoli che vuole, ma non può. È pronta a fare il salto nel grande calcio e nel girone di ritorno raggranella dieci punti marciando al ritmo dell’ultima della classe. Tanto da dover ricorrere all’esonero di Reja per provare a rilanciarsi, senza successo. Con De Laurentiis in panchina accanto a Donadoni, come a rivendicare la scelta di un esonero forse rimandato troppo a lungo per i gusti del presidente.

INTERTOTO - In ultimo, ma non in ordine di importanza, la questione Intertoto che secondo De Laurentiis ha rovinato il campionato del Napoli. La decisione di partecipare al torneo per puntare alla Uefa. Una scelta mai andata giù al presidente che alla stampa, sempre per i suoi sessant’anni ha confessato i suoi dubbi: «Io avevo detto che fare l’Intertoto sarebbe stata un’arma a doppio taglio: forse avrei dovuto dare retta al mio intuito. Tra compromettere la stagione e fare il tentativo europeo, avrei preferito non compromettere la stagione». E a spingere per la partecipazione fu proprio Marino che giusto un anno fa disse: «L’Intertoto? È una decisione che devo prendere io anche dopo aver ascoltato il parere di tutti i calciatori». Ora spunta il fantasma di Angelozzi, il catanese diesse del Lecce già vicino al Napoli prima che finisse nelle mani di De Laurentiis nell’estate del 2004, ma non è escluso spuntino in futuro anche altri i nomi da accostare alla direzione tecnica dei partenopei. (Sandro Di Domenico, Corriere del Mezzogiorno)

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