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	<title>La voce dell'Emergenza - il Blog</title>
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	<description>L'Emergenza Rifiuti a 360 gradi</description>
	<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 17:14:43 +0000</pubDate>
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		<title>UE: energia, l&#8217;Italia non rispetterà gli obiettivi</title>
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		<description><![CDATA[La Commissione pubblica le stime sul raggiungimento del 20 per cento di produzione da fonti rinnovabili entro il 2020. L’Europa ce la farà. Ma non il nostro Paese che ha scelto di acquistarla all’estero e di tornare al nucleare.
La Commissione europea ha diffuso ieri le stime preliminari sugli obiettivi energetici. Realizzate sulla base dei documenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5><em>La Commissione pubblica le stime sul raggiungimento del 20 per cento di produzione da fonti rinnovabili entro il 2020. L’Europa ce la farà. Ma non il nostro Paese che ha scelto di acquistarla all’estero e di tornare al nucleare.</em></h5>
<p><img style="margin-right: 8px; margin-bottom: 1px" src="http://www.canale9.eu/emergenza/energia_2020_ue.jpg" alt="" width="279" height="279" align="left" />La Commissione europea ha diffuso ieri le <strong>stime preliminari sugli obiettivi energetici.</strong> Realizzate sulla base dei documenti programmatici inviati a Bruxelles dai singoli Paesi membri. L’Ue nel suo insieme riuscirà a superare <strong>il target del 20 per cento di produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2020</strong>. Anche se di poco. In totale a livello comunitario dovrebbe arrivare al 20,3 per cento. Perché non tutti i Paesi dell’Unione raggiungeranno l’obiettivo. <strong>Il nostro Paese potrà farlo solo comprando l’energia verde da altri Paesi. Del resto è stato proprio il nostro governo nel «documento previsionale» inviato a Bruxelles ad optare per questa strada. Parlando di «esigenze di ricorso a mezzi diversi dalla produzione nazionale</strong>». Nel documento vengono illustrate tutte le connessioni elettriche con i Paesi in via di sviluppo, nei quali delle società italiane stanno investendo nelle rinnovabili. Quindi è questa la strada scelta dal nostro Paese. Un’opzione aperta dallo stesso <strong>protocollo di Kyoto </strong>e dal meccanismo dei crediti di anidride carbonica (Clean development mechanism). Permettono alle imprese dei Paesi industrializzati, con vincoli di emissione, di realizzare progetti per ridurre i gas serra in quelli via di sviluppo. Che non sono inclusi nel protocollo e non hanno parametri da rispettare. Così il nostro ministero dell’Ambiente, a caccia di quote, ha avviato contatti con tutta l’area balcanica (Serbia, Albania, Croazia e Montenegro). I progetti sono su <a href="http://www.ambientebalcani.it/" target="_blank">www.ambientebalcani.it</a>. Cui si aggiunge <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/02/23/nucleare-ecco-lepr-che-costruiranno-in-italia-il-bidone-olkiluoto-3/" target="_blank">il ritorno all’atomo, deciso dal governo<strong> Berlusconi</strong></a>, nonostante sia stato messo al bando nel 1987 da un referendum popolare.<br />
«Quando parliamo di rinnovabili non c’è mai il nucleare», precisa <strong>Marlene Holzner</strong>, portavoce del commissario Ue all’Energia. Francia e Finlandia hanno puntato quasi tutto sull’atomo. Mentre altri Paesi lo rifiutano. «<a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/12/11/politiche-energetiche-made-in-italy/" target="_blank">La politica energetica del governo</a> Berlusconi si dimostra <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/12/23/siti-scorie-italia-militarizzata-e-nuclearizzata/" target="_blank">oscurantista</a> e basata su modelli che guardano più alla prima rivoluzione industriale che non al futuro», denuncia il Presidente nazionale dei Verdi<strong> Angelo Bonelli</strong>. «<a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/03/05/nucleare-i-bastoni-nelle-ruote-della-green-energy/" target="_blank">Il governo ha deciso di buttare 34 miliardi di euro su centrali nucleari obsolete e pericolose</a>», continua Bonelli.<strong> Cinque altri Stati membri, come l’Italia, non raggiungeranno gli obiettivi: Belgio, Lussemburgo, Danimarca e Malta. Dieci supereranno il target nazionale, mentre 12 ce la faranno con la produzione nazionale di energie verdi.</strong> <span id="more-7174"></span><br />
I Paesi più virtuosi, in grado addirittura di vendere energia pulita alle altre nazioni, sono Germania, Spagna, Polonia, Bulgaria, Slovacchia e Svezia. «Strano che la Polonia produca energia verde perché è piena di carbone - commenta il climatologo <strong>Vincenzo Ferrara</strong> - così come è paradossale che la Danimarca non sia tra i Paesi virtuosi. <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/07/03/samso-la-rivoluzione-verde-viene-dal-nord/" target="_blank">È una nazione che ha installato molte pale eoliche e vende queste tecnologie a tutta l’Europa</a>. Più comprensibile che Malta e Lussemburgo, piccoli Paesi, siano nella stessa situazione dell’Italia. Perché non hanno né spazio né interesse per produrre energia verde.<strong> Inoltre per l’Italia idroelettrico e geotermico sono fonti rinnovabili, ma non per l’Ue</strong>».  (Alessandro De Pascale, <a href="http://www.terranews.it/news/2010/03/atomo-e-importazione-di-energia-l%E2%80%99italia-non-rispettera-i-target-ue" target="_blank">Terra</a>)</p>
<h4><em><a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/11/24/rifiuti-il-dinamismo-delleuropa-e-la-staticita-dellitalia/" target="_blank">RIFIUTI, IL DINAMISMO DELL&#8217;EUROPA E LA STATICITA&#8217; DELL&#8217;ITALIA</a></em></h4>
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		<title>Taranto, vietato il pascolo nell&#8217;area industriale</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 16:47:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Taranto, intorno a quella che è considerata l’area più inquinata d’Italia, è scattato il divieto assoluto di pascolo. Lo scorso 23 febbraio 2010, preso atto degli alti livelli di diossina e Policlorobifenili (PCB) presenti nelle produzioni zootecniche dell’area, la Regione Puglia ha deciso, al fine di tutelare la salute pubblica, di vietare il pascolo.
L’art. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 8px; margin-bottom: 1px" src="http://www.canale9.eu/emergenza/taranto_vietato_pascolo.jpg" alt="" align="left" />A <strong>Taranto,</strong> intorno a quella che è considerata l<strong>’area più inquinata d’Italia, è scattato il divieto assoluto di pascolo</strong>. Lo scorso 23 febbraio 2010, <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/01/21/diossina-effetti-collaterali/" target="_blank">preso atto degli alti livelli di diossina e Policlorobifenili (PCB)</a> presenti nelle <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/06/04/taranto-frittate-alla-diossina/" target="_blank">produzioni zootecniche dell’area</a>, la <strong>Regione Puglia</strong> ha deciso, al fine di tutelare la salute pubblica, di vietare il pascolo.</p>
<p>L’art. 2 dell’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 176/2010 stabilisce &#8220;<strong>Il divieto di pascolo sui terreni non aventi destinazione agricola, ricadenti entro un raggio di non meno di 20 km attorno all’area industriale di Taranto</strong>. Nelle stesse aree, i terreni ad uso agricolo, dovranno obbligatoriamente subire le necessarie lavorazioni per poter essere destinate al pascolo o alla produzione di alimenti per gli animali. I Sindaci dei comuni della Provincia di Taranto interessati sono incaricati dell’osservanza della presente ordinanza ed il personale di vigilanza del Dipartimento di prevenzione della <strong>ASL TA</strong>, gli agenti di Polizia Urbana e della forza Pubblica in generale, del controllo e della esecuzione”.<br />
<a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/07/14/ilva-di-taranto-partono-i-test-sulla-diossina/" target="_blank">Il monitoraggio espletato dal Dipartimento di Prevenzione della ASL TA per la ricerca di PCB e diossina</a> nelle produzioni zootecniche degli allevamenti presenti intorno all’area industriale, hanno portato la regione Puglia a vietare sia il pascolo sia il consumo dei fegati degli ovi-caprini presenti negli allevamenti a rischio, e a disporre il sequestro e la distruzione sistematica di tutti i fegati regolarmente macellati, presenti negli allevamenti insistenti entro un raggio di 20 Km. E così, <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2008/12/12/ltaranto-lilva-e-le-ciminiere-della-diossina-abbattute-1500-pecore-in-puglia/" target="_blank">dopo l’abbattimento di migliaia di pecore e capre contaminate da diossina, che ha rovinato diversi allevatori tarantini</a>, adesso arriva anche il divieto di pascolo.</p>
<p>“Esiste in Italia un altro caso simile?” si chiede <strong>Alessandro Marescotti </strong>presidente di <strong>PeaceLink </strong>un&#8217;associazione che da anni denuncia i gravi rischi per la salute pubblica presenti intorno alla zona i. “Da dove proviene la diossina che ha contaminato le masserie tarantine? <a href="http://www.peacelink.it/editoriale/a/31346.html" target="_blank">I dati che abbiamo acquisito dall’<strong>Arpa Puglia</strong>, dietro formale richiesta, si commentano da soli”</a>. E continua: “I risultati delle analisi “ventoselettive” (che verificano da quale direzione proviene la diossina) rilevano, ad esempio, che quando il vento soffia dall<strong>’Ilva</strong> alla masseria Carmine, c’è una concentrazione di diossine e furani per m3 d’aria pari 74,8% contro il 25,2% per m3 quando il vento spira nella direzione opposta. <span id="more-7172"></span>Quando la masseria è sottovento, i dati salgono al 76,3% per i PCB, all’89,3% per il benzo(a)pirene, al 96,2% per gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici). Se invece la masseria Carmine si trova sopravento, le percentuali scendono rispettivamente a 23,8% per i PCB, 10,7% per il benzo(a)pirene e addirittura a 3,8% per gli IPA”.<br />
“<a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/11/18/ilva-e-diossina-tutti-sapevano-nessuno-si-e-mosso/" target="_blank">Tutti i dati confermano che la diossina e i PCB provengono in prevalenza dall’area industriale</a>: quando <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/10/22/ilva-torna-lincubo-diossina-nube-viola-sui-tetti/" target="_blank">il vento tira dall’Ilva alla masseria</a>, la loro concentrazione è schiacciante rispetto ai dati corrispondenti alla direzione opposta, che sono nettamente inferiori. Le analisi confermano la direzionalità dell’inquinamento in modo univoco e corale. Sono dati evidenti e che non lasciano molti dubbi sulla direzione da cui proviene la diossina” dichiara Marescotti.<br />
Le analisi dell’Arpa Puglia sono state effettuate a fine 2009 utilizzando un sistema di rilevamento molto sofisticato, detto <strong>WindSelect</strong>, che consente di misurare non solo l’inquinamento, ma anche la sua provenienza a seconda della direzione dei venti. L’impiego di questa strumentazione era stato richiesto da Altamarea il coordinamento di tutti i comitati cittadini e associazioni ambientaliste di Taranto, che da anni scuote l&#8217;opinione pubblica sul problema dell&#8217;inquinamento di origine industriale che compromette l&#8217;aria, l&#8217;acqua e il terreno della città.<br />
Per quanto riguarda la concentrazione di diossine e furani, Altamarea sottolinea che &#8220;il valore complessivo di 206,8 femtogrammi per m3 d’aria, sulla base della letteratura scientifica, è molto elevato. Tutte le sostanze di cui stiamo parlando sono cancerogene e possono entrare nella catena alimentare, avvelenandola. Di fronte all’evidenza dei dati riteniamo utile ed opportuno che la magistratura acquisisca le ultime analisi ventoselettive dell’Arpa Puglia. Abbiamo fiducia che la magistratura stia dalla parte di noi cittadini e che ci tuteli”.  (<a href="http://www.terranauta.it/a1910/pianeta_gaia/diossina_a_taranto_scatta_il_divieto_di_pascolo.html" target="_blank">Terranauta</a>)</p>
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		<title>Osservetorio Inceneritore: Acerra ritira i suoi rappresentanti</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 16:27:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel corso di questi mesi, le problematiche connesse all’insediamento del termovalorizzatore hanno rappresentato per il Comune di Acerra il terreno di un’azione istituzionale, politica e amministrativa responsabile e attenta, nell’ottica di preservare e difendere i primari interessi della comunità, a partire dal diritto alla salute.
L’esercizio dell’impianto, sul piano ambientale, ha, infatti, posto e pone puntuali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 8px; margin-bottom: 1px" src="http://www.canale9.eu/emergenza/inceneritore_acerra.jpg" alt="" width="366" height="231" align="right" />Nel corso di questi mesi, le problematiche connesse all’insediamento del termovalorizzatore hanno rappresentato per il Comune di Acerra il terreno di un’azione istituzionale, politica e amministrativa responsabile e attenta, nell’ottica di preservare e difendere i primari interessi della comunità, a partire dal <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/05/29/acerras-box/" target="_blank">diritto alla salute</a>.<br />
L’esercizio dell’impianto, sul piano ambientale, ha, infatti, posto e pone puntuali questioni su cui è indispensabile operare con attenzione, razionalità e rigore.<br />
L’<strong><a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/03/30/osservatorio-on-line-per-linceneritore/" target="_blank">Osservatorio Ambientale</a></strong> istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato utile, in una fase di gestione straordinaria, per assicurare un’<a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/06/11/acerra-i-primi-dati-ufficiali/" target="_blank">informazione sulle attività</a> e le vicende dell’impianto, ma anche per definire e approvare un Progetto, fortemente voluto dal Comune di Acerra, di monitoraggio epidemiologico e ambientale, di valenza regionale, che richiede l’istituzione di una struttura di alto profilo tecnico-scientifico, che potrà avviarsi se e quando Governo Nazionale e Regione Campania decideranno di passare ai fatti.<br />
È evidente che l’Osservatorio, in quanto organo tecnico, non possa rispondere alle numerose <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/11/30/chiaiano-urla-basta-con-la-disinformazione/" target="_blank">questioni ancora aperte,</a> dai <strong>Protocolli d’Intesa disattesi alle bonifiche programmate ma non realizzate</strong>.<br />
Restano aperte, in particolare, una serie di questioni come lo scarico delle acque, il raddoppio del <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/02/22/inceneritore-acerra-nuovi-ennesimi-sforamenti/" target="_blank">Sistema di Monitoraggio delle Emissioni</a>, il sistema di controllo della radioattività e quello della valutazione del mercurio, il percorso delle scorie in uscita dall’impianto, la fondamentale speciazione delle particelle PM10 e il sistema complessivo dei controlli esterni.<br />
<strong>Il termovalorizzatore e la sua realizzazione rimangono una ferita democratica inferta a questo territorio</strong> e a questa comunità e l’Osservatorio non può esserne il “cappello”.<span id="more-7169"></span><br />
Nessuno può immaginare che quella parte del territorio, dichiarata con enfasi di interesse strategico nazionale, sia stata definitivamente “espropriata” alla comunità acerrana e tutte le decisioni che <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/10/13/sodano-acerra-pattumiera-della-campania/" target="_blank">si assumono e si continuano ad assumere prescindano totalmente dalla volontà dei cittadini</a>.<br />
Acerra ha il diritto di riappropriarsi “di quel territorio” e governarne i processi.<br />
La grave latitanza delle istituzioni dal confronto con l’Amministrazione comunale di Acerra non può continuare ad essere tollerata.<br />
<strong>Il Comune di Acerra ha il diritto e il dovere di reagire.<br />
</strong></p>
<h4><strong> In assenza di questo confronto, il Comune di Acerra non parteciperà ai lavori dell’Osservatorio Ambientale, ha ritirato i propri rappresentanti e intraprenderà tutte le iniziative necessarie per difendere il diritto di Acerra a non essere calpestata</strong>. (COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO DI ACERRA, tratto da: <em><a href="http://www.napolionline.org/new/il-comune-di-acerra-ritira-i-propri-rappresentanti-dallosservatorio-ambientale-del-termovalorizzatore" target="_blank">napolionline</a>)</em></h4>
<h4><em><a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/01/07/acerra-finisce-lemergneza-chiude-losservatorio/" target="_blank">ACERRA, FINISCE L&#8217;EMERGENZA, CHIUDE L&#8217;OSSERVATORIO</a></em></h4>
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		<title>Chiaiano, sequestrati altri camion di rifiuti speciali</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 16:08:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidio cittadino denuncia la presenza di altri automezzi «fermi da giorni con materiale pericoloso»
Altri camion «sequestrati e sospetti» nella discarica cittadina. È l&#8217;allarme lanciato dal presidio antidiscarica di Chiaiano e Marano. Gli attivisti hanno scattato alcune foto di automezzi in sosta nella selva destinata dal governo a megasversatoio. «Denunciamo ancora una volta la presenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidio cittadino denuncia la presenza di altri automezzi «fermi da giorni con materiale pericoloso»</p>
<p><img style="margin-right: 8px; margin-bottom: 1px" src="http://www.canale9.eu/emergenza/chiaiano_tre_camion.jpg" alt="" align="left" />Altri camion «<strong>sequestrati e sospetti</strong>» nella discarica cittadina. È l&#8217;allarme lanciato dal presidio antidiscarica di Chiaiano e Marano. Gli attivisti hanno scattato alcune foto di automezzi in sosta nella selva destinata dal governo a megasversatoio. «Denunciamo ancora una volta la presenza di camion parcheggiati e fermi da giorni all’interno della discarica, perchè contengono <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/02/17/chaiaiano-radioattiva/" target="_blank">rifiuti speciali e materiali radioattivi pericolosi degli ospedali</a>, oltre alla presenza di altri rifiuti speciali e sacchi di amianto nell&#8217;area circostante». Episodi tutt&#8217;altro che rari ormai, visto che <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/10/05/chiaiano-cave-camion/" target="_blank">di camion «sospetti» ne sono stati segnalati a decine sin dall&#8217;estate scorsa</a>.<br />
Circostanza alla quale ha fatto seguito nell&#8217;ottobre scorso anche <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/10/14/rifiuti-de-magistris-porta-a-bruxelles-la-questione-campania/" target="_blank">un&#8217;interrogazione dell&#8217;eurodeputato Luigi de Magistris (Idv) alla commissione europea</a>. «Questi “episodi sporadici” così come sono stati chiamati dalla struttura del sottosegretariato all’emergenza rifiuti in Campania – attaccano gli attivisti - mettono a repentaglio la salute pubblica dei cittadini e, soprattutto, cercano di coprire una gestione della discarica di Chiaiano che fa acqua da ogni parte.» Il comitato ricorda che <strong>più di 30 casi di camion «parcheggiati»</strong> sono stati ripresi dall’inizio dell’anno «grazie alla sorveglianza dei cittadini».<span id="more-7165"></span></p>
<p>WEBCAM AL BUIO - I comitati sottolineano, inoltre, che da circa un mese <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/02/12/comitati-di-chiaiano-occupano-la-cava-bertolaso-vergognati/" target="_blank">le webcam poste nelle discarica dal sottosegretario Bertolaso sono spente</a>. «Così i cittadini restano al buio rispetto a tutto ciò che avviene in discarica. La <strong>ditta I.B.I</strong>. designata per la gestione della discarica dovrebbe provvedere anche alla gestione e alla manutenzione delle webcam». (Alessandro Chetta, <a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/11-marzo-2010/chiaiano-nuovi-camion-rifiuti-speciali-sequestrati-discarica-1602640559264.shtml" target="_blank">Corriere Del Mezzogiorno</a>)</p>
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		<title>Il Tar riammette 3 sindaci rimossi da Bertolaso</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 17:39:55 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 8px; margin-bottom: 1px" src="http://www.canale9.eu/emergenza/tar_riammette_sindaci.JPG" alt="" align="left" />La prima sezione del <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/01/04/sindaci-rimossi-per-inadempienza-pronti-a-ricorrere-al-tar/" target="_blank"><strong>Tar del Lazio</strong> ha accolto il ricorso</a> dei <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/12/31/comuni-inadempienti-maroni-rimuove-i-primi-tre-sindaci/" target="_blank">tre sindaci campani</a>, rimossi per inadempienze in materia di raccolta dei rifiuti nel mese di dicembre. Ne dà notizia l&#8217;<a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/12/18/black-list-di-bertolaso-nuzzo-si-dimette-per-protesta/" target="_blank">ex sindaco di Castel Volturno (Caserta) <strong>Francesco Nuzzo</strong></a>, che aveva dato le dimissioni subito essere finito nella &#8216;lista nera&#8217; dei sindaci inadempienti stilata dalla struttura del sottosegretario ai Rifiuti <strong>Guido Bertolaso</strong>.<br />
Per l&#8217;ex sindaco, magistrato a Brescia, «il dispositivo del Tar, oggi, è la sconfessione della <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/12/03/bertolaso-vs-comuni-inadempientireazioni-dei-sindaci/" target="_blank">struttura del Sottosegretariato e del ministero dell&#8217;Interno</a>».<br />
«Il provvedimento che rimuoveva me, il sindaco di Casal di Principe <strong>Cipriano Cristiano </strong>e il sindaco di Maddaloni <strong>Michele Farina</strong> è stato annullato - dice Nuzzo, che è assistito dall&#8217;avvocato Antonio Sasso -. Una dimostrazione, per quel che mi riguarda, che<strong> si trattava di un atto squisitamente politico </strong>diretto a sparare nel mucchio e col quale si andava a colpire proprio un amministratore come me, che aveva più volte denunciato le inadempienze sul fronte del consorzio in materia di rifiuti».<span id="more-7159"></span><br />
«Nei miei confronti si è trattato di un attacco delegittimante di una gravità inaudita, avvenuto senza alcun confronto», aggiunge Nuzzo, accusato di gravi e reiterate inadempienze nella raccolta dell&#8217;immondizia nel suo Comune.<br />
«Ho l&#8217;orgoglio di dire che <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/01/12/comuni-inadempienti-a-castelvolturno-arriva-il-commissario/" target="_blank">sono ancora sindaco - conclude - anche se resto dimissionario</a>. A Castelvolturno, fra l&#8217;altro, ci saranno a breve le elezioni». (<a href="http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=94322&amp;sez=CAMPANIA" target="_blank">IlMattino</a>)</p>
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		<title>Decreto emergenza: il dl 195 non è inconstituzionale</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 17:14:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il decreto legge sull&#8217;emergenza rifiuti in Campania (convertito successivamente in legge) nella parte in cui prevede un trattamento penale più severo per gli illeciti che contribuiscono a creare o mantenere una situazione di emergenza ambientale, non è incostituzionale. Perché costituisce una risposta del legislatore per fronteggiare la situazione straordinaria di necessità e d&#8217;urgenza. Dunque non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 8px; margin-bottom: 1px" src="http://www.canale9.eu/emergenza/dl_195_costituzione.jpg" alt="" width="353" height="198" align="left" />Il decreto legge sull&#8217;emergenza rifiuti in Campania (<strong><a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/02/19/emergenze-la-camera-approva-il-dl-195-modificato/" target="_blank">convertito successivamente in legge</a></strong>) nella parte in cui prevede un trattamento penale più severo per gli illeciti che contribuiscono a creare o mantenere una situazione di emergenza ambientale, <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/12/04/iervolino-la-legge-sui-rifiuti-e-incostituzionale/" target="_blank">non è incostituzionale</a>. Perché costituisce una risposta del legislatore per fronteggiare la situazione straordinaria di necessità e d&#8217;urgenza. Dunque non sussiste la violazione né dell&#8217;articolo 3, né dell&#8217;<strong>articolo 25 della Costituzione</strong>.<br />
Lo afferma la Corte costituzionale - chiamata a risolvere la questione dal giudice monocratico di Torre Annunziata - <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/03/04/gestione-rifiuti-arriva-la-condanna-ue/" target="_blank">proprio mentre la Corte di giustizia europea condanna l&#8217;Italia</a> per non aver creato in Campania una rete integrata e adeguata di impianti di recupero e di smaltimento di rifiuti idonei a consentire l&#8217;autosufficienza in materia, improntata al criterio della prossimità geografica. Oltre alla <strong>ingiustificata disparità di trattamento tra coloro i quali vivono ed operano nelle aree campane di &#8220;interesse ambientale&#8221;</strong> e la rimanente popolazione, il giudice monocratico di Torre Annunziata accusa il decreto di introdurre una &#8220;<strong>norma penale in bianco</strong>&#8220;, perché il provvedimento dell&#8217;Esecutivo, dichiarativo dello stato di emergenza per la raccolta dei rifiuti, non è &#8220;semplice elemento di specificazione o caratterizzazione della fattispecie&#8221;, ma si pone come norma di riferimento per l&#8217;individuazione di un &#8220;presupposto costitutivo del reato&#8221;.<br />
Il decreto legge - e anche la legge di conversione - &#8220;Misure straordinarie per fronteggiare l&#8217;emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, nonché misure urgenti di tutela ambientale&#8221; <strong>prevede una <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/03/01/vietato-protestare-per-decreto/" target="_blank">particolare disciplina sanzionatoria per la sola area geografica in cui è in vigore</a> lo stato di emergenza</strong>. <span id="more-7157"></span><br />
In particolare prevede che chiunque in modo incontrollato o presso siti non autorizzati abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo o immette nelle acque superficiali o sotterranee rifiuti pericolosi, speciali ovvero rifiuti ingombranti domestici e non, di volume pari ad almeno 0,5 metri cubi e con almeno due delle dimensioni di altezza, lunghezza o larghezza superiori a cinquanta centimetri, sia punito con la reclusione fino a tre anni e sei mesi.<br />
E prevede che chiunque effettui una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza dell&#8217;autorizzazione, iscrizione o comunicazione prescritte dalla normativa vigente sia punito con la pena della reclusione da sei mesi a quattro anni, nonché con la multa da diecimila euro a trentamila euro se si tratta di rifiuti non pericolosi. Mentre se si tratta di rifiuti pericolosi prevede la pena della reclusione da uno a sei anni e con la multa da quindicimila euro a cinquantamila euro.<br />
Secondo la Corte Costituzionale la circostanza che i destinatari di tali norme penali siano prevalentemente gli abitanti delle zone in cui è stata dichiarata l&#8217;emergenza pone in rilievo che i soggetti tutelati dalle disposizioni sono proprio le popolazioni coinvolte, di volta in volta, dall&#8217;emergenza rifiuti. Evidentemente il legislatore ritiene tali popolazioni meritevoli di una tutela rafforzata in ragione della situazione specifica in cui esse si trovano.<br />
Quindi la disciplina sanzionatoria contenuta nel decreto oltre a non violare l&#8217;<strong>articolo 3 della costituzione </strong>(l&#8217;articolo che prevede il diritto dell&#8217;uguaglianza) non violerebbe neanche la disposizione costituzionale secondo cui &#8220;Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso&#8221; (articolo 25 Cost.)<br />
Dunque, le disposizioni del decreto sull&#8217;emergenza rifiuti non appartengono alla categoria delle cosiddette &#8220;norme penali in bianco&#8221;, perché la fattispecie criminosa è compiutamente descritta e le pene sono specificamente previste. &#8220;La dichiarazione dello stato di emergenza, da parte dell&#8217;autorità governativa, è solo una condizione di fatto per l&#8217;applicabilità delle norme medesime, che non integra in alcun modo il contenuto del precetto penale, fissato nella legge, in sé e per sé completo ed autosufficiente&#8221;. (Eleonora Santucci, <a href="http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&amp;id=%203846" target="_blank">GreenReport</a>)</p>
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		<title>Netturbini senza stipendio, raccolta bloccata a Caserta</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 16:52:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<h5><em>La protesta dei lavoratori del consorzio di bacino ha bloccato ieri mattina la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Caserta.</em></h5>
<p><img style="margin-right: 8px; margin-bottom: 1px" src="http://www.canale9.eu/emergenza/sciopero_caserta.jpeg" alt="" width="242" height="181" align="left" />Assemblee sindacali a catena, autocompattatori in strada per bloccare lo <strong>Stir di Santa Maria Capua Vetere</strong>, lo svincolo Caserta Nord dell’autostrada e la via Appia, all’altezza di San Tammaro. <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/01/05/campania-operatori-consorzi-rifiuti-in-sciopero/" target="_blank">I lavoratori protestano perché non sono stati pagati, ma non solo</a>. C’è, ovviamente, la preoccupazione per il futuro visto che <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/02/26/nuovi-piano-rifiuti-i-nodi-da-sciogliere/" target="_blank">difficilmente si potrà trovare lavoro per tutti i 1276 dipendenti</a>, anche se la legge recentemente approvata dal Parlamento ne prevede il riassorbimento.<br />
E da parte di alcune sigle sindacali, quelle riunite nel cartello degli autonomi, c’è anche la protesta contro le promozioni a raffica degli ultimi giorni. Un «assalto alla diligenza» che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, ha creato delle situazioni assurde. Una per tutte: <strong>dal primo marzo, quando già erano state approvate le norme che affidano <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/03/10/ex-consorzio-di-bacino-na-ce-nominato-il-liquidatori/" target="_blank">la gestione del consorzio al commissario liquidatore</a>, è stata firmata anche la promozione al terzo livello b, quello degli autisti dei compattatori, per alcuni dipendenti che non hanno la patente C che serve a guidarli</strong>. Nella lettera di promozione è scritto: «Valutate le effettive mansioni svolte dal dipendente in indirizzo, onde evitare inutili controversie legali, si dispone che a far data (&#8230;)». Insomma, una promozione concessa per evitare eventuali cause di lavoro ma la legge prevede che le qualifiche restino quelle acquisite fino al 31 dicembre 2008. Pochi, però, lo ricordano. La conseguenza è stata che il presidente del consorzio, il sindaco di Grazzanise <strong>Enrico Parente</strong>, è stato costretto a firmare ieri una delibera di revoca di <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/02/24/napoli-e-caserta-differenziata-e-lavoratori-fantasma/" target="_blank">tutte le promozioni</a> fatte dal suo predecessore, <strong>Enrico Fabozzi</strong>. Tornano allo start di partenza, dunque, <strong>Antonio Scialdone, Francesco Raucci, Isidoro Perrota, Anthony Scialdone, Francesco Goglia, Giovanni Fusco, Giuseppina Pennacchio Flagiello</strong>. <span id="more-7149"></span>«Ho tentato di mettere un po’ di ordine – spiega Parente – è assurdo che in un momento così difficile, mentre si stenta a sistemare gli esuberi, ci sia gente che usufruisce dell’auto di servizio, di rimborsi spesa esorbitanti, di indennità di dirigenza da 1500 euro e di superminimi vari».<br />
Ma secondo il portavoce del sindacato Azzurro, Vincenzo Guidotti, «fa bene Parente a revocare le promozioni, ma bisogna ricordare che la pianta organica deve essere fermata al 31 dicembre del 2008. Questi signori non sono più nessuno: intervenga la magistratura». <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/12/30/caserta-societa-provinciali-senza-piano-industriale/" target="_blank">Promozioni a pioggia ma niente lavoro</a>. Lo ha denunciato ai carabinieri della stazione di Cancello Arnone Antonio, uno dei lavoratori del consorzio che il 3 marzo si è presentato in caserma raccontando di aver lavorato fino al novembre del 2009 distribuendo buste per la differenziata.<br />
Poi «i dirigenti del consorzio ci hanno comunicato che le buste erano finite». E allora Antonio e tanti altri come lui sono rimasti per mesi in attesa di qualcosa da fare. Un’attesa che ancora non si è conclusa. È scritto nella denuncia: «<strong>Mi sono sentito in dovere morale di rappresentare al direttore generale, in più occasioni, che effettivamente io dal mese di novembre del 2009 non espletavo materialmente nessuna incombenza per il consorzio</strong> nonostante quest’ultimo mi continuasse a pagare».<br />
E ancora: «Nei tre incontri avuti e non so quanti rinviati, il direttore mi ha sempre detto che dovevo aspettare che prima o poi qualcosa mi avrebbe fatto fare». <strong>Ma all’ennesima richiesta di lavoro il direttore Antonio Scialdone si sarebbe spazientito e avrebbe chiesto sostegno elettoral</strong>e. Il dipendente dice anche che a essere candidato non è il direttore, ma la moglie. Un’affermazione che, se veritiera, sarebbe molto grave e sulla quale sono in corso le attività di riscontro da parte degli investigatori. (<a href="http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=94234&amp;sez=CAMPANIA" target="_blank">IlMattino</a>)</p>
<h5><em><a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/03/09/raccolta-bloccata-ad-avellino-continua-lo-sciopero/" target="_blank">RACCOLTA BLOCCATA AD AVELLINO, CONTINUA LO SCIOPERO</a></em></h5>
<h5><em><a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/01/18/salerno-consorzi-di-bacino-in-sciopero/" target="_blank">SALERNO, CONSORZI DI BACINO IN SCIOPERO</a></em></h5>
<h5><em><a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/07/29/giudizio-finale-la-camorra-nei-rifiuti/" target="_blank">&#8220;GIUDIZIO FINALE&#8221;, LA CAMORRA NEI RIFIUTI</a></em></h5>
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		<title>Verona: col &#8220;porta a porta&#8221;, in discarica il 75% di rifiuti in meno</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 16:22:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo un mese di raccolta «porta a porta» i risultati sono eccezionali: solo 170 quintali Il sindaco: «Prima molti cittadini di altri paesi buttavano i rifiuti nei nostri cassonetti e dovevamo pagare noi, ora non succede più»
Il «porta a porta» fa crollare il quantitativo di rifiuti conferiti in discarica: a un mese dall&#8217;avvio del nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5><em>Dopo un mese di raccolta «porta a porta» i risultati sono eccezionali: solo 170 quintali Il sindaco: «Prima molti cittadini di altri paesi buttavano i rifiuti nei nostri cassonetti e dovevamo pagare noi, ora non succede più»</em></h5>
<p><img style="margin-right: 8px; margin-bottom: 1px" src="http://www.canale9.eu/emergenza/racc_portaporta.png" alt="" width="321" height="290" align="right" /><strong>Il «porta a porta» fa crollare il quantitativo di rifiuti conferiti in discarica</strong>: a un mese dall&#8217;avvio del nuovo sistema di raccolta differenziata, i<strong>l quantitativo di rifiuto inviato a Torretta precipita del 75 per cento a Roncà</strong>. A fronte di un dato minimo storico di 700 quintali, alla discarica legnaghese sono stati avviati solo <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/11/10/wwf-differenziata-sperimentale-a-napoli-raggiunto-il-75/" target="_blank">170 quintali di rifiuti tra secco e umido</a>. «Il dato vuol dire due cose: che i roncadesi sono partiti col piede giusto», osserva il sindaco <strong>Roberto Turri</strong>, «ma soprattutto è la conferma che <strong>Roncà smaltiva i rifiuti e sosteneva i costi di altri Comuni</strong>».<br />
E&#8217; su questo secondo aspetto che Turri dice di essere ormai certo: «Eravamo accerchiati da Comuni che praticavano da tempo il porta a porta, e avevamo abitualmente i bidoni stradali stracolmi. Ipotizzavamo che questo enorme quantitativo di immondizia fosse dovuto al fatto che in molti, dai comuni vicini, portassero i loro rifiuti indifferenziati a Roncà e il tracollo del conferimento in discarica, accanto all&#8217;eliminazione delle navette del secco dalle strade, conferma che le ipotesi erano corrette».<br />
Il primo cittadino aveva immaginato che <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/11/24/rifiuti-il-dinamismo-delleuropa-e-la-staticita-dellitalia/" target="_blank">la quantità di immondizia da portare in discarica si sarebbe di molto ridotta col «porta a porta»,</a> ma ammette che in questa misura non se lo immaginava assolutamente. «Prima dell&#8217;avvio del porta a porta», sottolinea, «avevamo una <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/01/29/rifiuti-gestione-asia-nessuna-traccia-della-differenziata/" target="_blank">quantità di rifiuti paragonabile a quella di un Comune di 13 mila abitanti</a>. Ma a Roncà siamo solo in 3.500 tra capoluogo e frazioni. Questo risultato è conseguenza anche dell&#8217;aumento dei contenitori stradali per la differenziata e il raddoppio dei passaggi per lo svuotamento di questi ultimi, dell&#8217;attenzione della popolazione ma anche dell&#8217;ottimo servizio svolto dalla ditta che effettua la raccolta».<span id="more-7147"></span><br />
Turri si dice soddisfatto anche perché non si è verificato nemmeno quello che si temeva, e cioè che la mancanza dei contenitori stradali comportasse un boom indiscriminato di scarichi abusivi: niente di tutto ciò e tutto sotto controllo lungo le valli e le strade. E c&#8217;è anche un&#8217;altra notizia positiva, cioè <strong>la corsa al composter</strong>: «Abbiamo registrato un&#8217;impennata nella richiesta di acquisti dei composter per trasformare in terriccio e fertilizzante il rifiuto umido. Gli uffici hanno già oltre 200 richieste», aggiunge Turri, «e c&#8217;è tempo fino al 31 marzo per i cittadini che vogliano acquistarlo. Basta prenotarli all&#8217;ufficio anagrafe: ce ne sono di due tipi, quello da 300 e quello da 700 litri, che costano rispettivamente 50 e 90 euro. <strong>L&#8217;utilizzo del composter dà diritto a uno sgravio del 10 per cento sulla bolletta rifiuti</strong>».<br />
Il dato delle prenotazioni, comunque, non esaurisce quello complessivo delle famiglie che hanno scelto il compostaggio domestico: molte sono infatti quelle che praticavano già il compostaggio prima dell&#8217;avvio del «porta a porta» e quelle che hanno acquistato il composter altrove. «In questo caso, per avere diritto allo sconto, i cittadini devono presentare all&#8217;anagrafe una autocertificazione, oppure la ricevuta di acquisto del composter. Tutti quelli che opteranno per il compostaggio», spiega il sindaco, «saranno censiti e sono previsti anche controlli a campione per verificare l&#8217;effettivo uso dei composter». (Paola Dalli Cani, <a href="http://www.larena.it/stories/Provincia/134709__immondizia_in_discarica_calo_record_75_per_cento/" target="_blank">L&#8217;Arena</a>)</p>
<h4><em><a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/01/29/gestione-rifiuti-in-campania-violate-tutte-le-norme-lue-blocca-i-fondi/" target="_blank">GESTIONE RIFIUTI: IN CAMPANIA VIOLATE TUTTE LE NORME, L&#8217;UE BLOCCA I FONDI</a></em></h4>
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		<title>Treno carico di scorie, blitz di Greenpeace</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 16:07:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Verso le 2 di stanotte Greenpeace ha fatto il suo terzo blitz dall&#8217;inizio dell&#8217;anno per intercettare un convoglio di scorie nucleari e impedirne la spedizione in Russia. Una decina di militanti dell&#8217;organizzazione ambientalista ha bloccato un treno carico di scorie nucleari alla stazione di Valenton (Val de Marne), a sud-est di Parigi, aggrappandosi ai vagoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 8px; margin-bottom: 1px" src="http://www.canale9.eu/emergenza/contro+scorie.jpg" alt="" width="236" height="200" align="left" />Verso le 2 di stanotte <strong>Greenpeace</strong> ha fatto il suo terzo blitz dall&#8217;inizio dell&#8217;anno per intercettare un convoglio di <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/03/09/epr-francese-e-italiano-a-rischio-incidente-chernobyl/" target="_blank">scorie nucleari e impedirne la <strong>spedizione in Russia</strong></a>. Una decina di militanti dell&#8217;organizzazione ambientalista ha bloccato un treno carico di scorie nucleari alla stazione di <strong>Valenton (Val de Marne)</strong>, a sud-est di Parigi, aggrappandosi ai vagoni del convoglio e impedendo così che proseguisse il suo viaggio.</p>
<p>I containers di scorie sono destinati ad essere imbarcati sulla <strong>Kapitan Kuroptev</strong> per giungere poi a San Pietroburgo. Il cargo russo era inizialmente atteso a Le Havre o a Cherbourg, ma poi è stato dirottato dalle autorità francesi verso il porto de Montoir-de-Bretagne (Loire Atlantique) proprio per evitare blitz di Greenpeace. E&#8217; servito a poco, visto che la nave ammiraglia di Grreenpeace, l&#8217;<strong>Esperanza</strong>, era arrivata il 3 marzo in Francia proprio per denunciare il traffico di scorie nucleari con la Russia e si è immediatamente diretta anche lei verso Montoir-de-Bretagne.</p>
<p><strong>Fin dall&#8217;inizio degli anni &#8216;70 Edf ed Areva <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/07/01/scorie-nucleari-disastri-internazionali/" target="_blank">esportano scorie nucleari in Russia</a></strong>. I convogli ferroviari attraversano tutta la Francia per raggiungere i porti di Cherbourg o Le Havre, dove le scorie vengono caricate su cargo e avviate in Russia attraverso la Manica, il Mare del Nord e il Mar Baltico. «Questo circuito è molto regolare - spiega Greenppeace - <strong>Sono circa 600 tonnellate di rifiuti nucleari francesi che vengono esportati ogni 15 giorni da anni</strong>».<span id="more-7145"></span></p>
<p>Già nel 2005 e, più recentemente alla fine del 2009, Greenpeace ha fortemente ostacolato la partenza delle navi russe. Nel 2010 i blitz avevano già colpito i convogli ferroviari a Cherburg ed alla centrale nucleare di Tricastin, per impedire ai treni carichi di scorie di raggiungere i cargo russi.<br />
Secondo un comunicato emesso da Greenpeace France dopo il blitz «Siccome i convogli non sarebbero autorizzati se i materiali esportati fossero qualificati come rifiuti,<strong> <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/01/26/nucleare-un-grande-affare-solo-per-i-francesi/" target="_blank">Areva ed Edf</a> giocano con le parole e pretendono che questi materiali spediti in Russia non siano dei rifiuti perché&#8230; <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/03/05/patrik-moore-nucleare-pulito-e-sicuro-la-replica-di-greenpeace/" target="_blank">potrebbe essere che un giorno divengano riutilizzabili!</a></strong>».<br />
Ma per Greenpeace non ci sono dubbi: si tratta di rifiuti, come prova porta un rapporto del Secrétariat général Service de défense de sécurité intitolato &#8220;Stima delle importazioni ed esportazioni dei materiali nucleari a partire dai dati emanati dal Controle nationale relativi alla protezione di questi materiali contro tutti gli atti di malevolenza&#8221; che «Dimostra che dal 2006, 33.000 tonnellate di uranio sono state esportate verso la Russia, mentre solo 3.090 tonnellate di uranio fanno il cammino inverso&#8230; Areva et Edf inviano quindi in Russia dei rifiuti dei quali non se ne fanno nulla se non dimenticarsene!».</p>
<p><a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/10/16/russia-scorie-francesi-a-cielo-aperto/" target="_blank">In Francia, dopo la diffusione nell&#8217;ottobre 2009 su <strong>Arte</strong> del documentario di<strong> Laure Noualhat e Eric Guéret Déchets</strong>, le cauchemar du nucléaire</a>, in molti si sono resi conto che lo scandalo dell&#8217;esportazione delle scorie nucleari francesi in Russia non era una fantasia di Greenpeace e degli altri ambientalisti, ma una cosa reale e molto misteriosa e pericolosa, sia per la Francia che per la Russia, <strong>dove i bidoni carichi di scorie sono ammassati all&#8217;aria aperta e senza bessuna vera protezione</strong>.<br />
Di fronte alla denuncia e dalle preoccupazioni dell&#8217;opinione pubblica si sono mossi anche il ministro dell&#8217;ecologia e dell&#8217;energia<strong> Jean-Louis Borloo </strong>e l&#8217;Office parlementaire des choix technologiques, che hanno chiesto all&#8217;Haut comité sur la transparence et l&#8217;information sur la sécurité nucléaire (<strong>Hctisn</strong>) di fare luce su questo traffico del quale lo stesso ministro ha ammesso di sapere poco.<br />
<strong>Yannick Rousselet</strong>, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace France ha spiegato durante il blitz notturno: «Siamo più che mai mobilitati per ottenere una moratoria su qaueste esportazioni di rifiuti nucleari. <strong>Nicolas Sarkozy</strong> viene da due giorni passati <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/01/05/nucleare-lautocensura-italiana/" target="_blank">a cercare di vendere il nucleare francese a tutto il mondo</a>. Questo convoglio di scorie, che blocchiamo non lontano da Parigi, è un simbolo forte dei numerosi problemi che pone questa industria, soprattutto per la sua mancanza totale di trasparenza e per la sua incapacità di gestire i rifiuti inquinanti per migliaia di anni». (<a href="http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&amp;id=3854" target="_blank">GreenReport</a>)</p>
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		<title>Calabria, incompatibilità ambientale: trasferito pm &#8220;Navi dei veleni&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 12:36:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rischia di dover lasciare Reggio Calabria il sostituto pg presso la Corte d’appello Francesco Neri, notissimo ben oltre i confini calabresi anche perché fu, molti anni fa, il magistrato vero &#8220;antesignano&#8221; attraverso le inchieste condotte in sinergia col maresciallo Natale De Grazia - che poi perse la vita in circostanze quantomeno misteriose - delle indagini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right: 8px; margin-bottom: 1px" src="http://www.canale9.eu/emergenza/calabria-incompatibilita-ambientale-trasferito-pm-navi-dei-veleni.jpg" alt="" align="right" /><a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/08/24/navi-adei-veleni-premiato-francesco-neri/" target="_blank"><strong>Rischia di dover lasciare Reggio Calabria il sostituto pg presso la Corte d’appello Francesco Neri</strong></a>, notissimo ben oltre i confini calabresi anche perché fu, molti anni fa, il magistrato vero &#8220;antesignano&#8221; attraverso le inchieste condotte in sinergia col maresciallo <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/10/23/calabria-al-veleno-domani-manifestazione-nazionale/" target="_blank"><strong>Natale De Grazia</strong></a> - che poi perse la vita in circostanze quantomeno misteriose - delle indagini sulle <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/le-rotte-dei-veleni-la-jolly-rosso-e-le-navi-della-morte/" target="_blank"><strong>&#8220;navi dei veleni&#8221;</strong></a>.</p>
<p>La Prima commissione del Csm ha aperto nei suoi confronti la <em>procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale</em>. La decisione è stata presa all’unanimità &lt;in seguito all’audizione del Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Reggio Calabria, <strong>Salvatore Di Landro</strong>, come spiega una nota di Palazzo dei Marescialli. La pratica è stata <strong><em>secretata</em></strong>.<span id="more-7141"></span></p>
<p>A quanto si apprende <em><strong>al magistrato sarebbe contestato di aver determinato tensioni nell’ufficio</strong></em>, oltretutto in un momento particolarmente delicato e segnato dall’attentato esplosivo alla stessa Procura generale di Reggio. La Commissione sarebbe giunta alle sue conclusioni anche dopo aver esaminato più casi in cui il magistrato si sarebbe visto respingere dai collegi giudicanti richieste di patteggiamento, per pene giudicate troppo basse. (<a href="http://www.reggiotv.it/news.php?id=13938" target="_blank">reggiotv.it</a>)</p>
<p>Di seguito, il comunicato stampa della Prima Commissione del CSM (grazie alla gentile sig.na <a href="http://www.uto.splinder.com/" target="_blank">Elisabetta</a> per la segnalazione)</p>
<p>La Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, in seguito all’audizione in data odierna del Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Reggio Calabria, dott. Salvatore Di Landro, ha deliberato all’unanimità l’apertura della pratica di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale del dott. Francesco Neri, sostituto procuratore generale presso lo stesso ufficio.<br />
Roma, 9 marzo 2010 Il Presidente della prima Commissione<br />
Fiorella Pilato</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.csm.it/comunicati%20stampa/CommStampa.php?idcomuni=169">http://www.csm.it/comunicati%20stampa/CommStampa.php?idcomuni=169</a></p>
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