Lombardo: in Sicilia acqua e rifiuti gestiti dalla mafia
Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, denuncia in commissione Antimafia: “La gestione dei rifiuti e dell’acqua in Sicilia è in mano alla mafia“. Non era mai avvenuto che il capo del governo regionale rivelasse con tanta nettezza e determinazione la presenza della mafia in settori chiave della società siciliana. Non era mai avvenuto che ci si allontanasse dal cliché mafia e politica, che si uscisse dal seminato della denuncia generica e, tutto sommato, priva di conseguenze. Che la distribuzione dell’acqua fosse stata gestita dalle cosche in alcune realtà particolarmente colpite dal fenomeno, non è affatto tuttavia una novità; che sulla raccolta dei rifiuti – sia urbani che industriali – ci fossero attenzioni di Cosa nostra è provato da decine di indagini della magistratura. Da decenni le autobotti private distribuiscono acqua a pagamento in molte zone turistiche d’estate, favorite dalle condotte colabrodo. Un servizio spesso svolto senza controlli sanitari con costi alti per i cittadini costretti a pagare due volte il rifornimento idrico. È noto che alcuni pozzi privati hanno rimediato a croniche carenze idriche. È noto altresì che allacciamenti e le condotte alle reti idriche nell’attraversamento delle campagne vengono “depredate” da torme di abusivi. I furti d’acqua sono stati scoperti dalle forze dell’ordine in più occasioni. È bastato che le polizie eseguissero dei controlli perché si scoprissero allacciamenti abusivi.
Il servizio di raccolta dei rifiuti affidato a privati o a municipalizzate - già prima della nascita degli ATO - subiva le volontà dei boss in molte realtà isolane. Ci sono stati episodi criminosi legati a questa attività ed alla distribuzione privata dell’acqua. La raccolta di rifiuti tossici e gli scarichi abusivi, spesso causa di disastri ambientali, sono stati “appaltati” a personaggi senza scrupoli che hanno agito grazie a coperture, favori, omissioni. Sia la distribuzione dell’acqua quanto la raccolta dei rifiuti sono diventati, insieme alla gestione delle strutture sanitarie, il nuovo business di alcuni imprenditori vicini alle cosche.
Non è stata resa nota una mappa della Sicilia appaltata alle famiglie di Cosa nostra nei due settori, ma basterebbe mettere insieme i risultati delle inchieste fin qui condotte dalla magistratura e delle indagini delle polizie per farsi un’idea della penetrazione del fenomeno.
La denuncia di Raffaele Lombardo, dunque, non rivela uno scenario nuovo o sconosciuto, ma appare di straordinario rilievo perché rappresenta una rottura netta con il passato. Se il Presidente della Regione è arrivato a queste conclusioni vuol dire che l’esperienza fin qui fatta al vertice della Regione siciliana gli ha fatto toccare con mano questa realtà, non parla per sentito dire. Il suo giudizio, dunque, avrà conseguenze importanti nei settori “inquinati”. Non può essere altrimenti. Alla denuncia in Commissione antimafia potrebbero seguire una indagine sul fenomeno da parte della stessa Commissione e provvedimenti di natura amministrativa.
L’acqua e la raccolta dei rifiuti non possono essere gestiti dalle mafie. Se c’è la certezza che siano i boss a fare da padroni, ma basterebbe il solo sospetto, la Regione non può che smantellare ogni connivenza, collusione, favoreggiamento.
In che modo?
Presumibilmente commissariando gli enti che finora si sono occupati di questi settori. Cambiare uomini non basterà se il fenomeno è radicato, ma costituisce un passo obbligato che pretende una oculata scelta dei nuovi dirigenti.
Nella sua audizione, Lombardo ha ricordato che al fine di sottrarre questi settori tradizionalmente legati al vecchio “sistema” politico-mafioso, ha messo in piedi un apposito assessorato.
La mafia ha avuto una parte nel mancato sviluppo del Mezzogiorno, ha sostenuto Lombardo in Commissione, rappresentando la necessità di colpire “alla radice” il fenomeno mafioso.
(ItaliaInformazione)
28 gen 2010 redazione 9online
La Kupola della politica a Isola delle Femmine
Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, la campagna elettorale che l’ha vista “vittorioso” ancora una volta da “Sindaco” (non parliamo da “Assessore” carica ricoperta sin da quando aveva i calzoni corti), dicevamo la campagna elettorale dovrebbe esser finita, ahimè come gli esami di Eduardo De Filippo sembra non aver fine, anzi!
Quotidianamente ormai, i Cittadini di Isola delle Femmine devono sopportare il Vostro spettacolo nel fare a gara a chi la dice più lunga, a chi la spara più grossa ed in maniera veramente indecorosa sembra avere la meglio chi urla più forte. La sua Signor “Sindaco” unita a quella del geologo “Cutino” dr. Marcello e ai “Salvatori di Paese” sta’ diventando una vera e propria dissenteria verbale, una MANIA la Vostra che presta poca attenzione se quello che dite, sia o meno rispettoso nei confronti di chiunque osi mettere in discussione i VOSTRI AFFARI. Il Vostro sport preferito (a parte lo jogging mattutino praticato tra l’immondizia del paese dei suoi “Assessori”) trova la sua massima espressione nella demonizzazione di chi la pensa diversamente da Voi. Così facendo,
Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi vado sempre più convincendo che Lei crede di parlare a Cittadini elettori smemorati che hanno dimenticato le Sue: PROMESSE dimostratesi Fasulle, i Suoi IMPEGNI dimostratosi INGANNEVOLI, i Suoi PROGETTI “ISOLA” dimostratosi progetti per Voi per i Vostri Parenti e per le vostre FAMIGGHIE.
Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei con la Sua Company avete giocato in modo veramente sporco sui BISOGNI dei Cittadini li avete imbrogliati, avete raschiato il fondo del barile delle Casse Comunali, avete affossato l’intera economia locale aggravando così la crisi in cui versa la nostra Comunità di Isola.
Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine (seppur momentaneamente silenziosi) sono stanchi di vivere in un paese dominato da un “sistema cupola affarisitico” che, una volta conquistato il potere, vive solo di rendita e lascia il paese sempre nelle stesse condizioni. Un sistema cupola all’interno del quale tutto si muove per amicizie, compiacimenti, favoritismi, clientelismo e nepotismo. Un sistema promosso favorito e sostenuto da gruppi di famigghia.
Signor “Sindaco Portobello ai Cittadini di Isola è ormai chiaro anzi “trasparente” come dice il suo consigliere signor Peloso, della netta sensazione (non solo) che state dando: il Vostro primo vero obiettivo è che in questo paese nulla deve cambiare e chi prova a contrastarVi : chi prova a farlo viene denunciato, querelato, viene emarginato, messo alla gogna, denigrato, perseguitato (quando va bene).
Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine sentono una gran voglia di cambiare ( ricorda le scorse elezioni? Sino a febbraio nessuno avrebbe scommesso un quarto di lira su una Sua vittoria) e per questo non riescono più a sopportare Lei e la Sua company. Mi creda Signor “Sindaco” tra questi Cittadini vi sono anche quelli che hanno votato Lei e le sue false promesse.
I Cittadini onesti ed operosi di Isola delle Femmine di fronte a questo squallore in cui versa la l’amministrazione da Lei rappresentata: Pretendono moralità, trasparenza negli atti amministrativi. Pretendono capacità e senso della responsabilità per il ruolo ricoperto.
Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine pretendono che Lei e la Sua company, con atti concreti respingiate le accuse che hanno visto gruppi ben individuati di rappresentati dei POTERI FORTI (un modo diverso di dire MAFIA) AVERVI FAVORITO nella vittoria elettorale delle amministrative scorse.
Attendo da Lei Signor “Sindaco” un segnale concreto volto ad impedire a gruppi di potere economico ( a noi noti) di incidere pesantemente sulle scelte politiche-amministrative. Per salvaguardare il nostro territorio dalle aggressioni urbanistiche, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: Lei si renda garante nell’ operare una seria ed efficace azione di controllo e monitoraggio sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sulla legittimità degli atti prodotti. La pianificazione del territorio deve essere davvero utile ai Cittadini tutti di Isola delle Femmine e non solo ai SOLITI IGNOTI(o lobby elettorali o affaristi o mafiosi decida Lei).
Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Lei concorderà certamente con me nel credere essere: diritto-dovere per chiunque qualora sussistano motivi tali da offendere chiaramente (a causa della condotta di chi è stato eletto sindaco o consigliere) l’onore, l’intelligenza e la dignità dei cittadini e delle cittadine, causando loro, direttamente o indirettamente, grave “vuoto” morale, etico, culturale, sociale ed economico: battersi per spazzare via il sistema cupola affaristico che amministra solo se stesso e mette in liquidazione il futuro di un’intera popolazione.
Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione con atti e progetti concreti che tendano a migliorare la qualità della vita dei Cittadini di Isola delle Femmine e nel contempo capaci di offrire una possibilità di crescita economica e sociale della nostra Comunità.
Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione, smentendo ciò che Lei da solo e senza che nessuno Le abbia chiesto nulla, ha affermato in un consenso del Consiglio Comunale : “…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa….”. Si renderà conto da solo Signor “Sindaco” Lei ha affermato: che le elezioni amministrative scorse sono state falsate e quindi Noi cittadini TUTTI ne abbiamo avuto un danno. Per seguirLa nel Suo discorso dovremmo dire che la Sua elezione è stata “manipolata”? oppure potremmo dire “guidata”? Se si, da chi? A Lei la risposta. Però non faccia come sempre orecchie da mercante che non risponde. Guardi che attendo, anzi con i Cittadini di Isola (non stupidi) attendiamo una Sua risposta.
Rendiamo il paese più ospitale, più colorato, più pulito e libero dall’immondizia che ormai ricopre tutti i marciapiedi di Isola, attraverso la promozione e l’incentivazione della Raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso creando una filiera dell’intero ciclo di vita dei rifiuti. (cooperative, consorzi e tutti gli strumenti che la nuova riforma gestione dei rifiuti prevede). Avere l’intelligenza di vedere nei rifiuti un’occasione di sviluppo economico e di difesa della salute dei cittadini.
Liberiamo l’intero litorale di Isola delle Femmine dai tanti “suk” che annualmente si creano sulle nostre spiagge rendendo poco gradevole e per niente vivibile questo nostro lungo, meraviglioso ed “invidiabile” litorale marino.
Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: tornare al buon governo della cosa pubblica, alla difesa degli interessi dell’intera comunità di Isola, ad offrire una visione al paese per fare uscire Isola delle Femmine dalla notte profonda in cui i saputelli, parolai, ambientalisti a convenienza, salvatori di paese, perfetti sconosciuti dell’ultima ora …. l’hanno impantanata per uso e consumo personale.
Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Se proprio non Le riesce a sganciarsi da questi lacci e lacciuoli in cui l’hanno costretta, non le resta che un’unica possibilità spegnere la luce e rassegnare le Sue dimissioni naturalmente porti con sé anche la Sua company e alla “cupola degli affari” ci pensa la coscienza civile e democratica dell’intera cittadinanza di Isola delle Femmine.
Pino Ciampolillo