Nella notte tra il 14 e il 15 giugno sono stati sversati, nella discarica di Terzigno all’interno del parco Nazionale del Vesuvio, le prime 5 tonnellate di rifiuti. La prassi usata è stata la stessa di Chiaiano. Nessun annuncio, nessuna informazione: agendo nel cuore della notte alle spalle dei cittadini. Le due ditte che, nei giorni scorsi, hanno collaudato la messa in sicurezza della discarica sono l’Asia e la Ecodeco. La discarica in questione ospiterà anche i rifiuti bruciati ad Acerra, mossa resa possibile da un decreto ab personam firmato d’urgenza dal nostro presidente del Consiglio. Senza contare le indagini in corso a danno degli stretti collaboratori di Bertolaso, a proposito a che punto stanno? E perchè, con l’ apertura delle indagini non si è operato per lo svincolamento degli indagati dal compito delicato al quale erano stati chiamati? Come può il governo far finta di non essere a conoscenza delle tante inquietanti indagini? Come non supporre che tutta questa strategia non sia una strategia complottistica e affaristica nella quale i diritti dei cittadini non vengono tenuti di conto? Per mesi nella Campania i rifiuti che tanto hanno fatto discutere sono stati accumulati nel casertano, a Ferrandelle e a Mazzurella. Ed hanno continuato a bruciare e ad inquinare l’aria e le falde acquifere. Noi che abitiamo qui e che vediamo con i nostri occhi quale è la realtà, tale notizia ci infiamma gli animi! Quel che è la propaganda del governo è tutta una menzogna, appunto, una propaganda. In Campania continuiamo a vivere tra i rifiuti, non vi è angolo dove non figurino puzzolenti buste lacerate da auto o cani randagi. La raccolta differenziata una burla che non decolla. In quei pochi comuni in cui si effettua, il secco cioè quei rifiuti non riciclabili, risultano essere la percentuale più alta, segno, che la gente, non fa la differenziata. Anche se la facessero mancano gli impianti per il riciclaggio e quindi, la differenziata finisce nella stessa patetica discarica.
Terra dove tutto è il contrario di tutto, dove la legge rispettata è quella della strada, quella della prepotenza e dell’indifferenza generale. Dove i sigilli vengono sistematicamente violati e le inchieste insabbiate. Dove la magistratura indaga sul parco assunzioni e le procedute concorsuali e gli abusi sui palazzi storici.
Addirittura a Margellina, precisamente nel mercatino della Torretta in via Galliani dove c’è la Galleria, i negozianti e le bancarelle alimentari sono costretti a subire ogni 10 giorni circa l’inondazione fognaria, a causa di condotte fognarie troppo piccole. E poi le solite voragini, il traffico impazzito con mille cantieri mai conclusi o aperti e poi abbandonati, la vergogna della tangenziale a pagamento, unica in Italia, la sanità al collasso, la Salerno Reggio Calabria smembrata dai clan grazie alla complicità politica, il mare usato per sversare le acque nere come ad Ischia, i lungomare inservibili e invivibili. Denunzie per appalti pubblici scoperti usare calcestruzzo depotenziato, ovunque ci sia lo Stato politico si scoprono inciuci e reati.

In Campania vi è in corso una vera emergenza ambientale e sanitaria: bambini malformati in aumento, triplicati i casi di tumore e di allergie. L’aria è densa di particelle tossiche e cancerogene, le acque sotterranee confluiscono tra fognature abusive e sostanze tossiche derivate dallo smaltimento illegale di rifiuti altamente pericolosi. I canali borbonici, Regi Lagni istituiti nel 1610 dal viceregno spagnolo per salvare il popolo dalle continue inondazioni usate per defluire sostanze organiche e vischiosi nauseanti liquidi e oggetto di sostanziosi finanziamenti dati per la bonifica, una bonifica mai effettuata.

In tutta Italia montano le proteste dei cittadini stanchi e non solo in Campania.
Le emergenze sono sempre le stesse: Lavoro, Economia, Ambiente, Giustizia
Gli italiani non hanno più diritti, al massimo delle concessioni, dei favori.
Le inter - comunicazioni non bastano a riunificare gli italiani che non s’accorgono del divisionismo messo in atto dagli organi di stampa e di informazione tutti. Nessuno sa veramente che in Basilicata si lotta contro i diritti negati come si lotta in Puglia o in Piemonte o in Toscana, o in Campania o nel Lazio e via discorrendo.
Gli italiani non vivono in una democrazia e non solo perche l’informazione viene costretta al silenzio o perchè, accogliamo il colonnello assassino Gheddafi come un eroe e lo ascoltiamo come fosse un premio nobel per la pace, nel mentre snobbammo il Dalai Lama, oppure perchè gli italiani si trovano a far mesi di fila per le visite negli ospedali pubblici, o perchè devono essere raccomandati per un posto nel cimitero o per non esser scavati dopo 3 mesi, o perchè mandano i propri figli nelle scuole pubbliche fatiscenti o perchè non possono andare al mare senza avvelenarsi o respirare l’aria senza inquinarsi o mangiare i fagiolini del proprio orto senza rischiare il cancro, no.

No, l’Italia non è una nazione democratica liberale perchè la stessa via liberale è stata occlusa dai conflitti di interessi.
Il nostro non è uno Stato di diritto ma bensì una colonia di conflitti d’interessi, vale a dire non vi è politico che non abbia le mani in pasta in aziende di famiglia interconnesse con la cosa pubblica; i rifiuti, come le strade e le autostrade o gli acquedotti come le fogne come gli ospedali o gli enti come ogni altra cosa è oggetto di illeciti ed appropriazioni.
Si dice che in Campania come il meridione tutto sia vittima delle cosche mafiose, altra menzogna.
Il meridione riceve stanziamenti per milioni di milioni di euro grazie all’Unione Europa, la UE rappresenta il vero asse affaristico – mafioso.
Tutti i denari sonanti finisco nelle mani della nostra comunità d’affari, un governo parallelo che negli anni ha costituito mille aziende controllate dai loro amici o parenti.
I magistrati di Salerno né sanno qualcosa, gli scandali si susseguono e si chiudono in nulla di fatto, troppo forte quel potere occulto e sconosciuto alla popolazione.
Cosa potrebbe cambiare lo stato delle cose è solo la rabbia della popolazione.

Unica armata a maggioranza assoluta.

Una guerra civile?

Assolutamente no.

Una presa di posizione assolutamente, questo si.

Uscite dalle case e tornate nelle piazze, tornate a invadere le strade e a tappezzarle con i vostri manifesti, con le vostre denunce, fate volantinaggio, fate esposti nelle procure, invadete le istituzioni e fate si di diventare sempre più numerosi e rumorosi.

Fin quando vi piegherete al sistema capillare dello stato colluso, il sistema vi negherà ogni diritto e giustizia. (Roberto Lemma, reset-italia.net)

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