Rifiuti campani e siciliani: botta e risposta tra Bassolino e Lombardo
Sulle pagine de “Il Riformista”, polemica a distanza tra il Governatore della Campania Antonio Bassolino e quello della Sicilia, Raffaele Lombardo, circa le emergenze (e le rispettive esposizioni mediatiche) che le loro Regioni sono impegnate a fronteggiare.
(Editoriale del Governatore campano, tratto dal blog di Antonio Bassolino): “Spero davvero che Palermo e la Sicilia possano risolvere al più presto i loro problemi con i rifiuti. Magari facendo tesoro dell’esperienza vissuta dalla nostra regione e degli sforzi in corso per completare il ciclo integrato di smaltimento. Al tempo stesso, fa riflettere l’assordante silenzio che avvolge l’emergenza siciliana. Lo sottolinea anche Mario Centorrino sul Corriere del Mezzogiorno di oggi, chiedendosi se c’è “una mondezza di destra e una di sinistra”. E’ un dubbio più che legittimo. È vero che i rifiuti non sono né di destra né di sinistra, ma è il loro uso politico-mediatico che può avere un colore. I rifiuti di Napoli, infatti, sono stati per mesi al centro dell’attenzione di tutto il Paese e del dibattito pubblico, in particolare durante le scadenze elettorali. Quante strumentalizzazioni… In quei mesi si scatenò di tutto: dal fuoco avversario al fuoco amico. Ma oggi, dal punto di vista politico sta emergendo un quadro di diverse responsabilità e, sul fronte giudiziario, è sempre più chiaro il ruolo della camorra nel boicottare l’azione dello Stato per riprendersi il controllo sul sistema dei rifiuti. Per la Sicilia, invece, solo silenzio: sui cumuli di spazzatura, sui roghi, sulle proteste, sul ruolo di Cosa Nostra. I rifiuti siciliani non esistono e sulla Sicilia non c’è né fuoco avversario, né fuoco amico. L’augurio è, comunque, che il problema possa essere avviato a soluzione da parte dello Stato.”
(La replica del Governatore Raffele Lombardo, tratta da NapoliOnline): “Caro direttore, l’ineffabile Bassolino, approfittando dei fatti giudiziari dell’onorevole Cosentino e dei problemi che interessano il Pdl, dopo un paio di anni di apnea, nel corso dei quali il Governo nazionale ha affrontato e risolto la questione rifiuti, maturata, piaccia o non piaccia, nel corso del suo “ventennio”, rialza la testa non per rivendicare meriti o scusanti, non per spiegare, no! Questo per lui sarebbe impossibile perché c’è poco da rivendicare o inventare spiegazioni. Bassolino interviene per pretendere una riparazione sui generis: che, dopo Napoli, si butti nel tritacarne mediatico e si sputtani pure la Sicilia.
E come ai tempi del vecchio Pci, rammaricandosi della loro pavidità, dà la linea ai giornali, esprime il suo pensiero per farlo diventare dominante: perché non dare addosso pure alla Sicilia?
A Palermo e a Bari ci siamo riuniti, i presidenti delle Regioni del Sud, e assieme abbiamo anche sottoscritto un patto d’azione. Mancava in effetti il contributo del governatore campano. Ed eccolo qua, all’insegna del “mal comune mezzo gaudio”. Sarebbe facile qui dire che in Campania non si è affrontato come si sarebbe dovuto il nodo dell’intreccio di interessi che ha causato l’empasse sull’utilizzo delle discariche, della realizzazione dei termovalorizzatori e del sistema della raccolta differenziata. Ma non siamo abituati a invadere il campo altrui e soprattutto riteniamo che un problema così delicato come, quello dei rifiuti non sí possa affrontare misurando la quantità di spazio che occupa sui giornali e sulle televisioni. Quello che invece conta è l’azione preventiva che stiamo mettendo in campo per sventare i rischi della degenerazione dalle criticità, circoscritte a situazioni contingenti e marginali, contrastate sempre con solerzia ed efficacia in un rapporto di sinergia e collaborazione tra Governo nazionale e Governo regionale.
Sul piano strategico, infatti, è escluso che nell’immediato si verifichi il rischio della saturazione delle discariche e anzi stiamo provvedendo al loro ampliamento in modo da poter essere utilizzabili fino al 2014. Abbiamo affidato a un pool di esperti qualificati sia sotto il profilo tecnico che della legalità, il riesame del piano dei rifiuti per fondarlo su un ciclo integrato che a monte realizzi una raccolta differenziata “spinta” e a valle punti alla realizzazione di impianti per lo smaltimento a tecnologia avanzata, non esclusi i termovalorizzatori che, comunque, dovranno essere di nuovissima generazione.
Da tempo, inoltre, abbiamo varato un provvedimento di riforma che riduce il numero degli Ato da 27 a 10 comprese le isole minori e ne aumenti l’efficienza, riducendo gli sprechi ed eliminando pletorici e costosi Cda, informando il sistema a criteri di managerialità.
In Sicilia stiamo dunque producendo fatti tangibili e non chiacchiere che hanno fini politici ben diversi da quelli a cui si appella Bassolino, dal quale mi sarei aspettato qualche suggerimento piuttosto che una sua incitazione a darci addosso”.
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23 nov 2009 redazione 9online