Chiaiano, Bertini: “Non è più la mia lotta”
Fine dell’idillio tra Mauro Bertini e i comitati antidiscarica di Marano e Chiaiano. Ad annunciarlo è proprio l’ex primo cittadino di Marano il quale, attraverso una lettera indirizzata al popolo del presidio, chiarisce le ragioni che, dopo mesi vissuti da protagonista della lotta, lo spingono a “ritirarsi in buon ordine“. Una lunga missiva che ripercorre e analizza gli ultimi mesi della protesta, ma soprattutto il cambio di strategia voluto da “Insurgencia” e dalla “Rosa dei venti”. “La manifestazione del 7 marzo - scrive Bertini - ha sciolto i dubbi che da tempo mi assillavano in merito a quello che è diventato il presidio. La partecipazione striminzita e dimessa ha dato la dimensione di come ormai non ci sia più nessuno che creda agli slogan urlati e ai quali non fa mai seguito il riscontro dei fatti. La manifestazione, che era stata organizzata con il motto “chiudiamo la discarica” , non è stato altro che una kermesse di sostegno al sindaco Perrotta, pateticamente trasformato in martire della lotta antidiscarica. Un sostegno che fa capire bene il substrato politico che si nasconde dietro l’esistenza stessa del presidio“. Bertini punta l’indice contro la “mutazione genetica” che, a suo dire, ha attraversato il presidio antidiscarica: “Abbiamo lottato a lungo con determinazione e coraggio - prosegue l’ex sindaco di Marano - Personalmente ho sempre pensato che la battaglia che stavamo conducendo fosse assolutamente giusta. Abbiamo resistito facendo del presidio un vero e proprio simbolo di democrazia, ma poi le cose sono radicalmente cambiate“. Strategie e obiettivi che mutano dopo la missione compiuta a Bruxelles dalla delegazione istituzionale del Comune di Marano e dal comitato “Rosa dei venti”: “A partire da quell’occasione - rincara la dose Bertini - il presidio si è trasformato in una succursale della Rosa dei venti, un’associazione Onlus nata da una costola del sindaco Perrotta, ospitata in locali del Comune, preparatissima sui problemi tecnico-legali, ma assolutamente negata alla lotta. Il presidio, che era stato il cervello della resistenza, è stato svuotato di ogni funzione propositiva e progettuale e si è trasfromato in una specie di truppa da portare ai consigli comunali e ad altre manifestazioni“. Poi l’affondo che sancisce una rottura che da qualche tempo era nell’aria: “Sono stato isolato con la scusa di fare politica e di essere un facinoroso perchè incitavo all’azione e invitavo a fare piuttosto che a dire. Il presidio si è trasformato in una sorta di circolo culturale. Ma mentre si discute e si organizzano partecipazioni affollate alle cerimonie di presentazione di qualche libro, Bertolaso scarica tutti i giorni 240 tonnellate di riifuti alla faccia degli slogan“. E ancora: “Non è più la mia lotta - conclude Bertini - Allo stato attuale mi sembra che il presidio resti in vita per due ragioni: per consentire a qualcuno di annoverare il fronte Marano - Chiaiano fra i tanti fronti di insurrezione aperti sul territorio nazionale; per tenere in piedi un popolo di un sindaco in una città in cui ormai non ha più la stima di nessuno. Nessuna delle due cose mi appartiene, non ho scelto la disobbedienza per principio, disobbedisco, correndo anche gli inevitabili rischi. Non è questa la mia lotta e quindi mi ritiro in buon ordine. Entro nelle truppe di riserva, pronto a entrare in gioco ogni volta che ci siano cose vere da fare“. (Ferdinando Bocchetti, internapoli.it)
18 mar 2009 redazione 9online
Non è mai stata la sua lotta, ma una lotta che credeva facesse gioco alle sue mire.
Ricordo ancora quando Bertini unendosi al coro dei media, che in seguito ha detto di combattere, ha dato dei camorristi alla gente che si opponeva alla riapertura della discarica di Chiaiano. Successivamente si è unito alla lotta senza mai chiedere ne scusa ne dato spiegazioni su quanto aveva dichiarato e scritto sui manifesti in precedenza. Nessuno glielo ha fatto pesare nel periodo in cui ha partecipato, abbiamo sempre pensato che ciò che lottavamo era più grande delle nostre piccole beghe di paese, ma lui a quanto pare non è riuscito a fare questo salto di qualità.
Le persone più addentro alla politica maranese sostengono che avendo poche persone al seguito per le sue mire politiche abbia cercato “la piazza” del presidio antidiscarica per aumentare i consensi. La situazione al presidio di chiaiano però è molto diversa dalla vita delle “botteghe politiche”, c’è una situazione molto più vicina alla cosiddetta democrazia e chi ha un atteggiamento politico-autoritario ne paga le spese. Non è dato sapere quale siano con precisione le modalità di lotta che Bertini ritiene vincenti, ci pare di avere capito che siano sostanzialmente “strategie fisico-militari” ma il suo esercito nessuno lo ha visto mai. Peccato polemizzare in questo modo con una persona che dovrebbe saperne più delle comuni persone, avendo fatto il sindaco per due mandati, in fatto di amministrazione e delle possibilità che ancora restano ai cittadini che vedono calpestati i propri diritti, anche se sempre più ridotte al lumicino.
Acerra ha avuto quello che si è cercato di fare a Marano, la sfiducia del sindaco e la venuta di un commissario direttamente mandato da governo Berlusconi: era quello che sperava Bertini? Noi abbiamo sempre lottato e continueremo a farlo, inquadrando sempre il problema nella sua interezza, in solidarietà con le altre comunità o gruppi di cittadini in lotta contro questo potere arrogante e distruttivo. Non ci stancheremo mai di informare i cittadini sulle reali soluzioni alla finta emergenza rifiuti e sul disastro economico-sociale e nessuno ci potrà dare degli egoisti affetti dalla sindrome nimby, come quelli che si limitano a ripetere soltanto “non vogliamo la discarica a Chiaiano”, neanche noi la vogliamo, ma teniamo presente anche il prezzo che è stato ed è pagato dalla regione Campania tutta (e non solo) su questa faccenda.
Ognuno in una comunità libera deve fare ciò che meglio sa fare e che ritiene giusto fare per il bene della collettività, per questo anche le iniziative di Bertini saranno come sempre appoggiate e discusse qualora ritenesse opportuno dare il suo contributo ed anche questa volta non gli saranno chieste spiegazioni, perché davanti a problemi sociali, di salute pubblica e democratici di questo livello le nostre piccole cose sono completamente oscurate.
Massimo Esposito
Presidente del comitato civico “La Rosa dei Venti”
Caro massimo, accusare Bertini di aver fatto degli errori iniziali sulla posizione della discarica di Chiaiano, in particolare rinvangare delle posizioni assunte dallo stesso all’inizio delle proteste, non fa altro che rafforzare la sua posizione.
Voi presunti animatori della protesta sulla discarica di chiaiano, con un atteggiamento oligarchico vi siente inpossessati di una protesta che è e resta della popolazione,
Con i vostri atteggiamenti avete fatto allontanare dalla protesta la società civile e chi veramente combatteva per salvaguardare il nostro territorio e la vivibilità della nostra citta.
Siete rimasti in pochi, mossi da interessi e motivazioni che non hanno nulla a che vedere con l’apertura della discarica di chiaiano.
Lorenzo.
Caro Lorenzo e Caro Mauro,noi del Presidio non siamo la costola del PD e tanto meno del Sindaco Perrotta,unica figura istituzionale insieme al Consigliere del Comune di Napoli Migliaccio . La scelta di chiedere al consiglio comunale di non fare cadere la giunta era ed è stata solo per evitare il commissariamento del Comune di Marano ,come è avvenuto ad Acerra.Quella discussione è stata fatta al Presidio e votata democraticamente .Noi del Presidio abbiamo seguito Mauro e tutte le proposte fatte anche dagli altri componenti del Presidio nelle iniziative senza nessuna preclusione alcuna ,perchè il fine che ci accomuna è la chiusura della discarica.Il Presidio fin dall’inizio decise che la politica dei partiti sarebbe rimasta fuori, l’unica lotta che ci anima è la lotta alla discarica.
Questa lotta non si può fare solo con l’opposizione fisica ma si deve fare anche informando le persone ,spiegando i metodi alternativi al piano governativo basato solo sulle discariche ed incerenitori. Si è tentato di alzare il tiro dell’informazione ,riuscendo a far parlare della ns protesta i media con l’iniziativa del Parlamento Europeo e con l’intervento degli Europarlamentari e con l’evento di Beppe Grillo e tante altre iniziative,tra cui il recapito di una lettera del Presidio al Capo dello Stato Napolitano e innumerevoli interventi a manifestazioni e cortei nella Regione e in Italia.Tutto questo per sollecitare la popolazione di Marano e Chiaiano e Mugnano un pò apatiche nella partecipazione attiva ma soprattutto la città di Napoli che dell’emergenza rifiuti sa solo quello scritto e raccontato dai Tg e quotidiani che certo non sono dalla Ns parte.Abbiamo fatto tante cose insieme ma cosa dobbiamo ancora fare prendere di nuovo manganellate? fare andare in galera ancora qualcuno ? Quale tipo di lotta allora si deve fare ? Forse il Sindaco Perrotta non è riuscito a portare la città nelle protesta ma tu Mauro chi hai portato? Come vedi le difficoltà sono uguali per tutti. Noi abbiamo la coscienza a posto e certo non abbiamo mollato,tu hai buttato “la spugna”. Sapevamo che la lotta sarebbe stata lunga, questi sono stati i primi 10 mesi e siamo certi che continuerà ancora.Una cosa voglio aggiungere l’onore a tante persone che tutti i giorni sono presenti al Presidio e partecipano e tengono in vita la protesta. Questi non hanno cercato un palcoscenico perchè non ne hanno bisogno ,stanno qui e lottano con l’impegno di sempre senza sosta, e senza tappezzare la città accusando caio e tizio cosa puntualmente avvenuta.Ultima precisazione il Comitato Civico La Rosa dei Venti non è Onulus ma si mantiene da solo e con molti sacrifici economici ,le sue sedute sono aperte a tutti e Mauro è venuto più volte come altre persone,cio detto è solo per la verità
Ps per Lorenzo
prima di giudicare se siamo incivili ,vieni al presidio e conosci le persone che lo animano.
Sono una cittadina di Marano, iscritta in nessun centro sociale, comitato, tesserata in nessun partito, nessun legame né ambizione nella poltica maranese, sono madre e professionista.
Appartengo alla società civile?
Appurato ciò, sono spesso andata al presidio, spesso sola, quando Mauro non c’era e quando ha cominciato a farsi vedere, quando si è unito al sindaco e quando l’ha denunciato sui volantini…..ma la cosa che mi interessava era vivere momenti vivi con gente comune costretta ad entrare nel merito di problematiche inquietanti e assurde in un modo così aperto e consapevole, una realtà nuova, una rinascita per la città. Cosa che andava incoraggiata con ogni mezzo. Rovescio della medaglia, la solita miseria umana.
Fisiologicamente nel gruppo qualcuno vive la stessa cosa da prospettive diverse, la mia è quella di chi è sempre stata da sfondo a riunioni e assemblee, in sordina, solitaria.
Penso che il fatto che il presidio abbia mutato nel tempo la sua strategia sia stato inevitabile, (non essendo potuta passare nell’ultimo mese ho comunque seguito le varie iniziative) in quanto è proprio quella connotazione di centro culturale che va preservata al di là di tutto, anche dell’evidenza.
L’evidenza dell’inutilità (ma anche d’impossibiltà numerica) di ulteriori scontri e strategie di resistenza fisica contro l’apertura di una discarica già quasi a regime, porta inevitabilmente la lotta su sfere di comunicazione e informazione, che continuano ad essere indice di nascita, allo stato embrionale, di una rinnovata coscienza civile e sociale, così rara nella mia città.
Ma leggere e sentire continue polemiche su di chi sia realmente la protesta mi pare inconcludente e deprimente, oltre che oltremodo controproducente. Mi delude Mauro, non più di alcuni altri che lo criticano, entrando in inciuci da comari e battibecchi sterili, dicerie e pregiudizi tipici di una sub-cultura da cui dobbiamo salvarci, che è poi ciò che muove ancora la politica in queste amministrazioni comunali…
La protesta contro un comportamento criminale del governo (questo e quelli precedenti) sulla nostra terra, sulla salute collettiva(di tutta la nazione), nei confronti della democrazia stessa, non può che appartenere a colui che la fa sua, che ci crede. A tutti quelli che sentono il fuoco della rabbia salire in petto e parlano, discutono, informano.
Rifiuti Zero è una grande cosa, lo sguardo deve allargarsi sul problema nella sua interezza, e penso che la rinascita di un popolo che dorme profondamente, debba necesseriamente passare per il cambiamento culturale, quando l’ambizione non è solo quella egoistica del NIMBY…
Ringrazio tutti quelli che hanno partecipato e continuano a partecipare più attivamente di me, mai mollare, mai.
Stella