Luigi Cesaro candidato PDL alla presidenza della provincia di Napoli fa le sue proposte per la riqualificazione del territorio…tra amici e accuse di partecipazione ad associazione a delinquere e coinvolgimento per il ciclo di smaltimento di rifiuti tossici in Campania. All’interno del post il filmato e l’articolo “incriminato” di Irene de Arcangelis, tratto da “L’ espresso”, in cui il pentito Gaetano Vassallo tira in ballo il parlamentare pidiellino

Ogni puntata del suo racconto di pentito numero uno del traffico illecito di rifiuti è una sorpresa. Aveva cominciato con i nomi (poco conosciuti) delle ditte del nord che venivano a sversare in terra dei Casalesi, ma già al secondo atto aveva lasciato perdere gli imprenditori, davanti ai magistrati dell´Antimafia, per concentrare l´attenzione sui politici collusi. Politici di peso nazionale.
Parla il collaboratore di giustizia ed ex reuccio delle discariche fuorilegge Gaetano Vassallo, uomo legato al boss ergastolano Francesco Bidognetti. Dopo le accuse a Nicola Cosentino, sottosegretario all´Economia e coordinatore di Forza Italia in Campania («Lo sponsorizzai elettoralmente su richiesta di un appartenente al clan Bidognetti», e i riferimenti all´onorevole di An Mario Landolfi, una nuova bufera investe ora Luigi Cesaro, deputato del Popolo della libertà e coordinatore provinciale di Forza Italia a Napoli.
Rifiuti e camorra, atto secondo. Cosentino ha dichiarato di non aver mai conosciuto né avuto a che fare con il pentito Vassallo, protagonista di accordi criminali durati vent´anni nel traffico illecito di rifiuti tossici. I verbali riferiti al sottosegretario sono stati pubblicati da L´espresso nel numero della settimana scorsa. E scoppia un´altra bomba, sul numero de L´espresso in edicola oggi.
Il settimanale, fin da ieri sul suo sito internet, ha dato anticipazioni sulla nuova puntata della vicenda Vassallo. Il pentito fa un altro nome, chiama in causa Cesaro. Lo stesso ex funzionario della Asl di Caserta entrato nelle grazie di Silvio Berlusconi - si legge su L´espresso - per le spedizioni settimanali di venti chili di mozzarella di bufala. Secondo Vassallo il coordinatore provinciale di Forza Italia è «un fiduciario del clan Bidognetti».
Cesaro replica con toni, sdegno e parole in tutto simili a quelli usati da Cosentino: «Non conosco il signor Gaetano Vassallo, né, tantomeno, altri esponenti della criminalità organizzata napoletana. Superfluo appare aggiungere che non ho mai partecipato, né direttamente, né indirettamente, ad alcun incontro al quale gli autori dell´articolo fanno riferimento. Nel contempo, ho dato mandato ai legali di fiducia di querelare il signor Vassallo».
Dunque terzo nome chiamato in causa con Cosentino e Landolfi. Tutti targati Popolo della Libertà. Ecco stralci dei verbali pubblicati sul settimanale: «Vassallo riferisce ai magistrati le rivelazioni di due pezzi da novanta della cosca casertana: “Mi spiegarono che Luigi Cesaro doveva iniziare i lavori presso la Texas di Aversa e che in quell´occasione si era quantificata la mazzetta che Cesaro doveva pagare al clan.
Inoltre gli stessi avevano parlato con il Cesaro per la spartizione degli utili e dei capannoni che si dovevano costruire a Lusciano attraverso la ditta del Cesaro, sponsorizzata dal clan Bidognetti”». Non si tratterebbe, secondo L´espresso, di sole frasi di seconda mano che il pentito riferisce ai magistrati.
Perché lo stesso Vassallo racconta di essere stato testimone di un incontro illuminante tra il parlamentare di Forza Italia e Luigi Guida, detto ‘o ndrink (pregiudicato della camorra della Sanità a Napoli, ndr) che tra il 1999 e il 2003 ha guidato armi alla mano la famiglia Bidognetti per conto del padrino detenuto. «Io mi meravigliai - dice Vassallo ai magistrati - che Cesaro avesse a che fare con Guida… «.
Non solo. La cronaca racconta che il nome di Cesaro compare anche nella vicenda della Texas Instruments e dell´area dismessa nonostante l´accordo per il rilancio. Nel 1999 lo stabilimento viene venduto a una immobiliare di Bologna e chiuso, con la mobilità per 370 dipendenti. Poi, nel 2005, racconta L´espresso, la ditta del fratello di Cesaro ottiene il permesso per costruirvi una nuova struttura industriale. Ma nulla nei piani dei Cesaro - spiegano gli autori dell´inchiesta - assomiglia a una riconversione produttiva.
Infatti l´anno scorso parte il tentativo di cambiarne la destinazione, bloccato dalla protesta di opposizione e cittadini. La zona resta inutilizzata ma strategica: tra poco vi sorgerà una fermata del metrò. E dieci giorni fa è stato presentato un altro progetto, che avrebbe forti sponsor in Regione, per farvi nascere negozi e parcheggi.
«Ho dato mandato ai miei legali - continua la replica di Cesaro - di querelare anche chiunque, utilizzando notizie fantasiose e fuorvianti, ponga in essere ricostruzioni di fatti mai accaduti, che ledono fortemente la mia immagine di cittadino, di professionista e di esponente delle istituzioni. Dai magistrati mi attendo, invece, un chiarimento sulla ennesima fuga di notizie, il cui principale scopo appare quello di infangare l´immagine del Popolo della Libertà e degli uomini che, in Campania, lo rappresentano ai massimi livelli politici e istituzionali».

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