Treviso, Regione approva emendamento blocca inceneritori
L’emendamento Atalmi è legge: è l’addio agli impianti di Unindustria
Approvata la legge che blocca gli inceneritori di Unindustria e Greenholding. Il consiglio regionale ieri ha votato l’ emendamento Atalmi-Pettenò che impedisce a Palazzo Balbi di approvare la costruzione di qualsiasi impianto di trattamento di rifiuti industriali finché non sarà varato un piano regionale.
Nove contrari, 28 a favore e 4 astenuti: l’effetto immediato è che la giunta regionale non potrà approvare nessuno dei due inceneritori (Silea e Mogliano), che Iniziative ambientali vorrebbe costruire. «Ora attendo solo che gli industriali facciano ricorso - ha dichiarato non senza una nota sarcastica il consigliere dei Comunisti italiani, Nicola Atalmi - ma io consiglio loro di fermarsi e di ritirare i progetti. Non vorrei inoltre che qualche politico ora si trovasse con qualche finanziamento in meno per la campagna elettorale». L’emendamento alla Finanziaria era stato avanzato, oltre cha da Atalmi, da Pietrangelo Pettenò di Rifondazione comunista, ed era stato firmato da una ventina di consiglieri, compresi gli assessori Maria Luisa Coppola e Renzo Marangon. «La novità rispetto alla risoluzione del consiglio di due anni fa, è che questo emendamento, essendo legato alla Finanziaria, ha forza di legge», ha puntualizzato Atalmi. Per questo motivo è stato adottato l’escamotage di proporre uno stanziamento di 10 mila euro per le ricerche sul piano rifiuti. Senza non avrebbero potuto proporre l’emendamento: eventuali provvedimenti anti-inceneritori non sarebbero diventati legge. La commissione Via potrà dunque continuare ad analizzare i due progetti di Unindustria e anche esprimere il parere tecnico, ma la giunta non potrà deliberare l’ok agli impianti. I 28 voti favorevoli all’emendamento sono arrivati dal centrosinistra e dalla Lega, contrari invece i consiglieri del Pdl. Canta vittoria Federico Caner del Carroccio. «I cittadini possono stare sereni - dichiara - l’accusa di Unindustria di essere incapaci di scegliere non può che essere respinta. Ora è fondamentale che nella prossima legislatura si predisponga un piano regionale per la gestione dei rifiuti speciali». Quest’ultimo è però ancora in alto mare, l’iter è iniziato solo lo scorso ottobre. Soddisfatto anche Marco Zabotti (Rcv): «E’ una forte sollecitazione all’adozione del piano dei rifiuti speciali previsto dalla legge». Con l’approvazione dell’ emendamento, oltre ai due inceneritori sono stati bloccati tutti gli impianti di trattamento di rifiuti industriali della Regione, compreso quello di Pincara nel Polesine. I termovalorizzatori potranno essere realizzati solo in presenza di una deliberazione del Consiglio provinciale competente, previo parere dell’O sservatorio Rifiuti dell’Arpav. E considerato che il consiglio guidato dalla giunta Muraro e l’Arpav hanno già chiarito il no agli impianti, l’emendamento mette, almeno per il momento, una pietra sui progetti targati Unindustria e Greenholding. Dura la reazione di alcuni esponenti del Pdl: fra tutti l’assessore Giancarlo Conta che si dice «contrario, perché così tutti gli impianti vengono bloccati a tempo indeterminato». Stessa lunghezza d’onda per Nereo Laroni (Npsi-Pdl) che ha paventato «gravi conseguenze sull’economia dal blocco di questi impianti». (Federico Cipolla, La Tribuna di Treviso)
Treviso come Napoli. La soluzione degli industriali: costruiamo inceneritori
29 gen 2010 redazione 9online