Eco4, Bassolino: “Impregeco? Non ricordo”
La parola Impregeco non dice nulla ad Antonio Bassolino, almeno così ha risposto lo scorso 13 febbraio nel corso dell’interrogatorio davanti ai magistrati che hanno chiesto l’arresto per Nicola Cosentino. Eppure la convenzione tra il Commissariato rifiuti e il superconsorzio che inglobava il CE4 la firmò proprio lui
«Non ricordo tale sigla societaria, anche se rammento che in un certo periodo si realizzò una convergenza tra tali Consorzi per esigenze che in questo momento non rammento specificamente». La parola Impregeco non dice nulla ad Antonio Bassolino, almeno così ha risposto lo scorso 13 febbraio nel corso dell’interrogatorio davanti ai magistrati che hanno chiesto l’arresto per Nicola Cosentino. Eppure fu lui a firmare la convenzione tra il Commissariato rifiuti e il superconsorzio che inglobava il CE4, la struttura in mano ai Casalesi. Bassolino scarica ogni responsabilità su Giulio Facchi, il sub commissario più volte citato nell’ordinanza e già coinvolto in indagini sull’intreccio camorra-rifiuti: «Il mio ruolo e le plurime mie incombenze non mi consentivano di avere una cognizione tecnica specifica delle vicende», dice il governatore. Firmava Bassolino, ma non sapeva. E non è la prima volta, quando gli vengono sottoposti atti della sua gestione sui rifiuti, dove pure era affiancato da un fedelissimo, Massimo Paolucci, che curiosamente oggi guida la fronda del “rinnovamento” in Campania all’interno del Pd. Dietro ogni documento sottoscritto in questi anni, poi, c’è sempre stato il parere, anche solo verbale, del suo legale di fiducia: Enrico Soprano, il consulente più pagato da Palazzo Santa Lucia. Per Giuseppe Valente, che di quel consorzio divenne presidente in quota Cosentino, «l’Impregeco fu un ente certamente voluto da Bassolino tanto che la stesura del documento fu redatta dallo Studio Soprano, quanto meno in modo informale». Quel che è certo, è che in quel Consorzio bipartisan che puntava alla gestione degli impianti la maggioranza era rappresentata da esponenti ds, bassoliniani di provata fede: Giacomo Gerlini e Michelino Caiazzo. Il primo, a lungo amministratore delegato della società che poi sostituì Valente dopo le dimissioni, era stato sindaco ds di Giugliano in Campania.
Michelino Caiazzo, invece, è cugino e diretta espressione di Michele Caiazzo, ex sindaco di Pomigliano D’Arco, ad oggi uno dei più fidati e votati consiglieri di Bassolino. Quell’intreccio pericoloso fu stigmatizzato da Lorenzo Diana, a lungo vicepresidente pd della commissione parlamentare Antimafia, nel corso di un’infuocata direzione regionale del partito nella Casa del Popolo di Ponticelli. (L’Espresso)
19 nov 2009 redazione 9online