Sperimentazione del Dissociatore Molecolare: i primi dati
Le commissioni Ambiente e territorio e Speciale Rifiuti in visita all’impianto di Peccioli (Pi).
“Un impianto assolutamente all’avanguardia, unico in Europa: un modello che potrebbe rappresentare un efficace soluzione per arginare situazioni di emergenza in Toscana. In aeree come il Chianti, la Lunigiana, il Mugello questo tipo di macchinario può essere una risposta concreta, grazie al suo impatto ambientale modestissimo. Infatti ha dimensioni ridotte, caratteristica che ne permette la realizzazione in ‘piccoli’ moduli che possono essere posti anche nelle vicinanze delle aree di produzione delle biomasse. Inoltre la tecnologia che viene usata permette la gestione di qualsiasi materiale a base carbonica senza alcuna necessità di pretrattamento”. Così il presidente della commissione Territorio e ambiente Erasmo D’Angelis (Pd), nel corso della visita, programmata di concerto con la commissione Speciale d’inchiesta sul ciclo dei Rifiuti urbani presieduta da Paolo Marcheschi (Fi-Pdl) al dissociatore molecolare di Peccioli (Pi).
Il nuovo impianto, gestito dalla società Belvedere presieduta da Renzo Macelloni, è arrivato al sesto mese di sperimentazione –durerà ancora un anno e mezzo - dando ottimi risultati. “I primi due cicli di analisi – ha spiegato Macelloni – hanno rivelato esiti molto buoni in termini di emissioni. Va detto che la dissociazione riduce del 90 per cento il volume dei rifiuti elaborato”. Il dissociatore molecolare permette di trasformare i rifiuti in un gas di sintesi finalizzato alla produzione di energia elettrica e termica. Dopo la trasformazione della materia il gas di sintesi viene ossidato e avviato al recupero energetico senza rischi né per gli addetti, né per la popolazione. Gli impianti in esercizio, dotati di misuratori in continuo delle emissioni in atmosfera, che gestiscono materiale “tal quale” senza alcun pretrattamento, evidenziano emissioni in atmosfera di ordini di grandezza inferiori ai limiti di legge, un residuo di ceneri bianche (prive di carbonio) nell’ordine del 4%.
“Il sistema, grazie alla sua eccellente capacità di conversione del materiale caricato in gas – ha aggiunto Macelloni - trasforma la quasi totalità dell’energia contenuta nel materiale in un eccellente vettore energetico come il gas di sintesi. Va inoltre sottolineato come questa soluzione impiantistica può essere operativa in pochi mesi”.
Soddisfazione per la sperimentazione è stata espressa anche dal consigliere Mario Lupi (Verdi) che ha sottolineato l’importanza della “massima attenzione e conoscenza per questa novità che potrebbe essere l’uovo di Colombo per approcciarsi alla problematica rifiuti”.
Esperimento importante anche per Giovanni Ardelio Pellegrinotti (Pd) che ha evidenziato quanto importante potrebbe “essere chiudere il cerchio di questo processo se si riuscisse a far sì che il gas prodotto fosse utilizzato come combustibile per energia”. “In Toscana - ha aggiunto - resta l’assoluta necessità di fare impianti”. Necessità ribadita anche dal presidente della commissione Speciale Rifiuti Paolo Marcheschi (Fi-Pdl) secondo il quale “La situazione in Toscana è in prossimità di emergenza. Gli impianti mancano, quindi sperimentazioni di questo genere sono fondamentali. La criticità è comunque ampia; raccolta differenziata sì, ma va favorito e creato un mercato “verde” di prodotti riciclati”.
Perplesso il consigliere Luca Paolo Titoni (Udc) che lodando la sperimentazione di Peccioli ha ricordato che “la Regione non ha dato neanche un finanziamento per questo progetto, mentre sono proprio questi i programmi sui quali andrebbe maggiormente investito”. Infine il presidente della commissione Sanità Fabio Roggiolani (Verdi), d’accordo sulla necessità di nuovi impianti, ha ricordato che la Regione ha approvato la sperimentazione ed ha invitato il Consiglio tutto a “creare uno start-up per produrre dissociatori molecolari, scendendo in campo concretamente e lanciando così un input verso questa direzione”. (parlamento.toscana.it)
Visita all’impianto di dissociazione molecolare dei rifiuti di Husavik, Islanda (Ecquologia)
06 nov 2009 redazione 9online
Dissociatore molecolare.
Il dissociatore molecolare per rifiuti solidi non è una novità. E’ il vecchio pirolizzatore con il nome cambiato, altrettanto inquinante contro l’ambiente e la salute delle popolazioni quanto l’inceneritore (anch’esso con il nome cambiato in termovalorizzatore).
I signori indicati nell’articolo ritengono di avere a che fare con dei poveri cretini e pensano che, andando a pescare processi e metodi vecchi, obsoleti e inquinantissimi (i pirolizzatori) e cambiandogli il nome commerciale (”dissociatori molecolari”) diventino nuovi, moderni, puliti e fantasticamente efficienti per trattare i rifiuti solidi urbani.
Si ripete lo stesso inganno degli inceneritori, inquinanti e dannosi da ogni punto di vista, cui vorrebbero restituire la “verginale purezza” semplicemente cambiandogli il nome (termovalorizzatori) per i poveri citrulli, mentre sono sempre la stessa cosa schifosa. E’ la stessa storia inventata dai furbetti mangiasoldi, ed è sempre lo stesso, come le “puttane” che cambiano nome e diventano “escort”, ma sempre le stesse prostitute di prima rimangono.
Basti dire quanto segue a commento dell’articolo:
1. Non è vero che questi “dissociatori molecolari” (nome commerciale generico e insignificante, che vale anche per gli inceneritori, che sono anch’essi dissociatori molecolari) siano impianti all’avanguardia. Sono invece dei pirolizzatori di rifiuti ad alta temperatura vecchi come il “cucco”.
2. Non è vero che hanno un impatto ambientale modestissimo. Sono altrettanto inquinanti dell’aria, acqua, suolo, atmosfera con mutamenti climatici, contro l’ambiente, contro la salute delle popolazioni e contro le direttive 20-20-20 della Unione Europea. E infatti chi li propone insipientemente sostiene che possono essere usati per il trattamento di qualsiasi rifiuto (sic !) senza alcuna necessità di pretrattamento (sic !), proprio come gli inceneritori.
3. Non è vero dal punto di vista chimico-fisico che danno ottimi risultati in termini di emissioni. Anch’essi, solo per quanto riguarda aria e atmosfera, emettono ossidi di azoto (NOx), biossido di zolfo (SO2), monossido di carbonio (CO), acido cloridrico (HCl), acido fluoridrico (HF), Ammoniaca (NH3), metano (CH4), metalli pesanti volatili, Mercurio neurologico, cadmio (Cd), diossine e dibenzoossifurani, nanopolveri cancerogene. Tutte sostanze velenosissime, cancerogene e mutagene. Naturalmente poi, altre all’aria, contaminano anche l’acqua, il suolo, l’atmosfera con mutamenti climatici, vanno nei vegetali, nella carne degli animali e quindi nel cibo che mangiamo (catena alimentare).
4. Non è vero che il “gas di sintesi” ottenuto da questi impianti e relativi rifiuti solidi serve per produrre energia termica per combustione (altro processo inquinantissimo ) ed energia elettrica. Non è un gas adatto per questo perchè enormemente contaminato da una miriade di impurezze dannose e di sottoprodotti di ogni genere, con un potere calorifico scadente e irrisorio. Anzi si consuma una enormità di energia proprio per realizzare la pirolisi (”dissociazione molecolare”) ad alta temperatura generando ulteriori inquinanti da combustione di fossili (gas inquinanti e ad effetto serra con mutamenti climatici, contro le direttive 20-20-20 della Unione Europea).
5. Non è vero che danno solo un residuo di ceneri del 4%. Danno invece fino al 10% di ceneri (fly ash) volatili contaminate da diossine e metalli pesanti, che sono rifiuti tossici speciali, da confinare in discariche tecnologiche per rifiuti tossici. Danno anche un residuo di scorie solide pari al 15% del volume originale dei rifiuti, che sono anch’esse tossiche e rifiuti tossici speciali da confinare in discariche speciali per evitare la contaminazione dei terreni. Sono acide, distruggono la vegetazione, rilasciano metalli tossici (Cadmio, Piombo e Mercurio) che in ambiente acido riescono a penetrare nel terreno e contaminare le falde acquifere.
6. “La massima attenzione per queste novità (dissociatori)” è necessaria, ma per rifiutarli nella maniera più assoluta, analogamente agli inceneritori e gassificatori dei rifiuti solidi.
7. Ha fatto benissimo la regione Toscana a non finanziare questo progetto, appunto perchè ripristina ipocritamente un procedimento (pirolisi) vecchissimo e dannosissimo per l’ambiente e la salute, nè deve incentivare in alcun modo dissociatori o pirolizzatori molecolari.
8. E’ una vera fandonia ipotizzare che il gas contaminato prodotto dai dissociatori possa essere utilizzato per produrre Idrogeno, tanti sono gli inquinanti che lo accompagnano in percentuali diverse nella miscela, e che andrebbero tassativamente separati, rendendo questo recupero di Idrogeno una vera follia economica, altro che “opportunità straordinaria” (menzogne continue per spillar soldi al prossimo).
9. Non è vero che questi dissciatori-pirolizzatori sono efficienti, affidabili, flessibili, adattabili ad ogni esigenza e che si pongono in alternativa agli inceneritori. Sono in relatà la stessa cosa identìica, altrettanto sconcia.
Salatino
Penso che il Sig. Salatino non conosca bene la tipologia dell’impianto, tanto che lo confonde con la pirolisi! Dovrebbe informarsi meglio prima di fare le gravi dichiarazioni sopra riportate, soprattutto se fosse in grado di visionare i risultati con la strumentazione idonea, cosa che il sottoscritto ha potuto verificare.
Distinti saluti, Roberto Rovaris.
Per Roberto Rovaris,
Impianto e pirolisi per rifiuti solidi.
Relativamente alla sua risposta mi sembra che, al momento, non sono io che confonde le cose, ma piuttosto la sua risposta che non distingue e confonde un impianto (insieme di apparecchiature e strumenti) con un processo chimico (pirolisi).
Salatino
Secondo me non é ancora nato l’islandese che ci possa insegnare come si fanno gli inceneritori che funzionano.
Per giudicare valido questo impianto bisogna essere parecchio incompetenti ma di incompetenti impuniti oggi è piena l’Italia.
Una cosa sola mi consola ed é che tutti quelli che si meteranno in quest’affare falliranno presto miseramente e così ci toglieremo presto di mezzo almeno una parte degli innumerevoli incompetenti impuniti di cui parlavo sopra.
Per gli altri verrà un altro momento.
Avete pensato che la temperatura ideale per la formazione della diossina é proprio fra 300 e 600°C ? Avete pensato che le condizioni in “starved air” sono ideali per la formazione di diossine? Riuscite a considerare che l’impianto non é stagno e non é neanche antideflagrante (i gas combustibili contenenti CO sono esplosivi !!) ? Avete considerato che le apparecchiature che si vedono nel video sono per dir poco “rudimentali” e obsolete ? Nel video si vede forse come vengono scaricate le scorie (non é che gli operatori se le respirano? così piene di diossina come sono?) ? Inoltre nNel video si vedono forse le analisi dei fumi, perché non ce le mostrano ?…..ed in fine…magari in Islanda questo impianto se lo saranno anche fatti, curando di orientare il camino verso il vento dominante (dato che sono in mezzo al mare) !!! Ma noi ci possiamo fidare a realizzarlo quì ? Chi lo garantisce ?
Già perché é proprio queto il punto: chi straparla adesso è lui che garantisce ? E con quali soldi ?
Cordiali saluti.
Ing.Gallarati.
Salve, vorrei capire meglio di cosa stiamo parlando. A Pontedera è già stato approvato il progetto per la costruzione del più grande dissociatore molecolare d’Europa (120.000 tons a regime). La gente comune come me ne sa poco ma la paura è tanta. Qualcuno ci sa dire qualcosa di più? Grazie
Cara Paola Nanna,
dovresti cominciare tu a dire qualcosa di più preciso sul (presunto) pirolizzatore (dissociatore molecolare, dal punto di vista tecnico, non significa niente, perchè anche un inceneritore inquinantissimo di 30 anni fa è un dissocitore molecolare) di Pontedera.
Non c’è un semplice prospetto illustrativo di questo pirolizzatore presunto, per capire ?
A cosa serve ?
Di che marca è ?
Cosa deve pirolizzare o bruciare ? E quante ton/giorno ?
Che fine fanno i gas tossici emessi ?
Che fine fanno le scorie tossiche scaricate ?
Che fine fanno le ceneri tossiche volatili scaricate, piene di diossine ?
Raccogli qualche informazione in più, perchè presumo che quì, di questo pirolizzatore di Pontedera, non ne sappia niente nessuno, nemmeno che esiste il progetto.
Se si tratta di un pirolizzatore per spazzatura (che tipo di rifiuti ?), dicci almeno chi sono quei pazzi che lo hanno proposto e approvato contro la salute della popolazione e contro l’amblente, sicuramente senza prove, verifiche e analisi, perchè altrimenti non lo avrebbe approvato nessuno.
http://www.provincia.pisa.it/interno.php?id=37222&lang=it
A questo link troverà tutte le informazioni. Il progetto è già stato approvato e il periodo per fare delle osservazioni è terminato il 14 maggio. Non so rispondere a tutte le domande che mi pone ma posso dirle che il progetto prevede il conferimento di rifiuti speciali provenienti da tutti i comuni dell’ATO costa e la lista per i quali si chiede l’autorizzazione è sterminata e prevede di tutto. Comunque a destra della pagina che si aprirà dovrebbe trovare tutto. Noi a Pontedera stiamo cercando di formare un comitato (stasera abbiamo la riunione). Qualunque informazione possa darci sarà per noi molto importante.
Grazie
Paola
Cara Paola Nanna,
ti mando i miei commenti in merito alla nuova discarica e al dissociatore molecolare di Pontedera.
E’una cosa lunghisima, ma più di così non sono riuscito a sintetizzare cercando di essere comprensibile.
1. Progetto della nuova discarica per rifiuti industriali non pericolosi.
Questo progetto è fatto benissimo, secondo i criteri di costruzione più moderni ed efficienti, per smaltire rifiuti industriali non pericolosi da 120.000 a 220.000 ton/anno (adatta per esempio per un numero di abitanti tra 330.000 e 600.000 con una raccolta differenziata del 50%).
Ha un volume totale di 1.400.000 mc e la capacità di stockare i quantitativi annui suddetti fino al 2034.
Lo studio della preparazione del fondo e delle pareti laterali con strati ripetuti di ghiaia e di argilla e di coperture impermeabili di materiale sintetico è perfetto.
Lo studio del pozzo e canali di raccolta e di evacuazione del percolato in serbatoi di stockaggio è fatto benissimo e non sembra possa trafilare nulla nel sottosuolo, nè contaminare in alcun modo falde acquifere profonde.
Il riempimento della discarica è ben uniforme, con i settori di riempimento a ventaglio (lotti) e a strati inferiori e superiori ben definiti.
L’impianto di captazione, raccolta e gestione del biogas prodotto dalla discarica è ottimo, addirittura con la previsione di poter separare il biogas a due livelli, inferiore e superiore, di contenuto termico; una distribuzione ottimale della rete di condotte e dei circuiti di adduzione nei canali di superficie.
Una buona produzione di gas di 830 mc/h, che può essere messa in rete per il riscaldamento e uso domestico, dopo adeguato lavaggio.
Anche la copertura finale a discarica esaurita è prevista molto bene, con applicazione di membrane sintetiche impermeabili per impedire l’ulteriore formazione di percolato e che consentano una efficiente captazione di biogas per anni anche dopo la chiusura della discarica, la copertura con multistrati di terreno vegetale, barriere minerali di geocomposti agugliati, griglie sintetiche di rinforzo, e infine 2 mt di terreno per la vita vegetale.
L’unico sottoprodotto da smaltire è il percolato, che dai serbatori di stocckaggio andrà trasportato ad un depuratore di acque consortile.
2. Progetto di un dissociatore da 30.000 ton/anno (4 celle di gasificazione) di rifiuti industriali e urbani pericolosi e non, ampliabile a 120.000 ton/anno.
Il progetto di questo dissociatore di rifiuti industriali (gasificatore + camera di combustione) è assolutamente inaccettabile per ragioni tecniche (apparecchiature inadeguate e primitive) e tecnologiche (tecnologia di trattamento scadente e fortemente inquinante) contro l’ambiente e contro la salute della popolazione.
La tecnica costruttiva non è accettabile e complessivamente obsoleta e primordiale, perchè prevede la gasificazione dei rifiuti in difetto di ossigeno in discontinuo in reattori separati e distinti anzichè in continuo, con tutti gli incovenienti delle lavorazioni discontinue cui si presume di dare un minimo di continuità utilizzando, a turni di 24 ore, una serie di celle o reattori distinti di gasificazione (4 inizialmente per 30.000 ton/anno, fino a 16 in futuro per 120.000 ton/anno di rifiuti).
E’ irrazionale e richiede molta manualità e poca automatizzazione avviare, gasificare, scaricare e ricaricare ogni 24 ore una cella dopo l’altra per avere una ipotetica continuità di gas ottenuto dalle 4 o più celle da avviare alla combustione.
E’ evidente la macchinosità del processo discontinuo e manuale con pale meccaniche di carico e scarico delle celle, che crea una confusione operativa, un impegno di manualità, impossibilità di automatizzazione efficiente, rispetto ad un gasificatore continuo ad un solo corpo (per es. a letto fluidizzato).
Il risultato in termini di qualità del processo di gasificazione dei rifiuti non può risultare che scadente, con una elevata incostanza nel tempo (24 ore) sia della gasificazione, sia della miscelazione dei gas provenenti da celle diverse in fasi diverse di gasificazione, e sia nella composizione delle scorie come anche nella composizione degli inquinanti contenuti nei gas prodotti dalle diverse celle.
Le celle non sono altro che dei primitivi cubi di refrattario in cui vengono stipati dentro i rifiuti con un metodo manuale più o meno casuale. Non c’è alcuna possibilità di ottimizzazione della gasificazione essendo scadentissimo il processo di scambio termico e di massa in una materia immobile, compressa e compatta di rifiuti.
Si otterrà una massa informe, con cumuli e mucchi di varia natura e densità, con pochissimo e inefficiente scambio termico e di gas all’interno di queste masse immobilizzate in combustione in difetto di ossigeno. La gasificazione risulterà incontrollabile e irregolare, per mancanza di movimento e miscelazione reciproca tra fase gassosa e fase solida, al punto che addirittura si prevedono 24 ore per terminare la gasificazione di una massa di rifiuti per sopperire alla mancanza di miscelazione, sperando che i tempi enormi disfino le masse compresse e i mucchi incombusti dentro le celle. (tempo di 24 ore mai sentito o letto da nessuna parte sino ad ora).
Ci si deve attendere alla fine del processo masse solo parzialmente combuste, per conseguenza scorie del tutto disomogenee anche come composizione e come carattersitiche dei gas espulsi a temperature e poteri calorifici molto diversi.
Secondo questo processo discontinuo le scorie sono non solo pericolose ma anche sicuramente tossiche, con una massa di circa 30% dei rifiuti caricati, e non potranno essere smaltite nella nuova discarica, che è perfetta per ricevere rifiuti pericolosi ma non tossici (cioè contenenti ossidi di metalli pesanti velenosissimi, Cadmio, Piombo, Arsenico, Cromo, Nichel, Mercurio neurologico, diossine e dibenzo-ossifurani cancerogeni e mutageni, residui carboniosi e di idrocarburi aromatici policiclici cancerogeni). Quelli tossici portati in discarica normalmente acida vengono disciolti nella fase liquida del percolato, contaminando le acque reflue e i depuratori delle stesse.
I gas espulsi dalle celle di gasificazione di cui sopra non sono affatto, come dichiarato, syngas, che è una miscela pulita a composizione definita di Idrogeno (H2) e Ossido di Carbonio (CO) adatta, più che per la combustione, per la sintesi di prodotti chimici industriali (metanolo, formaldeide, acetadeide, acido acetico, sintesi di Fischer-Tropsch per idrocarburi e combustibili sintetici).
Quella ottenuta dalle celle di gasificazione è una sporca miscela di gas a basso potere calorifico contenente, oltre ad H2 e CO di cui sopra, anche una miriade di gas inquinanti tossici, Ossidi di Azoto, Ossidi di Zolfo, particolato carbonioso, nanopolveri cancerogene, acido cloridrico, acido fluoridrico, ammoniaca, formaldeide, acetaldeide, acido acetico, CO2, tutti i metalli pesanti volatili cancerogeni precedenti, oltre a Mercurio e Cadmio velenosissimi e cancerogeni, diossine e dibenzo-ossifurani cancerogeni.
Ora questo gasificatore, già di per sè inaccettabile per la sua struttura discontinua, anzichè essere provvisto in uscita di un sistema di trattamento e purificazione dei gas ottenuti per dare un vero (e non falso) syngas pulito ed esente dall’enormità di inquinanti velenosi succitati, passa questo gas sporco e inquinato direttamente alla camera di combustione.
Sicchè il vantaggio di separare la fase di gasificazione in difetto di ossigeno, per poter depurare il gas ottenuto e migliorare le rese di combustione, dalla fase successiva di combustione è completamente perso, per mancanza dei dispositivi di disinquinamento intermedi. E quindi la divisione delle due fasi risulta del tutto inutile e ridicola, fumo negli occhi dei clienti utilizzatori.
L’insipienza contenuta nelle due sezioni distinte di gasificazione e combustione, senza depurazione intermedia dei gas, è dimostrata anche dal fatto che è prevista, in maniera demenziale, l’iniezione di gasolio anzichè metano pulito, per aiutare e sostenere la combustione dei rifiuti nelle due apparecchiature. Gasolio che nessuno usa più, se non abusivamente, in impianti di combustione moderni, a causa delle gravissime emissioni inquinanti e di particelle incombuste cancerogene generate dal gasolio industriale ( che non è quello depurato carissimo usato per le vetture !).
E quindi questo progetto ridicolo, oltre a generare gas di combustione dei rifiuti fortemente contaminanti, genera anche gli inquinanti provenienti dal gasolio, che si miscelano con gli altri. Peggio di così !
La camera di combustione che riceverà e brucerà il falso syngas, pieno di contaminanti, particolato incombusto e matalli pesanti, avrà per conseguenza anche una resa di combustione bassissima ed una vita molto breve insieme alla caldaia successiva per produrre vapore, a causa di una enormità di depositi all’interno della camera di combustione e sul fascio tubiero della caldaia a vapore, che richiederanno continui interventi di manutenzione e pulizia, oltre a riparazioni per incroatazioni e corrosioni da acido cloridrico, nitrico e solforico presenti in quantità massicce nei gas prima e dopo la combustione finale.
Il sistema di filtrazione dei fumi in uscita dalla caldaia e prima del camino di scarico all’atmosfera è del tutto inadeguato per la sua inconsistenza, antichità e assemblaggio di apparecchiature da antiquariato, che non consentirà affatto di scaricare fumi correttamente depurati in atmosfera.
L’abbattimento degli Ossidi di Azoto (NOx) con iniezione di urea nella camera di combustione, previsto in questo progetto, non è efficiente e non si usa più da un pezzo, anche perchè genera quantità di CO2 non ammissibile. NOx va abbattuto con sistemi catalitici specifici (SCR - Selective Catalitic Raduction), oppure con barriere a scariche elettriche ionizzanti che trasformano contemporaneamente NOx, SO2 e Hg (Mercurio) nella relativa forma ossidata, da abbattere in uno scrubber specifico.
La SO2 in quanto tale va abbattuta in uno scrubber specifico, perchè il sistema a reattore combinato con bicarbonato e carbone attivo previsto in questo progetto è molto poco efficiente.
Il filtro a maniche da solo previsto in questo progetto è inefficiente per abbattere il particolato e le nanopolveri cancerogene e va integrato con un precipitatore elettrostatico (ESP), che sulle polveri cancerogene finissime PM5 e PM2,5 purtroppo ne trattiene solo il 20-30%, ma è meglio di niente.
Poichè il carbone attivo previsto in questo progetto è inefficace per trattenere il Mercurio metallico velenosissimo e neurologico, è necessario un sistema di ossidazione con elettrodi a scarica di plasma che in presenza di Cloro trasformano il Mercurio in HgCl2, che si può abbattere in uno scrubber. Nel contempo vengono abbattuti per ossidazione anche gli altri metalli pesanti volatili velenosissimi (Ni, Cr, As, Cu, Pb, Zn, Cd), che invece secondo questo progetto vanno tutti in atmosfera.
Per le diossine e dibenzofurani, che sono in grado di superare tutte le barriere di filtrazione previste in questo progetto perchè sono sostanze neutre, sono necessari reattori catalitici di ossidazione specifici
in grado di distruggerle prima dell’espulsione al camino.
Chiaramente secondo questo progetto le diossine vanno tutte in atmosfera, contaminando aria, acqua e suolo per riprecipitazione.
Manca del tutto un sistema di cattura con abbattimento della enormità di CO2 emessa al camino, corrispondente a circa 44.000 ton/anno di CO2 scaricata in atmosfera per 30.000 ton/anno di rifiuti trattati, e 170.000 ton/anno di CO2 per i finali di 120.000 ton/anno. Solo la quantità di CO2 generata è molto più dei rifiuti trattati !!!!!!
Si tratta di quantità colossali di CO2, che è un gas serra che si accumula in atmosfera provocando Global Warming, cambiamenti climatici e fenomeni naturali catastrofici.
Solo per questo fatto questo progetto del dissociatore andrebbe immediatamente cestinato !!!!!!
Non si può scaricare impunemente quantità enormi di CO2 contro le direttive 20.20.20 della U.E., recepite dal governo italiano. Significa o essere ignoranti o avere una coscienza delinquenziale.
E dal punto di vista pecuniario saranno a carico del proprietario di questo dissociatore l’acquisto dei certificati verdi e le multe comminate dalla U.E. per lo scarico abusivo della CO2, non esclusi procedimenti penali per reati contro l’ambiente e contro la salute della popolazione.
In conclusione il sistema di depurazione fumi di questo progetto è da bocciare su tutta la linea perchè inefficiente.
Anche il sistema di trattamento dei prodotti chimici, miscelati con inquinanti, abbattuti nel reattore e nei filtri a maniche (bicarbonato, carbonato, carbone attivo, mescolati con metalli pesanti velenosissimi e diossine cancerogene), dilavati con acque reflue, e ipotizzati per essere smaltiti in discarica, è impraticabile perchè questi rifiuti sono fortemente tossici, e quindi non possono finire nè nelle acque reflue nè nella discarica adiacente.
Tecnologicamente, va notato anche che questo genere di dissociatore ha rese energetiche e recupero elettrico bassissimi, pari al 16% dell’energia termica contenuta nei rifiuti, non si paga nemmeno una frazione minima dei costi di costruzione e gestione, con esiti economici negativi e fallimentari, che saranno ripianati dalle bollette spropositate addebitate ai cittadini.
I sottoprodotti da smaltire, oltre alla enormità di CO2 superiore in quantità ai rifiuti stessi, sono anch’essi spropositati.
Fino al 30% dei rifiuti sono trasformati e scaricati come scorie tossiche per la presenza di metalli pesanti e diossine, che non possono essere smaltiti in nessuna discarica, o altro impianto o terreno, se non abusivi.
Le ceneri volatili e i prodotti chimici filtrati, che saranno dal 2 al 5% dei rifiuti, sono ancora più tossici e non pssono esser scaricati in alcun modo, se non abusivamente.
Quindi siamo al 30-35% della massa iniziale dei rifiuti che è stata traformata in scorie tossiche e ceneri volatili tossiche, non recuperabili e non smaltibili in alcun modo, se non abusivamente.
Del rimanente 65%, se ne va il 10% ad inquinare le acque reflue destinate alla depurazione ed il resto sono gas scaricati al camino in atmosfera, che nel caso di questo progetto saranno fortemente contaminati da inquinanti generati dall’inefficienza del sistema di gasificazione-combustione e dall’inefficienza del sistema di filtrazione previsto per i gas allo scarico.
Il tutto contro la salute della popolazione, contro l’ambiente, contro l’atmosfera a favore dei mutamenti climatici, contro la vita vegetale e animale, e per la gloria di qualcuno, che bisognerebbe sapere chi è e ricordarsi come si chiama.
Infine unica alternativa possibile per i rifiuti industriali, checchè ne dicano gli autori di questo inaccettabile progetto del dissociatore, è una discarica analoga e fatta bene come quella nuova prevista, o un ampliamento della stessa, con produzione di biogas da mettere in rete per anni a venire, a costo quasi zero. Chiaramente va prevista una linea di trattamento meccanico per i rifiuti (triturazione, separazione dei metalli ferrosi e non, recupero e riciclo di tutto quanto è possibile recuperare e riciclare).
La componente organica dei rifiuti industriali (gomma, pneumatici, plastica, rifiuti ospedalieri, residui dell’agricoltura non convertibili in bioenergia, etc.) sono tutti degradabili a tempi più o meno lunghi in discarica tecnologica ben fatta, come quella nuova progettata a Pontedera, dopo frantumazione, separazione e recupero. In discarica esistono anche batteri anaerobici che degradano rifiuti industriali generando biogas da mettere in rete per il riscaldamento residenziale a costo quasi nullo.
Vito Enzo Salatino
Grazie, porterò il suo contributo al comitato. La terrò aggiornato sugli sviluppi. Grazie di nuovo.
Paola
Gentile Sig. Salatino, il comitato mi ha chiesto di contattarla per sapere se fosse possibile incontrarla a breve (non ho idea di dove sia lei). Noi siamo a Pontedera in provincia di Pisa. Visto che abbiamo un incontro con il Sindaco, il comitato mi chiedeva se magari potesse unirsi a noi. Grazie per una sua risposta a breve.
Paola
Cara Paola Nanna,
forse dal mio rapporto sul dissociatore molecolare di Pontedera non avete capito bene che questo impianto è un autentico bidone, contro la salute della popolazione, contro l’ambiente, contro le vostre finanze e contro le direttive 20-20-20 della U.E., nè più nè meno come un qualunque banale e inquinante inceneritore o termo(s)valorizzatore che dir si voglia.
Nonostante ciò, perchè qualcuno dalle vostre parti abbia scelto e/o deciso per questo impianto sta a voi capirlo e chiarirlo, giacchè la scelta fatta esula completamente da ogni normale logica tecnica, scientifica, economica e sanitaria.
Utilizzate pure il mio rapporto e fate delle belle lettere di diffida a chi ha scelto e/o deciso per questo genere di impianto.
Quindi dovrete ricorrere alla Magistratura affinchè blocchi il progetto per le ragioni dette (e le altre recondite, che dovrete indagare) servendovi di un buon legale di parte, che si appelli anche alla U.E., e di un buon chimico industriale di parte in loco, capace di motivare ulteriormente il mio scritto.
Rimango a disposizione per ogni chiarimento.
Saluti
Salatino
Gentilissimo sig. Salatino,
a Pontedera abbiamo capito benissimo che questo impianto e’ un bidone (per non dire peggio), ed e’ per questo che abbiamo fatto il comitato. Solo che all’interno di questo comitato siamo tutti semplici cittadini e non abbiamo la preparazione specifica che ha lei. Per questo Paola le aveva chiesto se lei avesse potuto partecipare ad uno dei nostri incontri. Sicuramente le sue informazioni ci saranno di grande aiuto, e la ringraziamo per questo, ma se le fosse possibile una partecipazione fisica alle nostre iniziative sarebbe meglio.
Visto che ci ha autorizzato ad utilizzare il suo materiale, le sarei grato se mi potesse mandare un suo breve curriculum professionale, al fine di far valere la sua relazione con il peso che merita nei luoghi appropriati.
Grazie per la sua preziosa collaborazione.
Luca Roggi
Caro Luca Roggi,
ho già dato una risposta sullo stesso argomento a Michele Campana, al quale può rivolgersi per le informazioni che le interessano.
Distinti saluti.
Vito Enzo Salatino
Preg.mo sig. Salatino,
i suoi interventi, sono mirati all’allarmismo puro….. Io credo anche che la sua supponenza sia davvero presunzione visto che sta mettendo in discussione un impianto che centiania di esperti dagli Stati Uniti alla pura Svezia hanno analizzatoocme uno dei pochi processi non inquinanti possibili per lo smaltimento dei rifiuti…..
Grazie a gente come lei continueremo a far arrichire politici e loro galoppini con migliaia di consulenze profumatamente pagate, ma sopratutto continueremo ad avere nei prossimi anni il problema smaltimento.
Quando una persona critica, dovrebba anche essere capace di proporre delle alternative scientificamente provate essere migliori. Ma a quanto sembra lei è bravo solo a creare allarmismi e tansioni sociali….
Caro Giuseppe Casillo,
ma tu hai letto e capito la mia relazione tecnica salla discarica e il dissociatore molecolare di Pontedera ?
Hai capito o no che questo dissociatore è una cosa inaccettabile perchè antieconomico, inquinante, ad alto livello di tossicità per l’aria, le acque reflue, il suolo, l’atmosfera, gli esseri umani, gli animali e i vegetali, è contro l’ambiente e l’interesse della popolazione, è contro le direttive 20-20-20 della U.E. per le spaventose emissioni di gas serra, generatori di global Warming e mutamenti climatici catastrofici, in poche parole è un impianto illegale, fuori norma e fuori dalle leggi europee e internazionali ?
Se non lo hai ancora capito, rileggiti il mio rapporto e chiedi anche un parere ai comitati anti-dissociatore di Pontedera.
Saluti