Risultati per 'nucleare'

Eco-News, EcoEnergie, nuke

I cattolici contro il Vaticano pro-nucleare

A seguito della distribuzione come allegato ad alcuni giornali diocesani di un libretto informativo sul nucleare intitolato “Energia per il futuro” redatto dalla MAB.q, la concessionaria per la pubblicità di Radio Vaticana (probabilmente) in collaborazione con Enel, un’ala cattolica più ‘liberal’ indignata per questa sgradita ingerenza sulle coscienze dei fedeli, ha risposto alla ‘provocazione’ con un opuscolo intitolato “Nuova pulita rinnovabile ENERGIA”.

Non volendo entrare nella polemica in merito all’opportunità o meno di tirare la bianca tunica del Santo Padre dall’una o dall’altra parte, mi sono limitato a cercare di capire quale sia la posizione ufficiale della Chiesa sul nucleare pacifico, dopo una breve ricerca ho verificato che, pur con tutte le cautele, c’è una posizione di sostanziale apertura, in particolare riporto le parole del Pontefice tratte dall’Angelus del 27 luglio 2007 che mi sembrano piuttosto chiare ed incisive:

“[....] Domenica scorsa (18/07/10), ricordando la “Nota” che il 1° agosto di 90 anni fa il Papa Benedetto XV indirizzò ai Paesi belligeranti nella prima guerra mondiale, mi sono soffermato sul tema della pace. Ora una nuova occasione mi invita a riflettere su un altro importante argomento connesso con tale tema. Proprio oggi, infatti, ricorre il 50° anniversario dell’entrata in vigore dello Statuto dell’A.I.E.A., l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, istituita con il mandato di “sollecitare ed accrescere il contributo dell’energia atomica alle cause della pace, della salute e della prosperità in tutto il mondo”. La Santa Sede, approvando pienamente le finalità di tale Organismo, ne è membro fin dalla sua fondazione e continua a sostenerne l’attività. I cambiamenti epocali avvenuti negli ultimi 50 anni evidenziano come, nel difficile crocevia in cui l’umanità si trova, sia sempre più attuale e urgente l’impegno di incoraggiare la non proliferazione di armi nucleari, promuovere un progressivo e concordato disarmo nucleare e favorire l’uso pacifico e sicuro della tecnologia nucleare per un autentico sviluppo, rispettoso dell’ambiente e sempre attento alle popolazioni più svantaggiate. [....]“

Nei due opuscoli sono contenute delle dichiarazioni di intenti dove si indica il motivo per cui sono stati redatti, il primo opuscolo, quello pro-nucleare ci dice che il suo scopo è “fornire un quadro completo della situazione energetica italiana e mondiale, valutare gli aspetti positivi e quelli, invece, più problematici e lasciare alla valutazione del lettore il giudizio sulla necessità o meno del ritorno al nucleare”. Il secondo opuscolo, quello anti-nucleare, invece dice: “Abbiamo prodotto quest’opuscolo per cercare di fornire a tutti una serie di informazioni disponibili da tempo tra gli addetti ai lavori, ma che fanno fatica a trovare spazio su mass-media, più spesso attenti ai giochi di potere che alla verità dei fatti. [....] Quel che ne pensa il governo o l’Enel ve lo dicono quasi ogni giorno alla radio e alla televisione. Ma c’è un’altra versione dei fatti (e dei misfatti)…” Leggi tutto »

Bookmark and Share

Comunicati stampa e segnalazioni, nuke

Greenpeace: è un controsenso affidare un centro tumori a un nuclearista

La probabile nomina del professor Umberto Veronesi a presidente per l’Agenzia per la sicurezza nucleare è evidentemente una scelta puramente di “immagine” ma totalmente priva di senso pratico. Crediamo che nessuno si farebbe operare di tumore da un esperto di sicurezza nucleare. Non vediamo, quindi, su quali competenze specifiche si basi tale scelta.

La statura nelle scienze mediche del professor Veronesi è indiscutibile e rappresenta un punto di riferimento nella cura dei tumori, in particolare al seno e all’utero. Distoglierlo dalla sua attività per un’operazione “vetrina”, rappresenta una scelta sbagliata, con conseguenze negative immediate: per occuparsi di una materia a lui sconosciuta, dovrà sacrificare tempo che sarebbe meglio impiegato per curare e assistere i suoi pazienti. Se in questo Paese ognuno facesse il suo mestiere le cose andrebbero meglio. Risibile, poi, il richiamo di Veronesi alla propria passione per la fisica e alla Laurea Honoris Causa ricevuta dall’Università di Milano: il livello di complessità di una centrale nucleare, che è più ingegneristico che fisico, è tale da sconsigliare la nomina di una persona non esperta. A meno che l’interesse del medico italiano non sia dettato da altre motivazioni: conoscendo le ricerche che in diverse parti del mondo connettono l’aumento dei casi di leucemia infantile alla presenza di centrali nucleari, Veronesi pensa forse così di poter dare un contributo nel campo in cui le proprie competenze non sono in discussione. Leggi tutto »

Bookmark and Share

Eco-News, nuke

Umberto Veronesi nell’atomo, a condizione di lasciare il Senato

Umberto Veronesi dichiara di esser  pronto a dimettersi dalla carica di senatore del Pd per andare a presiedere l’Agenzia per il nucleare, che gli è stata offerta dal governo, all’indomani della dura presa di posizione del Partito democratico e dell’aut aut posto dal segretario Pierluigi Bersani. Da tempo infatti Veronesi era “corteggiato” dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Come riporta il Velino, Veronesi avrebbe dichiarato di aver accolto con favore la proposta di considerare la sua candidatura dato che egli ha speso la propria vita non solo a combattere il cancro, ma anche a prevenirlo. Regolamentare la sicurezza del nucleare, avrebbe ribadito Veronesi, rappresenterebbe un ambito in cui ritrovare 50 anni delle sue ricerche.
Umberto Veronesi, anche in una intervista a Repubblica, formalizza la sua disponibilità a guidare l’Agenzia per il nucleare e a dimettersi dal Senato, dove è stato eletto come indipendente nel Pd, “per il progresso scientifico e per vedere l’Italia svilupparsi in modo civile”. Determinato e convinto l’oncologo che il nucleare possa affrancarci dalla dipendenza dal petrolio, causa scatenante di sanguinosi conflitti e di immensi disastri ambientali , come dimostra la recente catastrofe alla Bp. Per il solare, invece, che pure ha “elevate potenzialità”, secondo Veronesi sarebbe necessaria una politica di grandi investimenti nella ricerca, oggi -ammette- non attuabile. Leggi tutto »

Bookmark and Share

Eco-News, EcoEnergie, nuke

Cnel: l’Italia non ha bisogno del nucleare

Secondo il Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) «per i prossimi venti anni non c’è una domanda elettrica aggiuntiva che giustifichi la costruzione di nuove grandi centrali nucleari in Italia».

Questo è un passaggio dello studio della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile realizzato per conto del Cnel, sugli scenari elettrici post-crisi, presentato oggi a Roma: «La messa in funzione di centrali nucleari comporterebbe la chiusura anticipata di centrali termoelettriche convenzionali ancora efficienti e influirebbe sulla riduzione dello sviluppo delle fonti rinnovabili».

Un processo, quest’ultimo, che «sarebbe assolutamente controproducente rallentare», dal momento che l’efficienza energetica e le rinnovabili sono opzioni già in atto nel Paese. Nel caso dell’efficienza energetica, si tratta dell’opzione economicamente più conveniente, secondo il rapporto, mentre lo sviluppo delle fonti rinnovabili, «entro il prossimo decennio, avrà un forte impulso tecnologico e potrebbe diventare una delle attività trainanti delle esportazioni». Leggi tutto »

Bookmark and Share

Eco-News

Inchiesta P3, Togni: il settore dell’eolico non c’entra coi massoni

Simone Togni, segretario generale di Anev, l’associazione dei produttori dell’energia del vento, reagisce duramente al tentativo di associare l’intero settore industriale alle inchieste giudiziarie in corso

Ma che c’entra l’eolico con le mire di questi signori che volevano servirsi della magistratura o del lodo Alfano? Le risulta che a oggi ci sia un imprenditore dell’eolico coinvolto nella vicenda sarda? Lei ha capito cosa c’entra l’energia eolica con quella che i giornali chiamano P3?». È irrituale che a fare le domande sia l’intervistato, ma Simone Togni, il segretario generale di Anev, l’associazione dei produttori dell’energia dal vento, ha da togliersi dalle scarpe una certa quantità di sassolini. E Terra ha deciso di dare voce a un settore che compare sulle cronache di queste settimane sotto una luce sinistra: “pascolo frequentatissimo della criminalità organizzata”, ha addirittura scritto un commentatore di un autorevole quotidiano d’opposizione, manco si trattasse del traffico di carne umana.

Non ci sono imprenditori del vento come tali, nell’affaire sardo. Eppure abbiamo letto tutti che l’inchiesta è partita dagli appalti sull’eolico…
Già. Peccato che sull’eolico gli appalti proprio non si possano fare, per legge.

Che significa?
L’eolico è un settore in cui non esistono appalti. Per fare un appalto occorre che ci sia un’opera pubblica che la pubblica amministrazione decide di affidare a un privato con una gara. Nelle rinnovabili non funziona così. La legge dice che il vento, come tutte le risorse ambientali, non è una risorsa disponibile. Inoltre, gli impianti non si possono neanche sovvenzionare: non ci sono meccanismi per cui io posso prendere soldi per installare una pala. L’eolico è un’altra cosa. Leggi tutto »

Bookmark and Share

Eco-News, nuke

La Prestigiacomo a New York: accordo Italia Usa sul nucleare

Il ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, a Washington ha partecipato, inoltre, a un summit sull’energia rinnovabile che punta a sviluppare piattaforme di cooperazione tecnologica

“LA svolta verso l’energia rinnovabile e il nucleare è una partita che l’Italia non puo’ perdere”. Il ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, vola a Washington per firmare con il governo americano il trattato sulla sicurezza nucleare. Si tratta del terzo documento che viene stipulato quest’anno dal nostro Paese dopo quello con la Francia e la Slovenia.
Insieme ad altri venti ministri, La Prestigiacomo parteciperà anche a una tre giorni sull’energia organizzata nella capitale Usa, nell’ambito del Major Economies Forum (Mef). Voluto fortemente dal segretario americano per l’energia, Steven Chu, il summit ha l’obiettivo di coordinare le azioni internazionali e velocizzare la transizione di ogni singolo Paese verso l’energia rinnovabile.

“Le nuove tecnologie possono aiutare a migliorare l’efficienza energetica, valorizzare il potere dell’energia solare e ridurre fortemente l’inquinamento- si legge nella nota pubblicata dal Mef-“Il passaggio dal vecchio al nuovo servirà a creare tantissimi posti di lavoro e permetterà a livello locale di ottenere una più alta qualità dell’aria”.
Ma se i tempi sembrano maturi e i vantaggi evidenti, sono ancora tante le barriere che impediscono il passaggio al nuovo. Durante il summit, i ministri discuteranno, ad esempio, del problema causato dal costo molto alto di alcune tecnologie e delle reticenze che molti governi hanno ad abbandonare le strutture tradizionali. Leggi tutto »

Bookmark and Share

EcoEnergie

Rapporto SVIMEZ: sviluppo Green Energy, speranza per il Sud

La green economy è la speranza per il nostro Mezzogiorno in crisi. Lo dice il rapporto dello Svimez.Dal 2000 al 2008 la potenza degli impianti e l’elettricità prodotta con le rinnovabili è fortemente cresciuta

C’è una luce in fondo al tunnel che dà speranza al meridione d’Italia: la chiamano green economy e per molti significa opportunità. Sono i numeri a confermarlo, come quelli raccolti nel rapporto presentato ieri a Roma dell’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno (Svimez). Dal 2000 al 2008 – rivela lo Svimez - la potenza degli impianti e l’elettricità prodotta con le rinnovabili al Sud è cresciuta in modo rilevante, nonostante la crisi. Nel periodo in questione la potenza è salita del 108 per cento nel Mezzogiorno e l’elettricità prodotta del 151 per cento, staccando di 3 e 4 volte il dato nazionale (rispettivamente 31 per cento e 15 per cento). Quote ancora più grandi a livello regionale: la Sardegna e la Puglia aumentano la produzione di 5 volte, la Sicilia addirittura di 10. Una risorsa immensa che andrebbe però sfruttata meglio: la bassa qualità delle infrastrutture presenti, la rete elettrica arretrata e le interruzioni di servizio elettrico – avverte infatti il rapporto – scoraggiano l’attrazione di altre industrie al Sud dove si spende solo lo 0,87 per cento del Pil in ricerca e sviluppo contro l’1,28 per cento del Centro- Nord. Anche la percentuale di occupati nel settore la dice lunga sulla scarsa capacità innovativa delle imprese meridionali: solo 1,86 ogni 1.000 abitanti, infatti, contro il 4,4 del Centro-Nord. Debole anche l’attività brevettuale: solo undici brevetti registrati per milione di abitanti contro gli 88 del resto del paese. A mancare sono quindi le risorse: i contributi statali non superano i 500mila euro a progetto e di capitani coraggiosi disposti a rischiare soldi in settori innovativi, il capitalismo italiano ne conosce pochi. In sette anni, dal 2000 al 2008 al sud sono arrivate solo le briciole: gli investimenti privati realizzati facendo ricorso al venture capital e al private equity non hanno superato il 3 per cento del totale. La “questione meridionale”, avverte lo Svimez, necessita di interventi urgenti. «Il settore delle rinnovabili è ormai maturo ma sfruttato malissimo – ha commentato Angelo Bonelli, presidente dei Verdi – sul quale influiscono negativamente alcune componenti: sicuramente l’incapacità delle amministrazioni locali nell’orientare risorse ma anche e soprattutto la totale assenza del governo. Basti pensare che il decreto sul Conto energia deve ancora essere approvato. Questo crea un clima di incertezza che scoraggia gli investimenti. Alcune risorse provenienti dai fondi Fas potevano ad esempio essere utilizzate per finanziare la creazione di una filiera completa delle rinnovabili; perché va bene la produzione di pannelli fotovoltaici ma abbiamo le capacità anche per occuparci della componentistica (ad esempio per il mini- eolico)». Leggi tutto »

Bookmark and Share

Eco-News, nuke

Nucleare, Saglia scioglie il rebus sui siti: le nuove centrali dentro quelle vecchie

Siccome il nostro Paese non e’ cambiato geologicamente o geograficamente, e’ evidente che i siti che hanno gia’ ospitato centrali sarebbero idonei a ospitare nuovamente centrali nucleari” e ”Caorso non e’ da escludere” . Lo afferma il sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia in una intervista allo speciale di Gr Parlamento Rai dedicato alla nascita dell’Agenzia per la sicurezza nucleare.

”Io pero’ - ha aggiunto - non credo che Caorso sara’ al primo posto nei nostri pensieri anche perche’ noi vorremmo partire dalle aree che hanno piu’ vicinanza con il mare e con le coste”.

Secondo il Sottosegretario, la localizzazione dei nuovi impianti si conoscera’ nel 2011 e la comunicazione dovra’ essere fatta ”con determinati crismi per non allarmare nessuno”.

Quanto al ritardo di sei mesi per la nascita dell’Agenzia, Saglia osserva che essa ”non e’ entrata in funzione a dicembre perche’ sulle nomine abbiamo voluto fare un approfondimento molto rigoroso. Perche’ le persone che guideranno questa Agenzia devono essere non solo competenti e di altissima professionalita’ ma devono avere anche una forza, non dico di persuasione, ma di credibiita’ e di convincimento nei confronti della popolazione”. Saglia ha confermato infine l’impegno del governo a completare entro il 2013 tutte le procedure e gli adempimenti necessari per il ritorno del nucleare civile in Italia. Leggi tutto »

Bookmark and Share

Eco-News, nuke

Nucleare in Italia: opportuno e perseguibile?

Un ritorno dell’Italia al nucleare è opportuno e perseguibile? E’ vero che produrre elettricità con il nucleare genera emissioni nulle. Ed è vero che il kilowattora così ottenuto costa meno, ma non è detto che ciò si tradurrebbe in una bolletta più leggera per famiglie e imprese. Mentre bisogna tener conto degli investimenti ingenti e dei tempi necessari per costruire un impianto e delineare un assetto regolatorio ex-novo. Oltretutto, in un mercato europeo davvero integrato, il fabbisogno elettrico può essere soddisfatto in modo crescente dall’importazione di energia d’Oltralpe.

Rimasta orfana del padre, l’ex-ministro Claudio Scajola, la gestazione della rinascita nucleare italiana potrebbe risultare in un aborto spontaneo anziché in un parto trionfale. Nelle more della complicata vicenda della nomina del nuovo titolare del dicastero dello Sviluppo economico, i rischi sono venuti fin dal primo tassello dell’intera costruzione del progetto, quello dell’approntamento del sistema regolatorio che dovrebbe governare il nucleare nostrano.
In soccorso è però arrivata colei che non ha mai nascosto l’ambizione di diventare la madre della rinascita nucleare, ovvero il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. In assenza del padre, l’attivismo di madre l’ha portata in questi ultimi giorni a un passo dal risolvere uno dei più difficili italici nodi, quello dei nomi e delle poltrone. Con notevole intuito politico, avrebbe proposto di attribuire la presidenza dell’Agenzia per la sicurezza nucleare al professor Umberto Veronesi, il quale non disdegnerebbe, sempreché tale funzione non gli sottraesse tempo alla cura dei suoi malati. (1)

UNA SOLUZIONE PER I NOSTRI PROBLEMI?

La proposta sembra di tipo “win-win”, dal momento che il candidato è senatore del Pd – e soluzioni bi-partisan sono tanto rare quanto benvenute, almeno per il governo – nonché convinto sostenitore del ritorno al nucleare. Veronesi è infatti il primo firmatario, assieme a una settantina di personalità del mondo scientifico, politico e giornalistico, tra cui Margherita Hack, Giorgio Salvini e Carlo Bernardini, di un appello al segretario del Pd Pier Luigi Bersani per sollecitarlo a un pronunciamento netto a favore del ritorno dell’Italia al nucleare. (2) Anche se il Pd sembra aver preso una posizione di segno opposto, l’appello non ha mancato di suscitare un dibattito intenso, con botte e risposte, segnatamente sul quotidiano che per primo aveva pubblicato l’appello. (3)
A noi pare che nel dibattito e nelle relative prese di posizione si siano fin dall’inizio e costantemente sovrapposti due piani: se o meno il nucleare – in generale e in Italia – sia bene per sé e se o meno il nucleare – in Italia – sia oggi opportuno e perseguibile. Non vogliamo entrare nel merito del primo aspetto, soprattutto per ragioni di spazio, ma crediamo utile fare qualche breve valutazione sul secondo. Leggi tutto »

Bookmark and Share

Eco-News, EcoEnergie, nuke

Sicilia: Enel inaugura Archimede, centrale solare a sali fusi

“E’ la punta di diamante di un processo e di un progresso continuo nelle energie rinnovabili da parte dell’Enel“. Non ha dubbi l’amministratore delegato e direttore generale della società, Fulvio Conti, nel definire la centrale solare Archimede inaugurata a Priolo Gargallo, nel Siracusano, la prima al mondo a usare la tecnologia dei sali fusi integrata con un impianto a ciclo combinato capace di funzionare 24 ore al giorno anche in assenza di sole. Realizzato con un investimento “interamente dell’Enel di 60milioni di euro, senza aiuti statali su progetto dell’Enea“,l’impianto ha una capacità di circa 5 mega watt di energia elettrica con un risparmio all’anno di 2.100 tonnellate equivalenti di petrolio riducendo le emissioni di anidride carbonica di circa 3.250 tonnellate. Le rinnovabili, spiega Conti, “sono una parte strategica dell’Enel, che prevede nella ricerca un investimento di un miliardo di euro complessivo”. Ma non solo. La società guarda anche “al mantenimento di tutte le tecnologie di produzione al più ampio mix di generazione di energia. Per questo motivo -osserva l’ad di Enel - spingiamo moltissimo il processo di efficienza energetica, sulle reti intelligenti, sui contatori digitali, ma anche sul carbone pulito come a Civitavecchia e molto anche con le tecnologie del nucleare“. Una tesi condivisa dal ministro all’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che sottolinea come “l’energia nucleare non è alternativa alle fonti rinnovabili” ma ne è complementare.”Tutti i Paesi europei - ricorda - si stanno orientando sul mix energetico che vede una metà provenire da fonti tradizionali con l’uso del petrolio e il restante 50% tra nucleare e energie rinnovabili“. E per questo, annuncia Stefania Prestigiacomo,”a giorni” arriveranno le nomine dell’Agenzia di sicurezza nucleare con “una guida forte, autorevole e credibile che farà piazza pulita sulle irragionevoli paure sul nucleare“. Ma il governo, sostiene il ministro “punta molto sul rinnovabile “tanto che in sede di manovra “ha ripristinato gli incentivi pe ri certificati verdi“. Vorrebbe l’Italia prima in Europa per impianti solari, ma è preceduta dalla Germania che “é senza il nostro sole”, perché hanno “cominciato prima e stabilizzato i contributi”. Leggi tutto »

Bookmark and Share

« Precedenti - Successivi »