La crisi dell’Amia è ormai alle spalle” Così il sindaco di Palermo Diego Cammarata nel corso dell’audizione di fronte alla commissione bicamerale sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti presieduta da Gaetano Pecorella. Determinante per la crisi anche la preoccupazione dei lavoratori superate dopo l’ordinanza di Protezione civile che ha consentito di anticipare gli stipendi. “La situazione è totalmente recuperata dal punto di vista del servizio e dal punto di vista della situazione economico-finanziaria è totalmente in ripresa. La società è in bonis dal 1 ottobre: il piano di risanamento approvato in agosto ha dato i suoi frutti: L’Amia ha raggiunto il break-even dal 1 ottobre e oggi è in equilibrio economico perchè è stato approvato un aumento del corrispettivo per il servizio determinato dal nuovo piano industriale. La ripatrimonializzazione della società ha consentito di coprire le perdite di 92 milioni accumulate nel 2008 e 2009” ha detto il sindaco di Palermo che ha riferito della trattativa avanzata con la Sace sulla ristrutturazione del debito.

Niente fallimento dunque per Amia, spera Cammarata in vista dell’udienza del tribunale prevista per il 20 gennaioperchè in tanto l’azienda non perde più da quattro mesi ed è in equilibrio sui conti. Sugli investimenti abbiamo ottenuto una serie di finanziamenti come quello della regione su un impianto di compostaggio per la differenziata. Di tutti questi dati, tra cui i crediti che vantiamo nei confronti degli ato pari a 97 milioni, i giudici devono prendere atto“. “Sono due anni che inseguiamo la regione su piano rifiuti e la riforma degli ato. La regione deve immediatamente prendere posizione sui termovalorizzatori perchè le discariche non sono la soluzione. Ci siamo trovati a chiedere lo stato di emergenza nel gennaio 2009 per la mancata realizzazione dell’impianto di smaltimento di Bellolampo” ha detto il sindaco di Palermo Cammarata all’indirizzo del governatore della Sicilia Raffaele Lombardo. “L’allargamento della discarica al servizio di Palermo, un investimento da 59 milioni di euro per cui mi piange il cuore, potrà offrire un’autonomia di circa due anni. Io mi preoccupo di quello che succederà dopo”, dice Cammarata che sottolinea sempre rispetto all’azienda dei rifiuti “ci siamo costituiti come parte civile nel procedimento sulla gestione passata della società. Se per esempio i viaggi che vennero fatti a Dubai si trasformeranno da condotte (che io reputo) inopportune in illeceità lo decideranno i giudici”.
Il sindaco di Palermo non risparmia neppure una stoccata all’ex primo cittadino Leoluca Orlando proprio sulla ex municipalizzata Amia “che è una società difficile da gestire, che ha tra i propri dipendenti anche ex carcerati. Orlando mi ha lasciato in eredità un bacino 900 dipendenti che devono essere organizzati per svolgere le loro mansioni”. “Se il piano di risanamento è idoneo lo stabiliranno i giudici fallimentari tra dieci giorni. Va detto che il clima di incertezza che attraversa l’azienda in vista della decisione ha influenzato l’umore dei lavoratori ” dice il presidente di Amia Gaetano Lo Cicero che, al momento è anche liquidatore fallimentare. “Abbiamo reinternalizzato tutta una serie di servizi e ci sono ulteriori margini che possono essere riacquisiti all’azienda che potrà offrire servizi oggi dati all’esterno”. (Velino)

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