Eco-News

Fulvio Conti (Enel): “il nucleare è sicuro e pulito”

“Il nucleare fa parte della soluzione: nel nucleare non c’e’ niente che vada contro la responsabilita’ sociale ed ambientale“. E’ quanto ha affermato l’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti nel suo intervento al ‘Sustainability day‘ organizzato dallo stesso gruppo energetico. “Il nucleare - ha sottolineato il top manager - e’ piu’ pulito e piu’ sicuro. E’ piu’ responsabile migliorare la tecnologia nucleare che criticarlo a priori, e lo dimostreremo- ha aggiunto Conti - a chi ha paura, sospetti e pregiudizi senza fondamento. Non c’e’ nulla piu’ del sospetto infondato che puo’ creare danni a tutto il Paese”. Parlando poi del dibattito politico sulle centrali, l’amministratore delegato dell’Enel ha osservato che “l’opposizione e’ contro il nucleare, non all’interno del Governo ma tra i politici“. E ai giornalisti che gli chiedevano cosa ne pensi del contenzioso tra il Governo e alcune regioni che non vogliono ospitare il nucleare, Conti ha risposto indirettamente facendo presente che “il problema non e’ lo scontro ma l’incontro di un Paese con le sue capacita’, le sue tecnologia e la sua capacita’ innovativa”. “Credo che ci sia sicuramente bisogno - ha detto ancora Conti - di un forte confronto e colloqui con lo scambio di informazioni sull’evidenza empirica e l’evidenza scientifica: i fatti che gia’ oggi dominano il mondo dell’energia dimostrano come il nucleare sia efficiente, sicuro e sia alla portata di un paese che gia’ lo usa in maniera inconsapevole visto il 15% dell’energia consumata in Italia e’ nucleare”. Leggi tutto »

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Eco-News

Sicilia: Bellolampo, di chi è il percolato?

“E’ innegabile che il problema del percolato a Bellolampo esiste, ma la gestione della discarica è di competenza dell’Amia. Io come commissario straordinario ho piuttosto l’obiettivo di creare nuovi spazi di abbancamento per i rifiuti“. Lo ha detto il Prefetto di Palermo, Giancarlo Trevisone, a margine della presentazione del progetto ‘Palermo differenzia’, commentando il sopralluogo di venerdì scorso dei pm Maria Teresa Maligno e Geri Ferrara a Bellolampo, per la presenza di una grande pozza di percolato, prodotto dalla decomposizione dei rifiuti e che potrebbe inquinare le falde acquifere della zona. “E’ pur vero che in Prefettura - ha continuato - da tempo è attivo un tavolo che coinvolge la Regione, il Comune, la Provincia, l’Amia e l’Arpa, proprio per cercare di eliminare questa pozza di liquido che si è creata anche a causa delle abbondanti piogge. Non a caso, infatti, il 90 per cento del percolato è acqua piovana”. Leggi tutto »

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Comunicati stampa e segnalazioni

A. Gatto, WWF: Regi Lagni, la storia e le proposte

Pubblichiamo l’analisi del dott. Alessandro Gatto (responsabile settore rifiuti del WWF Campania) sui Regi Lagni, il sistema di canali borbonici che fu vanto ingegneristico e naturalistico dell’Italia Meridionale, utilizzato poi come facile e incontrollata via di scarico di liquami, rifiuti industriali e sostanze tossiche di varia natura trasformando tutta la zona in uno dei siti più inquinati d’Italia.

REGI LAGNI: ANALISI E PROPOSTE DI RISANAMENTO

Premessa storica:

I Regi Lagni sono nient’altro che il frutto della ricanalizzazione, una decina di chilometri più a nord, dell’antico fiume Clanio (Clanis) che scorreva nei territori dell’agro aversano e sfociava naturalmente nel lago di Patria (attualmente denominato semplicemente lago Patria). Questa opera di ricanalizzazione avvenne per volere di Don Pedro Fernandez de Castro, vicerè di Napoli tra la metà del 1500 e l’inizio del 1600. Quindi da quel momento (precisamente l’opera fu conclusa nel 1616) scomparve il fiume Clanio e si ottenne il sistema dei canali denominato “Regi Lagni”. Nel tempo l’opera idraulica ha sempre avuto un rapporto di sufficiente integrazione con la natura e l’ambiente circostante, tant’è che si ricorda ancora che fino alla fine degli anni ’60 del secolo scorso, in primavera, i Regi Lagni si riempivano di pesci ed altri animali, c’era una forte abbondanza di anguille e di gamberi di fiume (indicatore biologico di qualità dell’ecosistema fluviale). Sulle rive dei Regi Lagni si poteva udire il forte canto degli usignoli di fiume e di altre specie legate all’ecosistema fluviale. Nei Regi Lagni e nei canali affluenti, nel periodo estivo, si potevano ammirare le balle di canapa che venivano lasciate macerare in acqua e tutto era ben inserito nel contesto naturale. Poi l’oblio!!!

Situazione attuale:

La mancata depurazione degli scarichi sia umani, sia agrozootecnici, l’avvento dell’industrializzazione in Terra di Lavoro e la perversa coibentazione del letto del canale e l’irregimentazione delle acque con argini di cemento hanno trasformato questi canali in uno dei corsi d’acqua più inquinato e degradato d’Italia. Negli anni ’70 del secolo scorso, con la forte urbanizzazione delle aree limitrofe ai Regi Lagni e la nascita delle aree ASI (le aree industriali), iniziò una corsa allo “scarico selvaggio” , sia di acque nere di origine umana ed animale, sia di liquami tossici industriali. Nel 1986 fu decisa e realizzata l’opera di confluenza dei tre vecchi canali che costituivano i Regi Lagni in un grande bacino con la cementificazione del letto e degli argini di quest’ultimo. Leggi tutto »

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Comunicati stampa e segnalazioni

Navi dei Veleni, incontri con Gianni Lannes

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Natale de Grazia:

Incontro dibattito
SEGRETI & VELENI
AMANTEA
- Martedì 9 febbraio - ore 19,00
Sala convegni MEDITERRANEO Palace hotel

Presentazione del libro
NATO: COLPITO E AFFONDATO
di Gianni LANNES
con dibattito su “Navi dei veleni” e segreti di Stato.

«Il relitto di Cetraro non è il Catania» lo afferma il giornalista Gianni Lannes che sostiene di averne le prove, smentendo le dichiarazioni della ministro Prestigiacomo.

Gianni Lannes sarà in Calabria dal 9 al 12 febbraio per la presentazione del suo libro “Nato: colpito e affondato”. Con lui parleremo di Navi dei Veleni, Segreti di Stato…e mostrerà le prove delle sue affermazioni sul “Catania”.

Gianni Lannes, giornalista scortato dalla polizia di Stato per i numerosi attentati subiti durante le sue inchieste giornalistiche, non solo sulle “navi dei veleni”, sarà in Calabria:

9 febbraio: Amantea (CS) Mediterraneo Palace Hotel ore 19,00
10 febbraio: Cosenza – Unical aula Filol8 ore 10,30 – Libreria Ubik ore 17,00

11 Febbraio: Cetraro (CS) – Palazzo del Trono – ore 18,00

12 febbraio: Reggio Calabria – sede dell“Associazione piccola Opera Papa Giovanni Onlus”- ore 17,00 Leggi tutto »

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Eco-News, video

Vendola spiega a Fitto perchè la Puglia non vuole il Nucleare

Le scorie nucleari hanno una vita di decine di migliaia di anni. Questa è un’ipoteca per le future generazioni. La Regione Puglia ha votato una legge contro il nucleare, votata anche da tutti i gruppi politici. Eppure tu a Roma, quella legge, l’hai impugnata, evocando la Costituzione che solitamente volete cambiare, e dimenticando la tua battaglia per il Federalismo, per cui ogni Regione dovrebbe decidere in autonomia.


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Eco-News

Nucleare: quella montagna di rifiuti radioattivi europei

Una parte arriva dalle centrali nucleari e una parte è prodotta dal settore della ricerca, dal settore medico, tra cui la diagnostica medica o le terapie per curare i tumori, e da alcuni settori industriali

Sono 40mila i metri cubi di rifiuti radioattivi prodotti ogni anno nell’Unione Europea a 25 di cui una parte arriva dalle centrali nucleari e una parte e’ prodotta dal settore della ricerca, dal settore medico, tra cui la diagnostica medica o le terapie per curare i tumori, e da alcuni settori industriali. A tracciare con l’ADNKRONOS il complesso quadro europeo sulla quantita’ di rifiuti radioattivi prodotti ogni anno in Ue e’ Stefano Monti, ingegnere nucleare, Responsabile della definizione dei programmi di ricerca e sviluppo sul nucleare da fissione dell’Enea e presidente di Siet.

“L’eventuale impatto ambientale prodotto da una centrale nucleare -afferma Monti- deriva principalmente dalla gestione dei rifiuti radioattivi. L’emissione di radioattivita’ nell’ambiente circostante, durante il normale funzionamento di un impianto nucleare, e’ irrilevante, in quanto inferiore al fondo naturale, cioe’ alla radioattivita’ naturale, e non esistono emissioni di altra natura che possano avere un impatto ambientale. E per dare la dimensione del problema dei rifiuti radioattivi, ogni anno vengono prodotti circa 40.000 m3 di rifiuti radioattivi, pari a 90 cm3 per persona, nell’Unione Europea a 25, dove l’energia nucleare contribuisce per circa il 31% del fabbisogno complessivo di energia elettrica nel 2009″.

“La maggior parte di questi rifiuti, circa 36.000 m3 per anno, -continua Monti- sono rifiuti a bassa e media attivita’, la cui radioattivita’ decade a valori trascurabili nel giro di qualche secolo. La quantita’ rimanente, circa 4.000 m3 per anno, e’ invece rappresentata da rifiuti a bassa e alta attivita’ ma a lunga vita, la cui radioattivita’ cioe’ impiega da migliaia a centinaia di migliaia di anni per decadere a valori trascurabili. E come dato di paragone, bisogna ricordare che ogni anno in Europa si producono 1.000 milioni di metri cubi di rifiuti industriali di cui 10 milioni di metri cubi di rifiuti industriali tossici che non sono meno pericolosi di quelli nucleari per la salute dell’uomo e dell’ambiente”. Leggi tutto »

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Il Ministro Zaia ribadisce: No al nucleare in Veneto

«Il Veneto ha già dato, mai una centrale qui». Zaia, ministro dell’Agricoltura e candidato alla presidenza della Regione

«Il federalismo va meritato. Se il diritto all’autodeterminazione di una comunità è invocato da chi ha sommerso intere città di rifiuti, beh… il sospetto di strumentalità è legittimo». Luca Zaia oggi si trova a cavallo di più mondi. Da ministro all’Agricoltura, appartiene al governo che ha appena impugnato davanti alla Consulta le leggi contro le centrali nucleari di Basilicata, Campania e Puglia. Da leghista e federalista, dovrebbe aborrire i tentativi centralisti di bloccare istanze che nascono nelle Regioni. Da candidato presidente del Veneto, infine, nutre «la più totale perplessità riguardo alla realizzazione di impianti nucleari in Veneto».

Ministro, come riesce a comporre questa molteplicità di ruoli e posizioni?
«Guardi che non è difficile. Tra l’altro, questa per il federalismo è una fase costituente. I posteri, quando guarderanno a questi anni, potranno forse notare alcune distonie: un governo che predica il federalismo e dall’altra parte lo contrasta. La verità è semplice: oggi il federalismo ancora non c’è».

E dunque? È una buona ragione per bloccare il diritto all’autodeterminazione?
«È una buona ragione per fermare alcuni tentativi elettoralistici di fermare infrastrutture utili a riportare il bilancio energetico nazionale in attivo».

Non sarà semplicemente che quelle Regioni sono amministrate dal centrosinistra?
«Non sarà piuttosto che certi provvedimenti, se vengono da Regioni che han lasciato che le loro strade si riempissero di rifiuti, consentono di dubitare dell’afflato che li ha determinati? Non voglio generalizzare, ma alcune di queste realtà presentano situazioni imbarazzanti di cattiva gestione della cosa pubblica. Il federalismo va meritato». Leggi tutto »

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Porto Marghera, Pettenò (Prc): “Urge tavolo regionale”

Grande preoccupazione per la situazione di incertezza che sempre piu’ si manifesta in riferimento alla vicenda del polo chimico di Porto Marghera”, viene espressa, in una nota, dal consigliere regionale veneto di Rifondazione ComunistaPietrangelo Petteno’, il quale rileva che ”nonostante le rassicurazioni, le dichiarazioni di impegno, le aspettative create per i lavoratori alla ricerca di una sicurezza occupazionale da tempo minacciata, e’ evidente a tutti l’inconsistenza degli impegni reali, la mancanza di passi avanti concreti”. Leggi tutto »

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Il Governo dei Rifiuti. Analisi del “post” emergenza

Dopo la militarizzazione, il governo affibbia i debiti della gestione straordinaria ai comuni. E li scippa della Tarsu, la tassa urbana. Come il governo gestisce l «affaire» monnezza in Campania

EMERGENZA CONCLUSA PER DECRETO
L’emergenza rifiuti sotto il Vesuvio è finita, non perché il problema sia stato risolto ma perché il governo l’ha stabilito con decreto legge, come piace al presidente del Consiglio. Così il 30 dicembre scorso sono arrivate le “Disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania”. Nel pacchetto di Natale anche un bel regalo per il fido Guido Bertolaso, con un paio di norme sul post emergenza in Abruzzo e, soprattutto, le disposizioni sulla privatizzazione della Protezione civile. In attesa della conversione in legge, i comuni campani hanno organizzato riunioni e schierato le truppe mentre il sindaco di Salerno e candidato alla presidenza della Regione, Vincenzo De Luca, incita alla disobbedienza civile invocando un bel Tso, cioè il trattamento sanitario obbligatorio, per gli estensori del decreto. Che in effetti assomiglia a una bomba piazzata direttamente sotto le fondamenta dei municipi della regione. Tira aria di vendetta e sembra che i suggerimenti della Lega nord siano stati messi ancora una volta a frutto.
Il decreto
La norma prevede che «le somme dovute dai comuni alla struttura del Sottosegretario di Stato (…), in relazione al ciclo di gestione dei rifiuti, sono recuperate mediante riduzione dei trasferimenti erariali, nonché in sede di erogazione di quanto dovuto per la compartecipazione al gettito Irpef e per la devoluzione del gettito d’imposta Rc auto». Cioè, nel caso di Napoli, lo stato taglierà alla fonte parte del gettito dovuto fino a ripianare il debito di 130 milioni di euro, quantificato dalla stessa strutta commissariale, accumulato nel periodo che va da giugno 2008 al 30 dicembre scorso. La liquidazione dell’enorme massa di debiti viene affidata a una Unità stralcio, che avrà sede nel comando logistico Sud dell’esercito a Palazzo Salerno in continuità, almeno per un altro anno, con l’equazione «militarizzazione del territorio uguale gestione rifiuti in Campania». Leggi tutto »

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Il Governo contro Puglia, Campania e Basilicata: le reazioni

Resisteranno al governo contro il nucleare. Puglia, Basilicata e Campania non intendono cedere alle pressioni arrivate da Roma sulla costruzione di nuove centrali nucleari nel loro territorio. Oggi l’esecutivo ha annunciato il ricorso alla Corte Costituzionale contro le leggi regionali che bloccano i nuovi siti. Ma la risposta dei tre governatori è stata immediata: avanti per la nostra strada. L’attuale governatore della Puglia Nichi Vendola, ricandidato dal Pd, ha promesso battaglia contro le centrali nella sua regione: “Saremo una barriera umana che neppure i carri armati potranno bucare“. Politicamente, aveva detto, l’atteggiamento del governo è “il più brutale ritorno a un centralismo persino autoritario”, con il decreto sulle centrali che “prevarica le autonomie locali e gli enti territoriali“. Ma la Puglia “è una regione dove i cittadini non portano l’anello al naso“. Dura replica anche dalla Basilicata: “Il Governo nazionale vuole censurare una normativa regionale impiantata su una legittima aspirazione e su una legittima convinzione di un intero territorio. Ora si apre un conflitto davvero complicato“, ha detto il presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito De Filippo. Medesima fermezza è stata espressa dalla Campania: la legge regionale sul nucleare rispetta le norme costituzionali e “siamo fiduciosi che la Corte terrà nel dovuto conto i fondamenti giuridici contenenti nella norma“, ha detto il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. (VirgilioNotizie)

ERMETE REALACCI: “E’ una debole ritorsione, visto che gia’ il Governo e’ di fronte alla Corte Costituzionale per l’inaccettabile legge che impone, unico caso in un paese occidentale, anche attraverso la militarizzazione dei siti, la costruzione delle centrali nucleari contro il volere delle regioni e dei territori“, lo afferma Ermete Realacci (Pd) commentando la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare il ricorso contro il nucleare di Puglia, Basilicata e Calabria. Leggi tutto »

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