Archivio di novembre, 2009

Eco-News

La conta delle navi dei veleni a largo di Cetraro: documento inedito

Un documento inedito…………..E’ la parte segreta di una seduta della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Un documento ufficiale dove si dice che le navi sono tre, non una. E che sono stati pescati fusti in mare. Ma nessuna delle tre navi corrisponde alle misure e alla profondità del “Catania”, il relitto della prima guerra mondiale ritrovato proprio dove si credeva potesse esserci una nave dei veleni. Così, quello che dopo la dichiarazione di chiusura del caso di Cetraro, sembrava una mera ipotesi, oggi ritorna a prendere corpo. Come resta, nero su bianco, il verbale che riporta tracce di cesio rinvenute nei pesci. Analisi, lo ricordiamo, scomparse nel nulla.

Il documento inedito si riferisce ad una seduta del 24 gennaio 2006 dove il pm Franco Greco, che all’epoca aveva aperto l’inchiesta sulla nave di Cetraro, dice davanti alla commissione che i pescatori della zona hanno pescato dei bidoni: “Ho cercato in tutti i modi di capire quale fosse il luogo preciso. Mi sono state date delle coordinate, che ho riportato al consulente, per verificare il sito…. Ed è stato rilevato un corpo estraneo della lunghezza di 126 metri. I consulenti hanno escluso che si possa trattare di un oggetto naturale… non si spiegano cosa sia. Potrebbe essere una nave… si trova a 680 metri di profondità“. Leggi tutto »

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Comunicati stampa e segnalazioni, Eco-News

ISDE: inceneritori, dati scientifici modificati per nascondere i danni alla salute

Comunicato stampa dell’ISDE del 25 Novembre 2009. Oltre a ricordare i 25 anni dalla fondazione del gruppo, i Medici per l’Ambiente lanciano un allarmante promemoria: presso le Amministrazioni sono in uso documenti in cui sono stati alterati i risultati scientifici che attestano la pericolosità degli inceneritori.

Oggi, 25 Novembre 2009, ricorre la Giornata Internazionale dei Medici per l’Ambiente: si costituiva infatti a Cortona (AR) il 25 Novembre 1990 l’International Society of Doctors for the Environment - ISDE.
ISDE è un’Associazione apartitica, senza scopo di lucro, articolata anche sul territorio nazionale italiano, riconosciuta da Agenzie quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.
Tra le sue finalità primarie vi sono quelle della promozione e della diffusione delle conoscenze, nonché l’organizzazione di iniziative finalizzate, primariamente, alla protezione dell’ambiente e della salute. In questo quadro assume fondamentale rilievo una corretta informazione di cui devono beneficiare sia i cittadini che le istituzioni e quanti hanno comunque responsabilità pubbliche a tutti i livelli e nelle principali sedi decisionali. Con questo comunicato intendiamo pertanto non solo ricordare il ventennale della nascita dell’Associazione, ma celebrarlo ottemperando le finalità con la divulgazione di una notizia che riteniamo di cruciale importanza. Possiamo affermare che sono stati modificati i risultati di studi scientifici per attestare innocuità degli inceneritori e supportare la scelta dell’incenerimento dei rifiuti in documenti ad uso delle Amministrazioni! L’articolo è comparso sui Quaderni di Ingegneria Ambientale - Parte II “L’Impatto Sanitario” N. 45 pag. 54-55, 2007, e successivamente è stato ripreso in un documento ufficiale della “Regione Sicilia - Agenzia Regionale per i Rifiuti e per le Acque” sul “Recupero di energia dai rifiuti - Parte II”. Leggi tutto »

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Eco-News

L’eco di “Biutiful Cauntri” arriva a Sibari

La scomoda, ingombrante e da anni certificata presenza delle ferriti di zinco della “Pertusola Sud” al centro del dibattito tenutosi sabato sera a Sibari su iniziativa del Circolo Cinema Calabria

Il forte impatto suscitato nel nutrito pubblico dal film-documentario “Biutiful cauntri”, curato dalla regista Esmeralda Calabria e prodotto nel 2007 tra le oltre mille discariche abusive di rifiuti della Campania, ha provocato ed aperto il dibattito locale sui “nostri veleni”, sabato scorso, presso la sala multimediale della scuola elementare di Sibari (Cosenza, ndr9). Promotore dell’iniziativa il Circolo Cinema Calabria, che ha inteso affrontare, avvalendosi delle immagini reali quanto scabrose della regista romana, un tema di scottante attualità pure nella Piana di Sibari. L’universo delle “ecomafie” e dei rifiuti tossici che danneggiano la terra in cui viviamo, in particolare le tonnellate di ferriti di zinco provenienti dagli ex stabilimenti industriali della “Pertusola Sud” di Crotone illegalmente interrate nei comuni di Cassano, Francavilla Marittima e Cerchiara di Calabria. La cui presenza, certificata da anni, stenta ancora scandalosamente ad essere rimossa attraverso un intervento di bonifica che ogni qualvolta deve “partire” s’arena in incomprensibili pastoie burocratiche tra gli uffici del Ministero dell’Ambiente e quelli della Regione Calabria. Leggi tutto »

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Eco-News

Spazzatour, la monnezza è ancora oro. Anche per Impregilo

La Campania sospesa tra immondizia, affari e criminalità organizzata

La pioggia di quest’ottobre è più quieta e gentile rispetto alle altre piogge, perché si posa leggera sulla terra e dona colori pastello su valli e colline, portando con sé l’autunno e i suoi forti colori. Nelle campagne intorno a Napoli, invece, ogni goccia di pioggia è un delitto annunciato. Il percolato è un liquido inquinante che si forma quando l’acqua incontra i rifiuti. Questo liquido è ulteriormente pericoloso quando nasce dal contatto dell’acqua con rifiuti già tossici, uniti ad altri sia urbani che industriali, non differenziati, accorpati in finte ecoballe stoccate senza nessun controllo.A un anno dalla tanto acclamata “fine” dell’emergenza rifiuti a Napoli, sono andata a vedere se è vero che il problema è stato risolto, e come. Avrei voluto vedere impegno e coerenza, promesse mantenute, ordine e rispetto per l’ambiente e i cittadini, controlli seri, procedure a norma, cooperazione e trasparenza. Il repentino sgombero di tonnellate di rifiuti dai centri abitati di cui il governo si è tanto vantato c’è stato eccome. E’ evidente che le città siano state ripulite e che la gente possa finalmente dimenticare l’incubo delle strade in fiamme dell’anno scorso, quando si bruciavano montagne di spazzatura davanti ad ogni casa per disperazione. Ma la verità è che non solo il problema della gestione illegale dei rifiuti non è stato risolto, ma è di gran lunga peggiorato. Essendosi spostato dalle città alle campagne ha assunto le dimensioni di un disastro epocale. Leggi tutto »

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Comunicati stampa e segnalazioni, Eco-News

Chiaiano urla: “Basta con la disinformazione”

IL CASO. Proseguono gli sversamenti nella discarica a nord di Napoli. Dopo mesi dall’apertura, iniziano i lavori per allargare la strada di accesso all’invaso. «Presto sarà pieno», scrivono i comitati. Che continuano a proporre soluzioni alternative

«Pubblichiamo una lettera aperta del Comitato civico La rosa dei venti, Presidio permanente antidiscarica di Chiaiano e Marano, i due territori principalmente interessati dalle ricadute ambientali della discarica allestita nella zona di Chiaiano, a nord di Napoli, a opera del commissariato all’emergenza Rifiuti. Appena poche ore fa, il sindaco di Marano Salvatore Perrotta ha chiesto a gran voce di «avviare una seria e attenta verifica su tutte le criticità di questa discarica».

Scomodare il grande Eduardo De Filippo per delineare lo scenario, quanto mai apocalittico, del territorio interessato dall’apertura di una discarica nella cava del Poligono di Chiaiano, può sembrare esagerato. In questi dieci mesi, dal febbraio 2009, data dell’apertura della discarica “senza” collaudo, i comitati presenti sul territorio dal maggio 2008 hanno rilevato una lunga serie di illegalità che delinearle tutte non è da poco. Leggi tutto »

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Eco-News

India, fuga radioattiva da impianto nucleare

Il tritio è finito in un contenitore di acqua potabile. Una cinquantina di operai sottoposti a cure mediche, ma sono già stati dimessi. I responsabili della centrale hanno avviato le indagini per risalire alle cause. Il direttore dell’impianto: atto di sabotaggio

Una centrale nucleare nel sud dell’India ha registrato una fuga di materiale radioattivo, che si è riversato nell’acqua potabile. Funzionari e polizia locale hanno avviato le indagini per risalire alle cause, interrogando i dipendenti della fabbrica.

Secondo le prime informazioni almeno 55 operai sono sottoposti a cure mediche per l’eccessiva esposizione alle radiazioni, dopo che il tritio ha contaminato un contenitore di acqua. Alcuni responsabili dello stabilimento di Kaiga, sulla costa occidentale – circa 450 km da Bangalore – hanno spiegato che la fuoriuscita potrebbe essere avvenuta in maniera “deliberata”. Leggi tutto »

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Veleni di Pianura. “Electica” si difende: “Il percolato non inquina”

La sorpresa è tangibile: negli ambienti della società Electrica, titolare dell’invaso di Pianura, si dicono increduli che dopo due anni di indagini del Noe – cioè dal momento della requisizione dell’impianto a tutt’oggi – siano stati contestati due reati, lo smaltimento illecito e il getto pericoloso di cose. Un’inchiesta affidata al pm Stefania Buda, nell’ambito di accertamenti su presunti morti legate alla presenza di rifiuti tossici.
L’accusa, che ha portato a cinque indagati, riguarda il percolato: galleggerebbe nel sottosuolo, un altro duro colpo ambientale ad un territorio che già ha dovuto subire ferite insanabili, con svernamenti poco legali e molto illegali. Uno sversatoio spina del quartiere: non appena si sparse la voce di una sua possibile riapertura, si scatenarono scontri violenti e scattarono alcuni arresti eccellenti.
I militari del Nucleo operativo non hanno dubbi: nelle condotte del biogas ci sono 450mila metri cubi di percolato. Reimmesso sulla massa umida della monnezza, avrebbe incrementato la produzione di bio-gas e fatto inoltre risparmiare sugli esosi costi di smaltimento in altra sede. Il biogas – che va eliminato per legge – è l’oro della discarica, è il processo dei rifiuti che significa ricchezza. Viene sfruttato per produrre energia elettrica poi venduta all’Enel (un Kw costava circa 15-17 centesimi). La portata di biogas captata dal 1996 è di circa 1.300 mc/h, con una percentuale di metano pari al 41%: ovviamente all’inizio dell’attività i numeri erano ben altri: 3mila mc/h con una percentuale di metano del 47%. Con la sua diminuizione avvengono assestamenti della terra che, pertanto, scende di livello. Il corpo dei rifiuti si inertizza e la superficie s’abbassa. Anche la produzione di energia elettrica è calata dai 3 Mw di 10 anni fa agli attuali 1,6. Il fabbisogno soddisfatto ogni giorno è di 1.500- 2mila unità abitative: l’attività durerà ancora 7-8 anni, sarà elevata per altri 2-3 anni. Leggi tutto »

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Comunicati stampa e segnalazioni, Eco-News

Inceneritore Parma. Unico scopo: “creare valore per gli azionisti”

Rifondazione Comunista di Parma interviene sulla fusione Iride-Enìa

La fusione Iride-Enia fa il paio con la recente legge approvata in Parlamento sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali e inizia una nuova fase nella gestione di acqua, luce, gas e rifiuti. Per la prima volta non sarà più un ente locale a gestire questi servizi ma una vera e propria impresa che ha come scopo dichiarato “creare valore per gli azionisti”.
La proprietà non sarà più in maggioranza dei Comuni, ma dei privati che deterranno il reale potere decisionale senza avere più legame con la comunità in cui operano. La costruzione dell’inceneritore è l’emblema di questa assurdità non solo dal punto di vista ambientale e della salute pubblica, ma anche dal punto di vista economico. Richiede finanziamenti pubblici ingenti che pagano i cittadini nelle bollette (i famigerati CIP6).
Esiste un’alternativa per poter recuperare quasi la totalità del rifiuto (95%) e avviarlo al riciclo o al riuso, come il trattamento meccanico-biologico il quale costa circa 10 milioni di euro contro i 180 milioni del forno bruciatutto. Leggi tutto »

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Lavoratori dell’Ato Le\2 senza stipendio

Un’interrogazione urgente a risposta scritta per sollecitare il pagamento degli stipendi ai circa duecento lavoratori del comparto rifiuti dell’Ato Le/2 e un appello concreto alle banche salentine, perché, anticipando gli stipendi agli operai, dimostrino il loro attaccamento al territorio e lo aiutino a superare un momento di impasse. A presentarli il consigliere regionale e portavoce di Alleanza Puglia, Antonio Buccoliero, che, nella mattinata, ha incontrato i circa duecento lavoratori del comparto rifiuti del bacino dell’Ato Lecce 2, che hanno manifestato dinanzi alla Prefettura. Alla base delle proteste la mancanza di liquidità dell’Ato Le/2, dopo il pignoramento attuato dalla ditta “Vergine”, che gestisce l’impianto di smaltimento di Fragagnano e che è creditrice verso la Regione e l’Ato. A farne le spese anche la ditta “Menhir”, che gestisce la raccolta rifiuti dell’Ato Le/2 e, di conseguenza, i circa duecento dipendenti. Leggi tutto »

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Palermo, scoppia l’emergenza Eternit: la Seap non lo raccoglie più

Dalla periferia al centro, da Brancaccio alla Vucciria. Che a Palermo si scarichi eternit illegalmente non è una novità. Il problema, oggi, è che nessuno lo raccoglie più. Per la precisione, lo stop allo smaltimento di questo pericoloso materiale è arrivato a fine agosto, ossia quando l’Amia, alle prese con i noti guai di bilancio, ha deciso di non rinnovare il contratto con la Seap, la società che si occupava in esclusiva del servizio di raccolta dell’eternit in città.

E così, da allora, i cittadini sono costretti a convivere con l´amianto. In via Macello, vicino corso dei Mille, ad esempio, da settimane c’è una discarica a cielo aperto di rifiuti vari, sopra i quali campeggiano recipienti rotti di eternit. Scenari simili si presentano in via Argenteria Vecchia alla Vucciria e in cortile San Giosafat, a Ballarò. «Ho segnalato questi due casi all’Amia, ma invano», dice Milena Gentile, consigliere della prima circoscrizione. La stessa cosa ha fatto Giovanni Tarantino, consigliere della quinta circoscrizione, che per primo ha denunciato lo stop al servizio di raccolta dell’eternit: «In circoscrizione continuano ad arrivarci segnalazioni di discariche di amianto, più o meno grandi? racconta? solo a Borgo Nuovo ne abbiamo individuate sei, tra cui quelle in via degli Emiri, in via Nina Siciliana e in via Beato Angelico. Ma non possiamo fare nulla». Leggi tutto »

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