L’allarme lanciato da Olga Capasso della Direzione nazionale antimafia “Gli organi pubblici abruzzesi sono particolarmente corruttibili”

E’ forte il rischio di infiltrazione mafiosa nella ricostruzione delle aree abruzzesi colpite dal terremoto. A lanciare l’allarme in una intervista all’agenzia radiofonica Econews è Olga Capasso, consigliere della Direzione nazionale antimafia, nel pool di magistrati costituito da Piero Grasso per evitare infiltrazioni nel post-terremoto in Abruzzo. “Possiamo dire - spiega Capasso - che la corruzione è un fenomeno diffusissimo in Abruzzo, gli organi pubblici abruzzesi sono particolarmente corruttibili. Questa è una premessa che rende più facile l’infiltrazione mafiosa. E’ presente la camorra per quanto riguarda l’esportazione di cocaina che si avvale molte volte dei nigeriani per lo spaccio. Abbiamo anche alcune famiglie di nomadi stanziali come i Di Rocco e gli Spinelli che spacciano la droga, fanno estorsioni e sono usurai. Non è ancora stato loro contestato il reato di associazione mafiosa, ma ci siamo vicini. Sono come i Casamonica a Roma“. Ma anche la mafia, prosegue, ha messo piede in Abruzzo: “Siamo vicini alla conclusione di un grosso processo che ha visto costituirsi in Abruzzo società che sono formalmente intestate a personaggi locali e di fatto dietro ci sono dei mafiosi. C’è stato un enorme flusso di denaro, un milione e 600 mila euro da società legate al Ciancimino verso società abruzzesi“. E gli interessi delle ditte mafiose sono chiari: “I due settori - sottolinea Capasso - sono gli appalti e i rifiuti. Si costituiscono società per ottenere anche finanziamenti pubblici. Gli appalti si ottengono con la riduzione del prezzo di offerta, questo comporta che il cemento non sia più armato, si mette la sabbia per guadagnarci. L’altro sistema è l’intimidazione delle società concorrenti. C’è anche il ricorso al sub-appalto che è indicativo della presenza di organizzazioni mafiose e camorristiche“. (Apcom)

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