Litorale domitio: laghi tossici
«La vera bomba ecologica di tutta la provincia di Caserta sono i laghetti del litorale domizio». È l´allarme del procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo, a qualche giorno di distanza dall´audizione presso la commissione parlamentare d´inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
Lembo, accompagnato dal procuratore aggiunto Paolo Albano e dal pm Donato Ceglie, ha descritto un quadro allarmante ma realistico. I laghetti a cui si riferisce il procuratore, sono circa un centinaio sparsi tra Castel Volturno e Villa Literno e sono già stati sequestrati diversi anni fa dal pm Ceglie. All´interno sono state trovate tracce consistenti di “Fenatrene”, “Benzene” e “Antracene”. Sostanze altamente tossiche, cancerogene e molto inquinanti. Della presenza di questi materiali è a conoscenza anche l´assessore regionale Walter Ganapini. Un disastro ambientale cominciato col ciclo illegale del cemento, quando è stata prelevata sabbia nelle zone adiacente il mare per costruire case abusive. Le buche scavate si sono riempite d´acqua perché la falda è a livello del mare. E in questi laghetti la camorra ha nascosto fusti di materiale tossico che ormai sono lì da anni, senza che la bonifica sia mai stata avviata. Nel frattempo molti argini sono franati e ad oggi alcune zone si sono trasformate in un grande lago. Il fenomeno sta continuando: tra non molto la zona a ridosso del mare diventerà una grande distesa d´acqua. «Qui ne va di mezzo la salute dei cittadini. Noi stiamo facendo la nostra parte - dice ancora Lembo - in procura abbiamo istituito una sezione Ambiente e sicurezza sul lavoro, ma è la bonifica che non parte. Le altre istituzioni dovrebbero prendere di petto il problema che, peraltro non è l´unico che ci preoccupa».
L´altro nodo a cui si riferisce Lembo è quello dei Regi Lagni, il corso d´acqua bonificato dai Borbone ai primi del 1600, oggi peggio di una fogna a cielo aperto. Dentro il canale arrivano gli scarichi delle fabbriche insediate lungo il perimetro. Le fogne di tantissimi comuni. I liquidi provenienti dagli allevamenti di bufale. Lungo le sponde vi si trovano balle di indumenti bruciati, fili di rame che vengono dati alle fiamme; residui di rottamazione delle auto; scorie di fonderia. Un´inchiesta è in corso. Gli elementi sono stati forniti alla commissione sui rifiuti e gli atti secretati. (La Repubblica di Napoli, tratto da: napolionline.org)
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20 lug 2009 redazione 9online