Nuovo disastro a Bacoli, collettore si rompe, ancora liquami in mare. Interessate anche le spiagge della Marina Grande, del Castello Aragonese e di Baia fino a Punta Epitaffio

Va in tilt il collettore fognario di Ba­coli e scatta un nuovo allarme inquinamento nel­l’area flegrea. Ieri un guasto alle pompe di solle­vamento ha provocato la fuoriuscita di liquami nello specchio d’acqua antistante Marina Gran­de. Non è però stato emesso nessun provvedi­mento che vieti la balneazione. Il collettore è collegato al depuratore di Cuma, ma quando si verifica il troppo pieno travasa a mare. L’impianto di sollevamento è di proprietà del Comune che, nel giro di quattro ore, con propri tecnici, ha provveduto ad elimina­re il grave intoppo. L’area marina interessata dallo sversamento dei liquami, oltre Marina Grande, ha riguardato le spiagge del Castello Aragonese e di Baia fino a Punta Epitaffio. Proteste dei residenti e dei bagnanti. Un gruppo ha anche presentato denuncia ai carabinieri per disastro ambientale. Il guasto di oggi ha contribuito a riaccendere le polemiche sulla balneabilità della costa flegrea dopo il blocco del depuratore di Cuma, a metà giugno, e ha creato nuovi allarmismi tra gli ope­ratori commerciali e balneari.  Si attendono, in­tanto, i risultati delle analisi effettuate nei labora­tori della Federico II su campioni d’acqua preleva­ti in punti strategici della costa flegrea e commis­sionati dall’associazione FreeBacoli. Sono state effettuate per verificare i dati diffusi dall’Arpac ad inizio mese, secondo i quali la costa tra Poz­zuoli, Baia e Bacoli è balneabile.

Per l’Arpac la per­centuale di costa inquinata nel 2009 in Campania è identica a quella del 2008: un quinto del totale. Tuffi off limits in gran parte della costa casertana e tra San Giovanni e Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. La psicosi innescata dallo sversamento dei liquami del depuratore di Cuma - ametà giugno - ha indotto però molti a credere che il mare campano sia ormai tutto gravemente compromesso. Invece, pur non mancando i pro­blemi, non è così. Dall’area marina di Punta Cam­panella, anzi, arriva una buona notizia. Volteggia­no eleganti su Isca, l’isolotto di pietra nera al lar­go di Marina del Cantone, i gabbiani corsi. Uccel­li rari e, rileva Vincenzo Cavaliere, l’ornitologo che li ha inanellati, « estremamente sensibili al­l’inquinamento marino». Nel mondo vivono cir­ca 20.000 coppie, concentrate prevalentemente nel Mediterraneo occidentale. «E’ un uccello mol­to elegante, più piccolo del gabbiano comune e del gabbiano reale», spiega Maurizio Fraissinet, il vicepresidente dell’Associazione Studi Ornito­logici Italia Meridionale. «Si ciba esclusivamente di pesce e necessita di scogliere isolate per nidifi­care. In Campania piccole colonie a Ischia e nel Cilento, oltre che a Punta Campanella». (corriere del mezzogiorno)

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