Archivi per la categoria 'Rifiuti ed Editoria'

Rifiuti ed Editoria, video

“Così ci uccidono”

Emiliano Fittipaldi è un giornalista de L’Espresso, da poco è uscito il suo libro, edito da Rizzoli, “Così ci uccidono. Storie, affari e segreti dell’Italia dei veleni”.
Questa la descrizione in quarta di copertina:
Forse siete convinti di scegliere sempre il meglio, e al supermercato passate ore a selezionale prodotti di qualità. Ma nel cibo che mangiate, nell’acqua che bevete, nell’aria che respirate e nei cosmetici che vi spalmate sul corpo i veleni sono in agguato. Tra gli avvelenatori non ci sono solo camorristi, mafiosi e criminali risaputi. La categoria comprende anche personaggi insospettabili. Politici ufficialmente impegnati nella tutela dell’ambiente ma che, tra i beni di famiglia, possiedono aziende accusate di minare la salute dei dipendenti. Industriali milionari che confezionano i prodotti di marche famose con materiali scadenti e nocivi, vere e proprie bombe a orologeria per i consumatori. Sindaci e assessori che di fronti ad analisi inquietanti sulle sostanze tossiche contenute nell’acqua comunale preferiscono tacere per non allarmare inutilmente la popolazione. Leggi tutto »

Eco-News, Rifiuti ed Editoria

Navi dei Veleni in un libro

“Le navi dei veleni”: instant book dei giornalisti Massimo Clausi e Roberto Grandinetti sul mare radioattivo calabrese.

«Attorno al mare radioattivo calabrese girano pure alcune leggende, ad ulteriore testimonianza di come da queste parti di fusti e navi inabissate si è sempre parlato». Scrivono così i giornalisti Massimo Clausi e Roberto Grandinetti presenti in libreria con l’instant book “Le navi dei veleni” edito da Rubbettino. Nel libro, presentato ieri a Cosenza, i due giornalisti analizzano da esperti cronisti la storia dei rifiuti inabissati ricostruendo i percorsi che hanno seguito le varie indagini giudiziarie. Un documento fondamentale che mette in luce tutta la vicenda, comprendendo una forte denuncia per ciò che non si è fatto nel nostro Paese partendo dal 1987 quando «fu di fatto sancito l’abbandono da parte dell’Italia al nucleare e, nonostante il referendum, non siamo una Nazione denuclearizzata ». Non solo centrali, ma rifiuti radioattivi prodotti dagli ospedali e migliaia di metri cubi di scorie provenienti dalle centrali disattivate. E il problema si complica ancor di più quando compaiono nomi come l’ingegnere lombardo Giorgio Comerio, il pentito Francesco Fonti, Angelo Chimiento ma soprattutto tre eroi dei giorni nostri “ricercatori di verità”, Natale De Grazia, Miran Hrovatin ed Ilaria Alpi. E poi ci sono loro, le navi: la Rigel, la Jolly Rosso, la Cunsky e tutte quelle di cui ancora non si conosce il nome e che giacciono con il loro carico sui fondali del Mediterraneo. Eppure c’è ancora chi sostiene che i fusti a perdere e le navi a picco siano riconducibili a vecchi relitti bellici, divenuti tranquille dimore per flora e fauna marina. Quasi una provocazione! Leggi tutto »

Rifiuti ed Editoria

“Emergenza rifiuti spa”

Nell’estate 2008 i giornali e le televisioni si lanciarono all’unisono sulla polpetta avvelenata dei cassonetti in fiamme a Napoli, ravvivando un agosto di cronaca un po’ depressa a causa della crisi economica. Da qualche settimana a Palermo sembra ripetersi il copione: da una parte i buoni (i poliziotti, il governo e le sue promesse), dall’altra i cattivi (i cittadini esasperati che danno fuoco alla spazzatura accumulata in strada). Ma è proprio così?

In Emergenza rifiuti Spa (Castelvecchi) Sabina Morandi, giornalista scientifica, esperta di biotecnologie e ambiente, solleva il velo della scomoda questione con un’inchiesta approfondita e battagliera. Nel titolo del libro è riassunto il concetto chiave: c’è in Italia un sistema di potere che ha interesse a soffiare sul fuoco dell’emergenza perché è capace di trasformare le crisi in profitto. Ed è un sistema trasversale alla politica, tant’è vero che i decreti favorevoli ai signori della “munnezza” sono stati firmati dai governi di centrosinistra come da quelli di centrodestra, compiacenti entrambi nel chiudere un occhio quando non addirittura nel truccare le carte. Lungo le pagine scorrono nomi e cognomi, poi riuniti in un’appendice finale: i commissari speciali chiamati a gestire l’emergenza dal 1994 a oggi, i clan camorristici coinvolti, i tanti funzionari, imprenditori, politici sotto processo o condannati dalla magistratura. L’elenco fa impressione. Leggi tutto »

Eco-News, Rifiuti ed Editoria

Formicoso: la Poesia contro la Discarica

I versi contro il progetto che sconvolgerebbe la zona dove si produce più del 50 per cento del grano duro campano

Un anno fa, il 25 agosto, vennero ef­fettuati i carotaggi per la creazione di una discarica al Formicoso. E’ tra­scorso un anno e l’immondezzaio gigante da tre milioni di metri cubi sta per essere realizzato. Lo scorso anno arrivarono i mili­tari per far effettuare i prelievi visto che la popolazione di Andretta, ma anche quella dei paesi circostanti, era scesa in piazza per dire no a questo megaprogetto che trasfor­merebbe una zona dove si produce più del 50 per cento del grano duro campano, e minerebbe l’ecosistema dell’Alta Irpinia. Il progetto tro­va contrari i sindaci della zona che minac­ciano di scendere in piazza con i loro con­cittadini se il governo dovesse confermare il progetto. La costruzione della megadisca­rica è un problema molto sentito in queste zone, al punto che è rinata la «poesia mili­tante», l’impegno di una fascia di intellet­tuali che hanno sentito tutto l’isolamento in questa battaglia e che sentono molto lon­tane le istituzioni, a quanto pare preoccupa­te solo dell’area napoletana. A mettere in campo l’iniziativa «Versi per il Formicoso» è stato il Centro di docu­mentazione sulla poesia del Sud, che in au­tunno organizza il Festival della Poesia del Mediterraneo e una serie di incontri, lungo tutto l’arco dell’anno, dedicati ai grandi poeti, in particolare quelli meridionali. «Ci sembrava doveroso - spiega Giuseppe Iuliano che assieme a Paolo Saggese ha dato vita all’iniziativa - far intervenire intellettuali e non su questo problema, perché non si può vivere in un mondo iperuraneo, astratto, senza rendersi conto dei problemi reali che ci circondano». La preoccupazione é quella che l’ambiente possa essere irrimediabilmente contaminato, mettendo a rischio persino il lago di Conza, un bacino idrico usato ora solo per l’agricoltura (pugliese) ma che la regione Puglia vorrebbe utilizzare, con un potabilizzatore, per arricchire le sue scarse risorse idriche.  Leggi tutto »

Eco-News, Rifiuti ed Editoria

Taranto, la città senza più cielo

Tiranneggiato dai 220 metri di altezza (il doppio del Duomo di Milano) del camino E-312 o «testa del drago», l’ immane agglomerato dell’ acciaieria Ilva - gli altri 214 camini, gli altiforni, le cokerie, la discarica detta «Mater Gratiae», le montagne di polvere ferrosa dei «parchi minerali» - sembra strangolare, quasi fagocitare l’ intera città di Taranto. Sintesi di questo amplesso forzato, il vicino quartiere Tamburi, protetto in teoria dalle «collinette ecologiche» e invece sottoposto a una mostrificazione cromatica: i muri rosso-ruggine, le lenzuola nere ai balconi, il cimitero ruggine e nero insieme, coi becchini che a fine giornata devono lavarsi come gli operai dell’ acciaieria. Una simile alterazione è il segno di un inquinamento chimico (benzoapirene, mercurio, soprattutto il più alto tasso europeo di diossina) di cui l’ Ilva è l’ attore principale, «comprimari» il cementificio Cementir, la raffineria Eni, l’ inceneritore di Massafra. Un inquinamento che test genotossici hanno ricondotto a co-fattore ambientale nell’ aumento del 30 per cento di neoplasie cittadine negli ultimi anni. Indagando su La Città delle nuvole (Edizioni Ambiente, pp. 160, Euro 14, titolo allusivo a un cielo ormai perennemente opacizzato), Carlo Vulpio ci offre un libro-inchiesta che sembra scritto da un allievo di Zola e di Gogol: di Zola per la visionarietà costante che accompagna il realismo duro della denuncia, di Gogol per gli aspetti surreali e grotteschi di tanta malapolitica e malasanità.    Leggi tutto »

Comunicati stampa e segnalazioni, Eco-News, Rifiuti ed Editoria

Una montagna di (eco)balle

Documentario sull’emergenza rifiuti «narrata» dalle immagini di Insu-tv e dalla voce di Ascanio Celestini

Una mole mastodontica di immagini girate nel periodo più infernale dell’«emergenza» rifiuti. La Campania - dal 2004 al 2008 - bruciava (e puzzava) e i videomakers indipendenti si davano da fare per immortalare il disastro, innanzitutto sanitario, e cercare di capirne le cause. Questi filmati, innumerevoli, si parla di 250 ore di girato, sono stati cuciti insieme nel montaggio da Simone Veneroso e sono diventati un documentario dal titolo che più evocativo non si può: Una montagna di balle, completamente autoprodotto da InsuTv, telestreet no-profit creata dai movimenti napoletani. Le «balle», neanche a dirlo, sono le cosiddette «ecoballe», spacciate per combustibile da rifiuti e invece rivelatesi secondo la magistratura inquirente pura spazzatura, accumulate a forma di piramidi tra Giugliano e Villa Literno per anni. Un lavoro documentaristico in cui riecheggiano i fuochi di Chiaiano, Pianura, Marigliano, Gianturco, e prima ancora Serre, Campagna, Ariano irpino, Montesarchio. La narrazione dell’emergenza monnezza fattasi allarme è affidata alla sapiente voce di Ascanio Celestini.
Il video, che arricchisce il filone dei documentari sulla crisi delle crisi (tra gli altri, «Biùtiful Cauntri», «La bambina deve prendere aria», e un quinto di «Gomorra»), sarà proiettato martedì 14 luglio alle 20 in anteprima al cinema Modernissimo di Napoli. Leggi tutto »

Rifiuti ed Editoria

Ecofollie, Milena Gabanelli racconta

Milena Gabanelli ha bisogno di poche presentazioni, basta citare Report (Raitre) e il gioco è fatto. La giornalista televisiva con le sue inchieste taglienti ha spesso fatto tremare i polsi a qualcuno di grosso portando alla luce ciò che fino a un momento prima era sotterraneo. Di solito scatena il putiferio, ormai non si contano più le cause legali contro il programma ma “per ora sono tutte andate a vuoto”, afferma la freelance. È una giornalista purosangue, lontana dai salotti mondani (“altrimenti sarei influenzabile”) e da ottobre è pronta a ripartire con la grinta di sempre. Intanto per chi volesse ripassare è uscito per Bur-Rai Eri il cofanetto (libro e dvd) Ecofollie firmato anche dai collaboratori Sigfrido Ranucci, Paolo Mondani, Michele Buono e Piero Riccardi. Sono tre inchieste (L’eredità, L’oro di Roma, Il piatto è servito) che parlano di ambiente, dalle scorie nucleari seppellite in giro per l’Italia che attendono da decenni di essere smaltite, agli affari dei rifiuti soliti urbani, allo sfruttamento del terreno fino all’osso per produrre cibo, poco nutriente.

In Italia si vuole ritornare al nucleare ma non si sa dove piazzare le vecchie scorie, non è che si sta facendo il passo più lungo della gamba?
In Italia si parla di nucleare e non di rifiuti, nel nostro paese sembra impossibile trovare i luoghi dove portare le scorie, nessuno le vuole. Perché in Francia e in Germania li trovano? Perché si muovono coinvolgendo le popolazioni locali, non le escludono dai controlli in modo da rassicurarle. Da noi si mettono in agenda le conferenze Stato/Regioni, è giusto, ma se non vengono coinvolti i cittadini nascono i comitati del ‘no ad ogni costo’, spesso controproducenti”.  Leggi tutto »

Eco-News, Rifiuti ed Editoria

I galli sulla monnezza

«Fa ’o gallo ’ncoppa ’a munnezza» è un’espressione tutta napoletana per indicare chi assume posizioni di comando su qualcosa di poco valore. E’ il concetto base del nuovo libro della sociologa Rossella Savarese che s’intitola non a caso «Galli sulla munnezza – silenzi, grida e bugie sui rifiuti in Campania», edito da Franco Angeli e presentato alla libreria La Feltrinelli di Piazza dei Martiri. Il dibattito, moderato dal direttore del Corriere del Mezzogiorno Marco Demarco, ha visto protagonisti il sociologo Domenico De Masi, il procuratore di Salerno Franco Roberti e il giornalista Igor Staglianò. Un vero e proprio tour, quello della Savarese, nella questione rifiuti che in Campania dura ormai da 15 anni. Alcune domande si impongono: l’emergenza è davvero risolta? E’ bastata sul serio la “bacchetta magica” di Berlusconi per togliere i rifiuti dalle strade?

DE MASI – Per il sociologo è tutt’altro che risolta e non è bastato un «Berlusconi – San Gennaro» per far sparire i rifiuti da Napoli. A suo modo di vedere la colpa è in gran parte degli stessi napoletani, i cui problemi principali, per De Masi, sarebbero tre: l’infantilismo, l’incompetenza e la rozzezza. Ecco perché, secondo il sociologo, sono finiti sul “banco degli imputati” della Savarese burocrati, intellettuali, magistrati e politici: tutti “galli sulla munnezza”. Leggi tutto »

Eco-News, Rifiuti ed Editoria

L’era post-petrolio

Un libro edito da Altreconomia cerca di capire come cambierà la nostra vita quando non potremmo fare più affidamento sul petrolio. Diciotto interviste ad altrettanti esperti su temi specifici. A quali rischi e a quali scenari porterà la crisi energetica?

Ogni giorno buttiamo un occhio alle quotazioni del greggio. Il problema energetico è ormai costantemente all’attenzione di tutti. Perché?
Perché la nostra società si è sviluppata sulla base della disponibilità a basso costo di fonti fossili. In molti casi questa disponibilità ha fatto sì che il nostro benessere prendesse certe strade piuttosto che altre. Oggi la nostra è una società petrolio-dipendente. Ma la pacchia energetica è destinata a finire, e come tutte le risorse non rinnovabili, anche il greggio si esaurirà. Non accadrà certo a breve, ma non è lontano il giorno in cui il petrolio costerà troppo, e non sarà più così conveniente estrarlo.
Tecnicamente, questo momento si chiama “picco di produzione del petrolio” che uno dei punti di partenza di un libro dal titolo “La vita dopo il petrolio” edito da Altreconomia e realizzato in collaborazione con Aspo Italia, la sezione italia dell’Associazione internazionale per gli studi del picco del petrolio. L’obiettivo del libro è piuttosto di capire come cambierà la nostra vita quando non potremmo fare più affidamento sul petrolio. La domanda è stata fatta ad un gruppo di esperti, 18 per la precisione da cui sono nate altrettante interviste, ciascuna su un tema specifico. A Guido Viale, ad esempio, è stato chiesto come cambieranno i nostri oggetti e i nostri rifiuti, ad Andrea Poggio quale sarà la mobilità del futuro. Federico Butera ha raccontato come cambieranno le case e le città, ed Enzo Ferrara quali saranno i cambiamenti nell’assistenza sanitaria. Con Wolfgang Sachs si è analizzato il modello di sviluppo per i Paesi del Sud, e con Hermann Scheer il modello di produzione di energia. Luca Mercalli ha raccontato come è la sua vita post-picco. Tra gli intervistati anche Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e di QualEnergia. Per Silvestrini i comparti in cui si verificheranno gli impatti maggiori sono i trasporti “che rischiano di venire messi in ginocchio, e anche la petrolchimica”. “Gli altri settori, a iniziare dalla produzione elettrica, dipendono invece molto poco dal greggio - continua il direttore scientifico del Kyoto Club - Questo dato va chiarito, perché c’è ancora chi va pensando che 1.000 centrali nucleari servirebbero a difenderci dagli alti prezzi del petrolio”. Leggi tutto »

Curiosità, Rifiuti ed Editoria

Olio fritto: il corretto smaltimento

Per friggere patatine e quant’altro, tutti noi utilizziamo enormi quantità di olio che poi, sistematicamente, versiamo dalla padella nel lavandino delle nostre cucine. Questa diffusa abitudine provoca però gravi danni all’ambiente. Quali alternative, quindi, per lo smaltimento dell’olio?
olioCome liberarsi dell’olio dopo averlo utilizzato per la frittura?

I dietologi sconsigliano a chi vuole tenersi in forma di assumerne in grandi quantità, eppure l’olio costituisce un ingrediente fondamentale della nostra cucina.
Per condire le nostre pietanze o per friggere patatine e quant’altro, gli italiani consumano annualmente 1.400.000 tonnellate di oli vegetali: circa 600-700 mila tonnellate di olio di oliva ed altrettante di olio di semi.
Date queste cifre, sorge un problema di smaltimento. E non solo di calorie in eccesso.
La maggior parte di noi, infatti, è solita versare nel lavandino della cucina – o in altri scarichi della casa – l’olio utilizzato per friggere, ignorando le ripercussioni di questa nostra abitudine sul Pianeta.
Si è calcolato che, attraverso le reti fognarie, finiscono nell’ambiente ben 800.000 tonnellate di olio fritto.
L’olio da cucina esausto è un rifiuto che, se disperso nell’ambiente, comporta gravi danni: Leggi tutto »

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