Navi dei veleni, il Comitato De Grazia interroga la Prestigiacomo
Tutte le associazioni organizzatrici della manifestazione di Amantea dello scorso 24 ottobre, chiedono al Ministero dell’Ambiente che siano fornite le risultanze documentali delle prospezioni marine e delle analisi di laboratorio effettuate sui campioni prelevati dalla nave “Mare Oceano” che ha operato al largo di Cetraro per individuare l’eventuale presenza della nave carica di rifiuti radioattivi come rivelato dal pentito Fonti.
In attesa di poter valutare direttamente, mediante tecnici di fiducia e di analisi comparate, chiedono di fugare tutti i dubbi e le perplessità addensatisi su una vicenda piena di contraddizioni. E per questo pongono al Ministro Prestigiacomo le seguenti domande:
- Come è possibile che una persona non del luogo, come Francesco Fonti, fosse a conoscenza della presenza di un relitto nei fondali di Cetraro esattamente nel sito dove è stato trovato?
- Perché questo relitto, se conosciuto dalla Marina Militare e dalle Capitanerie di Porto, non è stato segnalato a tempo debito al Procuratore Giordano titolare dell’inchiesta?
- Perché esistono differenze sostanziali tra le caratteristiche del relitto di Cetraro e del piroscafo Catania? Quest’ultimo, secondo i dati dei costruttori, era lungo 95,8 metri mentre la lunghezza ufficiale del relitto, comunicata dal Governo, è pari a 103 metri. I dati differenti del piroscafo Catania sono ben noti e riportati nel registro navale della World Ship Society e pubblicati dal sito specializzato Miramar Ship Index. Gli stessi identici dati sono pubblicati anche sul sito specializzato nella storia degli U-boat (www.uboat.net).
- Perché dai registri navali risulta che il piroscafo Catania venne affondato almeno a 3,2 miglia di distanza dal punto dove la “Mare Oceano” stava effettuando le verifiche. Un punto più a largo di circa cinque chilometri, non qualche centinaio di metri.?
- Come mai le foto e le riprese video effettuate dal Rov della Nave Oceano sembrerebbero diverse da quelle realizzate dal Rov dell’Arpacal?
- Perché non è stato ancora reso pubblico l’intero filmato georeferenziato realizzato dal Rov della Mare Oceano?
- Perché il Ministro, prima ancora che il Rov della Geolab si immergesse nelle acque, ha comunicato che il relitto di Cetraro non poteva essere quello del Cunsky ?
- Che fine hanno fatto i fusti o maniche a vento ripresi dal Rov inviato dalla Regione Calabria e perché non sono stati recuperati e portati in superficie a prova della asserita verità?
- Perché la ministra Prestigiacomo ha subito detto che il “caso è chiuso” senza neanche accertarsi del carico della nave?
- Perché sono stati comunicati solo i dati delle analisi sulla radioattività effettuate a 300 metri di profondità nonostante il relitto si trovi ad oltre 480 metri? Questa differenza incide notevolmente visto che le radiazioni gamma hanno una schermatura diversa a seconda della profondità. Ad esempio 170 metri generano un livello di schermatura pari ad un fattore 3*E126. Quindi anche in presenza di numerosi noccioli di reattori nucleari la contaminazione radioattiva non sarebbe facilmente rilevabile.
- Perché, nonostante la richiesta ufficiale da parte della Regione Calabria, non è stato comunicato il protocollo scientifico adottato per compiere le analisi sul relitto, sui fondali e nelle acque circostanti?
- Perché non sono state condotte, in via preliminare, le dovute indagini sulla catena alimentare della fauna ittica e sui sedimenti dei fondali onde rilevare la presenza di eventuali radionuclidi e/o agenti contaminanti di diversa natura? Questo allo scopo di tranquillizzare la popolazione in caso di eventuale riscontro negativo o viceversa proclamare lo stato di emergenza onde ricorrere agli indennizzi in caso di riscontro positivo (alla luce di indagini pregresse che già paventarono tale possibilità)?
- Perché per la vicenda del relitto di Cetraro è stato adottato un metodo differente da quello utilizzato per le indagini sul materiale contaminato rinvenuto nella vallata dell’Oliva dove le analisi sui campioni prelevati saranno condotte da quattro laboratori differenti mentre sulla Nave Oceano non è stato permesso l’ingresso, se non per poche ore, ai ricercatori dell’Arpacal?
- Perché tanta fretta nel chiudere le indagini e nel mandare via la Nave Oceano mentre , vista la presenza in loco dell’imbarcazione, si sarebbe potuto continuare a scandagliare tutto il mare circostante Cetraro?
- Perché la Capitaneria di Porto di Cetraro nel 2007 emise l’ordinanza di divieto di pesca a poche centinaia di metri dal luogo indicato da Fonti , subito dopo le analisi effettuate dall’Arpacal che indicavano la presenza allarmante di metalli pesanti quali l’arsenico, il cobalto ed il cromo sul pescato?
- E perché quell’ordinanza venne ritirata un anno dopo? Sarebbe utile comunicare i risultati di quelle analisi.
- Perché non sono stati applicati anche a Cetraro i recenti provvedimenti legislativi (L. 123/2008 e L. 210/2008) che classificano come siti strategici di interesse nazionale le aree in cui vengono smaltiti o individuati rifiuti tossici e/o nocivi?
- Chiediamo alla Ministro Prestigiacomo se è a conoscenza dei filmati effettuati nel 2005 2006 per conto della Procura di Paola della società Nautilus e chiediamo cosa questi hanno filmato e di rendere pubblici tali filmati.
- Perché ad esprimersi sui risultati dei riscontri effettuati dalla nave Oceano sono stati la ministra Prestigiacomo ed il procuratore generale della DNA Pietro Grasso e non il titolare delle indagini?
Le associazioni, i comitati e i movimenti organizzatori della manifestazione del 24 ottobre ad Amantea:
Comitato Civico Natale De Grazia / Movimento Ambientalista del Tirreno /Forum Ambientalista / Beni Comuni Cosenza / Rosso Cetraro / WWF Amantea-Belmonte C./ Associazione Paolab/ Associazione Confronti / Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere / CGIL Amantea / Cib Unicobas / Ammazzateci Tutti movimento antimafia
I relitti al largo di Cetraro sono due. Il caso non è chiuso
Cunski: mentire raccontando la verità
Nave dei veleni, WWF: troppe incongruenze
Cunski, caso chiuso. O no?
Cunski o no, ci interessa il contenuto
Prestigiacomo: il relitto a largo di Cetraro non è la Cunski
05 nov 2009 redazione 9online
Navi dei veleni: Cunski e Cetraro.
Molto pertinenti i quesiti posti dal Comitato sulle continue menzogne raccontate da persone incompetenti sulla “Cunski (?)” sommersa a Cetraro, diffuse al solo scopo di diffondere nebbia sulla realtà dei fatti, in modo che la percezione della stessa vada perduta da parte della popolazione.
C’è solo da obbiettare che l’indirizzo cui i quesiti sono rivolti per una risposta precisa , chiara e veritiera è sbagliato, perchè non è da quella fonte tecnicamente incompetente e politicamente ambigua che può venire una risposta veritiera. E’ anche vero che non esiste in Italia, a differenza degli altri paesi evoluti di cultura occidentale, un Ente o Agenzia tecnica e scientifica indipendente, autonoma e non compromessa politicamente, preposta e risolvere con autorità, precisione e autonomia queste grosse problematiche di carattere ambientale che coinvolgono gravemente la salute delle popolazioni e che goda la fiducia dei cittadini, perchè deve lavorare per loro come un avvocato difensore e protettore tecnico, competente e imparziale, e non per il partito o il capoccia di turno più o meno compromessi con la faccenda in questione.
In mancanza di questo Difensore o Protettore dell’Ambiente, è insufficiente e inadeguato rivolgersi al ministero dell’Ambiente, che non protegge affatto l’ambiente e opera solo a fronte di convenienze politiche concordate con i partners politici. Non rimane come soluzione alternativa che rivolgersi alla Magistratura ripetutamente a tutti i livelli di competenza, in mancanza di altra soluzione valida. Cioè si deve procedere legalmente per difendersi, non c’è scampo in Italia.
Salatino
[...] Fonte La voce dell’emergenza [...]
Forse non tutti sanno (anch’io lo ignoravo) che lo scarso interesse di Stefania Prestigiacomo per la salute del prossimo, non è una gran novità. Da Wikipedia, sotto la voce Attività Imprenditoriale, nella pagina a lei dedicata, si legge:
“La Sarplast dell’attuale ministro dell’ambiente fallì nel 1997 a causa di una serie di incidenti e malattie dei dipendenti e nel 2000 finì sotto inchiesta da parte della Procura di Siracusa con un fascicolo che parla di lesioni colpose. 3 operai hanno avuto figli con malformazioni congenite, altri operai non fumatori si son ritrovati dopo 10 anni polvere nei polmoni, un dipendente morì cadendo da un traliccio, pochi mesi prima un altro dipendente rimase gravemente ferito. Un’irruzione della Polizia nelle aziende dei Prestigiacomo rilevò una serie di violazioni.”
Ed io, Calabrese, dovrei sentirmi rassicurato dalle dichiarazioni di una persona per la quale la propria attività imprenditoriale ha avuto la precedenza rispetto alla vita dei propri dipendenti?!?
Spero di sbagliarmi e di aver capito male
[...] http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/11/05/navi-dei-veleni-il-comitato-de-grazia-interro... [...]