Archivio di febbraio, 2010

Eco-News

Seveso, l’autostrada della diossina

La futura Pedemontana Lombarda passerà a Seveso, nelle zone colpite dall’incidente dell’Icmesa. Ma le analisi rivelano che nei terreni la quantità di veleni è ancora elevata. Con il rischio che serva una colossale bonifica

«Ci ho messo la faccia e dunque la Pedemontana sarà completata entro il 2014». Lo scorso 6 febbraio Roberto Formigoni aveva sfoggiato grande sicurezza. Durante la fastosa cerimonia di inaugurazione dei cantieri, il presidente della Regione Lombardia non aveva accennato alle difficoltà che rischia d’incontrare l’autostrada destinata a collegare la provincia di Varese a quella di Bergamo, tracciando un grande arco a Nord di Milano. Un’opera per la quale nell’intasata Brianza ci si batte da mezzo secolo e che ora, con i suoi appalti da 5 miliardi di euro, scatena gli appetiti dei poteri locali.

LE PAURE DEI SINDACI
Passato meno di un mese dalle promesse di Formigoni, però, le certezze sui tempi di esecuzione dei lavori si sono incrinate. Mercoledì 3 marzo sei sindaci brianzoli parteciperanno a un vertice alla Provincia di Monza per tentare di ottenere una modifica sostanziale al progetto, chiedendo un’interruzione che dividerebbe in due diversi tronconi la futura autostrada. Lo snodo dove il progetto rischia di rompersi è un nome conosciuto in Italia e nel mondo: Seveso. In quel tratto la Pedemontana dovrebbe sovrapporsi all’attuale Milano-Meda, una superstrada trafficatissima dove già oggi passano 60 mila auto al giorno. I lavori saranno però pesanti, perché la carreggiata sarà allargata parecchio, fino a dieci metri in più. E questo comporta due problemi. Il primo è il rischio di paralisi di una zona sovraffollata di persone e aziende, visto che per andare a Milano in auto alternative valide non ne esistono. Per questo motivo, nell’incontro del 3 marzo, i sindaci di Seveso, Meda, Lentate, Barlassina, Bovisio Masciago e Cesano Maderno sono pronti a chiedere provvedimenti radicali. Tra i quali, uno stop dei lavori fino a dopo l’Expo del 2015 e una semplice riqualificazione della superstrada per un tratto di una decina di chilometri, senza opere strutturali.

QUANTA DIOSSINA, TRENT’ANNI DOPO

Un problema per certi versi ancora più difficile da affrontare, invece, è legato a un nemico con il quale dalle parti di Seveso devono convivere da tempo: la diossina sprigionata dall’esplosione del 1976 nell’impianto chimico dell’Icmesa. Per poter aprire i cantieri, la società concessionaria dell’autostrada, la Pedemontana Lombarda Spa, ha dovuto effettuare una serie di indagini per verificare, a oltre trent’anni dall’incidente, la presenza del veleno nelle aree dove si scaverà. La verifica serviva per vedere se sarà necessaria una bonifica di proporzioni ciclopiche, un’operazione che in Pedemontana sperano di evitare per non correre il rischio di veder dilatati i tempi dei lavori e per non affrontare costi che al momento non sono nemmeno stati quantificati. “L’espresso”, però, ha potuto leggere i rapporti con i risultati dell’analisi e la fondatezza di queste speranze non sembra scontata.
Il primo rapporto, datato luglio 2008, ha riguardato 64 diversi punti di carotaggio. In 44 di questi punti, in pratica in due su tre, fra i campioni prelevati a diversa profondità ne è stato trovato almeno uno dove la concentrazione di diossina è superiore ai limiti previsti dalle norme per utilizzare l’area a verde pubblico o privato (pari a 0,00001 milligrammi di diossina ogni chilo di terra). Leggi tutto »

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Asìa: l’inceneritore a Ponticelli si farà

“Il termovalorizzatore a Ponticelli si farà, eccome”. Daniele Fortini, amministratore delegato di Asìa, replica a muso duro all’assessore regionale all’Ambiente Walter Ganapini, considerando che dal piano rifiuti è sparito l’impianto che dovrebbe sorgere nella zona orientale di Napoli. “A volerlo - precisa il manager Asìa - non siamo noi, ma una norma di legge nazionale che prevede il termovalorizzatore nell’area di via De Roberto”. E’ pur vero che, al momento, mancano finanche le risorse economiche per la differenziata “ma è altrettanto evidente – rincara la dose Fortini - che, se la Regione ci avesse garantito una mano, avremmo potuto ampliare già di molto il porta a porta. Ciò nonostante, proprio perché, come tutti sanno, il termovalorizzatore è un impianto che si autofinanzia con l’energia prodotta, noi stiamo andando avanti e non corrisponde a realtà neppure il fatto che non esista un progetto. Al contrario, c’è un programma di massima - aggiunge l’amministratore delegato di Asìa - poiché a completare il disegno dovrà essere la ditta che si aggiudicherà l’appalto, ed inoltre le dimensioni e la quantità di rifiuti da bruciare sono già state determinate”. E, in attesa che parta la gara pubblica per la scelta del partner di Asìa, è stato finalmente convertito in legge il decreto di fine emergenza rifiuti per la Campania con importanti modifiche. Tra tutte spicca lo stop allo scudo per i commissari, contro cui in prima lettura non potevano essere intraprese azioni giudiziarie sino a fine 2011. Leggi tutto »

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Nuovi Piano Rifiuti, i nodi da sciogliere

Tre nodi fondamentali ancora da risolvere sono alla base del piano 2010 2013 per la gestione dei rifiuti in Campania: “il debito contratto dal commissariato per l’emergenza, di circa 2 miliardi di euro, la questione lavoro, e le ecoballe”. Lo ha detto oggi l’assessore all’Ambiente della Regione Campania Walter Ganapini, presentando le linee per il piano regionale per i rifiuti e quelle per la loro gestione.

(GUARDA IL SERVIZIO DEL TG9, Ndr9)

Dall’1 gennaio del 2010 il Governo nazionale ha dichiarato conclusa l’emergenza rifiuti in Campania. Lo scenario che prende forma adesso proposto dalla Regione è la provincializzazione del servizio di gestione attraverso Società provinciali aperte a capitale privato. Tuttavia esistono ancora delle problematiche serie sulle quali si deve fare luce e che necessitano di una soluzione immediata per potere avviare il sistema di provincializzazione. “Uno di questi problemi - dice l’assessore Ganapini - è il debito che ci ha lasciato il commissariato e tutta la mole di carte, file e documenti nei quali non si riesce ancora a mettere ordine. Il debito circa due miliardi di euro a questo punto non si sa dove vada a finire, e chi lo debba pagare, inoltre si tratta di fondi comunitari sui quali bisogna rendicontare. Questo è un problema serio che va di pari passo all’evasione della tassa sui rifiuti che in alcuni comuni arriva anche al 70%”. L’assessore spiega dunque che il debito è un fattore importante per l’avvio di una fase nuova del piano rifiuti regionale che si affianca anche al problema del lavoro. “Ci sarebbe posto per 8-9 mila persone in tutto il comparto della gestione rifiuti - aggiunge Ganapini - ma ci vuole un tavolo a livello nazionale con i sindacati e con le istituzioni per discutere di queste risorse umane e del loro impiego”. Infine ultima nota dolente, le ecoballe ammassate nei Cdr. “L’Unione europea sicuramente ci condannerà su questo punto - spiega Ganapini - le ecoballe sono ormai ammassate e mummificate. Il loro incenerimento nel termovalorizzatore di Acerra è escluso in quanto hanno un carico termico elevatissimo e potrebbero fondere addirittura l’impianto. Noi abbiamo invece individuato una nuova tecnologia (ossido combustione senza fiamma) creata proprio in Italia che potrebbe distruggerle a emissioni zero“. Leggi tutto »

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Comunicati stampa e segnalazioni, Eco-News, video

Pianura: rispediamo i veleni alle aziende del Nord

Cinquemila barattoli con i veleni di Pianura ad aziende del Nord. Sull’etichetta c’è scritto: «La confezione contiene terreno inquinato dai rifiuti tossici delle fabbriche padane»

«Attenzione, questa confezione contiene terreno inquinato da rifiuti tossici provenienti dalle fabbriche del Nord Italia, sversati a Contrada Pisani-Napoli». È questa l’iscrizione riportata sui circa cinquemila vasetti, da rispedire al mittente, ovvero alle aziende che negli anni hanno sversato nella discarica di Pianura rifiuti di ogni genere. Si tratta naturalmente di una provocazione, e a lanciarla è la onlus Oceanus presieduta da Fabio Siniscalchi, e rappresenta dagli avvocati Giovanni Copertino e Valerio De Maio. Lo scopo? Quello di smuovere le coscienze per poter sostenere, in sede processuale, l’ipotesi di epidemia colposa e di disastro colposo. «Ci rivolgiamo a tutti i residenti di Pianura e di Quarto — spiega l’avvocato Copertino — o a chi, residente in queste zone, abbia contratto una patologia tumorale o abbia perso un proprio caro. Essere presenti nel procedimento è l’unico modo per far valere i propri diritti, evitare che molte persone continuino ad ammalarsi. Per questo motivo Oceanus si è costituita come associazione nel procedimento, e rappresenterà gratuitamente tutti coloro che vorranno farlo».  A stabilire l’eventuale connessione tra i rifiuti sversati e le patologie tumorali, che sembrano moltiplicarsi sul territorio dove sorge la discarica, sarà il Pm Stefania Buda, che allo stato è già a lavoro sulla fase istruttoria. Al di là di quelle che saranno le valutazioni del Pm, la cosa certa è che nell’area incriminata, che conta circa 200mila abitanti, l’incidenza di alcuni tumori è superiore alla norma. «Dai dati che stiamo raccogliendo — conclude Copertino— ci risultano almeno 100 casi accertati di linfonoma di Hodgkin. In condizioni “normali” i casi dovrebbero essere non più di una manciata. Questo ad oggi è solo un dato senza valore, perciò spero che chi vive in queste zone comprenda l’importanza di far sentire la propria voce in tribunale. Chiunque voglia mettersi in contatto con noi può farlo tramite la mail “disastroflegreo@alice.it” o chiamandoci al 320 3072325». Leggi tutto »

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Petrolio nel Lambro, disastro ambientale doloso o mafioso?

Amianto e degrado dappertutto. «Attentato per fare pressioni». Si parla anche di «avvertimento» mafioso

«Ecocity, il più grande progetto multifunzionale della Brianza». Dove oggi ci sono le sette cisterne violate della Lombarda Petroli sorgeranno a breve villette, uffici e centri commerciali. Lo annunciano gli enormi cartelli che costeggiano la strada che porta allo stabilimento. In fondo ci sono già i numeri a cui telefonare per prendere informazioni. Una città ecologica su terreni satolli di gasolio? Bella grana per i fratelli Addamiano (Giosuè, Rosario e Matteo), gli artefici del progetto. Ma tant’è, gli immobiliaristi originari di Cerignola, in provincia di Foggia, ieri erano irreperibili. Come del resto Enzo Tagliabue, il proprietario della Lombarda Petroli. Gli Addamiano hanno precisato soltanto che il terreno su cui sorge la Lombarda Petroli è ancora di Tagliabue. Come dire: noi con questo disastro non c’entriamo nulla. Qui alle porte di Monza tutti sanno che gli Addamiano e Tagliabue si sono intesi da tempo sul futuro dell’area. Una parte dei terreni che erano della Lombarda Petroli sono già passati di mano e ora ospitano una fila di capannoni. Insomma, le sette cisterne svuotate con le cattive avevano i giorni contati. Come testimonia lo stato complessivo del sito: amianto e degrado dappertutto. Del resto il 15 aprile del 2009 il progetto «multifunzionale» è stato approvato dal consiglio comunale. Insomma, si potrebbe partire a suon di fondamenta e calcestruzzo per costruire 172 mila metri quadrati dedicati a uffici, residenza, commerciale e produttivo. Il tutto — recitano le brochure— «immerso in un grande parco di 80 mila metri quadrati». Leggi tutto »

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Eco-News, video

Luca barbareschi: “Nucleare? farebbe bene alle donne del Sud”

Le centrali nucleari? Le radiazioni hanno fatto bene a Natasha Stefanenko che è diventata “alta”, farebbero bene anche “alle donne del Sud, che sono alte un metro e sessanta”. Dove Sud sta per Sud Italia.

E’ l’opinione di Luca Barbareschi, attore, regista, presentatote televisivo, direttore artistico e parlamentare del Pdl, opinione espressa durante una puntata di “Barbareschi Sciock” durante un’intervista alla showgirl originaria dell’Ucraina (paese colpito dalla tragedia di Chernobyl, cittadina ucraina dove il 26 aprile 1986 scoppiò un reattore della centrale nucleare, causando decine di migliaia di morti). (LeggoOnline) Leggi tutto »

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Inchiesta G8: dimissioni di Balducci e caos in Senato per Ddl emergenze

Uno dei quattro arrestati nell’indagine sui grandi appalti lascia gli incarichi al ministero. Dopo la bagarre Palazzo Madama vara la norma che sospende le tasse in caso di calamità

Angelo Balducci ha inviato un telegramma al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, con cui rassegna le dimissioni dall’amministrazione delle Infrastrutture e dall’incarico di presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici.

Balducci è uno dei quattro arrestati nell’ambito dell’inchiesta, iniziata dalla procura di Firenze e ora trasmessa a quella di Perugia, sugli appalti per le grandi opere tra cui il G8 della Maddalena e la ricostruzione in Abruzzo, inchiesta in cui è coinvolto il sottosegretario Bertolaso. In Senato è intanto scoppiato un putiferio durante le dichiarazioni di voto sul decreto legge sulle emergenze (quello da cui è stata tolta la norma che trasformava la Protezione civile in Spa). «Meglio i rifiuti nelle strade a Napoli o l’efficienza della Protezione civile di Bertolaso?» ha detto il capigruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri . Il caos, con urla e strepiti tra opposizione e maggioranza, è scoppiato quando ha aggiunto: «C’è una continuità ideale in materia di corruzione a sinistra tra Bassolino e De Luca» . Il presidente di turno dell’aula Domenico Nania è stato costretto a interrompere la seduta per alcuni minuti per riportare la calma. Il Senato ha poi approvato il decreto, convertendolo definitivamente in legge. Sono saltate le misure sulla «Protezione civile s.p.a.» e sullo scudo giudiziario per i commissari che si occupano dell’emergenza rifiuti in Campania. Leggi tutto »

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Ok del Senato: il Ddl emergenze e Protezione civile è legge

Il Senato approva, in via definitiva, con 136 a favore, 105 contrari e 6 astenuti la conversione in legge del decreto sulla fine dell’emergenza rifiuti in Campania e dell’ emergenza terremoto in Abruzzo. Votano a favore Pdl e Lega, contro Pd, Idv e Udc. I senatori hanno accolto le modifiche apportate alla Camera che ha cassato la parte del provvedimento sulla Protezione civile spa.

Due gli “stop” che caratterizzazano il provvedimento: no alla Protezione civile Spa e no anche allo “scudo” giudiziario penale per i commissionari straordinari in Campania. Varata, invece, la sospensione dei tributi fino a sei mesi per le zone colpite da calamità naturali e la regolarizzazione del personale operante nel ciclo dei rifiuti in Campania.

VIA LA PROTEZIONE CIVILE SPA Cancellata alla Camera la contestata norma che, «al fine di garantire economicità e tempestività agli interventi del Dipartimento della protezione civile della presidenza del Consiglio», costituiva una società per azioni di interesse nazionale denominata appunto “Protezione civile Spa“. L’articolo 16 è stato interamente sostituito quindi da norme che regolano la gestione della flotta aerea della Protezione civile. Leggi tutto »

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Andrini e l’Ama: ricicli e riciclaggi

L’annuncio in una nota diffusa dall’amministratore delegato dell’azienda municipalizzata Ama-Servizi ambientali. “Mi dimetto per senso di responsabilità e per evitare strumentalizzazioni politiche. Non sono neanche nel registro degli indagati“. In serata la sua sostituzione lampo con Giovanni Fiscon, attuale direttore delle operazioni di Ama Spa che giovedì verrà nominato ad da un conisglio d’amministrazione straordinario. Secondo l’accusa, Andrini avrebbe aiutato il senatore Pdl Di Girolamo nell’acquisizione di una falsa residenza all’estero. Nel settembre scorso l’opposizione aveva già chiesto la rimozione dell’ex “squadrista” Andrini, difeso strenuamente da Alemanno

Ho deciso di autosospendermi dal ruolo di Amministratore delegato di Ama-Servizi Ambientali per senso di responsabilità istituzionale nei confronti dell’azienda e del Comune di Roma, e per evitare che la mia vicenda venga strumentalizzata per motivi politici. Intendo ribadire, tuttavia, la mia totale estraneità alla vicenda Di Girolamo tanto che, a quanto ho appreso, non risulto neppure iscritto nel registro degli indagati“.

Dettando questa nota, Stefano Andrini lascia il vertice dell’azienda municipalizzata, dopo che il suo nome è spuntato tra le carte dell’inchiesta sul riciclaggio di denaro sporco ad altissimi livelli
. E dopo che l’opposizione era tornata a chiedere a gran voce la sua rimozione dal vertice dell’Ama.

In serata arriva anche l’annuncio della sostituzione lampo. Per giovedì - si legge in una nota dell’Ama - è stato convocato il cda di Ama Servizi Ambientali, che provvederà a nominare “il nuovo amministratore delegato nella persona di Giovanni Fiscon, attuale direttore delle operazioni di Ama Spa“.

Nel settembre scorso, il sindaco Alemanno aveva difeso strenuamente Andrini
, mantenendolo nel suo ruolo di amministratore delegato dell’azienda municipalizzata, contro quanti gli sbattevano in faccia il suo passato di attivista di estrema destra. Per la cronaca, vent´anni fa, davanti al cinema Capranica, Stefano Andrini partecipò a un assalto squadrista contro un gruppo di giovani di sinistra, due dei quali finirono in ospedale con le ossa del cranio fracassate a sprangate. Andrini fu condannato in primo grado per tentato omicidio, e in appello per lesioni aggravate. “Ha pagato il suo debito”, era stata la difesa del sindaco. Leggi tutto »

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Comunicati stampa e segnalazioni

Rifiuti in Campania: il punto di vista del WWF

Il 20 febbraio 2010, dal camino dell’inceneritore di Acerra (NA) vengono emesse evidenti colonne di fumo scuro che hanno creato una vasta nube sull’intera area circostante, destando allarme nella popolazione. Fin qui il comunicato e la richiesta di accertamenti da parte del Sindaco di Acerra, Dott. Tommaso Esposito, inviate all’ARPAC ed al Presidente dell’Osservatorio Ambientale. In seguito il WWF si è rivolto all’ARPAC e per conoscenza alla Magistratura competente affinchè si faccia chiarezza su queste emissioni “VISIBILI”, provenienti dall’inceneritore di Acerra. Si, perché quello che ci preoccupa sono sia le emissioni visibili all’occhio umano, sia le emissioni invisibili e che molto spesso sono tanto se non più pericolose di quelle visibili, per poi considerare anche tutti gli altri tipi di inquinamento che un inceneritore produce (acqua, suolo, ceneri, ecc.). Leggi tutto »

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