“Oggi nessun Paese può rinunciare. Non è più possibile stare fuori alla possibilità di creazione di energia dall’atomo”. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ribadisce la sua posizione sul nucleare nella conferenza stampa a Villa Gernetto con il premier russo Vladimir Putin. L’opposizione attacca: tecnologia ormai obsoleta, staimo comprando ‘un bidone’.

Cantieri in vista, bisogna convincere gli italiani
Berlusconi ha spiegato che il ministro Scajola se ne sta occupando e che i lavori per la prima centrale partiranno “entro questa legislatura”. Quanto al luogo dove sorgera’, al momento Berlusconi non si sbilancia e spiega che “prima di individuare il posizionamento della centrale bisogna che cambi l’opinione pubblica italiana“.

L’esempio francese
Della “rincorsa” delle comunità locali francesi per accaparrarsi la costruzione di nuove centrali, Berlusconi ha affermato di aver “parlato a lungo con gli esponenti della nostra tv di Stato e stiamo lavorando già a un progetto per raccogliere le esperienze dei cittadini francesi che abitano vicino alle centrali e portarle qui al fine di iniziare
un lavoro che non sarà facile, probabilmente durerà più di un anno, ma credo che sia un lavoro preliminare prima di poter dire dove nascerà una centrale”.

Non davanti a casa mia

Bisogna quindi, prima di decidere il posizionamento di una nuova centrale, che sul tema nucleare “cambi l’opinione pubblica italiana, I cittadini italiani oggi, a sentir parlare di centrali nucleari si terrorizzano. Tutti dichiarano, il 54%, necessarie le centrali, ma nessuno dice disposto ad accettarle nella propria provincia”.

La mano russa

La Russia è pronta a garantire finanziamenti e collaborazione tecnologica per la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia. Lo ha annunciato il premier russo Vladimir Putin nella conferenza stampa a Villa Gernetto con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In particolare, Putin ha garantito anche la disponibilità a fornire combustibile nucleare e poi riprendere le scorie per il trattamento. La Russia, ha ricordato ancora Putin, partecipa già in Paesi terzi alla produzione di energia atomica attraverso tali sistemi: “Se in Italia questi progetti si realizzeranno - ha assicurato - da parte russa ci sarà una vasta cooperazione”.

Il Pd: stiamo comprando un bidone

“Il governo Berlusconi, 24 anni dopo il disastro di Chernobyl, sta per imbarcare il Paese in una pericolosa avventura, quella del costosissimo ritorno al nucleare, una vera cuccagna per poche grandi imprese e un cappio al collo per i cittadini italiani che pagheranno di tasca loro miliardi di euro per vedere, forse, tra 15 anni il primo reattore nucleare francese funzionante sul suolo italiano”, dicono i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante. E aggiungono: “Come ricorda Legambiente nel recente dossier dedicato al ritorno al nucleare, gli italiani stanno per sovvenzionare dei reattori Epr che vengono spacciati come di terza generazione avanzata, ma che non sono altro che l’evoluzione piu’ recente dei reattori di seconda generazione Pwr, realizzati negli anni ‘60″.

“Nel mondo sono in costruzione quattro impianti del tipo Epr. Oltre al sito di Flamanville in Francia, c’e’ il finlandese Olkiluoto da 1.600 Mwe, in costruzione dal 2005 con un ritardo di avanzamento dei lavori di 3 anni e costi lievitati a 5,5 miliardi di euro. Gli altri sono i due cinesi di Taishan, da 1.660 Mwe ciascuno, per un contratto previsto in 8 miliardi di euro. Non è un caso che l’Areva, l’impresa pubblica francese costruttrice del reattore, prima di riuscire a piazzare la sua tecnologia in Italia abbia incassato negli ultimi anni rifiuti in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Canada, agli Emirati Arabi”.

“E’ dunque più di un sospetto che l’Italia stia per acquistare un ‘bidone’. Altro problema irrisolto e’ la gestione delle scorie: per ora si cerca solo di allungare a 60 anni la vita dei reattori, in modo da affibbiare ai posteri l’onere della soluzione. Gli italiani, che hanno compreso come Chernobyl abbia ucciso e continui a uccidere, hanno giustamente paura del nucleare sotto casa. Lo sanno bene i governatori di centrodestra che hanno in ogni modo negato la costruzione delle centrali sui loro territori. Vedremo - concludono Ferrante e Della Seta - come spiegheranno ai cittadini l’uso della forza militare per la costruzione delle nuove centrali“.

IdV pronta al referendum

“Non imparare niente dai disastri del passato è una vera e propria sciagura. E questo governo dalla tragedia nucleare di Chernobyl, avvenuta in Ucraina ben 24 anni fa, non ha assolutamente recepito la lezione e prosegue irremovibile con il folle progetto del nucleare di terza generazione, per altro già obsoleto”, afferma in una nota e’ il senatore Nello Di Nardo, capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione ambiente di Palazzo Madama. E ricorda anche che “l’IdV, gia’ dal 1 maggio, iniziera’ la raccolte delle firme per il referendum volto ad abrogare questa vergognosa norma”.

L’atomo imposto ai cittadini dal partito della prepotenza, prosegue, “oltre ad essere pericolosissimo per l’ambiente e per la salute, e’ anche antieconomico. Infatti, costera’ alle tasche dei cittadini miliardi e miliardi di euro. Tra l’altro, le centrali serviranno a coprire solo il 20% del fabbisogno di energia elettrica in Italia. Un po’ pochino se si mettono a paragone i rischi con i benefici”. (RaiNews24)

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