“Così ci uccidono”
Emiliano Fittipaldi è un giornalista de L’Espresso, da poco è uscito il suo libro, edito da Rizzoli, “Così ci uccidono. Storie, affari e segreti dell’Italia dei veleni”.
Questa la descrizione in quarta di copertina:
“Forse siete convinti di scegliere sempre il meglio, e al supermercato passate ore a selezionale prodotti di qualità. Ma nel cibo che mangiate, nell’acqua che bevete, nell’aria che respirate e nei cosmetici che vi spalmate sul corpo i veleni sono in agguato. Tra gli avvelenatori non ci sono solo camorristi, mafiosi e criminali risaputi. La categoria comprende anche personaggi insospettabili. Politici ufficialmente impegnati nella tutela dell’ambiente ma che, tra i beni di famiglia, possiedono aziende accusate di minare la salute dei dipendenti. Industriali milionari che confezionano i prodotti di marche famose con materiali scadenti e nocivi, vere e proprie bombe a orologeria per i consumatori. Sindaci e assessori che di fronti ad analisi inquietanti sulle sostanze tossiche contenute nell’acqua comunale preferiscono tacere per non allarmare inutilmente la popolazione. Leggi tutto »
11 mar 2010 redazione 9online nessun commento
«Attorno al mare radioattivo calabrese girano pure alcune leggende, ad ulteriore testimonianza di come da queste parti di fusti e navi inabissate si è sempre parlato». Scrivono così i giornalisti Massimo Clausi e Roberto Grandinetti presenti in libreria con l’instant book “Le navi dei veleni” edito da Rubbettino. Nel libro, presentato ieri a Cosenza, i due giornalisti analizzano da esperti cronisti la storia dei rifiuti inabissati ricostruendo i percorsi che hanno seguito le varie indagini giudiziarie. Un documento fondamentale che mette in luce tutta la vicenda, comprendendo una forte denuncia per ciò che non si è fatto nel nostro Paese partendo dal 1987 quando «fu di fatto sancito l’abbandono da parte dell’Italia al nucleare e, nonostante il referendum, non siamo una Nazione denuclearizzata ».
Nell’estate 2008 i giornali e le televisioni si lanciarono all’unisono sulla polpetta avvelenata dei cassonetti in fiamme a Napoli, ravvivando un agosto di cronaca un po’ depressa a causa della crisi economica. Da qualche settimana a Palermo sembra ripetersi il copione: da una parte i buoni (i poliziotti, il governo e le sue promesse), dall’altra i cattivi (i cittadini esasperati che danno fuoco alla spazzatura accumulata in strada). Ma è proprio così?
Un anno fa, il 25 agosto, vennero effettuati
Tiranneggiato dai 220 metri di altezza (il doppio del Duomo di Milano) del
Una mole mastodontica di immagini girate nel periodo più infernale dell’«emergenza» rifiuti. La Campania - dal 2004 al 2008 - bruciava (e puzzava) e i
Milena Gabanelli ha bisogno di poche presentazioni, basta citare Report (Raitre) e il gioco è fatto. La giornalista televisiva con le sue inchieste taglienti ha spesso fatto tremare i polsi a qualcuno di grosso portando alla luce ciò che fino a un momento prima era sotterraneo. Di solito scatena il putiferio, ormai non si contano più le cause legali contro il programma ma “per ora sono tutte andate a vuoto”, afferma la freelance. È una giornalista purosangue, lontana dai salotti mondani (“altrimenti sarei influenzabile”) e da ottobre è pronta a ripartire con la grinta di sempre. Intanto per chi volesse ripassare è uscito per Bur-Rai Eri il cofanetto (libro e dvd) Ecofollie firmato anche dai collaboratori Sigfrido Ranucci, Paolo Mondani, Michele Buono e Piero Riccardi. Sono tre inchieste (L’eredità, L’oro di Roma, Il piatto è servito) che parlano di ambiente, dalle scorie nucleari seppellite in giro per l’Italia che attendono da decenni di essere smaltite, agli affari dei rifiuti soliti urbani, allo sfruttamento del terreno fino all’osso per produrre cibo, poco nutriente.
Ogni giorno buttiamo un occhio alle quotazioni del greggio. Il problema energetico è ormai costantemente all’attenzione di tutti. Perché?
Come liberarsi dell’olio dopo averlo utilizzato per la frittura?