Asìa: l’inceneritore a Ponticelli si farà
“Il termovalorizzatore a Ponticelli si farà, eccome”. Daniele Fortini, amministratore delegato di Asìa, replica a muso duro all’assessore regionale all’Ambiente Walter Ganapini, considerando che dal piano rifiuti è sparito l’impianto che dovrebbe sorgere nella zona orientale di Napoli. “A volerlo - precisa il manager Asìa - non siamo noi, ma una norma di legge nazionale che prevede il termovalorizzatore nell’area di via De Roberto”. E’ pur vero che, al momento, mancano finanche le risorse economiche per la differenziata “ma è altrettanto evidente – rincara la dose Fortini - che, se la Regione ci avesse garantito una mano, avremmo potuto ampliare già di molto il porta a porta. Ciò nonostante, proprio perché, come tutti sanno, il termovalorizzatore è un impianto che si autofinanzia con l’energia prodotta, noi stiamo andando avanti e non corrisponde a realtà neppure il fatto che non esista un progetto. Al contrario, c’è un programma di massima - aggiunge l’amministratore delegato di Asìa - poiché a completare il disegno dovrà essere la ditta che si aggiudicherà l’appalto, ed inoltre le dimensioni e la quantità di rifiuti da bruciare sono già state determinate”. E, in attesa che parta la gara pubblica per la scelta del partner di Asìa, è stato finalmente convertito in legge il decreto di fine emergenza rifiuti per la Campania con importanti modifiche. Tra tutte spicca lo stop allo scudo per i commissari, contro cui in prima lettura non potevano essere intraprese azioni giudiziarie sino a fine 2011. Il Governo, inoltre, viene incontro ai problemi delle Province stanziando un euro e mezzo per ogni abitante; tradotto “in soldoni”, al settore rifiuti di Palazzo Matteotti arriveranno quattro milioni e mezzo di euro. Il prezzo del termovalorizzatore di Acerra, infine, resta fissato a 355 milioni di euro e si prevede il trasferimento della sua proprietà alla Regione chiamata, nel frattempo, a mettere nero su bianco per la concessione di suoli all’Asìa, relativamente al termovalorizzatore di Ponticelli. (Lunaset)
26 feb 2010 redazione 9online
Asìa: L’inceneritore di Ponticelli si farà ?
Veramente ridicole le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Asìa, che dice “a muso duro” (o a “cervello occluso” ?) che a Ponticelli l’inceneritore si farà, citando una norma di legge che prevede l’inceneritore nell’area di Via De Roberto.
A prescindere dal fatto che non esistono fondi e risorse, pare, nemmeno per la raccolta differenziata ed il riciclo dei materiali, questo divertente amministratore dell’Asìa spera ardentemente che i soldi compaiano all’improvviso da qualche parte (Regione o Comune o Provincia ?), di provenienza europea, e di quì alla Asìa e alla camorra.
E ancora non si è accorto o non ha capito che questo inceneritore, ora, non si può più fare perchè contrario alle direttive 20-20-20 della U.E. sulle energie rinnovabili, il risparmio energetico e contro le emissioni di CO2 in atmosfera che causano cambiamenti climatici (aumento della temperatura atmosferica), qualunque cosa dica questa norma di legge sballata da lui citata, del tutto illegittima di fronte alle normative 20-20-20 della U.E.
Questo signore non ha ancora compreso che è una falsità assoluta dire che l’impianto si autofinanzia producendo energia, perchè con l’inceneritore si distruggono prodotti e non si arriva a recuperare nemmeno il 15% dell’energia contenuta nella frazione combustibile dei rifiuti, e quel poco che se ne ricava non basta nemmeno per pagare il personale addetto alla gestione dell’impianto, lasciando scoperti tutti gli altri costi di investimento e gestione.
E ancora non ha recepito che i gas espulsi al camino, secondo le nuove direttive, non solo vanno depurati dai soliti inquinanti noti, tossici e cancerogeni, ma va catturata la enormità di CO2 espulsa che genera inquinamento atmosferico con effetto serra, innalzamento della temperatura e mutamenti climatici, con conseguenti possibili eventi naturali catastrofici.
Quindi questo ennesimo sconcio inceneritore richiede tassativamente la cattura e il sequestro della CO2 prodotta, che non può più esser buttata in atmosfera come niente fosse, così come stanno procedendo e studiando tutte le aziende che vogliono introdurre nuovi impianti di combustione di qualsiasi tipo.
Ed è quindi ora che anche l’Asìa a Napoli passi finalmente dal secolo 20° al 21°, come tutto il resto del mondo, migliorando vita e convivenza delle popolazioni, senza fregarle a favore dei camorristi.
Pena, per l’Asìa e le amministrazioni, ulteriori interventi della magistratura, all’infinito, finchè gli amministratori napoletani non si mettano in regola e al passo con il resto del mondo civile.
Il progetto di massima citato di questo inceneritore è quindi del tutto obsoleto e inaccettabile, perchè tecnicamente illegittimo secondo le direttive europee, e per conseguenza non può servire affato per dare origine ad una gara di appalto attuale e valida.
Se qualcuno indicesse comunque una gara tra fornitori ipotetici sulla base di questo progetto inattuale e inattuabile, perchè superato, si dovrà ricorrere alla magistratura.
Vito Enzo Salatino