Archivi per la categoria 'Trash Pictures'

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Continua lo scempio dei Regi Lagni: sangue animale sversato nei canali

Sembra una scena “apocalittica”: sangue che scorre per chilometri lungo un canale e che sfocia in cascata nei Regi Lagni, fino ad arrivare nelle acque del litorale domizio. Questo scempio, che documentiamo nelle immagini realizzate nella prima mattinata di martedì 17 agosto, si verifica nelle tanto verdi quanto inquinate campagne dell’agro aversano. In località “Casaferro” di Frignano, puntualmente, in due specifici giorni della settimana, il martedì e il sabato mattina, l’alveo “Annarosa”, canale in cui confluiscono gli scarichi fognari della zona, si colora di rosso.

E’ sangue animale, probabilmente proveniente da mattatoi o aziende del settore macellazione che sversano direttamente nella rete fognaria. Rete collegata agli alvei “Annarosa” e “Incoronata” che, dopo aver attraversato le campagne nei pressi della superstrada Nola-Villa Literno, scaricano le loro acque nei Regi Lagni.

Una situazione che dura da circa due anni: in questo lasso di tempo, dunque, fiumi di sangue animale sono finiti dove dovrebbe affluire esclusivamente acqua piovana, inquinando ulteriormente il mare dell’area di Castel Volturno e dei territori limitrofi. Leggi tutto »

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Golfo del Messico, marea nera: “Water & Oil”, la provocazione di Vogue Italia

Modelle adagiate su spiagge macchiate di petrolio che sfoggiano espressioni sofferenti e abiti griffati. Ventiquattro pagine e una cover firmata dal fotografo di moda Steven Meisel per un numero, quello di Vogue Italia che uscirà a settembre, destinato a far discutere. Protagonista è la modella bionda Kristen McMenamy, ritratta come un pesce agonizzante tra reti e rocce che evocano il disatro ecologico del golfo del Messico. Leggi tutto »

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Scampia: scantinati-discariche, storie di ordinario degrado

I residenti: “Altro che clan, abbiamo diritto a vivere in condizioni igieniche sane”. Ma il Comune: “Alla Vela Azzurra le proteste sono gestite dalla camorra”

Sono affacciate alle ringhiere mangiate dalla ruggine. Due vedette. Jeans, maglietta e ciabatte. Capelli biondi, fermati in una coda identica. Ai loro piedi cumuli di immondizia, che trasudano liquidi e puzza, che nascondono scarafaggi e topi. Un’unica distesa, qui è là interrotta da cumuli carbonizzati. Siamo nel cuore di Scampia, viale della Resistenza: negli scantinati della “Vela Azzurra“. Le due “guardie”, che scrutano l’orizzonte delimitato dai soffitti dei palazzoni popolari, sono due madri, Ornella Treglia e Elena Buccegli. Sullo sfondo gli operatori Asia e un via vai di camion dell’azienda di igiene urbana.
Parte la bonifica a Scampia. Anche se i lavori cominciano con un duro scambio di accuse. Da una parte il Comune: “La discarica abusiva, come le proteste, sono gestite della camorra”, avverte l’assessore Marcello D’Aponte. Dall’altra le donne delle Vele: “È il terzo camion Asia che arriva da stamattina. Finalmente si muove qualcosa. E la camorra non c’entra niente. Il Comune ci aveva abbandonato”, esclama Ornella. Qui solo pochi giorni fa i residenti hanno dato fuoco ai cumuli di immondizia mai raccolti. “Da mesi chiediamo aiuto al Comune che dice che dobbiamo rivolgerci a Romeo.

(GUARDA LA FOTOGALLERY, de La Repubblica)


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Petrolio in mare, Mar Giallo specchio del Golfo del Messico

Venerdì l’esplosione di due oleodotti. Una macchia di greggio di 180 chilometri quadrati investe il Mar Giallo. Il governo al lavoro per risolvere l’emergenza petrolio


Dopo la Louisiana anche la Cina sta affrontando da qualche giorno il suo disastro ecologico. Venerdì, due oleodotti della compagnia petrolifera statale sono esplosi nella città portuale di Dalian, nel nord-est del Paese. L’incendio che si è scatenato dopo l’esplosione è stato spento soltanto dopo 15 ore. Nessuna persona è morta o è rimasta ferita nell’incidente. Il petrolio, però, continua a fuoriuscire e ad inquinare il Mar Giallo, dove si è formata una macchia di 180 chilometri quadrati. La preoccupazione del governo, ora, è quella di fare in modo che il greggio non raggiunga le acque internazionali.

(GUARDA LA FOTOGALLERY, La Stampa.it)

Gli ambientalisti di Greenpeace Cina hanno scattato alcune fotografie dell’area, prima di essere cacciati: si vedono spiagge nere per il petrolio. Gli operai al alvoro per risolvere l’emergenza sono in gravi difficoltà. Un uomo, che stava fissando una pompa subacquea, è rimasto imprigionato dalla marea nera ed è stato salvato dai colleghi. Scioccanti le immagini del salvatggio in cui si vede l’operaio interamente coperto dal greggio. Le autorità cinesi hanno lanciato una operazione di bonifica d’urgenza. Decine di imbarcazioni «specializzate nel recupero di petrolio» sono al lavoro. Anche un migliaio di pescherecci hanno ricevuto l’ordine di partecipare all’operazione. Leggi tutto »

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Stabia, bagnanti tra i rifiuti della spiaggia-discarica

Il degrado in cui vertono le spiagge pubbliche è sempre maggiore, soprattutto dove il mare è più sporco e dove vige il divieto di balneazione. E’ stato così per molto tempo sull’arenile stabiese in villa comunale, ed è così anche a Rovigliano, a Torre Annunziata.

Le foto, scattate dal reporter stabiese Gennaro Manzo, mostrano il degrado del luogo, di una spiaggia che è ormai ridotta a discarica. Rifiuti di ogni genere ricoprono la gran parte dell’area. Ma la cosa che più desta scalpore è che, nonostante tutto, la gente non rinuncia a farsi largo tra i rifiuti per piazzare il proprio ombrellone e godersi qualche ora di sole e mare. Ognuno si ripulisce lo spazio necessario per stendere una asciugamani, spostando più in là i rifiuti che occupano la zona di suo interesse. Gente che, evidentemente, non può permettersi di pagare il biglietto d’ingresso ai lidi balneari, nè quello di utilizzare i mezzi pubblici per recarsi in una spiaggia più decente. Ed allora …. non ci resta che riflettere. Leggi tutto »

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Nucleare in Bassa Sassonia, centomila barili di scorie da smaltire

In Germania, oltre centomila barili di rifiuti radioattivi dovranno essere rimossi “dal più problematico sito nucleare d’Europa” in Bassa Sassonia.

Pile di rifiuti
Fotografia di Emory Kristof, National Geographic

Fin dagli anni Settanta, quando fu scattata questa foto, nelle profondità di una miniera di sale abbandonata in Germania giace un mucchio di barili di rifiuti.

È dagli anni Sessanta che l’Asse II in Bassa Sassonia fa da sito di stoccaggio ospitando oltre 100 mila barili di rifiuti nucleari di livello medio e basso. I rifiuti di basso livello non sono considerati pericolosi da maneggiare, mentre quelli di medio livello richiedono misure di protezione per il loro smaltimento: ad esempio, secondo la World Nuclear Association, che promuove l’uso dell’energia nucleare, i componenti del reattore vanno racchiusi nel cemento.

Nel 2008 è stato scoperto che l’acqua che fuoriusciva da Asse II fin dagli anni Ottanta è radioattiva. A peggiorare le cose, la miniera stessa è in condizioni così precarie da poter crollare da un momento all’altro.

Oggi, l’ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni sta compiendo un tentativo senza precedenti di ricollocare centinaia di tonnellate di rifiuti nucleri da questo sito, al centro di accese polemiche.

“Quel che dobbiamo fare adesso è capire se è possibile rimuovere questi rifiuti”, dice il portavoce dell’agenzia Werner Nording. “Si tratta di un’operazione mai effettuata in nessun’altra parte del mondo”.

Se tutto dovesse andare per il verso giusto, e una volta effettuati i test per le radiazioni, la tossicità, e i gas esplosivi, l’agenzia ha in programma di rimuovere i pericolosissimi rifiuti con veicoli telecomandati entro il 2020. Leggi tutto »

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Napoli, rifiuti organici avvistati in pieno Golfo

Un’enorme chiazza marrone. Una lunga scia di rifiuti e scarti organici galleggiano in uno specchio d’acqua da sogno: quello tra Miseno e Procida.

C’è un po’ di tutto nella grande macchia che deturpa una fotografia in stile fiordo. A ridosso della montagna su cui poggia il faro dell’ultimo comune dell’area flegrea, ci sono antri spettacolari, grotte naturali scavate nella roccia. E anche rifiuti galleggianti, uniti alla schiuma bianca oramai parte integrante di un’ampia area di acque campane. Alle 8,15 l’acqua è immacolata, o quasi. Due ore dopo, lo spettacolo che si presenta è quasi simile a quello dei Regi Lagni. La lunga scia arriva proprio dalla tratta maggiormente percorsa da traghetti, aliscafi e natanti. Difficile capire chi sversi in mare, ma un dato è pressoché certo: si tratta di inquinamento doloso delle acque. “Mica è la prima volta, spesso ci troviamo di fronte a queste scene” è un signore distinto, sui 60 anni, a raccontare quello che succede nel Golfo di Napoli tra Miseno e Procida. Tutto documentato nelle immagini. “I natanti che attraversano lo specchio d’acqua tra il faro e l’isola di Artuto sversano in acqua senza che nessuno li fermi”. Difficile dire se siano traghetti, aliscafi, o imbarcazioni private. Il risultato finale è quello che si vede e ciò che resta alla fine di un qualsiasi week end: una lunga chiazza marrone dove è facile scorgere sostanze organiche e ogni genere di rifiuto. Leggi tutto »

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Moria di pesci nel Lambro, torna lo spettro dell’inquinamento da petrolio

Moria di pesci, nuovo allarme nel Lambro: è la stessa zona dello sversamento di petrolio Il fenomeno a poca distanza dalla raffineria del disastro ecologico che si è verificato lo scorso febbraio

Centinaia di pesci morti sono arenati sulle sponde e fra i sassi del fiume Lambro, nel Parco di Monza, vicino al ponte delle Catene.

Il fenomeno è stato osservato da alcuni passanti ed è aumentato con il passar delle ore. Non sono chiare, per ora, le cause di questa improvvisa moria.
ll luogo dove sono state scoperte le carcasse dei pesci, che stanno provocando un fastidioso odore dovuto alla putrefazione, è a monte della Lombarda Petroli, la raffineria da dove a fine febbraio vi fu uno sversamento di milioni di litri di petrolio nel Lambro. Leggi tutto »

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La Maddalena: ecco la bonifica bluff di Bertolaso e famiglia

La grande bugia di Bertolaso: Ha speso 72 milioni di euro per bonificare La Maddalena. Affidando i lavori a suo cognato. Ma ‘L’espresso’ ha scoperto che due metri sott’acqua è ancora pieno di rifiuti tossici e materiali pericolosi per la salute

Video esclusivo: l’Arsenale mai bonificato dalla cricca

Una discarica di rifiuti tossici nell’arcipelago della Maddalena. Fanghi neri impregnati di idrocarburi pesanti sbuffano come nuvole di vulcani sottomarini. Contaminano i pesci, i molluschi, i crostacei. E forse anche la vita degli uomini, delle donne e dei bambini che li mangeranno. La sabbia è così inquinata che le alghe non crescono in un raggio di centinaia di metri. Un deserto subacqueo. Bisogna scendere sul fondo del mare per vedere come hanno lasciato morire la natura e al tempo stesso preso in giro milioni di italiani. Bisogna infilarsi la muta, le pinne, una maschera da sub e nuotare quasi tre chilometri tra andata e ritorno.
Ed ecco, fra i due e i dieci metri di profondità, la bugia colossale di una bonifica che qui sotto non è mai cominciata. Perché la discarica è nel mezzo di Porto Arsenale, nel bacino su cui si specchiano i cristalli e i marmi pregiati della Main conference, la palazzina che l’anno scorso avrebbe dovuto ospitare gli onori del G8. Basta immergersi in apnea sotto le grandi vetrate, infilare la mano nella melma e filmare. Nubi color antrace salgono dense, piroettano e ricadono trascinate dal loro peso specifico verso fondali più lontani. Eppure, tra scandali, costi fuori controllo, indagini per corruzione e arresti, la bonifica era l’unica operazione considerata necessaria. Almeno, l’avevano dichiarata conclusa. Ora nemmeno quella si salva. «Un intervento esemplare», hanno detto.

L’aveva confermato il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, 60 anni, commissario delegato di queste grandi opere. L’aveva certificato il suo sponsor nel governo, il sottosegretario Gianni Letta, 75 anni. Invece no. Forse sono stati male informati. Forse qualcuno della struttura di missione nominata da Palazzo Chigi e spedita alla Maddalena a suon di stipendi d’oro, ha raggirato perfino loro. Oppure non hanno ancora raccontato tutto su questo brutto intrigo. Ma qui sotto, nel grande quadrilatero che dovrebbe diventare un porto turistico per Vip, gli effetti della bonifica non si vedono. E chissà, magari è per questo che il vertice del G8 è stato spostato a L’Aquila. Perché le eliche delle barche a motore avrebbero sollevato gli idrocarburi e trasformato l’acqua in un ammasso oleoso a visibilità zero. I sommozzatori dell’antiterrorismo non avrebbero potuto garantire la vigilanza. E per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sarebbe stata una pessima figura ricevere i presidenti dietro vetrate affacciate su un mare che in alcuni giorni diventa nero come la pece. Cambi di colore imprevedibili che dipendono dalla risalita dei veleni nascosti sul fondo. Leggi tutto »

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Golfo del Messico, marea nera: il balletto delle dichiarazioni

Mentre la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon continua imperterrita a vomitare greggio nel Golfo del Messico, nel mondo scientifico, economico, e politico a stelle e strisce si assiste ad un tam-tam di dichiarazioni contrapposte. Secondo la National Oceanic e Atmospheric Administration, l’agenzia meteo del governo federale, una porzione di marea nera rischia di entrare nella cosiddetta ‘corrente loop‘, forte flusso che scorre in senso orario attorno al Golfo verso la Florida, che la porterebbe rapidamente a lambire la costa Atlantica, con un conseguente impatto catastrofico sulle Florida Keys, tanto da preoccupare persino la vicina Cuba, con la quale i funzionari governativi statunitensi sono in contatto per giungere ad una soluzione comune. Un professore di ingegneria meccanica della Purdue University, Steven Wereley, stima l’ammontare delle perdite di petrolio attorno ai 70.000 barili al giorno. “Troppe informazioni sono nelle mani dei legali della BP e troppo poco è stato divulgato al pubblico“, è il commento di Larry Schweiger, presidente della National Wildlife Federation, che ha rincarato la dose senza mezzi termini: “Il Golfo del Messico è una scena del crimine di cui non si può lasciare all’autore l’incarico di valutare i danni“. Leggi tutto »

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