La mappa delle centrali nucleari in Italia
In Sardegna, dalle parti di S. Margherita di Pula a sud. O anche sulla costa orientale, fra S. Lucia e Capo Comino. O più giù, davanti a Lanusei, alla foce del Rio Mannu. In Puglia, sulla costa di Ostuni. Lungo il Po, dal vercellese fino al mantovano, dove già esistevano le centrali di Trino e di Caorso. I siti dove localizzare le nuove centrali sono pochi e rischiano di essere molto affollati. Nei prossimi mesi, dovranno essere stabiliti i parametri, in base ai quali decidere dove collocare le future centrali. Sarà una fase di intenso mercanteggiamento con le autorità e le comunità locali, ma i margini di manovra sono ristretti anche dalla particolare conformazione geologica e costiera italiana. Si può partire dalla mappa dei possibili siti che il Cnen (poi diventato Enea) disegnò negli anni ‘70. E’ una mappa, però, largamente superata dagli eventi. In molte aree si è moltiplicata la densità abitativa, che il Cnen considerava un parametro sfavorevole. Soprattutto, è cambiato il rapporto con l’acqua. Le centrali hanno bisogno di molta acqua per raffreddare i reattori (questa acqua circola, naturalmente, fuori dal reattore) e, per questo vengono, di solito, costruite vicino ai fiumi o al mare. Il rischio, quando si tratta di fiumi, sono le piene, più frequenti negli ultimi decenni. Ma è un pericolo relativo: la centrale di Trino Vercellese, sette metri sopra il livello del Po, è sopravvissuta all’asciutto a due piene catastrofiche. Il problema, in realtà, non è troppa acqua, ma troppo poca. Il riscaldamento globale sta diminuendo la portata dei fiumi e c’è il dubbio che, in estate, la portata del Po non sia sufficiente per il raffreddamento delle centrali, mentre, contemporaneamente, si acuisce il problema di salvaguardare le falde acquifere, ad esempio in una zona di risaie, come il vercellese.
L’alternativa sono le coste e l’acqua del mare. Ma il riscaldamento globale innalzerà progressivamente, nei prossimi decenni, il livello dell’Adriatico, del Tirreno e dello Jonio, ponendo a rischio allagamento centrali costruite per durare, mediamente, una cinquantina d’anni. Il Cnen, ad esempio, aveva indicato fra le aree più idonee il delta del Po e quello del Tagliamento, nell’Adriatico settentrionale. Ma il suo successore, l’Enea, definisce tutta la costa adriatica a nord di Rimini come la zona italiana a più alto pericolo di allagamento, con un innalzamento - minimo - del livello del mare di 36 centimetri. In effetti, quest’altra mappa dell’Enea ripercorre gran parte della costa italiana. Sia Piombino che l’area della vecchia centrale di Montalto di Castro, nel Lazio, ad esempio, scontano un innalzamento minimo del livello del mare di 25 centimetri.
E lontano dalle coste? Qui, il problema sono i terremoti. Sono poche, come mostra la storia recente e meno recente, le zone italiane esenti dal rischio sismico. Secondo la carta dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, davvero al riparo dai tremori della terra ci sono solo, oltre alla Sardegna, l’area di confine fra Piemonte e Lombardia e l’estremo lembo della Puglia. Naturalmente, una centrale può essere costruita con le più avanzate tecniche antisismiche.
Qui, però, il problema non è tanto - o soltanto - l’eventualità di uno scuotimento catastrofico, che spacchi il reattore e riversi all’esterno la radioattività. Il problema sono fenomeni che compromettano il funzionamento del reattore. In Giappone, la più grande centrale atomica al mondo (Kashiwazi-Kariwa, non lontana da Tokyo) è ferma da due anni, in seguito ad un terremoto. L’impianto era stato costruito per reggere terremoti fino al grado 6 della scala Richter, ma si è rivelato un parametro ottimistico. Il terremoto del 2007 è stato pari a 6,8 gradi, una differenza enorme: dato che la scala è logaritmica, un grado in più significa un terremoto trenta volte più distruttivo. Non ci sono stati pericoli alla salute pubblica o fughe di radioattività, ma la Tepco (Tokyo Electric Power) ha dovuto, dal luglio del 2007, fermare i reattori, con un danno economico di quasi 6 miliardi di dollari, solo nel primo anno. Solo in questi giorni la Tepco si prepara a riavviare uno degli otto reattori della centrale.
Se sovrapponete la mappa dell’Enea sull’allagamento delle coste a quella dell’Istituto di geofisica, le aree a totale sicurezza (a prescindere dagli altri possibili parametri) che ne risultano sono quelle poche zone della Sardegna, della Puglia e del corso del Po. Qui, presumibilmente, si dovrebbero concentrare le centrali del piano nucleare italiano. Ma quante? Il governo ha finora parlato di quattro centrali. L’obiettivo dichiarato, tuttavia, è arrivare a soddisfare, con il nucleare, il 25 per cento del fabbisogno elettrico italiano. Le quattro centrali di cui si è, finora, parlato, arrivano, però, a poco più di un terzo di quel quantitativo. Secondo le previsioni della Terna, che gestisce la rete italiana, infatti, il fabbisogno elettrico italiano richiederà, già nel 2018, una potenza installata di 69 mila Megawatt.
Le quattro centrali prospettate - che, peraltro, anche nell’ipotesi migliore, sarebbero completate 7-8 anni più tardi del 2018 - ne offrono solo 6.400, cioè il 9,2 per cento. Per arrivare al 25 per cento del fabbisogno, occorrono 17.500 Megawatt di potenza, quasi il triplo. In buona sostanza, per centrare quell’obiettivo non bastano quattro centrali da 1.600 Mw, come quelle ipotizzate finora. Ce ne vogliono 11.
Tutte in Sardegna, Puglia e Piemonte? E a quale costo? L’industria francese calcola, oggi, per la costruzione in Francia di una centrale tipo quelle italiane, un costo minimo di 4,5 miliardi di euro. I tedeschi di E. On scontano, per la costruzione di una centrale analoga, in Inghilterra, un costo di 6 miliardi di euro. Se si ritiene più attendibile, nel caso italiano, la valutazione di E. On per la centrale inglese, il costo complessivo dei quattro impianti italiani sfiora i 25 miliardi di euro. Per 11 impianti, da varare in rapida successione, si arriva vicini a 70 miliardi di euro, una cifra superiore al 4 per cento del prodotto interno lordo nazionale. (LaRepubblica.it)
13 mag 2009 redazione 9online
LE CENTRALI NUCLEARI AD ARCORE, LE SCORIE NELL MAUSOLEO DI BURLASCONI.
Non esiste nessun commento che posa rendere giustizia a quello che sta accadendo.
La mappa delle centrali nucleari in Italia.
Relativamente alla singola e mastodontica centrale nucleare EPR francese da 1600 Mwatt(e) va detto innanzitutto che qualunque localizzazione sul suolo italiano è una pessima idea, sia a causa del consumo d’acqua enorme di una simile centrale, sia per la mancanza assoluta di fiumi a questo scopo in Italia, sia perchè l’unico fiume adatto sarebbe il Po, ma solo alla foce, e sia perchè le acque residue (reflue) contaminate andrebbero a finire subito in mare contaminando di Uranio e Transuranici velenosissimi e radioattivi tutta la costa adriatica per centinaia di Km a monte e a valle della foce, oltre che al largo, a causa degli enormi volumi di acqua in gioco. Inoltre scorie, Transuranici, Plutonio e tutti i materiali radioattivi residui rimarrebbero stockati lì alla foce, pronti per finire in mare alla prima evenienza o colpo di follia di qualcuno, che da noi non manca mai. Essendo infine l’Alto Adriatico un mare chiuso, l’Italia sarebbe responsabile anche di eventuali gravi danni ambientali per inquinamento ai paesi limitrofi sull’altra costa, oltre che alla distruzione delle caratteristiche biochimiche e biologiche dell’Adriatico (mare chiuso).
Un reattore gigantesco da 1600 Mwatt(e) usa fino a 150 milioni di litri (cioè circa 150.000 mc) di acqua al giorno, di cui l’80 % va perso per evaporazione e quindi nemmeno restituito al fiume. Non esiste fiume in Italia, oltre alla foce del Po, che possa sopportare un tale prelievo e consumo di acqua, al punto che se, per pura ipotesi, qualche folle all’ Enel progettasse di costruire le famigerate 4 centrali
per esempio lungo il corso del Po dal Piemonte alla Romagna, dopo qualche anno di funzionamento, il Po come fiume sparirebbe dalla faccia della Terra, essendo la sua portata nei periodi di magra o secca bassissima (nemmeno 200 mc/secondo).
L’NRC americano per la sicurezza (Nuclear Regulatory Commission) nemmeno prende più in considerazione richieste di centrali nucleari da installarsi lungo fiumi all’interno delle coste.
Quindi questo genere di mastodontiche centrali EPR in Italia all’interno del territorio non si possono assolutamente installare per indisponibilità di acqua, a meno dei soliti pazzi fascisti e sfascisti che ignorano anche l’esistenza del NRC americano e che impongano per legge le loro follie.
Discutere di terremoti, subsidenze, cedimenti del suolo, catastrofi telluriche all’interno del territorio diventano questioni di pura lana caprina per la scelta dei siti, perchè in terra ferma all’interno delle coste questo genere di centrali non si possono costruire. Ciò naturalmente non significa che costruirle in costa non ci siano dei problemi, perchè, sinteticamente, gli EPR sono obsoleti, non hanno una tecnologia avanzata ed evoluta in senso ecologico e di protezione ambientale, non sono sicuri nemmeno approvati dal NRC americano, hanno costi di costruzione pazzeschi e fuori mercato (quasi 10 miliardi ciascuna, esclusi i servizi essenziali) ed un costo per Kwatt.ora che è supoeriore da 2 a 6 volte il costo/Kwatt.ora di una centrale termoelettrica a gas.
Infine puramente ipotetico e quasi ridicolo il discorso delle 4 piuttosto che delle 11 centrali da 1600 Mwatt(e) ciascuna, basato sulla sciocchezza del 25 % del fabbisogno nazionale elettrico da nucleare. Questo fatto è assolutamente falso, perchè la centrale nucleare non è una fisarmonica che, a seconda della richiesta, produce più o meno energia elettrica che, com’è noto, non si può accumulare o stockare in alcun modo. La centrale lavora a regime producendo sempre la stessa quantità di energia elettrica che, tenuto conto delle altre fonti elettriche, deve andare in rete in quantità inferiore al consumo minimo (variazioni notte/giorno, estate/inverno) di energia elettrica dell’area di utenza servita dalla centrale. Non se ne può produrre di più. Perciò, per una singola area di utenza, la produzione di energia elettrica dalla centrale nucleare non può mai essere superiore a circa il 20% del consumo minimo di energia di quell’area. Di conseguenza, il discorso delle 4 o 11 centrali fatto a tavolino, mettendo scioccamente in ordine le centrali, come nel gioco del Monopoli, una centrale per ogni punto cardinale, più eventualmente una al centro della carta geografica, è un discorso da persone fuori di testa, incompetenti e ignoranti.
Los Angeles 7.8.09.
Tutto alla rovescia per gli interessi dei soliti.Negli USA la NRC.non prende in esame nessun progetto
di centrali nucleari.Il governo Americano cestina da lunghi anni le richieste di impianti di incenerimento.
Oggi.al G8 si discute sulla riduzione delle emissioni.Sembra un contro senso,Perche’ il Presidente che ha imposto solo in Campania 5 inceneritori che dovranno incenerire non rifiuti”ma veleni” vari.La Prestigiacomo ieri ha fatto un’annuncio in televione che non diceva niente,solo incoerenze.Noi rammentiamo solo la prima enorme bugia: Parliamo di EMISSIONI-Una Tn.di rifiuti incenerito produce 6,5/8,5-di emissioni,quindi media 7,5-tonnellate di emissioni.Il programma di tecnici Bertolaso e Co prevede un incenerimento per oltre 10,000.Tn-Day,pari Tn.3,600,000.per 20 anni gestione inceneritori,uguale a “Tn.72,000,000,”
La ns/ richiesta e’ semplice”voialtri che vi ritenete competenti ci spiegate come ridurranno le emissioni se solo la Campania emettera’ 72,000,000.di Tn,di emissioni nocive,poi c’e da aggiungere tutto il resto dell’Italia.Ai tecnici,per piacere,smettete di dire stronzate e cominciate a dire come eliminare tutti gli altri danni arrecati dall’icenerimento,e quali discariche state usando per le ceneri velenose.
Aspettiamo con ansia chi avra’ il coraggio di affrontare questo disastro che avete arrecato.
Aldo Caretti
investments@cfgi.biz
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!
Mi faccio 2 grasse risate a leggere sto articolo e i commenti…
1) Il riscaldamento Globale… Innalzamento del mare che allagherà le centrali nucleari…
Ma sapete di che cosa state parlando? Ho proprio l’impressione di no…..
Dal 2003 ad oggi, se nessuno si è informato, c’è stata un’inversione di tendenza…
Il mondo si sta raffreddando. Siamo in un periodo di Minimo Solare, la corrente del Golfo è rallentata… Informatevi bene, prima di dire cazzata per sentito dire…
2) Fiumi per acqua per le centrali nucleari? Se qualcuno avesse guardato dove andranno costruite, avrebbe con piacere notato che sono tutte in riva al mare, per cui l’acqua usata sarà quella marina…
Saluti
Le centrali nucleari sui fiumi italiani.
Caro Lorenzo,
per tua informazione, tu che ridi anche per iscritto, oltre che essere una persona intrinsecamente ridicola anche senza ridere a voce, ti elenco i possibili siti delle centrali nucleari italiane localizzati sui fiumi, secondo informazioni ufficiose del ministero del (sotto)Sviluppo italiano:
1. Trino Vercellese (tra il Po e la Dora Baltea), dove esiste una centrale nucleare dismessa;
2. tra Alessandria e Pavia (fiume Po);
3. tra Mantova e Cremona (fiume Po) e tra Piacenza e Verona (fiume Po);
4. tra Ferrara, Comacchio e Chioggia (nel delta del Po);
5. tra Friuli e Venezia Giulia (fiume Tagliamento);
6. tra Caorle e Jesolo (foce del Piave);
7. Ravenna (foce del Reno).
Non ti dico la fonte giornalistica dell’elenco di cui sopra perchè tanto, anche se tu la leggessi, non ne capiresti nulla, visto che non sai nemmeno scrivere in italiano.
Saluti
In Europa occidentale sono oggi in costruzione due centrali nucleari, entrambe in riva al mare.
Il fatto di tirare in ballo il consumo di acqua significa che si sta raschiando il fondo del barile.
Sono accettabili dibattiti che parlino dei problemi delle scorie, magari dei costi di realizzazione, ma leggere tali cazzate fa capire che c’è tanta gente che parla per sentito dire, avendo solamente letto qualche sito ambientalista e avendo quindi imparato una marea di fandonie.
Si dice di seguire l’esempio di paesi come gli Stati Uniti e la Germania.
Ma il Rinascimento nucleare è una rivoluzione energetica generata da una naturale evoluzione tecnica dell’umanità, non dalla politica di pochi idioti.
Quindi Obama parla, ma non si oppone nè può opporsi alla costruzione di 4 reattori AP1000 su suolo americano.
Intanto la Germania, dopo numerosi anni di produzione da fonti rinnovabili, capito che non può soddisfare il proprio fabbisogno solamente tramite di esse, torna a costruire centrali nucleari (notizia sensazionale! Quando verrà pubblicata su tutti i giornali controllate la data in cui è stato scritto questo commento!).
Un ultimo appunto: Aldo, che si dichiara contrario alla costruzione degli inceneritori, potrebbe allora risolvere il problema dei rifiuti raccogliendoli in casa sua, visto che a Napoli la gente si è un po’ stufata di vederseli attorno a casa propria.
Caro Dani,
non posso fare a meno di replicare alle bugie che racconti, perchè urtano veramente i nervi.
Il rinascimento nucleare con le centrali EPR francesi non è una rivoluzione energetica, ma è un vero bidone tecnico e scientifico e una menzogna inventata da coloro che presumono di far soldi a scapito della sicurezza e salute delle popolazioni. Informati bene sullo stato delle centrali francesi EPR in costruzione a Olkiluoto e a Flamanville e poi ne riparliamo.
I 4 reattori AP1000 americani della Westinghouse sono ancora nel libro dei sogni. Tant’è vero che non sono stati ancora nemmeno approvati dal NRC (Nuclear Regulatory Commission), ente tecnico-scientifico americano preposto alla sicurezza nucleare. Quindi questa notizia al momento è una menzogna assoluta.
Idem dicasi per la palla relativa alla Germania che, secondo te, si è messa a costruire centrali nucleari a tutto andare. Non ha deciso proprio neinte, tant’è vero che ha deciso, come altri paesi, di investire sulla modifica e aggiornamento delle vecchie centrali esistenti, aumentandone al momento la vita a 40 anni, anzichè dismetterle dopo la vita inizialmente ipotizzata.
Infine ti illudi che qualcuno abbia annotato la data del tuo commento, come se tu avessi scritto il Vangelo o un’opera d’arte, mentre invece hai riportato solo le menzogne che ti ha fatto creedere qualcuno di tua conoscenza, che, se fossi in te, andrei a prendere a sberle.
Saluti
Salatino
Caro Vito Enzo Salatino,
condivido totalmente le tue affermazioni e risposte ai “benpensanti” in merito alla costruzione di centrali nucleri in Italia. Aggiungo notizie in merito alla situazione in Germania, è vero che stanno cercando di approvare l’aggiornamento delle centrali esistenti, ma stanno rinascendo numerosissime associazioni contro il nucleare, che non vogliono gli aggiornamenti ma le dismissioni. Inoltre la Germania ha un enorme problema con lo smaltimento delle scorie, non sa dove infilarsele visto che nessun altro Paese le vuole come in altri tempi.
cordiali saluti
Tiziano
bel SITOOOOOO
cicci
Il mio bel SITOOOOOO e il mio cicci !
Ma tu sei suonato ! Che ca..o vuoi dire ? Rispondano almeno i responsabili di questo blog, sennò che ca..o ci stanno a fare anche loro ?
Gentile sig. Salatino,
la politica dei responsabili di questo blog è quella di lasciare che gli utenti si automoderino liberamente (se non in presenza di commenti altamente offensivi o in presenza di palesi forme di spam). In tutta sincerità ci siamo ampiamente interrogati sulla natura del ‘cicci’, ma senza trovare risposte. Purtroppo il rovescio della medaglia del garantire, nei limiti del lecito (e, di conseguenza, del possibile), la libertà di espressione, è equiparare osservazioni analitiche come le sue a ‘cicci’. Abbia pazienza!
Valerio De Rosa,
Redazione 9online.it
Censure e cavolate.
Ho l’impressione, ma forse mi sbaglio e ricordo male, che questo blog sappia censurare i commenti sgraditi a taluni, anche se non stupidi nè offensivi per nessuno.
Quello che mi stupisce è che non vengano, non diciamo censurati, ma semplicemente e giustamente cestinati i commenti veramente cretini e incomprensibili, che non sono di utilità e informazione proprio per nessuno, anzi, accomunati ad altri commenti più sensati, fanno apparire tutti una manica di deficienti.
Ma forse mi sbaglio e ricordo male sul fatto che questo blog usi la censura. E se mi ricordo male e non l’ha mai usata, mi scuso, ma sono certo che sarà costretto ad usarla prossimamente con gli interventi di Gasparri, Schifani e Maroni, dopo i fatti di piazza del duomo di Milano e piazza San Pietro, anche se Voi e la rete non c’entrate niente. Quindi tanto vale che anticipiate di poco i tempi ed eliminiate almeno le autentiche cretinate.
Saluti
Salatino
dovete metttere quellle di ooggii
Caro hhdjllkimnopqrstuvzyw !
mettile tu le palle di oggi, visto che sei così curioso e da solo non sei capace di trovarle o di inventartele ! Basta un pò di fantasia !
spero solo che la coscienza di tutti faccia si che si abbandoni l’idea dell’atomica.cominciamo tutti a ridurre emissioni , sprechi di tutti i generi, ed insegnare una cultura civica mo0lto più ambientalistica hai più giovani. purtroppo manca la cultura dentro le famiglie italiane mentre abbonda il consumismo. un saluto a tutti e ricordatevi di rispettare il pianeta terra……….
i politici al governo giocano c/ “l’ignoranza” di noi cittadini facendoci il lavaggio del cervello…ma non hanno capito che non siamo dei burattini?! un consiglio è: guardate poca televisione!!!!!!
Quello che manca agli ambiemtalisti è la conoscenza di un minimo di aritmetica e di qualche concetto di fisica elementare . Infatti se i nostri ambientalisti andassero a spulciare qualche dato sui consumi di energia elettrica e di energia primaria che in italia ogni anno vengono consumati, informarsi sulle prestazioni energetiche delle più moderne tecnologie che sfruttano le energie rinnovabili, prendere tutti questi dati per poi fare qualche conticino( naturalmente senza confondere i kWh con i kW come in genere i cosiddetti ambientalisti scientifici fanno per confondere le idee-molto probabilmente per ignoranza) naturalmente non prendendo in considerazione la nuova religione chiamata effetto serra, beh sicuramente si accorgerebbero delle enormi baggianate che raccontano e soprattutto si accorgerebbero che senza il nucleare e le fonti energetiche fossili non sarebbero nemmeno in grado di far accendere un PC.
Gentil Signor Roberto,
complimenti per l’intelligenza e competenza di giudizio contenuti nel Suo commento e per averci finalmente rivelato quanto è ignorante il nostro prossimo (ambientalista ?).
Perchè Lei non si trova un editore che pubblichi le Sue idee, dichiarazioni e conteggi tecnici così originali, in modo che tutti noi possiamo godere ed essere illuminati dalla Sua sapienza, e che La ricompensi adeguatamente del tempo perso a fare commenti ?
Saluti
Constato con rammarico la pressocche’ totale assenza di risposte argomentate da parte del Signor o Signori (conferma che la somma di cervelli non determini necessariamente un aumento di QI ne di prestazioni) Vito Enzo Salatino Campari Soda.Mi chiedo se abbia fatto almeno la scuola elementare dove credo le (o vi) avrebbero dovuto insegnare l’aritmetica.La piu’ grande centrale elettrica da fonti rinnovabili (eolico) si trova in Portogallo dove ( a regime) si produrranno 240 MW (che sono MEGA watt, non li confonda) leggasi http://it.wikipedia.org/wiki/Energie_rinnovabili. Questa potenza erogata (quando c’e’ vento) copre il fabbisogno di una citta’ di 400 mila persone (Bologna per intendersi).Quasi una bella notizia ( intendo per i vetero ambientalisti come Lei/Voi) dato che stando a questi dati, ci vorrebbero circa 150 centrali come quella eolica portoghese per soddisfare le famiglie italiane (semplice matematica: 300 MW della centrale portoghese soddisfano 400 mila persone.Per arrivare a 60 milioni, gli italiani, bisogna moltiplicare questo valore per 150)Semplice folle.Se questo dato non le dovesse bastare, come sono certo accadra’, ne aggiungo un altro che spero (ma non credo) sia esaustivo.Il fabbisogno energetico italiano si compone per il 22% del fabbisogno da uso domestico, ovvero delle case degli italiani.Il resto se lo spartiscono le industrie, e in misura minore il terziario e l’agricoltura.(www.regione.sicilia.it/industria/…/Relazione%20risparmio%20energetico.pdf). Quest’ultimo dato metterebbe la parola fine su qualsivoglia velleita’ di soddisfare il fabbisogno energetico di una nazione come l’Italia con le fonti rinnovabili.Infatti servirebbero non 150 ma piu’ di 600 centrali come quella portoghese, in pratica coprire l’intera Sardegna , la Sicilia e parte della Calabria con le pale.Ma sono certo che la sua manifesta arguzia le permettera’ di confutare anche i numeri; che certamente non ha studiato a scuola.Saluti
Simpatico Martino,
mi permetto di risponderti, anche se non mi competerebbe, perchè sembra quasi, la tua, una reazione al mio commento, essendo arrivata subito dopo il mio.
Mi compiaccio per la competenza, la profondità e precisione delle informazioni da te riportate, con grande veemenza e determinazione, sulle fonti rinnovabili in Portogallo per produrre energia elettrica.
Non si capisce però bene perchè tu sia così esagitato e irritato nella tua esposizione.
Ma tu con che ce l’hai ? Anche tu con la scuola elementare, media superiore, l’Università e la ricerca italiane ? Lo sappiamo già tutti com’è la situazione in merito, e quanto siamo ignoranti, tu escluso anche se forse hai frequentato le stesse scuole, senza che tu ce lo venga ulteriormente a predicare.
Anche per te vale il consiglio di trovarti un editore che pubblichi i tuoi scritti tecnici e scientifici e che ti compensi del tempo perduto ad ammaestrare questo blog di incapaci.
Un altro consiglio è questo: si dice anche che la brevità e capacità di sintesi nei commenti sia indice di intelligenza. Quindi per il prossimo commento vedi di essere più breve !
Saluti
Avrei una domanda da fare agli esperti di energia e soprattutto agli ambientalisti, ma prima però devo fare una breve introduzione.
Ho fatto una ricerca(annuari del ministero dell’industria,aziende privateche che lavorano nel campo ambientale, ordine degli ingegneri ecc.)sui consumi annui di energia in Italia e ho trovato le seguenti cifre:
1)consumo di energia elettrica=350 MILIARDI di kWh circa
2)consumo di energia primaria (trasporti, riscaldamento, calore per l’industria, ecc.) =1000 MILIARDI di kWh circa
poi ho fatto una ricerca sulle prestazioni energetiche delle turbine eoliche e dei pannelli fotovoltaici (dispositivi che vanno per la maggiore)con i seguenti risultati:
1)per una turbina eolica alta più di 100 metri e 3MW di potenza nominale, il tempo di lavoro è di circa 1500-2000 ore/anno in Italia
2)per un pannello fotovoltaico da 1 m2 di superficie e con una potenza di picco di 100-150W il tempo di lavoro è pari a 1100-1500 ore /anno in italia
La domanda è:
quante centinaia di migliaia di turbine eoliche e quanti miliardi di pannelli solari ci vogliono per produrre quei circa 1350 miliardi di kWh in modo da evitare l’utilizzo di cobustibili fossili ed energia nucleare?
Ricordo a martino e a tutti quelli che propongono un ritorno del nucleare che l’Italia ha una centrale, quella di Larderello, che ha una produzione di energia elettrica pari a quella di una centrale nucleare.
Soddisfa il 25% circa di fabbisogno dell’energia elettrica della Toscana 1.5% di quella nazionale ed ha un’area occupata pari a quella di una centrale nucleare di pari potenza.
Ha innumerevoli indubbi vantaggi
1) costa molto meno di una centrale nucleare nella costruzione
2) non ha costi di combustibile (il calore del centro della terra è gratuito)
3) non ha costi ambientali ( zero o quasi emissioni CO2 nessuna scoria)
5) fornisce calore pulito e gratuito alle città vicine (riscaldamento gratis!)
6)Non vi sono problemi di scorie radioattive
7)nel caso di un evento catastrofico, non vi sono rischi aggiuntivi per le popolazioni vicine
Qualcuno obbietterà che a parte Larderello non esistano altri siti in Italia sfruttabili…..
Falso l’Italia è una delle nazioni a più alto gradiente geotermico, e i campi flegrei sono una risorsa
quasi infinita.
Inoltre a riprova dell’interesse nella geotermia come fonte non di calore da di produzione di energia elettrica stati come la svizzera stanno investendo nel campo anche se non anno gradienti termici così favorevoli come i nostri.
Conclusione al”inizio del secolo scorso in Italia qualcuno pensava ancora con la propria testa mettendo le basi per uno sviluppo industriale, tecnologico ed energetico ponendo come interesse primario l’Italia. Ora dove non c’è business non c’è interesse. A che pro energia quasi gratis quando nessuno poi ci guadagna ?
Sull’argomento trovate abbandanti dati e letteratura su le scienze Gennaio 2008, n. 473
Luce dentro il vulcano
di Giuseppe De Natale, Claudia Troise, Paolo De Natale ed Enzo Boschi
Un progetto di perforazione profonda nell’area dei Campi Flegrei punta a trasformare il rischio vulcanico in una grande opportunità di progresso scientifico e tecnologico
ACERRANO, SALATINO CAMPARI SODA, e tutti gli altri suonati vetero ambientalisti della domenica ahahahahahahahahahah (scusate non posso far a meno di ridere da ieri sera) avete sentito il vostro benemerito beneamato beniamino premio Nobel noto col nome di Barack Obama? Si riparte col nucleare.Ennesima e non ultima batosta alla vostra infinita’ stupidita’.Ma neppure questo vi bastera’ per ammettere e capire.Siete come dei pugili suonati che rimangono sul ring a prenderle all’angolo.Saluti divertiti.
Nota bene: Obama è stato premiato con il Nobel per la Pace. Se tanto mi dà tanto, dato il sangue che quotidianamente i soldati americani spargono in ogni angolo del globo, direi che la scelta del nucleare da parte sua non sbugiarda affatto alcun ‘veteroambientalista’, semmai rafforza la propria posizione in merito. A proposito di divertimento e di stupidità, un vecchio adagio recita: “il riso abbonda sulla bocca degli stolti”…
Caro Martino,
tu che sei costretto a ridere per iscritto in questo blog, mancandoti evidentemente la parola, il cervello e gli astanti per ridere normalmente come tutti gli altri, prova a fare due conti, ammesso che tu ne sia capace, per verificare la consistenza del programma nucleare di Obama e quante centrali faranno negli USA con i quattro soldi messi a disposizione dal Tesoro americano a fronte delle 104 vecchie centrali esistenti da sostituire nel tempo e da implementare.
Ma mi rendo conto che è chiederti troppo di fare i quattro conti della serva necessari per capire.
Saluti
Salve a tutti.
Leggendo i commenti postati ho letto che le centrali epr provocherebbero l’inquinamento radioattivo delle acque. Io credevo che le centrali epr, che mi risultano essere l’evoluzione delle pwr, non usino l’acqua come mederatore e allo stesso tempo come liquido di raffreddamento, ma abbiano due circuiti separati. Ben diversa è la questione per quanto riguarda le bwr.
Illuminatemi!!!! cordiali saluti
Risposta a Pietro.
Contaminazione da Trizio delle popolazioni.
Che genere di contaminazione radioattiva ambientale, dell’atmosfera, del suolo e delle acque reflue di una centrale EPR francese si abbia non è ancora noto, perchè di EPR non ce n’è in funzione manco una sulla faccia della terra, da cui possano ottenersi delle misure di radioattività.
Quello che è certo in maniera assoluta è che le centrali di II generazione PWR in funzione in Francia e negli USA, tutte di origine Westinghouse, emetteno sistematicamente Trizio radioattivo, che è presente nelle acque reflue di centrale, fuoriesce da tubazioni e pareti di serbatoi perchè è un isotopo radioattivo dell’Idrogeno gassoso, che attraversa senza problemi spessori importanti di acciaio inossidabile di cui sono costituite tubazioni, serbatoi, elementi metallici e turbine a vapore per la generazione di energia elettrica. Si trova per conseguenza dappertutto nei dimtorni di una centrale, nelle acque, superficialmente sul terreno e nell’aria che si respira.
Il tempo di dimezzamento della radioattività del Trizio è di circa 11 anni.
Chi bazzica entro i recinti di una centrale o vive eventualmente nei dintorni, e che viene in contatto con le acque reflue della centrale viene sistematicamente contaminato da Trizio e deve essere sottoposto a trattamenti di decontaminazione frequenti, corporei superficiali.
Ma ciò non toglie che nel lasso di tempo di 15-20 anni la percentuale di persone colpite da tumore a causa del Trizio sia elevata. Esistono dati statistici francesi sui decessi per tumore degli abitanti che vivono nelle zone delle centrali nuclearì, e sono dati che fanno spavento. A chi è interessato, posso dare qualche informazione più precisa sulle morti per tumore da centrali nucleari in Francia.
Vito Enzo Salatino
Grazie mille per il chiarimento. In questo momento sto cercando del materiale per la mia tesina di maturità che tratta prioprio della rintroduzione del nucleare in italia. Se qualcuno sapesse indirizzarmi nei siti giusti mi darebbe una grossa mano perchè sul web c’è una quantità di materiale infinita. Avrei ancora una domanda: il referendum abrogativo che è stato fatto non ha più alcun valore??
saluti