Berlusconi, Napoli e la civiltà ai tempi dell’emergenza…
«Ho riportato la civiltà a Napoli», sentenzia. «Lo avrà notato di certo anche il presidente Napolitano, in questi giorni in vacanza sull´isola di Capri, ha visto che la città e le isole sono tornate al loro fasto», suggerisce. «842 arresti per i rifiuti, lo Stato c´è».
Quindi il presidente del Consiglio rispolvera le diapositive vecchie di 13 mesi dell´emergenza rifiuti - addirittura rimbrottando pubblicamente il sottosegretario Guido Bertolaso per averne portate «troppo poche» - e ancora una volta rivendica il superamento della crisi e «l´eredità che ci lasciò il governo Prodi, tutta quell´immondizia per le strade».
Silvio Berlusconi torna in città per la quindicesima volta, ma è la prima (se si esclude la toccata e fuga del primo maggio) dopo gli scandali che lo hanno colpito, dal Noemigate all´inchiesta di Bari, vicende che ne hanno pregiudicato l´immagine e l´umore, e a cui il presidente del Consiglio non intende far cenno. Nella conferenza stampa aperta ieri nel salottino della barocca “Fantasia” - la nave del gruppo Msc dell´armatore Gianluigi Aponte, dove il premier attraversa scale tempestate di swaroski e corridoi con cornici dorate - Berlusconi riparte dunque dalla Napoli che fu: devastata dall´immondizia, per rilanciare l´immagine della “capitale ripulita”. Un espediente che fa da preludio, come l´entourage del Pdl campano sa, ed in parte teme, alle manovre per la campagna elettorale per la Regione con un anno di anticipo. Un tema molto delicato, sui cui il coordinatore Mario Landolfi tiene a precisare: «Prematuro parlare di nomine», dopo l´incontro del premier con i tre presidenti di Provincia del centrodestra. Leggi tutto »
30 giu 2009 redazione 9online nessun commento
Il generale Giannini
Giugliano, la più popolosa città campana non capoluogo di provincia, anche conosciuta come “Terra di lavoro”, “Campania felix”, “Taverna dei re”. Locuzioni che sintetizzano fertilità, ricchezza. Eppure, nonostante quest´area abbia una produzione agricola per ettaro 3 volte superiore a quella di qualsiasi altra area d´Italia, in questi campi, e in particolare nell´area di Santa Maria del Pozzo, sono state costruite diverse discariche. E impianti per il trattamento di rifiuti, ovvero: Masseria del pozzo, ex cava riempita di rifiuti solidi urbani; Novambiente; Resit per rifiuti speciali; discarica Fibe con la fos (frazione organica stabilizzata); impianto Cdr con annesso
Fumata nera per i termovalorizzatori in Sicilia. La gara che avrebbe dovuto affidare il maxi-appalto per la
All’alba del 24 giugno scorso, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Venezia, a conclusione di
E alla fine
Quando piove, metà dei liquami che dovrebbero essere inviati all’impianto di depurazione di Foce Regi Lagni, è scaricata direttamente nei canali di epoca borbonica e quindi a mare. Colpa della mancanza delle coclee, le grosse viti lunghe 30 metri e del diametro di 3, acquistate ormai molti mesi fa ma non ancora montate.
Un marchio tutto ligure per il nuovo pirogassificatore di biomasse che entrerà in funzione a Caluso, nel Torinese. L’impianto, che rappresenta l’evoluzione tecnologica del classico termovalorizzatore per lo smaltimento dei rifiuti, sarà più economico, meno impattante e più facile sia da realizzare che da gestire. Realizzato interamente in Italia, il suo sviluppo impiantistico è stato curato dal gruppo imprenditoriale che fa capo al presidente degli industriali liguri, Umberto Risso, e dalla società piemontese Cip. Ai lavori hanno contribuito il progettista Luigi Bellomo, l’ingegnere varazzino Ferruccio Pittaluga, docente dell‘Università di Genova al Campus di Savona, e la società savonese Combustion Laboratory. Nell’impianto torinese, per il quale sono stati investiti circa 3 milioni di euro, saranno sottoposti a pirogassificazione residui di produzioni agricole, biomasse forestali, foglie, scarti dell’industria alimentare. Il pirogassificatore avrà una potenza elettrica di 400 kilowatt ed una termica di 600 kw. 
Dopo trenta anni di inattività, il sito nucleare austriaco di Zwentendorf (situato circa cinquanta chilometri a ovest di Vienna) è pronto a tornare in attività…producendo energia solare. Chiusa negli anni ’70 a seguito di un referendum popolare, in realtà la centrale non entrò mai in funzione, per poi essere completamente abbandonata quando nel ’99 gli austriaci inserirono nella Costituzione la rinuncia all’energia dell’atomo. La centrale (o perlomeno quello che ne resta dallo smantellamento) torna a far parlare ora che l’azienda di fornitura di elettrica ENV (Energie Versorgung Niederösterreich), dopo aver acquistato il sito nel 2005, si appresta a trasformarla in un impianto per la produzione d’energia fotovoltaica. Nei prossimi mesi la facciata di cemento, il tetto e parte dei 14 acri di terreno adiacente saranno, infatti, ricoperti di moduli per una produzione iniziale di 3MW. Si tratta di un quantitativo modesto, ma che permetterà di provvedere al fabbisogno di un migliaio di abitazioni e fornirà un ulteriore contributo all’obiettivo austriaco del passaggio dal 70% al 78% della quota di rinnovabili nel consumo elettrico, entro il 2010.