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Lo strano caso di Salvatore Siciliano

Scritto da Polly | Web | martedì 4 maggio 2010 12:03

Art is Hard - Le sculture iperreali di Ron MueckClasse 1978, di origini siciliane, lavora nel web marketing: e fin qui tutto normale, se non fosse che stiamo per parlare di colui che ha dato vita a diversi fenomeni virali del web. Non si tratta di un qualsiasi provocatore attivo in Rete e nei social network, bensì di Salvatore Siciliano, il ‘manipolatore’ della Rete.
Recentemente è stato autore della trasformazione degli spazi su Facebook che erano nati come pro-Abruzzo in pagine pro-Berlusconi (dopo l’aggressione di Milano) cambiando il nome del gruppo. Ha creato mesi fa un tam-tam di ricerche col noto caso de “Il testamento di Salvatore Siciliano”, operazione di viral marketing per l’uscita dell’omonimo libro, che aveva spinto milioni di persone su Google per cercare informazioni su quella misteriosa volontà di suicidio preceduta da una testimonianza sul web, a metà tra la provocazione e la manipolazione.
I messaggi nelle bacheche dei social network e nei forum erano firmati con gli pseudonimi Cobuzio e Alessandro Rossi.
E che dire di “Miss Facebook Italia”? Altro caso opera di Siciliano, che fece iscrivere centinaia di ragazze su un apposito gruppo con il secondo fine delle pubbliche relazioni del parco acquatico romano Zoomarine, che grazie a quell’espediente riuscì a finire su tutti i telegiornali.
Ancora citiamo il caso della Kirby, l’azienda di aspirapolveri nota a molte casalinghe per la tenacia dei venditori: diffusione di commenti positivi, aumento del traffico web, creazione di campagne di comunicazione mascherate. Tutte le noie e le virtù del guerrilla marketing del provocatorio ed efficacissimo Siciliano.

Creato il cimitero di Facebook

Scritto da Polly | In Evidenza, Web | mercoledì 28 ottobre 2009 13:24


Manca poco al 2 novembre e non poteva capitare momento migliore per ricordare i defunti anche in Facebook. Il problema è che di questi tempi non è più osservato il ragionamento “politically correct” di far sparire dalla Rete Globale le persone che non ci sono più, anzi.
Questa notizia è indicativa sul livello di influenza nella vita quotidiana raggiunto dai social network e dalle attività virtuali in genere, sempre più intrecciate con quelle reali fino al punto di non riuscire più a scinderle. Vi è una domanda che nessuno, o pochi, si erano posti finora, ossia cosa ne è di tutte le identità virtuali nel momento in cui la vita reale finisce? Facebook risponde con una lapide virtuale e una memoria reale.
L’ idea è stata dettagliatamente esposta da Max Kelly nel blog ufficiale del social network più diffuso al mondo. Su Facebook è stato inaugurato un cimitero virtuale nel quale riposeranno gli iscritti che sono passati a miglior vita, e dove al posto delle stravaganze e degli stati d’ animo dei diretti interessati saranno pubblicati i pensieri ed i ricordi degli amici.
Il funzionamento è abbastanza semplice: nel momento in cui un utente lascia il mondo terreno, gli amici di Facebook potranno utilizzare un nuovo Forum per segnalare il nome del defunto e fornire le sue principali informazioni personali, oltre a qualcosa che dimostri il suo decesso.
Bisogna quindi procurarsi un necrologio, un articolo di giornale o qualcosa del genere per dare l’accesso all’amico o all’amica al cimitero di Facebook, per evitare stupidi scherzi macabri da parte di chi ha un conto in sospeso con qualcuno che vorrebbe vedere morto, oppure qualcuno che vuole fingersi morto per partecipare al proprio funerale virtuale.
A questo punto il profilo del caro defunto viene trasferito nel cimitero di Facebook, dove assumerà le sembianze di un muro virtuale, sul quale gli amici potranno dare il loro contributo alla memoria con frasi, ricordi, fotografie e, perché no, anche qualche video di YouTube. L’account così “trasformato” non potrà essere modificato o gestito da nessuno, la pagina in questione scomparirà dai motori di ricerca, e nessuno potrà chiedere l’amicizia postuma al defunto (per evitare rimorsi di coscienza evitate fin da ora di rifiutare amicizie, perché, al contrario di quanto avviene nella vita reale, almeno su FB non si può fingere di essere stati amici del defunto). Ovviamente il rispetto della memoria impone il divieto assoluto a denigrare il defunto con frasi sconvenienti.

Viaggio nel Facebook occulto: escort, scambisti e identità multiple

Scritto da Polly | In Evidenza, Web | mercoledì 21 ottobre 2009 18:17

La parola “sesso” è la più cliccata in assoluto dagli internauti, e certamente la community più frequentata in assoluto dopo myspace non poteva esimersi dall’ospitare profili dedicati al tema. Trattando i social network come fenomeno dei giorni nostri, dedichiamo una parentesi anche al mondo “nascosto” di Facebook.
Premesso che Facebook serve a conoscere gente per amicizia e relazioni, resta il fatto che possono essere pubblicate e condivise immagini che vanno dall’ erotico al porno senza apparenti problemi, nonostante il regolamento parli in questi casi di cancellazione del profilo.
La classificazione dei profili hot spazia dagli esibizionisti, alle webcam girls, modelle, prostitute, escort, agli scambisti.
Gli esibizionisti sono quei profili che caricano foto esplicite e poi interagiscono con gli amici per piacere e basta; le webcam girls (per chi non lo sapesse sono ragazze che improvvisano o registrano show di spogliarelli o sesso in webcam, a volte su siti a pagamento, guadagnando profumatamente), sono i profili che usano facebook per attirare clienti per le loro webcam-chat e normalmente hanno soltanto un paio di foto provocanti sul profilo, con il link del sito esterno ben in vista.
Nella cerchia dei contatti trasgressivi vi si trovano sia organizzazioni che singole persone. Le prostitute hanno dei profili normali con un numero telefonico, mentre le escort pubblicano di continuo il logo della propria agenzia, o in ogni caso rimandano al solito sito esterno. Gli scambisti rientrano nella categoria degli esibizionisti, che per farsi pubblicità inseriscono qualche loro foto esplicita. I reclutatori di amici sono dei profili in cui la foto attira parecchi contatti, che poi vengono dirottati verso altri profili.
Le modelle invece spesso usano facebook per pubblicità personale, mettendo foto e link, ma si trovano anche le stesse persone in due contatti diversi, o di vedere la stessa foto in svariati contatti.
Inoltre c’è chi si diverte a creare profili di personaggi famosi, quindi è bene assicurarsi se si tratta di un “fake” (trad.: falso) o della vera persona in questione.
Siccome l’ identità in facebook è quella che ognuno si da, nella subcomunità hot si fa quel che si può per evitare di incappare in mogli, genitori, figli, amici, e dar vita a veri e propri incidenti diplomatici.
Infine, per gli interessati al tema che eviterebbero volentieri una community cosi frequentata come Facebook, vi segnaliamo una valida alternativa, simile nell’ interfaccia e nelle funzioni: www.mysocialsex.com

I 5 gruppi più simpatici di Facebook

Scritto da Polly | Vetrina, Web | martedì 20 ottobre 2009 13:09

I 5 gruppi più simpatici di FacebookChi non ha la sua realtà virtuale su un blog, uno space, o facebook scagli la prima pietra… ma dobbiamo dire che quest’ultimo ha contagiato quasi tutta la popolazione terrestre, salvo rari casi di scetticismo o di odio profondo nei confronti dei social network. La società virtuale facebookese, sempre più ossessionata dal condividere la propria vita con il prossimo e contemporaneamente farsi tutti, ma proprio tutti i fatti altrui, ha adottato i “gruppi” come veri e propri mezzi di propaganda veloce. E funzionano! Centinaia, migliaia di iscritti in pochi minuti, basta azzeccare la tematica.
Dopo tanto vagare nel web, non avendo un account facebook (non mi avrai mai!) ho trovato per voi i 5 gruppi di Facebook più seguiti della settimana. In testa alla top five, per numero di iscrizioni, una vecchia conoscenza di Duepuntozero. Se avete altri gruppi insoliti da segnalare scrivetene pure il titolo in un commento, saranno visionati e pubblicati nelle prossime edizioni. Buon divertimento!

1) NON VORRESTI COLPIRE IL GATTINO VIRGOLA CON UNA MAZZA DA GOLF? (278.107 iscritti)

2) LE PIU’ BELLE DOMANDE DI TOP GIRL E CIOE’ (68.375 iscritti)

3) per la trasformazione del Lunedì in Bisdomenica e del Venerdì in Presabato (45.120 iscritti)

4) Rispediamo Giusy Ferreri a battere gli scontrini al supermercato!!! (18.143 iscritti)

5) Odio Maria de Filippi… i suoi amici… e quei c*****ni dei tronisti (15.025 iscritti)

Internet-dipendenza? E’ quasi una malattia

Scritto da Polly | In Evidenza, Web | mercoledì 14 ottobre 2009 12:06

Internet-dipendenza? E' quasi una malattiaCresce la passione per Internet e i social network, anche in ufficio. Nonostante la scarsa tolleranza dei datori di lavoro, cresce la dipendenza da connessione: secondo il sondaggio “The Future Laboratory”, la possibilità di connettersi alla rete influenza umore e comportamenti, in caso di mancanza di linea infatti nascono veri e propri casi di ansia da isolamento digitale. Come prevedibile, chi mostra dipendenza da connessione anche in ufficio predilige social netwoking, email e chat. Da non sottovalutare i giochi di ruolo, chiamati in gergo internauta GDR: esistono giochi online dove i server ai quali ci si iscrive vanno ad oltranza, di conseguenza il gioco non termina mai. In questo modo l’ utente è portato ad attaccarsi particolarmente al proprio personaggio, controllando le caratteristiche e la crescita appena ha un momento libero.
Un utente su tre mostra segnali di ansia e nervosismo se non può “comunicare”, in primis con la propria famiglia (36%).
Peccato che secondo l’ indagine dell’Istituto “A&F Research”, commissionata da Trend Micro, le aziende tollerino non più di 20 minuti di navigazione libera al giorno per i propri dipendenti.
Ancor meno tolleranti le piccole e medie imprese: mentre il 44% delle società contempla anche lassi di tempo maggiori per navigare su siti personali, queste lo ammettono molto più raramente.
Una vera e propria malattia? Quasi. Al di là della dipendenza in ufficio, anche in ambito domestico crescono gli utenti in apprensione se non possono connettersi per lavorare (31%), o parlare con amici e conoscenti (27%).
Lo stato di inquietudine vissuto dagli internauti senza rete è legato anche alla dipendenza da operazioni accessorie quali acquisti online, ricerca mappe, ecc.
Sono segnali di nuove dipendenze digitali sempre più diffuse e note dal punto di vista medico, soprattutto nella fascia dei così detti “nati digitali”, ovvero la nuova generazione.
In controtendenza rispetto ai risultati dell’ indagine inglese, (e questo è proprio il mio caso), un buon 29% degli intervistati si sente liberato da un peso quando lascia la postazione pc, e ancor più se si ritrova in luoghi privi di connessione.

Ho ammazzato il mio Myspace

Scritto da Polly | Vetrina, Web | martedì 29 settembre 2009 13:44

myspace_logoCredo sia capitato a tanti, forse a tutti, almeno una volta da quando sono iscritti. Myspace è stato uno dei primi social network a dilagare nel web tra i giovani: registrazioni non stop ad anni di distanza dall’approdo in Italia degli “amici di Tom”, nonchè ghiotta occasione per le bands emergenti per massacrare di spam chi non ha alcun interesse ad ascoltarle, ma anche per i comuni mortali come me. Io mi ero iscritta come fotografa con l’intenzione di conoscere colleghi e potenziali clienti, ed ovviamente avevo setacciato tutti quei siti carini che offrono slideshow e profili preimpostati fatti di tanti, tanti codici, con l’aggravante di volerli personalizzare. Un bel giorno decido di togliere qualche vecchio elemento dei suddetti siti e di cambiare un pò il layout. Pessima decisione. Un pomeriggio di delirio davanti al portatile finito tragicamente con la cancellazione di tutto il poema di codici per disperazione. Puf! E’ morto il mio Myspace. Tutto nero. Nessuna foto, nessuno sfondo, niente di niente: solo l’avatar. Nervosismo alle soglie storiche. Due giorni a non voler neanche cliccare su “visualizza profilo” o peggio su “modifica profilo”, mi toccherà girovagare nel web per giorni alla disperata ricerca di qualcosa che mi piaccia, e invece… scopro che Myspace è stato aggiornato alla versione 2.0 (come il nome di questo blog) e che è stato inserito un modulo per personalizzarlo, senza impazzire coi tanto odiati codici colpevoli di avermelo ammazzato.
-Serconda parte-
E il terzo giorno è resuscitato. Il mio consiglio a quelli ignoranti come me in termini di html: usate “personalizza profilo”, e se vi esce un messaggino che vi chiede se volete aggiornare alla versione 2.0, fatelo. E’ una buona ragione per evitare di annegare nella spirale dei linguaggi sconosciuti ai più, inoltre eviterete scene di ordinaria follia nella vostra casa, che giustamente i vostri genitori non capirebbero.

Il risultato? www.myspace.com/superpollyne