Verona: col “porta a porta”, in discarica il 75% di rifiuti in meno
Dopo un mese di raccolta «porta a porta» i risultati sono eccezionali: solo 170 quintali Il sindaco: «Prima molti cittadini di altri paesi buttavano i rifiuti nei nostri cassonetti e dovevamo pagare noi, ora non succede più»
Il «porta a porta» fa crollare il quantitativo di rifiuti conferiti in discarica: a un mese dall’avvio del nuovo sistema di raccolta differenziata, il quantitativo di rifiuto inviato a Torretta precipita del 75 per cento a Roncà. A fronte di un dato minimo storico di 700 quintali, alla discarica legnaghese sono stati avviati solo 170 quintali di rifiuti tra secco e umido. «Il dato vuol dire due cose: che i roncadesi sono partiti col piede giusto», osserva il sindaco Roberto Turri, «ma soprattutto è la conferma che Roncà smaltiva i rifiuti e sosteneva i costi di altri Comuni».
E’ su questo secondo aspetto che Turri dice di essere ormai certo: «Eravamo accerchiati da Comuni che praticavano da tempo il porta a porta, e avevamo abitualmente i bidoni stradali stracolmi. Ipotizzavamo che questo enorme quantitativo di immondizia fosse dovuto al fatto che in molti, dai comuni vicini, portassero i loro rifiuti indifferenziati a Roncà e il tracollo del conferimento in discarica, accanto all’eliminazione delle navette del secco dalle strade, conferma che le ipotesi erano corrette».
Il primo cittadino aveva immaginato che la quantità di immondizia da portare in discarica si sarebbe di molto ridotta col «porta a porta», ma ammette che in questa misura non se lo immaginava assolutamente. «Prima dell’avvio del porta a porta», sottolinea, «avevamo una quantità di rifiuti paragonabile a quella di un Comune di 13 mila abitanti. Ma a Roncà siamo solo in 3.500 tra capoluogo e frazioni. Questo risultato è conseguenza anche dell’aumento dei contenitori stradali per la differenziata e il raddoppio dei passaggi per lo svuotamento di questi ultimi, dell’attenzione della popolazione ma anche dell’ottimo servizio svolto dalla ditta che effettua la raccolta».
Turri si dice soddisfatto anche perché non si è verificato nemmeno quello che si temeva, e cioè che la mancanza dei contenitori stradali comportasse un boom indiscriminato di scarichi abusivi: niente di tutto ciò e tutto sotto controllo lungo le valli e le strade. E c’è anche un’altra notizia positiva, cioè la corsa al composter: «Abbiamo registrato un’impennata nella richiesta di acquisti dei composter per trasformare in terriccio e fertilizzante il rifiuto umido. Gli uffici hanno già oltre 200 richieste», aggiunge Turri, «e c’è tempo fino al 31 marzo per i cittadini che vogliano acquistarlo. Basta prenotarli all’ufficio anagrafe: ce ne sono di due tipi, quello da 300 e quello da 700 litri, che costano rispettivamente 50 e 90 euro. L’utilizzo del composter dà diritto a uno sgravio del 10 per cento sulla bolletta rifiuti».
Il dato delle prenotazioni, comunque, non esaurisce quello complessivo delle famiglie che hanno scelto il compostaggio domestico: molte sono infatti quelle che praticavano già il compostaggio prima dell’avvio del «porta a porta» e quelle che hanno acquistato il composter altrove. «In questo caso, per avere diritto allo sconto, i cittadini devono presentare all’anagrafe una autocertificazione, oppure la ricevuta di acquisto del composter. Tutti quelli che opteranno per il compostaggio», spiega il sindaco, «saranno censiti e sono previsti anche controlli a campione per verificare l’effettivo uso dei composter». (Paola Dalli Cani, L’Arena)
GESTIONE RIFIUTI: IN CAMPANIA VIOLATE TUTTE LE NORME, L’UE BLOCCA I FONDI
11 mar 2010 redazione 9online