Di cosa si preoccupa Bertolaso?
«Rifiuti stoccati in siti sotto sequestro»: ecco l’inchiesta che allarma Bertolaso
Siti di stoccaggio e tonnellate di rifiuti I passati da una mano all’altra, trasferiti dalla gestione privata a quella pubblica nei giorni in cui la Campania provava a lasciarsi alle spalle la crisi rifiuti. È da qui che parte l’inchiesta «top secret» sulla gestione governativa dell’emergenza in Campania, è da qui che nascono le indagini che tanto hanno fatto arrabbiare in questi giorni Guido Bertolaso.
Un’inchiesta che parte dal solco del processo Romiti-Bassolino, che ha provocato la reazione del numero uno della Protezione civile, che due giorni fa ha ricordato l’imbarazzo per gli interrogatori di generali e commissari in Procura a Napoli.
La svolta si registra tra settembre e ottobre. Bastano due settimane al pm Giuseppe Noviello (titolare dell’accusa a carico del commissariato antirifiuti assieme al collega Paolo Sirleo) per ascoltare nel suo ufficio alcuni «commissari ad acta» che hanno ereditato da pochi mesi la gestione degli ex impianti di cdr in Campania. Leggi tutto »
30 mag 2009 redazione 9online 1 commento
Un «carosello», è scritto negli atti dell’inchiesta. Un giro vorticoso di società aperte e chiuse, alcune operanti nel settore commerciale, altre direttamente nel settore della gestione dei rifiuti. Questo il sistema messo in piedi dal duo Belforte-Buttone. E, soprattutto, affari per milioni di euro, senza considerare il danno erariale e i fondi stornati illecitamente attraverso il fallimento pilotato di alcune società. Un volume di denaro versato e sottratto allo Stato di almeno 15 milioni di euro soltanto negli ultimi cinque anni. Molti degli aspetti dell’intreccio societario sono ricostruiti grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Michele Froncillo: «Ricordo che Pino Buttone (si parla di rifiuti, ndr) aveva interessi a Salerno, Frosinone, Roma, in Lombardia, oltre che nel Napoletano e nel Casertano. Una volta ci disse: siete ignoranti, altro che droga». Sempre secondo le risultanze investigative, inoltre, uno dei settori attraverso il quale venivano riciclati i capitali illeciti era quello della compravendita di auto, quasi sempre di grossa cilindrata che venivano smistate nel Lazio.
Non è più solo politica la battaglia scoppiata, a Palermo, sull’aumento del 30% della tassa sui rifiuti previsto in una delibera della giunta di centrodestra guidata dal sindaco
Dal sito del
Soldi della Recam alla camorra. È una verità-choc quella che emerge dalle indagini della direzione investigativa antimafia, condotte dai pm Conso, Ribera e Falcone, in collaborazione col Nucleo operativo ecologico dei carabinieri — coordinati dagli ufficiali Menga, Caturano e Sirignano — e con la Guardia di Finanza.
L’Arpac Campania ha pubblicato sul proprio sito un comunicato con cui smentisce ci siano
«Sono sereno, ho fatto il mio dovere». Bertolaso
Le fiamme avrebbero riguardato una piazzola di centro. All’interno del sito, che si estende su una superficie di 4,5 chilometri quadrati, sono stoccate
Sono pericolosi tutti gli alimenti prodotti nel raggio di dieci chilometri dal deposito di penumatici, che ha preso fuoco lo scorso 11 maggio a Maddaloni.
Due km di strada dissestata alle spalle di via Dublino, dove si trova la scuola elementare IV Circolo, che dovrebbe collegarsi fino al passaggio a livello di Benevento. Ai lati aperta campagna, ma poco distanti case, abitazioni, la scuola elementare e anche una coltivazione di carciofi e una di uva. E’ in questa strada secondaria, nel quartiere Spiniello, che si estende una vera e propria discarica a cielo aperto. Abbiamo visitato la zona accompagnati da alcuni abitanti. Come mostra la foto, lo scenario apparso a nostri occhi ha dell’incredibile: amianto, blocchi di asfalto, gomme, plastica, scarti di materiale edile, residui di macelleria; addirittura un frigorifero, una lavatrice e contenitori di polistirolo utilizzati per trasportare piccole piante. Tutto questo disseminato ovunque e bruciato. La strada, inoltre, dal lato del passaggio a livello è interrotta perché ostruita dai rifiuti. Per di più, è già predisposta di fogne (prive di tombini perché rubati) e da anni è prevista la sua bonifica. Quasi ogni sera, ci racconta la nostra guida, i rifiuti sversati vengono bruciati e con l’arrivo della stagione estiva, si possono immaginare i cattivi odori che si diffondono, oltre alle esalazioni tossiche dell’eternit e degli scarti da macello.