La centrale di Three Mile Island, protagonista del più grave incidente nella storia dell’energia nucleare negli Stati Uniti, aveva ricevuto semaforo verde per altri 20 anni di funzionamento e la notizia era stata presentata come una conferma della sicurezza degli impianti nucleari. Ora, a causa della fuga radioattiva di cui ha dato notizia il New York Daily News nella sua versione online, 150 dipendenti della centrale sono stati evacuati e 20 risultano leggermente contaminati.
Intanto prosegue il conflitto giudiziario tra la francese Areva, costruttrice del reattore di terza generazione avanzata di Olkiluoto, in Finlandia, e l’azienda elettrica finlandese TVO che ha commissionato il reattore: la disputa riguarda gli alti costi derivanti dai ritardi finora accumulati per le contestazioni sulla qualità e sulla sicurezza di alcune fasi del processo costruttivo.
Due vicende che mostrano come la questione nucleare sia lungi dall’essere risolta sia in termini di sicurezza che in termini economici. La costruzione del reattore finlandese ha già fatto salire di oltre due miliardi di euro i costi preventivati e la protezione dalle fughe radioattive resta problematica sia durante la fase di esercizio degli impianti sia dal punto di vista dello smaltimento delle scorie. Gli oltre 8 miliardi di dollari spesi in due decenni dal governo americano per trovare un cimitero radioattivo nella Yucca Mountain non sono bastati a risolvere il problema: il sito non è mai entrato in funzione. (Antonio Cianciullo, dal blog de La Repubblica “Eco-Logica”)

Nucleare: le scorie della discordia

Quanto ci costerà il bidone nucleare

Bookmark and Share