Three Mile Island: nucleare, incidenti seriali
La centrale di Three Mile Island, protagonista del più grave incidente nella storia dell’energia nucleare negli Stati Uniti, aveva ricevuto semaforo verde per altri 20 anni di funzionamento e la notizia era stata presentata come una conferma della sicurezza degli impianti nucleari. Ora, a causa della fuga radioattiva di cui ha dato notizia il New York Daily News nella sua versione online, 150 dipendenti della centrale sono stati evacuati e 20 risultano leggermente contaminati.
Intanto prosegue il conflitto giudiziario tra la francese Areva, costruttrice del reattore di terza generazione avanzata di Olkiluoto, in Finlandia, e l’azienda elettrica finlandese TVO che ha commissionato il reattore: la disputa riguarda gli alti costi derivanti dai ritardi finora accumulati per le contestazioni sulla qualità e sulla sicurezza di alcune fasi del processo costruttivo.
Due vicende che mostrano come la questione nucleare sia lungi dall’essere risolta sia in termini di sicurezza che in termini economici. La costruzione del reattore finlandese ha già fatto salire di oltre due miliardi di euro i costi preventivati e la protezione dalle fughe radioattive resta problematica sia durante la fase di esercizio degli impianti sia dal punto di vista dello smaltimento delle scorie. Gli oltre 8 miliardi di dollari spesi in due decenni dal governo americano per trovare un cimitero radioattivo nella Yucca Mountain non sono bastati a risolvere il problema: il sito non è mai entrato in funzione. (Antonio Cianciullo, dal blog de La Repubblica “Eco-Logica”)
Nucleare: le scorie della discordia
Quanto ci costerà il bidone nucleare
24 nov 2009 redazione 9online
Ciao, il nucleare va gestito sicuramente in modo serio e conscenzioso. Però, proprio perché la questione è importante, merita anche una certa obiettività. Quindi, visto che questo incidente non è stato allarmante, perchè alcuni media si accaniscono contro, lo ingigantiscono e lo strumentalizzano? Provate a interrogarvi su quanti altri incidenti purtroppo sono stati causa di tragedie ben più grandi? Ad esempio nel 1984 a San Juanito (in Messico) esplosero diversi serbatoi di gas liquido uccidendo 550 persone e ferendone 7 mila. Per non parlare del Vajont, dove è stato registrato uno dei disastri più gravi nella storia di impianti idroelettrici con quasi 2 mila morti. O del petrolio che ha causato innumerevoli disastri (Nigeria 1998, Seul 1994). Nessuno in questi disastri si è però interessato di controllare le sostanze cancerogene emesse nell’atmosfera, né di calcolare le presunte vittime a distanza di tempo…
Nucleare : incidenti seriali.
Le informazioni riportate nella notizia di cui sopra sono solo una piccola selezione dei guai, guasti e disgrazie cui va incontro il nucleare quasi giornalmente in Europa e negli USA.
Il recentissimo incidente di Three Mile Island in USA riportato nella notizia, con fuga radioattiva e contaminazione ambientale e del personale, fa la pariglia con l’altro contemporaneo, pericolosissimo e nel contempo ridicolo guaio francese successo in Ottobre a Cadarache (Lione) in corrispondenza del 50° anniversario della fondazione del centro nucleare.
Nel centro risultano dispersi, e forse causa di contaminazione generale dello stesso, circa 18 Kg di polvere di Plutonio (Pu 239) sufficiente per produrre 5 o 6 bombe atomiche della potenza di quella di Nagasaki. E questo perchè la CEA francese (Commissione per l’Energia Atomica) aveva sbagliato a calcolare la quantità di Plutonio per bombe atomiche o altro estraibile dal combustibile nucleare esaurito in un certo periodo, e quindi ora ne mancano all’appello 18 Kg che non si sa dove siano finiti (o trafugati ?).
Questo fatto gravissimo di sottrazione di Pu non è stato comunicato alla autorità di controllo della sicurezza francese (ASV), che ha aperto un’inchiesta sul personale direttivo della CEA e del centro nucleare per scomparsa di materiale nucleare radioattivo fissile, strategico e militare.
Che credibilità abbia questa CEA francese ed il centro nucleare di Cadarache che si fa fregare 18 Kg di Plutonio per bombe atomiche sotto il naso e non sa dove sia finito, lascio a voi giudicare.
Invece per quanto riguarda le Autorità di Controllo della Sicurezza europee relativamente al reattore nucleare francese EPR da 1600 MWe in costruzione a Olkiluoto (Finlandia) e a Flammanville (Francia), la situazione è questa.
La finlandese STUK (Dic. 2008), autorità di sicurezza nucleare, ha richiesto ad Areva, costruttore francese del reattore di Olkiluoto, chiarimenti e modifiche sostanziali sui sistemi di “Strumentazione e Controllo” del reattore EPR, non adeguati alla sicurezza richiesta. I lavori di costruzione di Olkiluoto sono stati sospesi, la centrale nucleare, che doveva già essere in funzione quest’anno, va in grave ritardo (forse fino al 2012), i costi del reattore sono già spaventosamente lievitati da meno di 3 miliardi di € previsti a 5,6 miliardi di €, e non è ancora finita. Il produttore di energia elettrica finlandese TVO, proprietario della futura centrale, ha intentato causa legale ad Areva per danni materiali a causa dei ritardi nella consegna e degli errori di progettazione e costruzione della centrale, che costringe i finlandesi ad approvvigionarsi di energia elettrica all’estero.
L’inglese HSE (Health and Safety Executive), autorità per il controllo della sicurezza nucleare britannica, che sta analizzando il progetto EPR francese, ha sollevato varie questioni sulla configurazione del sistema di “Strumentazione e Controllo” dell’ERP, che non sodisfano le normative di sicurezza britanniche. L’EPR è attualmente bocciato e considerato allo stato attuale non accettabile per la sicurezza.
La francese ASV, autorità per la sicurezza nucleare, ha diffidato la Areva e EdF (azienda elettrica francese) sul sistema di “Strumentazione e Controllo” dell’EPR in costruzione a Flammanville, richiedendo modifiche e soluzioni diverse, essendo le attuali inaccettabili per la sicurezza. Il progetto è ora in sospeso.
La statunitense NRC (Nuclear Regulatory Commission), autorità per la sicurezza nucleare, sta valutando la domanda di accettazione del progetto EPR presentato dalla francese Areva per gli USA.
Varie problematiche tecniche e errori di progettazione vengono segnalati, ma una risposta definitiva non verrà data prima del 2012. Il progetto attualmente non è acettabile sopratutto per carenze di sicurezza.
Nel contempo lo stesso NRC americano ha dichiarato alla Westinghouse-Toshiba, che ha presentato per l’accettazione il progetto del suo reattore nucleare AP1000 da 1000 MWe, che questo reattore non è adeguato per resistere a terremoti, tornados e uragani, e che presenta problemi di costruzione e di saldature nel duomo di protezione del reattore. Il progetto AP1000 è quindi anch’esso attualmente non approvato.
Per finire, l’amministrazione Obama non ha approvato e dato licenza per il proposto deposito sotterraneo profondo di Yucca Mountain, Nevada, per i rifiuti radioattivi eterni ad alta radioattività.
Detti rifiuti rimarranno in carico e nei depositi di ciascun impianto nucleare esistente negli USA (108 siti per un totale di circa 50.000 ton di rifiuti eterni ad alta radioattività). I problemi di Yucca Mountain sono connessi ai rischi di terremoti, alla presenza di vulcani dormienti nella zona, ed al ritrovamento di vene d’acqua che, nonostante il deserto, possono penetrare in profondità fino al deposito.
I rifiuti nucleari radioattivi rimarranno in carico a ciascuna comunità in cui sorgono i reattori nucleari, ed ai loro eredi e discendenti che devono prendersene cura e carico, avendo queste comunità accettato di propria spontanea volontà la costruzione e l’esistenza del reattore, anche dopo l’eventuale chiusura e dismissione del reattore stesso.
Si può concludere al momento considerando che i due personaggi principali della rinascita del nucleare italiano, Scajola e Fulvio Conti dell’Enel, quando ci propongono l’EPR francese o l’AP1000 giapponese-americano, non sanno quel che si dicono e fanno, essendo solo degli evidenti dilettanti inconsapevoli sulla pelle degli italiani.
Vito Enzo Salatino
[...] difficoltà di Areva sul reattore di Olkiluoto in Finlandia, infatti, mentre guadagnano la prima pagina di Le Monde in Francia – patria per eccellenza [...]