Rifiuti: i Cip6 non muoiono mai. E la bolletta cresce di 2 miliardi
Tutti gli inceneritori potrebbero presto usufruire dell’estensione degli incentivi statali destinati in origine alle energie rinnovabili
Tutti gli inceneritori di rifiuti (o “termovalorizzatori”, se vi piacciono gli eufemismi…) potrebbero presto usufruire dell’estensione degli incentivi statali destinati in origine alle energie rinnovabili. Lo scrive oggi il quotidiano Milano Finanza sottolineando come a beneficiare degli stessi incentivi alle fonti assimilate alle rinnovabili, (i cosiddetti Cip6) sarà soprattutto la Sicilia.
L’origine del provvedimento è nota. ‹‹Approfittando della conversione dell’ennesimo decreto legge per risolvere la crisi dei rifiuti in Campania - scrive MF - , il governo ha deciso di estendere le tariffe agevolate Cip6 ai termovalorizzatori che bruciano anche la componente “inorganica” dei rifiuti (che in teoria dovrebbe essere differenziata e riciclata), oltre a quella realmente rinnovabile, ossia l’ “organica”». Oltre a rappresentare un assurdo in partenza nella politica ambientale, la mossa del governo si prepara a produrre un aggravio dei costi per i contribuenti. Tutti gli incentivi per le fonti rinnovabili, infatti, sono finanziati dalle bollette dell’energia elettrica e l’assimilazione dei termovalorizzatori alla categoria degli impianti delle rinnovabili genererà un significativo aumento dei costi. Si calcola che la spesa dei cittadini risulterà così maggiorata di circa 2 miliardi di euro.
Secondo quanto reso noto dalla Direzione Generale per l’Energia e le Risorse Minerarie, 1,6 dei 2 miliardi di spesa aggiuntiva saranno destinati alle regioni del Sud Italia. La grande maggioranza dei suddetti (1,4 miliardi) andrà a finanziare i soli impianti siciliani. A questa somma vanno poi aggiunti gli 1,9 miliardi che il Governo ha già destinato agli inceneritori campani ubicati ad Acerra, Santa Maria La Fossa, Napoli e Salerno.
Secondo i dati del Gse, precisa ancora MF, nel 2006 gli incentivi alle fonti “assimilate alle rinnovabili” si sono portati via 4,3 dei 6,1 miliardi degli incentivi Cip6. (articolo di valori.it tratto da procida.blogolandia.it)
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15 dic 2008 redazione 9online
[...] I CIP6 NON MUOIONO MAI, E LA BOLLETTA CRESCE DI 2 MILIARDI [...]
A volte ritornano.
In certi casi per fatalità; in altri, per più o meno strane (o volute?) coincidenze; in altri ancora, anche per necessità.
Ma quando quel “a volte” si ripete un po’ troppo spesso (per non dire: sempre), allora il “ritorno” è dovuto ad un motivo solo: per convenienza, mascherata da ineluttabile necessità.
Sto parlando del “famoso” CIP6: un giusto e importante incentivo, funzionale ad una specifica politica energetica (favorire le fonti di energia rinnovabili), trasformato, di fatto, in un’iniqua sovvenzione ai “soliti noti”.
In sostanza, non si incentivano solo le fonti rinnovabili, ma anche quelle “assimilate” – per diktat (legislativo) politico – alle rinnovabili…
Convenienza, dicevo.
Per qualcuno.
Ma presa in giro per tutti gli altri, ambiente e consumatori in prima linea…
Ci(p) 6, ce la fai, sei connessa?, viene da chiedere alla nostra “classe” dirigente, anche se la risposta mi sembra scontata…
http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/12/cip-6-ce-la-fai-sei-connesso.html
A proposito del finanziamento agli inceneritori tramite CIP6:
http://www.terranauta.it/a1412/rifiuti_e_riciclo/sovvenzione_pubblica_agli_inceneritori_anomalia_tutta_italiana.html