Emergenza rifiuti, al via il nuovo piano. Lombardo riammette gli inceneritori esclusi

Il filo del dialogo è stato riannodato ieri (l’altro, ndRed9), in un sabato lavorativo che ha visto giungere nelle stanze dell´agenzia per i rifiuti i manager di Falck e Waste Italia. Raffaele Lombardo, presente all´incontro con l´assessore Gaetano Armao e con il presidente dell´agenzia Felice Crosta, ha rilanciato la possibilità che siano ancora i due colossi del settore - vincitori della gara del 2003 annullata dalla Corte di giustizia europea - a costruire i termovalorizzatori in Sicilia. Una svolta solo per certi versi inattesa, dopo la rescissione del contratto con le società deliberata a metà settembre dalla giunta. «Quell´atto era dovuto - spiega Lombardo - per evitare pesanti sanzioni da parte dell´Unione europea. Ma non abbiamo preconcetti: un accordo sul contenzioso è possibile». Le imprese chiedono un risarcimento per le spese sostenute per licenze, progetti e i primi sbancamenti relativi ai lavori di costruzione dei quattro termovalorizzatori «abortiti»: una cifra che si aggirerebbe sui 220 milioni di euro.

Ma al tavolo di ieri mattina anche i rappresentanti di Actelios (capeggiati da Federico Falck) e di Waste Italia hanno sposato la linea morbida. Non escludendo affatto la partecipazione a nuove gare. Anzi. «La nostra intenzione è lavorare, non fare cause - dice Francesco Colucci, ad di Unendo, società di riferimento di Waste Italia - Gli enti locali, fra cui la Regione siciliana, sono amici e datori di lavoro. Certo che abbiamo interesse a operare in questa regione. Ma dobbiamo vedere il nuovo piano».

La strategia della Regione per risolvere la grave emergenza rifiuti passa ora proprio dal nuovo piano, che sarà affidato a una commissione di tecnici dell´amministrazione, dell´agenzia e del ministero. Dell´organismo - una decina di componenti in tutto - faranno parte anche un paio di esperti in materia ambientale e i presidenti di due (dei pochi) Ato rifiuti «virtuosi»: dovrebbero essere quelli di Caltagirone e del Belice. Entro 45 giorni la commissione è chiamata a fornire le proposte di modifica al vecchio piano datato 2002. Nei successivi quindici giorni, dunque entro Natale, la giunta dovrebbe varare il documento. Quindi i bandi. Un percorso che Lombardo illustrerà all´Ars martedì. «I nuovi termovalorizzatori potrebbero essere quattro come nove, saranno moderni e sicuri», afferma il governatore. I numeri non sembrano buttati lì a casaccio. Perché uno scenario possibile, con il rientro in partita di Falck e Waste Italia, è quello della partecipazione dei due operatori industriali alle gare per impianti da realizzare negli stessi siti nei quali avevano già avviato i lavori: ciò permetterebbe alla Regione di accorciare i tempi e risparmiare sui risarcimenti. Ma altri termovalorizzatori potrebbero essere realizzati, e in questo caso entrerebbero in gioco società diverse: «I bandi saranno aperti», si limita a sottolineare Lombardo.

Di certo, l´attuale sistema rischia il collasso. È vero che l´avvio di quattro impianti di compostaggio ha fatto diminuire del 15 per cento, nel 2008, la quantità di rifiuti conferiti in discarica. Ma, secondo le stime dell´agenzia, le 13 discariche oggi in funzione potranno continuare ad accogliere rifiuti solo sino a metà del 2011. Per cinque di esse l´agenzia ha chiesto all´assessorato al Territorio il via libera all´ampliamento. Provvedimento che dovrebbe scongiurare il precipitare della situazione almeno sino al 2014. «Per quella data saranno pronti i termovalorizzatori - dice Lombardo - Ma intanto è importante far crescere il livello della raccolta differenziata, incoraggiando le buone pratiche dei cittadini». Il presidente è atteso, nuovamente, dal confronto con Sala d´Ercole. Il Pd gli manda un avviso: «Le esigenze della Sicilia - dice il capogruppo Antonello Cracolici - non possono dipendere da una trattativa più o meno palese con i grandi gruppi imprenditoriali». (Emanuele Lauria, La Repubblica - Palermo)

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