Archivio di maggio, 2009

Eco-News

Di cosa si preoccupa Bertolaso?

«Rifiuti stoccati in siti sotto sequestro»: ecco l’inchiesta che allarma Bertolaso

Siti di stoccaggio e tonnellate di rifiuti I passati da una mano all’altra, trasferiti dalla gestione privata a quella pubblica nei giorni in cui la Campania provava a lasciarsi alle spalle la crisi rifiuti. È da qui che parte l’inchiesta «top secret» sulla gestione governativa dell’emergenza in Campania, è da qui che nascono le indagini che tanto hanno fatto arrabbiare in questi giorni Guido Bertolaso.
Un’inchiesta che parte dal solco del processo Romiti-Bassolino, che ha provocato la reazione del numero uno della Protezione civile, che due giorni fa ha ricordato l’imbarazzo per gli interrogatori di generali e commissari in Procura a Napoli.
La svolta si registra tra settembre e ottobre. Bastano due settimane al pm Giuseppe Noviello (titolare dell’accusa a carico del commissariato antirifiuti assieme al collega Paolo Sirleo) per ascoltare nel suo ufficio alcuni «commissari ad acta» che hanno ereditato da pochi mesi la gestione degli ex impianti di cdr in Campania. Leggi tutto »

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Rifiuti, il “carosello” Belforte-Buttone

Un «carosello», è scritto negli atti dell’inchiesta. Un giro vorticoso di società aperte e chiuse, alcune operanti nel settore commerciale, altre direttamente nel settore della gestione dei rifiuti. Questo il sistema messo in piedi dal duo Belforte-Buttone. E, soprattutto, affari per milioni di euro, senza considerare il danno erariale e i fondi stornati illecitamente attraverso il fallimento pilotato di alcune società. Un volume di denaro versato e sottratto allo Stato di almeno 15 milioni di euro soltanto negli ultimi cinque anni. Molti degli aspetti dell’intreccio societario sono ricostruiti grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Michele Froncillo: «Ricordo che Pino Buttone (si parla di rifiuti, ndr) aveva interessi a Salerno, Frosinone, Roma, in Lombardia, oltre che nel Napoletano e nel Casertano. Una volta ci disse: siete ignoranti, altro che droga». Sempre secondo le risultanze investigative, inoltre, uno dei settori attraverso il quale venivano riciclati i capitali illeciti era quello della compravendita di auto, quasi sempre di grossa cilindrata che venivano smistate nel Lazio. Leggi tutto »

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Rifiuti, Palermo nel caos

L’opposizione in consiglio comunale fa ostruzionismo contro l’aumento della Tarsu del 30%. Gli operatori si astengono dagli straordinari per paura di licenziamenti. E divampa la polemica sui milioni di tassa non pagati dal Teatro Massimo

Non è più solo politica la battaglia scoppiata, a Palermo, sull’aumento del 30% della tassa sui rifiuti previsto in una delibera della giunta di centrodestra guidata dal sindaco Diego Cammarata. Alla dura reazione dei consiglieri di opposizione, che stanno paralizzando la discussione sul provvedimento attraverso una pioggia di emendamenti - oltre 1.200 - si aggiunge ora la rivolta dei dipendenti dell’Amia, l’ex municipalizzata che gestisce la raccolta della spazzatura. Preoccupati che la profonda crisi finanziaria dell’azienda determini tagli di personale, gli operai, da giorni, si astengono dal lavoro straordinario. Leggi tutto »

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Processo Fibe-Bassolino: report Co.Re.Ri.

Dal sito del Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania: pubblichiamo, in occasione dell’udienza odierna (27/05, ndRed9) del processo Fibe, un dettagliato resoconto di Giuseppe Cristoforoni, sulle precedenti sedute del processo, nel quale si ripercorrono i passi della clamorosa truffa ai danni della collettività campana

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Eco-News, Trash Pictures

“Giudizio finale”: soldi della Recam alla camorra

Soldi della Recam alla ca­morra. È una verità-choc quella che emerge dalle indagini della direzione in­vestigativa antimafia, condotte dai pm Conso, Ribera e Falcone, in collaborazio­ne col Nucleo operativo ecologico dei carabinieri — coordinati dagli ufficiali Menga, Caturano e Sirignano — e con la Guardia di Finanza.
Rivelano che tra il 2004 e il 2005 la società creata da Ita­lia Lavoro e dalla Regione Campania per la riqualificazione dei Regi Lagni ha affidato la rimozione dei rifiuti preleva­ti nel nolano ad una impresa controlla­ta dal clan Belforte. Undici le ordinanze di custodia cautelare. Colpiscono, tra gli altri, Pasquale Di Giovanni e Giusep­pe Buttone. Secondo gli inquirenti sono gli imprenditori del clan che gestivano il traffico illecito di rifiuti. Entrambi so­no sfuggiti alla cattura. Quarantaquat­tro gli indagati. I reati contestati: asso­ciazione per delinquere di stampo ca­morristico, traffico illecito organizzato di rifiuti e truffa aggravata ai danni di ente pubblico, riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita, estor­sione. Uno degli indagati è Antonio Scialdone, che il primo ottobre 2003 fu nominato dal consigliere regionale En­zo Rivellini (estraneo all’indagine, ndr). Il 29 dicembre 2003 la società invi­ta le ditte interessate a presentare una offerta per il servizio di smaltimento ri­fiuti. Rispondono in 4: Sarim, Igica, Sem, De Vizia Transfer. Il 20 aprile 2004 Rivellini sottoscrive il contratto di ap­palto con la Sem. La società sarebbe in realtà riconducibile agli imprenditori Di Giovanni e Buttone, organici al clan Belforte, secondo la Direzione investiga­tiva antimafia. Leggi tutto »

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Emissioni fuorilegge ad Acerra: l’Arpac smentisce

L’Arpac Campania ha pubblicato sul proprio sito un comunicato con cui smentisce ci siano emissioni del termovalorizzatore di Acerra fuori dalla norma. “Si tratta- ribadiscono dall’Agenzia regionale- di valori che non si discostano da quelli misurati negli anni precedenti”. Si legge, infatti, nella nota: “Con riferimento alle notizie di stampa relative al superamento dei limiti di concentrazione media giornaliera di Pm10, si ritiene opportuno precisare che i dati, registrati nel periodo marzo/maggio 2009 dalle tre centraline ARPAC dell’area acerrana, non si discostano da quelli misurati nel corso delle campagne di monitoraggio ex-ante della qualità dell’aria, effettuate negli anni 2006/2007 in ottemperanza alle prescrizioni della competente Commissione Ministeriale di Valutazione Impatto Ambientale.Si rileva, altresì, che alcuni dei superamenti dei limiti di PM10, riscontrati nello stesso periodo marzo/maggio 2009 dalle centraline ARPAC, sono stati registrati anche durante i periodi di fermo dell’impianto di termovalorizzazione di Acerra. Leggi tutto »

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Se Bertolaso piange, Berlusconi non ride

L’inchiesta sull’inceneritore di Acerra mina la credibilità malferma del governo Berlusconi. Bertolaso si difende: «Il termovalorizzatore è in fase di rodaggio» - non ancora «in funzione» come sosteneva il Cavaliere - e attacca «fuori dal termovalorizzatore ci sono gli squali». E’ ancora infinita «emergenza rifiuti».

«Sono sereno, ho fatto il mio dovere». Bertolaso non è preoccupato per le inchieste che la magistratura sta portando avanti sulla gestione dei ciclo dei rifiuti in Campania e che vede coinvolti alcuni dei suoi collaboratori, in primis Marta De Gennaro, suo ex braccio destro.

«Sono serenissimo sia nella precedente esperienza che in questa, ho sempre fatto solo ed esclusivamente il mio dovere», ha aggiunto ieri Bertolaso durante una conferenza che ha tenuto ieri a Palazzo Salerno. Una sorta di bilancio a un anno dall’«emergenza rifiuti» in Campania. Una emergenza non ancora risolta. L’emergenza nel Casertano ad esempio che, come ha sottolineato l’assessore comunale all’igiene urbana Luciano Luciano, «è tutta interna all’ex Consorzio Ce2, la ex GeoEco, che non riesce a tenere dietro ai bisogni ordinari della nostra città a causa della carenza di automezzi». Qui ieri sono state eseguite ordinanze di custodia cautelare e sequestro emesse dal Gip nei confronti di Salvatore Belforte, capo dell’omonimo clan operante nel Casertano, e di altri quattro esponenti di spicco del clan. Tra i reati contestati: associazione per delinquere di stampo camorristico, traffico illecito organizzato di rifiuti e truffa aggravata ai danni di Ente Pubblico, riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita, estorsione, reati tutti aggravati dalla finalità dell’agevolazione mafiosa. Leggi tutto »

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Giugliano, brucia un deposito di ecoballe

Un incendio è divampato nel deposito delle ecoballe di rifiuti di Taverna del Re, alla periferia di Giugliano (Napoli). Sul posto sono giunte diverse squadre dei vigili del fuoco.

Le fiamme avrebbero riguardato una piazzola di centro. All’interno del sito, che si estende su una superficie di 4,5 chilometri quadrati, sono stoccate oltre 2 milioni di ecoballe di rifiuti prodotte negli anni passati dagli impianti ex Cdr.
Secondo quanto si apprende da fonti della struttura tecnica del sottosegretariato all’emergenza rifiuti le fiamme sono già state circoscritte. I vigili del fuoco ed i tecnici, subito intervenuti sul posto, hanno rimosso i teloni posti a copertura della piramide di ecoballe interessata dall’incendio gettando sulle stesse ecoballe del terreno per spegnere, secondo le procedure previste, i focolai. Leggi tutto »

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Incendio Interporto, alimenti avvelenati?

L’Asl lancia l’allarme: alimenti pericolosi dopo l’incendio pneumatici. Dopo il rogo al deposito dell’Interporto, tutti i prodotti alimentari nel raggio di 10 km sono sotto controllo

Sono pericolosi tutti gli alimenti prodotti nel raggio di dieci chilometri dal deposito di penumatici, che ha preso fuoco lo scorso 11 maggio a Maddaloni. Lo ha annunciato l’Asl di Caserta. In una missiva riservata agli allevatori, l’Unità veterinaria di Maddaloni ha diffidato dal «somministrare ai propri animali alimenti che ricadono nel raggio di 10 km dal luogo dell’incendio». L’allarme diossina dà un altro duro colpo agli allevatori della provincia di Caserta, già in ginocchio per la crisi del prezzo del latte. Leggi tutto »

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A. A. A. (Acerra Allarme Amianto)

Due km di strada dissestata alle spalle di via Dublino, dove si trova la scuola elementare IV Circolo, che dovrebbe collegarsi fino al passaggio a livello di Benevento. Ai lati aperta campagna, ma poco distanti case, abitazioni, la scuola elementare e anche una coltivazione di carciofi e una di uva. E’ in questa strada secondaria, nel quartiere Spiniello, che si estende una vera e propria discarica a cielo aperto. Abbiamo visitato la zona accompagnati da alcuni abitanti. Come mostra la foto, lo scenario apparso a nostri occhi ha dell’incredibile: amianto, blocchi di asfalto, gomme, plastica, scarti di materiale edile, residui di macelleria; addirittura un frigorifero, una lavatrice e contenitori di polistirolo utilizzati per trasportare piccole piante. Tutto questo disseminato ovunque e bruciato. La strada, inoltre, dal lato del passaggio a livello è interrotta perché ostruita dai rifiuti. Per di più, è già predisposta di fogne (prive di tombini perché rubati) e da anni è prevista la sua bonifica. Quasi ogni sera, ci racconta la nostra guida, i rifiuti sversati vengono bruciati e con l’arrivo della stagione estiva, si possono immaginare i cattivi odori che si diffondono, oltre alle esalazioni tossiche dell’eternit e degli scarti da macello. Leggi tutto »

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