Una norma approvata dal Consiglio regionale della Campania nell’ultima Finanziaria preclude la possibilità di costruire impianti di produzione di energia elettrica nucleare sul territorio regionale. La decisione è contestata dal centrodestra: “Una scelta sbagliata”

Il no della Campania al piano per il nucleare del ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola arriva dalla Finanziaria approvata nel cuore della notte dell’ultimo giorno dell’anno.

In assenza di intese con lo Stato in merito alla loro localizzazione - recita il comma 2 dell’articolo 1 del testo varato all’alba del 31 dicembre - il territorio della Regione Campania è precluso all’installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione e di stoccaggio del combustibile nucleare nonchè di depositi di materiali radioattivi“.

Un no netto, dunque, alla realizzazione di quelle centrali con le quali il governo pensa di risolvere il deficit energetico del Paese. Altre regioni avevano trattato la materia opponendosi con un ordine del giorno o con una delibera di giunta. Con un atto che ha forza di legge, la Campania si pone alla testa delle regioni che si oppongono al nucleare. A proporre la norma è stata l’Italia dei Valori: “Abbiamo salvato la Campania da un piano scellerato. Ora il governo - sottolinea il presidente della commissione Bilancio Nicola Marrazzo dell’Idv - deve concordare le sue scelte con la Regione, mentre prima poteva fare ciò che voleva. Con questa legge abbiamo piantato un paletto forte e resistente. Se non bastasse - aggiunge - abbiamo depositato i quesiti alla Corte Costituzionale per promuovere un referendum abrogativo. In Campania - conclude - non c’è spazio per il piano Scajola, pensato solo per far piacere ai grandi produttori di energia“. D’accordo il capogruppo di Sinistra e Libertà, Tonino Scala: “Il Sud ha il sole per trecento giorni all’anno - è la tesi - e ancora oggi non riusciamo a valorizzare la maggiore risorsa di cui godiamo. Il piano di Scaiola è inapplicabile mentre basterebbe un programma di seri incentivi per rendere autosufficienti molte abitazioni grazie alle energie alternative“. L’approvazione della norma ha suscitato le proteste del Pdl che è insorto contestando la legittimità della norma: “Quella parte della Finanziaria - annuncia il leader dell’opposizione Franco D’Ercole - potrebbe essere impugnata dal governo in quanto la scelta sul nucleare risponde ad una scelta strategica nazionale che è sottratta alla competenza regionale. Da parte nostra abbiamo contestato duramente la norma promossa dall’ Italia dei Valori con un emendamento che è stato bocciato”.

Per il Pdl si tratta di una scelta sbagliata per una regione che ha un forte deficit energetico. “Noi non diciamo - sottolinea D’Ercole - che in Campania debbano necessariamente farsi le centrali, ma affermare il principio che la Campania non può autorizzare l’installazione di centrali nucleari può comportare il rischio di rimanere a secco di energia”. “Abbiamo provveduto - sottolinea un altro consigliere regionale del Pdl Fulvio Martusciello - a segnalare l’incostituzionalità al ministro competente. La verità - conclude - è che c’è chi vorrebbe una Campania anni ‘50 isolata dal resto del Paese. (LaRepubblica)

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