Termovalorizzatore: tempi rapidi. L’assessore Romano: Opera legata agli indirizzi della nuova società di gestione

Linee di indirizzo della costituenda società, presentazione del piano industriale, verifica degli impianti e delle procedure burocratiche che hanno portato al vecchio bando di gara per la realizzazione del termovalorizzatore. Passerà da questi punti la nascita della società provinciale che, dal 2010, dovrà gestire il ciclo integrato dei rifiuti in provincia di Salerno. “Entro la fine della settimana - specifica l’assessore all’Ambiente di Palazzo Sant’Agostino, Giovanni Romano - ci dovrà essere l’ufficializzazione del testo definitivo del decreto, da cui generare il piano industriale della società”

Arrivano dal Governo infatti tutte le disposizioni relative ai tempi per la realizzazione dell’assetto industriale entro cui inserire la nuova società. “Intanto - spiega Giovanni Romano - la macchina non si è fermata, ma sono stati già convocati i tecnici della protezione civile, che dovranno verificare le strutture e gli impianti esistenti, ed effettuare ricognizioni nell’area dove sorgerà il termovalorizzatore”. E’ questo uno dei nodi delicati del passaggio di consegne dai quattro consorzi di bacino che insistono sulla provincia di Salerno, e che, all’indomani della costituzione della società, dovranno necessariamente essere assorbiti.
“La nuova società - dice il presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli - avrà un organico di circa 600 dipendenti, per i quali potrebbero forse esserci degli esuberi”. Questione confermata dall’assessore Romano, che, in seguito ad un confronto con Walter Ganapini, assessore regionale all’Ambiente, conferma che “gli esuberi ci saranno, e saranno consistenti soprattutto per le province di Napoli e Caserta; qui a Salerno non ci dovrebbero essere grandi problemi”. E proprio della questione occupazionale si parlerà nel vertice sindacale previsto per il prossimo 28 dicembre, “durante il quale” sottolinea Romano “si farà il punto della situazione presente, con l’obiettivo di istituire un tavolo permanente.

Sebbene in un clima di attesa “in cui - ribadisce Romano - non c’è nemmeno molta chiarezza”, un primo profilo della futura società viene anticipato da Cirielli, durante la conferenza per il primo semestre di attività: “i quattro consorzi hanno un debito di circa 20 milioni di euro, condizione inaccettabile per iniziare un nuovo percorso, per il quale è stata chiesta ed ottenuta una gestione a stralcio“. La società dovrà, infatti, gestire circa 250 milioni di euro l’anno solo di Tarsu e Tia, tariffe che, dalle casse dei singoli Comuni, saranno, di fatto, spostate nelle competenze della società.

Parallelamente, il commissario straordinario per la società provinciale ha avviato l’iter per la verifica degli atti procedurali che hanno portato al vecchio bando di gara del termovalorizzatore. “La più grande vittoria della Provincia - ribadisce Cirielli - riguarda il dimensionamento dell’impianto, che il Governo ha fissato al massimo per 300mila tonnellate. Soglia ben diversa dalle 500mila volute dall’amministrazione comunale di Salerno“. Non più un impianto in grado di accogliere rifiuti provenienti da altre province, ma riferito esclusivamente a quella di Salerno. “Con l’aggiunta di Avellino - aggiunge Cirielli - con la quale c’è un accordo ben preciso, che vede il momentaneo conferimento dei nostri rifiuti presso la discarica di Savignano Irpino. Una volta realizzato il termovalorizzatore, arriveranno qui i loro rifiuti”.Tempi brevi, dunque, sia perché la capacità di Savignano Irpino ha già destato preoccupazione, sia perché, senza termovalorizzatore provinciale, anche Salerno dovrebbe riaprire la propria discarica a Valle della Masseria. (Diletta Turco, IlDenaro)

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