Ammonta a 50 milioni di euro il valore dei beni sequestrati da carabinieri e guardia di finanza nell’ambito dell’operazione ‘Giudizio Finale’ nei confronti del clan Belforte. Cinque le misure cautelari emesse e 43 gli indagati (servizio del Tg9, ndr9)

Secondo quanto accertato dagli investigatori dal ‘98 fino al 2004 l’organizzazione criminale operante soprattutto nel Casertano ha provveduto allo smaltimento illecito di tonnellate di rifiuti provenienti soprattutto dal Centro-Nord. Anche una società collegata al clan avrebbe ottenuto commesse da una società pubblica, la Recam, incaricata di provvedere ad alcune bonifiche. Tra gli indagati, secondo quanto hanno reso noto gli investigatori, risulta anche un ex funzionario della stessa società. Sono stati i carabinieri del gruppo operativo ecologico di Napoli ad accertare che l’organizzazione criminale ha imposto il pizzo anche ad alcune società operanti nel settore dei rifiuti nel corso dell’ultima crisi che ha investito la Campania: l’organizzazione chiedeva il pizzo sul fitto dei contenitori. La guardia di finanza, invece, che ha condotto le indagini patrimoniali ha accertato un’evasione d’Iva, attraverso la costituzione di società “cartiere”, per 4 milioni di euro. (L’Unione Sarda)

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