Lo strano caso di Salvatore Siciliano
Classe 1978, di origini siciliane, lavora nel web marketing: e fin qui tutto normale, se non fosse che stiamo per parlare di colui che ha dato vita a diversi fenomeni virali del web. Non si tratta di un qualsiasi provocatore attivo in Rete e nei social network, bensì di Salvatore Siciliano, il ‘manipolatore’ della Rete.
Recentemente è stato autore della trasformazione degli spazi su Facebook che erano nati come pro-Abruzzo in pagine pro-Berlusconi (dopo l’aggressione di Milano) cambiando il nome del gruppo. Ha creato mesi fa un tam-tam di ricerche col noto caso de “Il testamento di Salvatore Siciliano”, operazione di viral marketing per l’uscita dell’omonimo libro, che aveva spinto milioni di persone su Google per cercare informazioni su quella misteriosa volontà di suicidio preceduta da una testimonianza sul web, a metà tra la provocazione e la manipolazione.
I messaggi nelle bacheche dei social network e nei forum erano firmati con gli pseudonimi Cobuzio e Alessandro Rossi.
E che dire di “Miss Facebook Italia”? Altro caso opera di Siciliano, che fece iscrivere centinaia di ragazze su un apposito gruppo con il secondo fine delle pubbliche relazioni del parco acquatico romano Zoomarine, che grazie a quell’espediente riuscì a finire su tutti i telegiornali.
Ancora citiamo il caso della Kirby, l’azienda di aspirapolveri nota a molte casalinghe per la tenacia dei venditori: diffusione di commenti positivi, aumento del traffico web, creazione di campagne di comunicazione mascherate. Tutte le noie e le virtù del guerrilla marketing del provocatorio ed efficacissimo Siciliano.















La parola “sesso” è la più cliccata in assoluto dagli internauti, e certamente la community più frequentata in assoluto dopo myspace non poteva esimersi dall’ospitare profili dedicati al tema. Trattando i social network come fenomeno dei giorni nostri, dedichiamo una parentesi anche al mondo “nascosto” di Facebook.
Chi non ha la sua realtà virtuale su un blog, uno space, o facebook scagli la prima pietra… ma dobbiamo dire che quest’ultimo ha contagiato quasi tutta la popolazione terrestre, salvo rari casi di scetticismo o di odio profondo nei confronti dei social network. La società virtuale facebookese, sempre più ossessionata dal condividere la propria vita con il prossimo e contemporaneamente farsi tutti, ma proprio tutti i fatti altrui, ha adottato i “gruppi” come veri e propri mezzi di propaganda veloce. E funzionano! Centinaia, migliaia di iscritti in pochi minuti, basta azzeccare la tematica.
Cresce la passione per Internet e i social network, anche in ufficio. Nonostante la scarsa tolleranza dei datori di lavoro, cresce la dipendenza da connessione: secondo il sondaggio “The Future Laboratory”, la possibilità di connettersi alla rete influenza umore e comportamenti, in caso di mancanza di linea infatti nascono veri e propri casi di ansia da isolamento digitale. Come prevedibile, chi mostra dipendenza da connessione anche in ufficio predilige social netwoking, email e chat. Da non sottovalutare i giochi di ruolo, chiamati in gergo internauta GDR: esistono giochi online dove i server ai quali ci si iscrive vanno ad oltranza, di conseguenza il gioco non termina mai. In questo modo l’ utente è portato ad attaccarsi particolarmente al proprio personaggio, controllando le caratteristiche e la crescita appena ha un momento libero.
Credo sia capitato a tanti, forse a tutti, almeno una volta da quando sono iscritti. Myspace è stato uno dei primi social network a dilagare nel web tra i giovani: registrazioni non stop ad anni di distanza dall’approdo in Italia degli “amici di Tom”, nonchè ghiotta occasione per le bands emergenti per massacrare di spam chi non ha alcun interesse ad ascoltarle, ma anche per i comuni mortali come me. Io mi ero iscritta come fotografa con l’intenzione di conoscere colleghi e potenziali clienti, ed ovviamente avevo setacciato tutti quei siti carini che offrono slideshow e profili preimpostati fatti di tanti, tanti codici, con l’aggravante di volerli personalizzare. Un bel giorno decido di togliere qualche vecchio elemento dei suddetti siti e di cambiare un pò il layout. Pessima decisione. Un pomeriggio di delirio davanti al portatile finito tragicamente con la cancellazione di tutto il poema di codici per disperazione. Puf! E’ morto il mio Myspace. Tutto nero. Nessuna foto, nessuno sfondo, niente di niente: solo l’avatar. Nervosismo alle soglie storiche. Due giorni a non voler neanche cliccare su “visualizza profilo” o peggio su “modifica profilo”, mi toccherà girovagare nel web per giorni alla disperata ricerca di qualcosa che mi piaccia, e invece… scopro che Myspace è stato aggiornato alla versione 2.0 (come il nome di questo blog) e che è stato inserito un modulo per personalizzarlo, senza impazzire coi tanto odiati codici colpevoli di avermelo ammazzato.