Prestigiacomo: il relitto a largo di Cetraro non è la Cunski
La Prestigiacomo: fino a 300 metri di profondità “non si registrano radioattività” Ma - aggiunge - è comunque necessario approfondire le ingagini ambientali. E anche il procuratore Grasso dice che su quel relitto non c’è “certezza”. Ma il sindaco di Cetraro incalza: “Voglio quella nave fuori: ci faccio un museo”
Dalle prime analisi ” è emerso che fino alla profondità di 300 metri non si rilevano alterazioni della radioattività”. Lo ha detto il ministro Stefania Prestigiacomo, in merito al relitto individuato a 470 metri di profondità.
“Naturalmente - ha precisato il ministro - questi primi esiti delle ricerche non escludono la possibilità che i fusti contenuti nel relitto possano contenere rifiuti pericolosi o radioattivi e per questo il programma di indagini della ‘Mare Oceano‘ proseguirà col prelievo di sedimenti dai fondali, di carotaggi in profondità e col prelievo di campioni dai fusti”.
“L’accertamento che il relitto in fondo al mare non sia il Cunski e il mancato rilevamento di radioattività fino a 300 metri che, ribadisco - ha insistito la Prestigiacomo - non esclude la possibilità che si tratti in ogni caso di una ‘nave dei veleni’, deve indurre alla prudenza ed alla responsabilità quanti fino ad ora hanno procurato, senza avere riscontri attendibili, paura e allarme sociale, con gravissime ripercussioni economiche per la Calabria”. “La Regione Calabria non è appassionata al dibattito relativo al fatto che la nave in fondo al mare di Cetraro sia o no la Cunski. La Calabria intera, come ha dimostrato la possente manifestazione di Amantea, vuole conoscere la natura del carico all’interno della nave, vuole sapere, cosa ci sia in quei fusti già visualizzati dalle ricerche effettuate a settembre dalla stessa Regione”.
Secondo la nota diffusa dalla Regione, “che non ci sia radioattività fino a 300 metri e che non si tratti della Cunski, come per altro organi di stampa avevano documentato, non cambia nulla. Solo escludendo definitivamente che la nave nasconda al suo interno un carico di scorie radioattive la gente si potrà tranquillizzare e l’economia legata al mare potrà ripartire. I risultati intermedi lasciano il tempo che trovano e non fugano, purtroppo, le preoccupazioni”.
“Ho partecipato, sentendomi un intruso, alla riunione presso la Capitaneria di Porto di Cetraro 40 giorni fa, alla presenza del presidente della Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti, Gaetano Pecorella. In quella riunione regnava sovrala la totale confusione. E questo mi preoccupa molto”.
Il sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta, è molto critico sulla gestione della vicenda del relitto affondato al largo delle coste del Comune che amministra. Le sue preoccupazioni sono state espresse nel corso di una riunione tra sindaci, alla presenza del presidente dell’Anci Calabria Salvatore Perugini.
In quell’occasione - racconta Aieta - Pecorella si è molto arrabbiato ed è stato lì che ha annunciato che avrebbe utilizzato i poteri sostitutivi per sequestrare i fusti. “Ma è rimasta solo un’enunciazione”, ha detto ancora il sindaco Aieta. “Io quella nave la voglio fuori dai fondali. Poi la farò diventare un museo, a futura memoria”
E della questione oggi ha parlato anche il procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso. Il quale, ascoltato dalla commissione Antimafia, ha detto che per ora non è affatto sicuro che il relitto sia della Cunsky: “Proprio stamane - ha riferito - mi è stato comunicato che gli ultimi riscontri non danno la certezza che si tratti proprio di quella nave, anche se il ‘castello’ sembra essere compatibile con l’indicazione che viene da Fonti (il pentito che ne ha parlato, ndr). Si potrebbe anche trattare di un piroscafo, ‘Il Cagliari’ affondato nel ‘43′”.
La Gazzetta del Sud, in un articolo pubblicato oggi sulla vicenda della nave dei veleni, riferisce che il collaboratore di giustizia Francesco Fonti, in un memoriale, ha parlato dell’acquisto di tre navi da parte della ‘ndrangheta per continuare a gestire il traffico illecito dei rifiuti radioattivi.
Dai registri navali, sostiene il giornale, risulta che uno dei nomi forniti da Fonti è quello di un sommergibile affondato nel 1941, un altro nome non risulta mai iscritto ed il terzo corrisponde a 12 navi, molte delle quali dismesse prima del 1994. Dubbi sul fatto che il relitto individuato al largo di Cetraro fosse quello della Cunski, come riferito da Fonti, sono stati sollevati, in più articoli, dalla stessa Gazzetta del Sud.
In particolare è stato pubblicato un articolo nel quale, basandosi sui registri navali internazionali, il giornale ha riferito che la Cunski, nel 1991, l’anno in cui il pentito dice di averla fatta affondare, non si chiamava più così, ma Shahinaz, e che la nave risulta essere stata dismessa nel 1992 nel porto indiano di Alang, la terza struttura al mondo in tema di demolizione navi.
La Gazzetta del Sud ha pubblicato poi anche una foto della Cunski nella quale si nota che sulla fiancata non c’erano gli oblò, che invece si vedono sulle immagini del relitto. (LaRepubblica)
27 ott 2009 redazione 9online
Il relitto di Cetraro non è la Cunsky (?).
Veramente un cumulo di notizie sballate, disinformanti ed nel complesso esilaranti quelle riportate in questo scritto ridicolo (da: La Repubblica ?).
Notizie cretine, che non stanno nè in ciel nè in terra, e che evidentemente vengono propalate e diffuse al solo scopo di confondere le acque, creare una nebbia assoluta intorno all’avvenimento, con l’obbiettivo evidente di mentire per creare confusione nella mente della popolazione (ritenuta deficiente !), in modo che quest’ultima, non capendoci più nulla, smetta di pensarci e di preoccuparsi.
E’ la solita tecnica mediatica e politica vigente in Italia, la stessa utilizzata nei canali televisivi e politici di RAI e Mediaset, strumenti che utilizzano menzogne continue e assolute per condizionare il pubblico, sicchè la percezione della realtà e della verità vada persa definitivamente e non più ritrovata da parte della popolazione.
Le più grosse sono quelle sparate dalla ministra dell’Ambiente, che dichiara candidamente che a 300 mt di profondità non sono state rilevate radiazioni nucleari. Lei ancora non sa, e nessuno glielo ha ancora spiegato, che l’acqua per sè è un potentissimo assorbitore di neutroni e radiazioni nucleari, tant’è vero che i neutroni nei reattori nucleari vengono moderati immergendo le barre di combustibile nucleare proprio nell’acqua (boiling o pressurized). E quindi a 300 mt di profondità, nè a 500 mt in prossimità del relitto, non si può rilevare alcuna radiazione nucleare, che viene assorbita proprio dall’acqua di mare (per fortuna !). Si consiglia a questa ministra di tornare tra i banchi di scuola, alla scuola media inferiore.
Quindi la deduzione che nel relitto ci possano essere comunque rifiuti radioattivi, o non, è del tutto ovvia ed evidente a chiunque, tranne che a lei. Inoltre solo questa ministra sa a che cosa possa servire prelevare “sedimenti dai fondali”, “carotaggi in profondità” (manco fosse un pozzo petrolifero !), “campioni dai fusti”. L’ignoranza crassa è tale che chiunque capirebbe che non si può prelevare un campione da un fusto sottomarino, se non con rischi e pericoli gravissimi per la persona e per il mare, mentre invece è il fusto intatto che va portato in superficie, isolato con barriere protettive antiradiazioni e trasferito tal quale in un laboratorio specialistico pe le analisi del caso.
Ancora dice che il relitto non è il Cunsky ! Non spiega nemmeno perchè, manco gli avessero chiesto la carta d’identità sotto il mare, dato che non esistono informazioni su questa Cunsky abusiva e ignota a tutti !
Ancora dice che la Calabria non è interessata al fatto che ci sia una nave affondata al largo di Cetraro, senza che nessuno, nemmeno le autorità preposte, ne sapessero niente (perchè ?, probabilmente secondo questa ministra è normale ci sia una nave sul fondo ignota e ignorata da tutti !). Invece la Calabria vuole sapere solo cosa c’è nei fusti (!), perchè, se fossero rifiuti radioattivi è un conto, se solo me… più o meno inquinante, chissenefrega !, secondo lei ). E’ una cosa pazzesca le cavolate che si sentono dire !
Il sindaco di Cetraro invece dichiara semplicemente che lui in una riunione al Porto di Cetraro, in presenza della Pecorella Dolly, non ha capito niente per la confusione che c’era. Ha capito solo che la Pecorella ha minacciato di sequestrare i fusti (sic !, quelli sott’acqua a 500 mt che nessuno ha ancora mai pescato !). Il sindaco invece vuole non solo i fusti, ma tutta la nave in un colpo solo ! E per farne che ? Un museo ! (sic !). Peccato che non sappia che nessuno in Italia è in grado di portare a galla una simile nave con relativo carico (se si esclude forse la ‘ndrangheta, con i suoi potenti mezzi tecnici e scientifici !).
Il procuratore Pietro Grasso dice che la nave non è con sicurezza la Cunsky e, quindi, il pentito Fonti probabilmente non è un pentito vero ma solo un pentito finto (nel senso che non si sa se è un pentito che dice la verità !). Che dica la sola e pura verità sembrerebbe d’altra parte difficile, giacchè ministro e sindaco raccontano frottole anche loro, utili alla loro causa; e allora come fa un pentito vero o falso che sia a raccontare tutta la vera e pura e nient’altro che la verità ?
D’altra parte Fonti dice che la ‘ndrangheta aveva acquistato in proprio ben tre navi per trasportare illecitamente rifiuti radioattivi in Calabria ! Chissà com’erano intestate le tre navi ? Forse alla Spett.le Ditta ‘Ndrangheta S.p.A., Società per Azioni, Via del Mare, Cetraro, dato che le navi sono state, secondo Fonti, registrate con tanto di nome di battesimo nei Registri Navali (?) della Calabria (sic !).
Registri che però non servono purtroppo a niente per l’identificazione delle navi, perchè o i nomi di battesimo sono quelli di sottomarini anteguerra (sic !) o sono più o meno 50 nomi tutti uguali (sic !).
Però, nonostante la confusione dei nomi, è assolutamente certo (sic !) che la Cunsky ha cambiato nome, da Cunsky a Shahimaz ! Inoltre in detta occasione sono stati fatti sparire anche gli oblò di bordo sulla fiancata, che ora non si trovano più ! (sic !) !!!!!!!
Una roba da matti, questo scritto !
Ma questi del blog, ed i relativi lettori, a queste balle continue e infinite ci credono o no ?
Questo sarebbe interessante sapere, per capire che c…. abbiamo al posto del cervello !
Salatino