Scorie di Caorso, accordo per lo smaltimento
Sogin e Studsvik hanno sottoscritto un contratto per il trattamento e il condizionamento di circa 270 tonnellate di rifiuti radioattivi a bassa attività, prodotti durante l’esercizio e lo smantellamento della centrale nucleare di Caorso. Il contratto, che ha un valore di 6,6 milioni di euro, pari a 73 milioni di corone svedesi, prevede il trattamento di 145 tonnellate di rifiuti a bassa attività, prodotti durante l’esercizio della centrale, e di 127 tonnellate di carboni attivi, che saranno rimossi dall’edificio off-gas a partire dal prossimo mese di agosto. I rifiuti saranno trattati e condizionati negli stabilimenti svedesi e restituiti in una forma che ne riduce i volumi e ne garantisce la sicurezza nel lungo termine. Le operazioni saranno avviate nella seconda metà del 2009 e si svolgeranno nell’arco di 42 mesi, sotto il controllo delle rispettive autorità nazionali.
L’accordo permette di rispettare i limiti previsti per lo stoccaggio dei rifiuti nei depositi esistenti e completare, quindi, le attività di smantellamento della centrale di Caorso già autorizzate. Per Groth Magnus, presidente e amministratore delegato di Studsvik: “questo accordo offre l’opportunità a Studsvik di entrare nel mercato italiano e di affermarsi quale operatore globale dell’industria nucleare”. “L’accordo con Studsvik – afferma l’amministratore delegato di Sogin, Massimo Romano – risolve una importante criticità e consente di imprimere un’ulteriore accelerazione al decommissioning della centrale di Caorso”. (IlVelino)
27 lug 2009 redazione 9online
Scorie di Caorso.
Appaiono strani questi rifiuti radioattivi pari a 270 ton a bassa radioattività della ex-centrale nucleare di Caorso. Di queste ben 127 ton sono di carboni attivi (quasi la metà), che non si capisce se sono radioattivi e semplicemente attivi, o tutti e due, o qualcuno confonde l’attività con la radioattività. E non si capisce cosa ci stesse a fare una enormità di carboni attivi del genere in una centrale nucleare.
Per fare che cosa e di che origine è questa montagna di polvere di carbone di legna ?
E gli svedesi cosa ci fanno a questi carboni attivi (o radioattivi ?) per ridurne la radioattività e/o il volume ? Forse un bel falò in un inceneritore di spazzatura, tipo Acerra in stile svedese, o che altro ?
Un bel mistero !
E delle altre 145 ton di materiale a bassa radioattività che ci fanno gli svedesi se non stockarli semplicemente in un bunker sotterraneo in cemento armato a 3-7 mt di profondità e lasciarli lì a dormire per qualche anno e basta ? Per quanti anni, dato e non concesso che qualcuno a Caorso sappia il livello di radioattività, dichiarata bassa, di queste 145 ton ed il tempo di semivita dei radionuclidi contenuti, si dovrà pagare l’affitto del bunker agli svedesi ? Che significa pagare l’affitto di un capannone interrato svedese sol perchè qualcuno in Italia ha detto che, dopo centinaia (!) di anni, è giunto finalmente il momento di svuotare le vecchie centrali nucleari italiane per metterci dentro qualcos’altro, e allora si sparpagliano in fretta e furia i vecchi residui del trasloco, in affitto per l’universo mondo ?
Qualche chiarimento, visto che i costi micidiali di queste ridicole operazioni, pari a 6,6 milioni, sono a carico degli utenti Enel per bruciare carbone e affittare un bunker, sarebbe d’obbligo. O bisogna sempre pagare, prenderlo in quel posto, e stare zitti, nella repubblica delle banane ?
Grazie allora che gli svedesi sono felici di entrare nel mercato italiano e di affermarsi quale operatore globale nel nucleare. Globale di chè, con un capannone e un inceneritore ? Hai voglia quanti ce n’è in Italia: uno sfracello !
Vito Enzo Salatino