Archivio di agosto, 2009

Eco-News

Ischia: hotel sversa liquami in mare

Sversamento di liquami fognari ad Ischia: denunciato dalla Guardia costiera il legale rappresentante dell’hotel «Castiglione Village spa» per illecito smaltimento di rifiuti delle acque fognarie.
Le indagini sono scattate dopo la segnalazione di alcuni diportisti ormeggiati nel tratto compreso tra Punta Chiarito, nel comune di Forio d’Ischia, e Cava Grado, nel comune di Serara Fontana, i quali riferivano che era in atto uno sversamento in mare di acque maleodoranti e torbide. Personale appartenente al nucleo di Polizia Giudiziaria della Guardia Costiera, coordinata dal tenente di vascello Francesco Scala, insieme a personale specializzato dell’Arpac Campania ha accertato, al termine delle indagini, un illecito smaltimento dei liquami fognari nelle vasche di stoccaggio a tenuta stagna dell’hotel Castiglione. Leggi tutto »

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Inquinamento record in Campania: uno studio “segreto” denuncia

Idrocarburi, metalli pesanti. Rifiuti tossici. Uno studio denuncia l’inquinamento record. Accanto ai campi di allenamento del Napoli

È tornata la spiaggia, recita uno striscione sospeso tra due alberi nella pineta che si affaccia sull’arenile di Baia Domizia. È rimasto lì da quando, la scorsa settimana, la Regione Campania ha organizzato un ‘Beach party’ per salutare la pulizia di parte del litorale casertano. “Avvertivo il dovere di dare avvio a un percorso di recupero di un grande patrimonio”, ha dichiarato soddisfatto l’assessore all’Ambiente Walter Ganapini, dopo l’happening di musica, balli, cabaret e giochi a premi. In realtà, c’era assai poco da festeggiare. La stagione balneare è stata nefasta, segnata da depuratori mal funzionanti e bloccati per giorni dalla protesta dei lavoratori, una crisi che di fatto ha colorato di marrone il mare e l’estate dei napoletani. Qualche volta le correnti hanno spinto i liquami fino a Capri e Ischia, dove ci si sono messi anche black-out elettrici a dare il colpo di grazia all’immagine turistica del Golfo. La notizia dello sversamento di acque nere nella Grotta azzurra, con la chiusura alle visite, è diventato uno scandalo rimbalzato sui giornali di mezzo mondo. Il caso più inquietante, però, viene ancora oggi tenuto chiuso in un cassetto. Sono i risultati finali di un’indagine realizzata dal Commissariato di governo per le bonifiche su un vasto territorio di 22 chilometri quadrati, che rientra nel sito di interesse nazionale della costa flegrea e agro-aversana. Uno studio - che ‘L’espresso’ ha potuto visionare in esclusiva - inviato prima dell’inizio dell’estate dalla struttura guidata dal professor Massimo Menegozzo alla presidenza del Consiglio, al ministero dell’Ambiente, al governatore Bassolino, a prefetti, sindaci, assessori e ai responsabili delle Asl. Nelle pagine non si fanno giri di parole, e le frasi disegnano l’ennesimo scempio ambientale del territorio. Leggi tutto »

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Colleferro: la discarica pagata e mai realizzata

Fondi al consorzio Gaia per una discarica mai realizzata a Colleferro. «Sulle carte è edificata, ma non esiste»

Per ottenere in prestito quella cifra - 100 milioni di euro dell’Erario - ben che vada ci vuole almeno un mese. Stavolta invece la somma è giunta, in diverse tranche, con istruttorie chiuse anche «in una settimana, con istanza depositata il 23 dicembre, compresi Natale, Santo Stefano e Capodanno. Mi sono recato personalmente alla Cassa depositi e prestiti perché non credevo ai finanzieri che mi dicevano che la liquidazione fosse avvenuta in sette giorni e lì mi hanno dato conferma». Soldi pubblici in gran parte spariti nel nulla, scomparsi, per una cifra superiore ai 30 milioni di euro, nella costruzione di una discarica ai Castelli che dalle carte «risulta già in opera e completamente edificata» ma che «non esiste, non esiste neanche il progetto. Non esiste assolutamente niente».
E se del denaro volatilizzato non ci sono neppure le carte chieste a garanzia, «è stato per una svista», hanno spiegato imbarazzati alla Guardia di Finanza. Con un tono che appare ancora incredulo lo racconta Giuseppe Travaglini, pubblico ministero del Tribunale di Velletri, alla commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, durante un’audizione recentissima, l’ultima che chiude l’approfondimento sul Lazio. Leggi tutto »

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Napoli, maxi appalto per pulire il centro storico

Novantacinque milioni di euro per tre anni, un maxi-appalto per assicurare, attraverso ditte private, a partire dal 1 novembre prossimo, la raccolta dei rifiuti prodotti in nove quartieri, fra il centro storico e la city, divisi in tre lotti: Avvocata; parte di Stella San Carlo Arena; San Giuseppe; Porto; Pendino; parte dei quartieri San Lorenzo e Chiaia; San Ferdinando e Montecalvario.
DUNQUE l’Asia, società comunale di igiene ambientale, dalla sua nascita nel 1999 ad oggi, non è ancora capace di assicurare il 100 per cento della raccolta del pattume in città e continua a rivolgersi alle aziende private che fanno il bello e il cattivo tempo nella zona più in vista del capoluogo campano, ovvero il centro storico e il “salotto buono” di Chiaia: tutti quartieri in cui, stando alle innumerevoli segnalazioni giunte al Comune, alle Municipalità e alla Asìa, il servizio di rimozione e spazzamento lascia da sempre a desiderare.
LA SOCIETÀ MUNICIPALE attualmente guidata da Pasquale Losa e dal manager Daniele Fortini aveva come mission iniziale quella di garantire la pulizia nel capoluogo e successivamente rendersi “appetibile” al capitale privato, com’è accaduto a molte altre aziende del genere in Italia (Roma, Milano, solo per citarne alcune).  Leggi tutto »

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Rovigo: azienda in fiamme, paura per i fumi

Un incendio è scoppiato alla ‘Idealservice’ di Costa, ditta che lavora la plastica Paura per una nube nera. Indagini dell’Arpav in corso Leggi tutto »

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Capri, si allarga l’inchiesta - inquinamento

Nuovi controlli su lidi e ristoranti. Per l’isola di Capri si apre un’altra settimana all’insegna delle verifiche. L’inchiesta della Procura sull’inquinamento ambientale non si ferma. La delega d’indagine inviata ai carabinieri dal pubblico ministero titolare del fascicolo, il pubblico ministero Federico Bisceglia, prevede tra l’altro una serie di verifiche su alcuni stabilimenti balneari dell’isola azzurra. Soprattutto per quelli che si trovano nel territorio di Anacapri. Controlli mirati soprattutto a verificare se, in presenza di piscine che si servono dell’acqua di mare, vi siano le necessarie autorizzazioni amministrative allo scarico in mare. Siamo in una fase importante degli accertamenti investigativi. Il sospetto degli inquirenti è che vi siano ancora alcuni lidi che producano direttamente inquinamento nelle acque dell’isola azzurra. E che possa esservi dunque un nesso diretto tra il caso degli undici barcaioli della Grotta azzurra che denunciarono un principio di intossicamento lo scorso 25 agosto e gli stessi scarichi abusivi. La complessa macchina dei controlli, ora, potrebbe investire anche il Comune di Anacapri: non è escluso infatti che anche il personale di polizia municipale venga chiamato a eseguire una serie di verifiche presso gli stabilimenti. Leggi tutto »

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La maledizione dei liquami colpisce ancora. Stavolta nel salernitano

Castellabate: si rompe una fogna, liquami in mare Indagine in corso della procura di Vallo

Da dieci anni bandiera blu. Da tre giorni divieto di bal­neazione nella frazione di San Marco, in località Pizzillo. Si rompe improvvisamente una tu­batura della rete fognaria e mel­ma e liquami finiscono in mare. L’ufficio tecnico del Comune di S. Maria di Castellabate avverte il sindaco. Costabile Maurano emana immediatamente un’ordi­nanza (la numero 110) in cui vie­ta di fare il bagno. Contempora­neamente, però, la Procura di Vallo della Lucania apre un’in­chiesta, di cui il sindaco dice di non sapere nulla e sui cui la Capitaneria di Porto di San­ta Maria mantiene il più stretto riserbo. «Per for­tuna è capitato a fine agosto — dicono i tito­lari di un bar ristorante vicino alla spiaggia di Pizzillo - in ogni caso, la nostra attività non ne ha affatto risentito». E infat­ti, ieri pomeriggio, secon­do giorno di divieto di balnea­zione, i villeggianti non curanti della bandiera rossa issata sulla spiaggia facevano tranquillamen­te il bagno. Leggi tutto »

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Casertavecchia, un altro gioiello sporcato

Sacchi di immondizia lungo le strade proprio nel corso della rassegna internazionale ‘Settembre al borgo’. “Sversamenti fuorilegge nella notte - denuncia il portavoce del sindaco - istituiremo un servizio di vigilanza notturna”

Casertavecchia è assediata dai rifiuti. E proprio nei giorni della rassegna internazionale “Settembre al borgo”, organizzata dall´Ente Provinciale del Turismo. La strada Panoramica che da Puccianiello porta all’antico paese, gioiello medievale, somiglia ad una discarica: sacchetti, pneumatici, fusti di olio, ferri da stiro. Per chilometri, lungo il crinale di una collina ricca di vegetazione. La spazzatura arriva fino a pochi metri dalla città alta, invece tirata a lucido. I commenti di chi transita in zona: «Un contrasto insopportabile. La rassegna è scintillante, la strada per arrivarci putrida». Vincenzo Iodice, presidente Ept, ha paragonato la vicenda a quella della Grotta Azzurra a Capri, mentre Vincenzo Petteruti, sindaco di Caserta, era ieri irreperibile. Dice il suo portavoce: «La pulizia stradale viene effettuata con una certa regolarità, ma la notte alcuni camion vengono a sversare; si è pensato di istituire un servizio di vigilanza notturna».
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Eco-News, Trash Pictures

Un’estate di monnezza a Caserta

munnezza caserta1 Cari amici della Stampa e della Rete , vi inoltro con un pò di rabbia dentro delle foto inviatemi da 2 amici di Maddaloni (Liliana Vastano e Michele Di Vincenzo) dal titolo “un’estate di munnezza caserta2munnezza …” , che parlano da sole e vogliono ribadire che il problema della monnezza in Campania presenta ancora carenze e disservi, molto gravi, che non possono essere oscurati dalla propaganda ottimista del signor Berlusconi e del suo fedele servitore Bertolaso .  

munnezza caserta3
Nel settore dei rifiuti urbani la Campania presenta ancora problemi enormi che devono essere risolti per la salute e la qualità della vita di tantissimi cittadini, che tra l’altro continuano a pagare una esosa tassa sui rifiuti, come se le cose fossero andate e vanno nel migliore dei modi:

1) Nelle città, specie nelle periferie, ai margini delle strade o nei campi, continuano a vedersi cumuli più o meno grandi di rifiuti , basta girare un pò ed aprire gli occhi e il naso…

2) In alcune zone di confine tra la provincia di Napoli e Caserta ci sono le cosiddette ” Terre dei fuochi” , dove ogni notte si continuano a bruciare rifiiuti domestici e industriali anche tossici

3) Quasi in ogni provincia , da anni aspettano di essere finalmente bonificate varie discariche chiuse o sequestrate, vere bombe ecologiche che ci stanno accanto, che purtroppo continuano a far scendere il percolato nel sottosuolo inquinando in modo letale falde acquifere e terreni, che con i loro fumi e miasmi inquinano l’aria e i prodotti agricoli, mettendo a serio rischio la vita soprattutto dei cittadini che vivono nelle vicinanze.

4) In Campania sono ancora molto poche le strutture disponibili per il “compastaggio dell’umido”, come anche poche sono le fabbriche disponibili per il riciclo dei rifiuti differenziati, come plastica, carta, ferro, alluninio e altro

Questi quattro enormi problemi certamente sono noti sia al premier che a Bertolaso, ma i detti fingono di non vedere e non sapere…

Perciò a noi giornalisti o cittadini responsabili e critici spetta il compito di segnalare e denunciare senza condizionamenti da partito, amicizie o altro , mirando soprattutto alla salute di tutti i cittadini, al decoro e alla decenza dei luoghi in cui viviamo . Leggi tutto »

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Comunicati stampa e segnalazioni, Eco-News

Ferrara: inceneritore si, moschea no

I residenti di Mizzana dicono no all’eventuale insediamento del centro di cultura islamico: “La nostra area ha già tanti problemi, quali il turbogas, inceneritore e la famosa ‘bomba ecologica’ della discarica di pneumatici sita in via Cà Rosa

Il malloppo è stato consegnato martedì mattina in Comune: 330 firme per dire no all’insediamento — nel caso vi fosse realmente l’intenzione — del centro di cultura islamico. Le 330 firme sono quelle dei residenti di Mizzana (zona di via Traversagno, via Cà Rosa, via Cà Milzona); le hanno raccolte spontaneamente, per protestare contro un insediamento che, a loro dire, non porterà giovamento a una zona “già notevolmente degradata da problemi ambientali”. A fare da ‘ponte’ è stata la circoscrizione 3, con il consigliere del Pdl Paolo Spath; mentre qualche settimana fa i capigruppo di Pdl e Lega Nord in consiglio comunale, Enrico Brandani e Giovanni Cavicchi, avevano presentato un’interrogazione sul tema. “Dalle indiscrezioni raccolte dai cittadini — avevano affermato Brandani e Cavicchi —, pare proprio che in via Traversagno sarebbe prevista la realizzazione del centro di cultura islamica”. Quello situato nei vetusti magazzini di via Foro Boario, infatti, sarà smantellato per la dismissione delle aree ex Agea, di cui il Comune ha da tempo avviato piani e progetti di vendita e trasformazione immobiliare. Leggi tutto »

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