Emergenza Sicilia, serve una cura per l’Amia
In attesa del piano di risanamento della municipalizzata dei rifiuti di Palermo sono ore difficili per tutta la provincia siciliana alle prese con una nuova ondata di emergenza sul fronte dello smaltimento dell’immondizia. Domani il piano di risanamento verrà presentato alla stampa dopo che a ottobre era stato presentato il piano di rilancio industriale con una serie di tagli agli appalti esterni e l’acquisto di nuovi mezzi. Il documento che verrà presentato domani è decisivo per comprendere la cifra della determinazione con cui l’Amia e dunque il sindaco di Palermo Diego Cammarata intende perseguire l’obiettivo del risanamento. Obiettivo che passa per l’abbattimento dei costi di gestione in particolare relativi alla discarica di Bellolampo chiusa dal 5 novembre ai conferimenti dei comuni morosi per circa 65 milioni di euro nei confronti della municipalizzata. Di qui il caos e l’emergenza ambientale per tutti i comuni della provincia che non possono raccogliere dalle strade l’immondizia in mancanza di un luogo fisico dove smaltirla.
La crisi dello smaltimento dei rifiuti a Palermo è particolarmente grave oltre che ingarbugliata. Il sindaco Cammarata vorrebbe che al commissario per l’emergenza rifiuti-prefetto di Palermo Giancarlo Trevisone venisse affidata da Palazzo Chigi anche la costruzione, con poteri speciali, di un termovalorizzatore da affidare poi in gestione all’Amia che in questo modo potrebbe completare il ciclo industriale dei rifiuti e massimizzare i profitti. Sull’ipotesi più in generale della richiesta dello stato di emergenza frena il governatore della regione Raffaele Lombardo alle prese, peraltro, con una difficile verifica in seno alla maggioranza dopo la bocciatura nelle scorse ore del Dpef da parte dell’aula di Palazzo dei Normanni. Una verifica che ha seguito di pochi mesi l’azzeramento del progetto di costruzione dei quattro termovalorizzatori e la scoperta del buco epocale in seno agli Ato incaricati del servizio di raccolta dei rifiuti e quantificato in circa un miliardo di euro.
“Il problema dei rifiuti in Sicilia dipende dal ‘costo eccessivo dei consorzi che gestiscono la raccolta, i quali hanno assunto centinaia di persone. Oggi questi consorzi non riescono a pagare ne’ gli stipendi ai lavoratori ne’ le discariche dove conferiscono i rifiuti” ha detto oggi il governatore Lombardo che questa sera incontrerà a Palazzo D’Orleans i sindaci degli 82 comuni della provincia di Palermo alle prese con l’emergenza rifiuti. I comuni interessati per bocca del presidente della Provincia, Giovanni Avanti insistono sulla necessità di riforma del sistema degli Ato (che è bloccata nelle sedi istituzionali competenti da diversi mesi) e chiederanno un intervento straordinario della Regione che con propri fondi possa garantire la ripresa della raccolta.
Nel frattempo la situazione peggiora: a Bagheria il sindaco ha ordinato la chiusura delle scuole e forse già dalla prossima settimana verrà deliberato un provvedimento analogo per gli uffici. L’Agenzia regionale per le acque e i rifiuti ha intanto nominato Giorgio D’Angelo commissario ad acta del Coinres (il consorzio in gravissime difficoltà economiche a cui è affidato il servizio di raccolta per i comuni della provincia di Palermo) per garantire il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. D’Angelo, dopo avere quantificato la cifra necessaria per superare l’emergenza, richiederà al presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, di assicurare la copertura tramite l’accesso al fondo di rotazione. Ma non è solo il governatore Lombardo alle prese con problemi di cassa. Il sindaco Cammarata - come detto alle prese con il piano di risanamento dell’Amia - dovrà fare i conti con la decisione della commissione tributaria provinciale che ha stabilito che il rincaro del 75 per cento della Tarsu, la tassa sui rifiuti, deciso dalla giunta comunale di Palermo nel 2006, è illegittimo anche per gli anni successivi. Non solo. Alla fine di ottobre il consiglio comunale di Palermo ha approvato una delibera che riporta l’aliquota Irpef al 4 per mille, modificando così il provvedimento approvato lo scorso 25 settembre dalla giunta guidata Cammarata, con cui era stata raddoppiata l’aliquota all’8 per mille reperire risorse per gestire l’emergenza rifiuti. (IlVelino)
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13 nov 2009 redazione 9online