Videogame e ambiente sembrano due mondi distanti e non comunicanti.

Eppure negli ultimi tempi, complice anche l’urgenza del problema ambientale, sembrano fare la loro comparsa dei segnali di avvicinamento.

Che il futuro riservi una nuova generazione di videogiochi attenti all’ambiente?

Per il momento sembra trattarsi più che altro di piccole applicazioni come Real Tree per iPhone, che per ogni acquisto fa sì che un albero vero venga piantato, o Lil Green Patch, il cui funzionamento spiega Facebookmania:

un “gioco” ecologista, vi permette di “costruire” assieme ai vostri amici dei piccoli pezzi di foresta pluviale da salvare. Man mano che giocate, gli sponsor comprano sul serio un altro po’ di giungla per conservarla!


Ma cominciano ad affacciarsi anche progetti più articolati. Un esempio è Ti voglio tanto verde, un multiplayer creato da Nickelodeon, di cui parla Toysblog:

Il gioco consiste in diverse azioni da intraprendere per salvare il pianeta. Innanzitutto ogni giocatore sceglierà un avatar tra i personaggi del mondo Nickelodeon: SpongeBob, Otis, il protagonista del cartone “Barnyard ritorno al cortile”, Timmy Tuner, il protagonista del cartone “Due Fantagenitori”, e Aang, protagonista di “Avatar, la leggenda di Aang”.
Ogni giocatore si scontrerà virtualmente con almeno altri due ragazzi collegati in rete per sconfiggere i mostri che cercano di distruggere il pianeta diffondendo a più non posso anidride carbonica. Ad ogni mostro sconfitto si accedera’ al livello superiore – ci sono 9 livelli di difficoltà - e si riceveranno automaticamente consigli pratici su come poter annullare le proprie impronte di carbone.
Al termine della partita i giocatori verranno diretti sul link, dove un contatore misurerà il livello di impegno individuale verso l’ambiente e l’impatto delle azioni in cui ciascuno si e’ virtualmente impegnato durante il gioco
.

Wii e Nintendo DS mettono invece in campo un’intera collana di eco-giochi dedicati ai più piccoli. Scrive Blogeko:

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Ubisoft e il Wwf, e intende fornire ai bambini “la possibilità di occuparsi della conservazione delle specie animali in pericolo e della diversità ambientale in modo educativo e divertente”.

Ecco i quattro giochi di cui è composto Pianeta da salvare: Animali in pericolo, Pronto soccorso animali, I difensori del mare e Missione Isola.

In Animali in Pericolo, disponibile per Wii, e in Pronto Soccorso Animali, disponibile per Nintendo DS, i giocatori vivranno una grande avventura nei panni di un giovane veterinario. Il suo compito sarà quello di occuparsi di animali domestici ed esotici bisognosi di cure.

In Missione Isola, per Nintendo DS, protagonista è un team di salvataggio ambientale che dovrà occuparsi di un’isola seriamente minacciata dall’inquinamento.

E’ invece un progetto tutto italiano Ecowarriors, come racconta Verdenero:

Due mondi solitamente lontani come quello dei videogiochi e quello legato alla tutela dell’ambiente per una volta si avvicinano. Nasce così Ecowarriors, videogioco per PC con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi al riciclaggio dei rifiuti.

Ecowarriors, realizzato da PM Studios con il finanziamento della regione Puglia, ha due particolarità. La prima è che si può scaricare gratutitamente dal web - basta iscriversi al sito di Ecowarriors - e la seconda è che riesce nell’intento di trattare un problema importante come quello dei rifiuti e della raccolta differenziata senza annoiare.

Sulla falsariga di Simcity, uno dei capisaldi della storia dei videogame, si muove invece il gioco creato dall’Azienda Energetica Neozelandese per sensibilizzare i bambini sul tema del risparmio energetico. Commenta così Pom-Hey Web:

ElectroCity inizia con la gestione di un piccolo villaggio da amministrare con attenzione, soprattutto usando e bilanciando le risorse naturali e le fonti di energia rinnovabili per il fabbisogno della popolazione.
Il villaggio fatto di campeggi e agricoltura piano piano crescerà fino a diventare, con l’aumento della popolazione e dei soldi, una città con industrie, fabbriche e grandi complessi turistici.

Il gioco viene variato ad alcuni eventi casuali come le proteste dei cittadini all’apertura di un nuovo cantiere o gli scienziati che inventano una nuova tecnologia.

Il fenomeno ha fatto la sua comparsa anche all’ultima edizione di Imagine Cup, un  evento organizzato da Microsoft e dedicato agli studenti di ogni nazionalità che premia le migliori idee in fatto di tecnologia e ambiente, che troviamo su Hitech&Scienza:

I vincitori sono stati i Mother Gaia Studios, dal Brasile, con il titolo CityRain, simile a un misto tra Sim City (il videogioco urbanistico per eccellenza) e Tetris, che insegna l’importanza di urbanismo ed ecologia: in pratica, mentre i palazzi cadono dal cielo il giocatore deve rapidamente inserirli nella posizione più ecologicamente sostenibile.

Il team Drunk Puppy, dal Belgio, con il titolo Future Flow si è classificato secondo. Il videogioco premiato, anch’esso simile a Sim City, chiede al giocatore di trasformare una città inquinata in una pulita ed ecosostenibile, utilizzando nuove tecnologie.

I terzi classificati vengono dalla Corea e si chiamano Gomz. Con il titolo Clean Up hanno realizzato un gioco in cui l’obiettivo è ripulire il pianeta (diviso in sezioni a forma di cubo), trasformando le sostanze nocive in energia per mezzo di agenti chiamati Cleaners (ricavati dalla Terra), ognuno dei quali neutralizza un particolare elemento inquinante.

Nel frattempo, gli studiosi cominciano a valutare l’impatto ambientale delle console videoludiche, e i risultati non sono incoraggianti.
Oltre ai componenti inquinanti e alle difficoltà di smaltimento, il dato più impressionante riguarda i consumi energetici, come riporta Ecoblog:

In un studio volto a scoprire quanta energia consumano le console-video di gioco, Il Consiglio per la Difesa delle Risorse Nazionali (NRDC) ha stimato che le console in uso al giorno d’oggi consumano in tutto “16 miliardi di kwh l’anno”, che tradotto con un paragone, “equivale circa al consumo annuale di elettricità di una città come San Diego”, che conta oltre 1.200.000 abitanti.

Noah Horowitz, scienziato presso l’ NRDC e fra i ricercatori che hanno condotto questo studio, ha osservato che spesso i giocatori lasciano accese le console mentre non stanno giocando per poter riprendere a metà del livello, che non può essere salvato e ricaricato nello stesso punto quando il dispositivo viene spento.

Continua Tecnomagazine:

La ricerca statunitense ha messo a confronto le tre console leader del mercato: la Wii di Nintedo, la Xbox di Microsoft e la PlayStation di Sony. E’ emerso che la Wii consuma meno delle rivali con 16 watt all’ora, mentre Sony è la più assetata di energia con 150 watt all’ora. Nel mezzo c’è la console targata Microsoft con 119 watt, un consumo tutto sommato accettabile. PlayStation e Xbox hanno introdotto nelle loro ultime versioni interessanti opzioni di spegnimento, ma lo studio statunitense le ha bocciate entrambe a causa della difficoltà raggiungimento nel menù di sistema e dalla mancata attivazione di default.

Ecologiae offre qualche consiglio per giocare sulle proprie console senza troppi sprechi:

# Utilizzate la modalità di risparmio energetico. Ps3 e Xbox hanno infatti la modalità “risparmio energetico” tra le loro opzioni (i modelli precedenti il 2008 della Ps3 no), quindi non vi costa nulla attivarle.
# Non guardate film sulla consolle. Guardando un film con la nuova tecnologia Blu-ray consuma circa 5 volte in più che guardarlo su un lettore Blu-ray. Stesso discorso anche per i normali dvd.
# Non gettate nell’immondizia le vecchie console. A meno che non conosciate una discarica fatta apposta per i rifiuti elettronici, non conviene gettare nel cassonetto dell’indifferenziata la vostra vecchia console. Questa infatti contiene molte sostanze tossiche (berillio, bromuro e flatati) che sarebbero un vero disastro per l’ambiente. Meglio portarle ai negozi di videogiochi che effettuano la raccolta, i quali provvederanno a smontarle e a riutilizzare i pezzi a disposizione, mentre tutto il resto sarà smaltito a dovere
.

Insomma: la strada da percorrere è ancora lunga, ma la via per una maggiore consapevolezza ambientale passerà - pare - anche per i videogame. (magazine.liquida.it)

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