Enel Brindisi, energia che ti ascolta
La complessa attività investigativa, intrapresa dietro segnalazione di privati cittadini, ha accertato l’esistenza di un’organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti pericolosi prodotti in Puglia presso la centrale Enel “Federico II” di Brindisi, in località Cerano e smaltiti illecitamente nel Comune di Motta S. Giovanni, provincia di Reggio Calabria, in località Lazzaro. Si tratta della più grande centrale termoelettrica d’Italia a carbone e una delle più grandi d’Europa. Circa 100mila le tonnellate di rifiuti smaltiti illecitamente nel 2006 e 2007 per un profitto di oltre 6milioni di euro l’anno. L’Enel: apriremo inchiesta interna
Disastro ambientale e associazione a delinquere finalizzata all’attività organizzata di traffico illecito di rifiuti pericolosi. Sono questi i reati ambientali che hanno portato stamattina all’arresto di 10 persone nell’ambito di una vasta operazione del Corpo forestale dello Stato condotta nelle province di Reggio Calabria, Brindisi e Lecce. Le persone coinvolte, di cui 4 portate in carcere e 6 agli arresti domiciliari, sono accusate di traffico illecito di rifiuti e associazione a delinquere. Tra gli arrestati il proprietario di un’industria di laterizi, gli intermediari e i trasportatori mentre, agli arresti domiciliari, sono finiti alcuni dipendenti della centrale Enel di Brindisi e quelli dell’industria di laterizi, spiega la Forestale. Notevole è il danno ambientale provocato dallo smaltimento illecito dei rifiuti pericolosi. L’inquinamento provocato dal rilascio di composti solubili, infatti, ha effetti dannosi sulla salute pubblica a causa delle sostanze contaminanti nel suolo, nel sottosuolo e nella falda idrica. Bisogna inoltre - prosegue la Forestale - considerare l’alterazione paesaggistica ed idrogeologica, con conseguenti rischi di dissesto in un’area sottoposta a rigorosi vincoli. Il tratto di costa di fronte Lazzaro è infatti un sito di importanza comunitaria denominato “Fondali da Punta Pezzo a capo dell’Armi“. Le indagini degli uomini del Corpo forestale dello Stato, avviate nel 2005 e condotte dal nucleo investigativo provinciale di Polizia Ambientale e Forestale di Reggio Calabria, sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. La complessa attività investigativa, intrapresa dietro segnalazione di privati cittadini, ha accertato l’esistenza di un’organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti pericolosi prodotti in Puglia presso la centrale Enel “Federico II” di Brindisi, in località Cerano e smaltiti illecitamente nel Comune di Motta S. Giovanni, provincia di Reggio Calabria, in località Lazzaro. Si tratta della più grande centrale termoelettrica d’Italia a carbone e una delle più grandi d’Europa. I rifiuti venivano occultati in una cava di argilla adiacente un’industria di laterizi in un’area sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico di proprietà della Ditta Caserta s.n.c. Gli scarti, classificati come rifiuti pericolosi, venivano trasformati con certificati di analisi insufficienti in rifiuti non pericolosi ed avviati apparentemente a recupero per la produzione di laterizi. Il vasto traffico illecito è stato scoperto sia grazie all’acquisizione di documenti, di riprese video e di intercettazioni telefoniche che ai numerosi sopralluoghi realizzati dalla Forestale presso le imprese produttrici dei rifiuti e presso il sito di destinazione finale. Tutte le attività illegali “sono state condotte con la consapevole collaborazione, partecipazione e il supporto di vari soggetti (produttori dei rifiuti, intermediari, trasportatori, destinatari) creando un’organizzazione con le caratteristiche dell’associazione a delinquere per il traffico illecito di rifiuti“, precisa la Forestale. Migliaia sono le tonnellate di rifiuti smaltite miscelando tra loro le diverse tipologie di scarti, spacciandoli per rifiuti non pericolosi e occultandoli in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale a poca distanza dal mare e adiacenti a terreni agricoli. Circa 100mila le tonnellate di rifiuti smaltiti illecitamente nel 2006 e 2007 per un profitto di oltre 6milioni di euro l’anno, mentre si aggira intorno ai 20milioni di euro la spesa stimata per lo smaltimento del materiale in discariche idonee. Sono stati posti sotto sequestro dalla Forestale anche la cava, l’industria di laterizi con automezzi e macchine per movimento terra e 15 autoarticolati (motrici e rimorchi) utilizzati per i trasporti dalla Puglia a Reggio Calabria, per un valore totale di circa 7 milioni di euro. (Apcom)
ENEL: su caso Brindisi aperta inchiesta interna
In merito all’inchiesta della Procura di Reggio Calabria relativa allo smaltimento dei rifiuti della centrale di Brindisi, affidato ad un consorzio d’imprese, Enel precisa che ”fin dal 2007 ha offerto la sua piena collaborazione alla magistratura fornendo documentazione e informazioni”. ”Sul caso - si legge in una nota - l’azienda ha aperto un’inchiesta interna volta a verificare l’adeguatezza delle modalita’ seguite nell’affidamento dello smaltimento dei rifiuti. Enel ribadisce la sua piena disponibilita’ a collaborare con gli inquirenti anche a tutela della propria reputazione”. (Adnkronos)
12 mag 2009 redazione 9online
[...] di Reggio. Nella frazione Lazzaro di Motta San Giovanni (Reggio Calabria) sono state sequestrate centomila tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti dall´attività di una centrale termoelettric… e depositati in una cava di materiale argilloso utilizzata da un´industria di laterizi. In Umbria [...]
[...] della Forestale, convocarono una riunione per fornire tutta la documentazione necessaria alle indagini. Dall’esame della documentazione fornita emergeva che la Prefettura di Reggio Calabria aveva [...]
enel di m*
è già saltata 8 volte la luce nel giro di un’ora.. per 2 gocce d’acqua… poi ci si stupisce se per un albero che cade in svizzera succede che tutta l’italia rimane al buoi per 2 giorni.. massa di m*oidi
e naturalmente volevo mandare un reclamo, ma naturalmente tal servizio online non funziona… come tutto il resto
esigo,,,,la verifica del contatore,sessana grande impiccato ostuni,,,,